The Hateful Eight

Film 2015 | Western +16 167 min.

Titolo originaleThe Hateful Eight
Anno2015
GenereWestern
ProduzioneUSA
Durata167 minuti
Regia diQuentin Tarantino
AttoriSamuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demián Bichir Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, Channing Tatum, James Parks, Dana Gourrier, Zoe Bell, Gene Jones, Keith Jefferson, Lee Horsley, Craig Stark, Belinda Owino, Bruce Del Castillo.
Uscitagiovedì 4 febbraio 2016
TagDa vedere 2015
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,44 su 180 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Quentin Tarantino. Un film Da vedere 2015 con Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demián Bichir. Cast completo Titolo originale: The Hateful Eight. Genere Western - USA, 2015, durata 167 minuti. Uscita cinema giovedì 4 febbraio 2016 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,44 su 180 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Otto viaggiatori bloccati dalla neve si rendono presto conto che, forse qualcuno non è chi dice di essere e che, probabilmente, non sarà facile per nessuno raggiungere Red Rock. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes e 2 candidature a BAFTA. In Italia al Box Office The Hateful Eight ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 8,3 milioni di euro e 58,1 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,44/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,19
CONSIGLIATO SÌ
Pièce western che concilia autorialità e blockbuster e prosegue il processo di politicizzazione del grande cinema di Tarantino.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 28 gennaio 2016
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 28 gennaio 2016

Lungo i sentieri rocciosi del Wyoming, una diligenza corre più forte del vento. Un vento che promette furia e tempesta. Ultima corsa per Red Rock, la diligenza si arresta davanti al Maggiore Marquis Warren, diligence stopper e cacciatore di taglie nero che ha servito la causa dell'Unione. Ospitato con riserva da John Ruth, bounty hunter che crede nella giustizia, meno negli uomini, Warren lo rassicura sulle sue buone intenzioni. Il viaggio riprende ma il caratteraccio di Daisy Domergue, canaglia in gonnella condotta alla forca, lo interrompe di nuovo. La sosta imprevista incontra e carica tra chiacchiere e scetticismo Chris Mannix, un sudista rinnegato promosso sceriffo di Red Rock. Incalzati dal blizzard, trovano rifugio nell'emporio di Minnie dove li attendono un caffè caldo e quattro sconosciuti. Interrogati a turno dal diffidente John Ruth probabilmente nessuno è chi dice di essere.
Secondo western e ottavo film per Quentin Tarantino, The Hateful Eight è ossessionato dalla nozione di identità, reale o supposta dei suoi personaggi e di una nazione perennemente indecisa fra opzione morale e violenza brutale. Ma Tarantino non è Spielberg. Se l'uno riduce in forma di dialogo il potere (Lincoln), l'altro lo esplode con un colpo di fucile e lo schizza sul muro. 'Allungato' sullo schermo, l'autore americano prosegue sul sentiero battuto da Django e sorprende sulla strada per Red Rock una diligenza in fuga dai fantasmi della guerra civile.
Se Come sposare un milionario dimostra che il Cinemascope funziona anche per le gambe di Marilyn Monroe accomodate su una chaise-longue, The Hateful Eight assicura che l'Ultra Panavision 70, glorificazione dello spazio orizzontale, può 'servire' otto bastardi in un interno. Perché Tarantino sceglie di ripristinare un formato abbandonato nel 1966 non tanto e non solo per distendere i paesaggi del Wyoming ma per filmare le interazioni degli attori dentro uno spazio chiuso. Riparati in un rifugio e disposti come pedine su una scacchiera, gli otto hateful di Tarantino agiscono in primo piano e sullo sfondo.
I due livelli di visione permettono allo spettatore di non staccare mai gli occhi dai personaggi e dalla relazione che ciascuno di loro intrattiene con l'altro, in un clima di paranoia che monta. Spinti da un vento polare in un ricovero alla fine del mondo e separati dal mondo, i nostri non smettono di mostrarsi a vicenda documenti, lettere, mandati, ordini di missione, avvisi di ricerca per provare che sono esattamente chi dicono di essere. Ma i dubbi restano e maturano tra una tazza di caffè e un bicchiere di cognac. Sceriffi designati, cacciatori di taglie, cowboy nostalgici, generali in pensione, gangster nomadi, burocrati forbiti, ex soldati incazzati, bianchi, neri, messicani, confederati e unionisti, non manca davvero nessuno nella pièce western di Tarantino, magma incandescente degli Stati Uniti nascenti che scalda i rancori e cova una diffidenza post guerra civile.
La tensione sale lenta dalle piste innevate e si addensa nel rifugio, accomodandosi su poltrone 'macchiate' e avvolgendosi intorno al maggiore di Samuel L. Jackson che alla maniera del dottor Schultz di Christoph Waltz, rivela la sua natura tarantiniana, dominando la parola e le armi. Mediatore tra il film e lo spettatore, Jackson distrae l'occhio mentre l'azione continua e 'avvelena' l'ambiente, caricando di indizi e pallottole le colt. L'intrigo avanza con la meticolosità di un'istruttoria giudiziaria in cui il silenzio è d'oro e la parola parla per ridistribuire i ruoli simbolici dell'avvocato, della vittima, del sospettato. Il film di Tarantino finisce allora per assomigliare a un tribunale che blatera di impiccagioni, omicidi legali, legittima difesa, normalizzazione della violenza, messa a punto della giustizia. Ma di quale giustizia si tratti, al d là del Cristo misericordioso seppellito dalla neve nel piano iniziale, lo comprendiamo presto al cospetto di un branco di iene riunite per 'deliberare' chi meriti la vita. Evidentemente nessuno.
Così la seconda parte di The Hateful Eight, disposta con pazienza e congegnata con un'inusitata forza di concentrazione per l'autore, si abbatte sul film consacrandosi interamente alla messa in scena. Svelamenti di identità, dislocamento dei punti di vista, flashback e voce off frugano nel cuore del già filmato, triturando come d'abitudine e avvicinando gli otto squilibrati alle reservoir dogs. Al diritto e alla verità (di facciata) predicata nei primi capitoli replica nei successivi l'artificio e il godimento di un linguaggio conosciuto, abortendo la catarsi e vomitando letteralmente il 'concentrato' del genere.
Introdotto (nella versione in 70 mm) da un'ouverture, ripartito in cinque capitoli e interrotto da un (vero) intervallo che sgranchisce le gambe e ritarda il piacere, The Hateful Eight ribadisce gli attori di culto (Samuel L. Jackson, Tim Roth, Kurt Russell, James Parks), convoca Jennifer Jason Leigh e Channing Tatum e attesta Walton Goggins e Bruce Dern, che si accordano magnificamente per soddisfare l'intenzione politica di Tarantino. Politica che agiscono nell'arena e sulla partitura originale (e ostinata) di Ennio Morricone, conciliando autorialità e blockbuster.
Parlano allo sfinimento gli hateful eight e quando esauriscono le parole, caricano i colpi e si sparano addosso. Tarantino insiste sul cambio di marcia realizzato con Bastardi senza gloria e sulla politicizzazione del suo cinema, svolta in superficie dalla contaminazione di immaginari e iconografie, innescata al fondo nei dialoghi e portata alle stelle da personaggi che hanno (anche) qualcosa di serio da dire. Dopo aver rinfacciato al western americano classico il suo razzismo e restituito colpo su colpo i torti cinematografici inflitti da D.W. Griffith (Nascita di una nazione), Tarantino guadagna al suo eroe nero un diverso ruolo sociale. Samuel L. Jackson, 'negro di casa' infame in Django Unchained, scende in campo e guadagna sul campo (di battaglia) la sua libertà. Diritto legittimato da una lettera di Lincoln (macguffin millantato e martellante) e speso a uccidere bianchi, incassare ricompense, regolare conti. Cattivo tra cattivissimi non sfugge nemmeno lui alla 'giustizia' tuonante di Ezechiele 25:17 e alla canaglia che non aveva proprio considerato. Nondimeno, più pietoso di un dio vendicativo, Tarantino riconcilia vita e morte sotto la neve. Precipitazione pura e sudario, la neve crepuscolare di Sergio Corbucci (Il grande silenzio) e André de Toth (Notte senza legge) cade su un drappello di miserabili, lascito della Guerra di Secessione nel corpo sociale americano. Tempestosa o inerte copre il nero e il bianco. Non prima di aver (r)accordato dentro l'ultimo quadro la struttura (letteraria) di Lincoln con quella barbara dell'impiccagione, la trattativa con l'azione pura, i principi democratici con le devianze reali. Sipario.

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THE HATEFUL EIGHT
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 6 febbraio 2016
Writer58

"Questo film ha molte similitudini con 'Le iene'. Una delle ragioni per cui 'Le iene' funziona così bene è la suspence. La suspence è come un elastico: continui a tirarla per cinque, sei minuti...se posso tirare l'elastico fino a venticinque minuti, e non si spezza, è ancora meglio!" Quentin Tarantino.

mercoledì 30 dicembre 2015
Michele

Il fattore più sorprendente del cinema di Tarantino è la sua capacità di mettere in scena, con estrema e ammirabile originalità, delle tipologie di trame sostanzialmente vecchie e ormai standardizzate in 120 anni di vita della settima arte. La vicenda che ci presenta in questo suo ottavo lungometraggio è un retaggio e un mescolamento di strutture narrative e archetipi che già sono stati portati sul [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 gennaio 2016
ClaudioFedele93

Sono pellicole sempre dotate di un fascino grottesco ad al contempo realistico, quelle del maestro Tarantino, un uomo che, a suo dire, si è fatto strada nella settima arte per conto proprio, non studiandola in accademia, ma vivendola sul campo ed amandola fino all'inverosimile, osservando attentamente le pellicole altrui, partendo da quel negozio di video-noleggio che possedevano [...] Vai alla recensione »

martedì 16 febbraio 2016
Jack Beauregard

L'ottavo film di tarantino potrebbe essere considerato quasi una summa dei suoi precedenti, con particolare riferimento al primo, Le Jene. Di questo riprende apparentemente la struttura narrativa, anche se in maniera marcatamente più teatrale (non si può non pensare ad agata christie ed al suo "trappola per topi"), ma in realtà se ne discosta: le jene non è un film a sorpresa per lo spettatore, the [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 febbraio 2016
SamueleMei

 Vento gelido, neve, desolazione: un Cristo in croce deformato dal dolore. In lontananza l’ultima diligenza per Red Rock, che avanza sul crescendo cupo e disperato della magnifica ouverture di Ennio Morricone. Schermo nero, titoli gialli sulla neve: così ha inizio l’ottavo film di Quentin Tarantino. Un film inquietante, come solo alcuni capolavori sanno essere.

sabato 6 febbraio 2016
jacopo b98

 Qualche anno dopo la fine della Guerra di Secessione Americana, una diligenza corre tra le montagne del Wyoming. A bordo John Ruth “Il boia” (Russell) accompagna la bandita Daisy Domergue (Jason Leigh) alla forca, ma si imbatte nel cacciatore di taglie Marquis Warren (Jackson), rimasto senza cavallo, e lo prende con sé a bordo.

sabato 6 febbraio 2016
Maurizio.Meres

Questa volta Tarantino ci regala quasi tre ore di suspence in un dark movie western,dove il dialogo intrigante dei personaggi non lascia tregua allo spettatore,in uno scorrere di concetti quasi sempre smentiti dagli stessi ,sembra che la fine non esista diventa quasi una partita a scacchi ma non c'è mai chi fa la prima mossa,ma il finale c'è ed è il nulla,ma con la stupenda citazione letteraria di [...] Vai alla recensione »

domenica 7 febbraio 2016
Alex2044

I titoli di  testa stile western all'italiana , accompagnati dalle musiche , molto evocative del periodo , di Morricone , si presentano come un corto che si potrebbe guardare anche da solo . Tutto molto bello ed i 70mm sono una chicca cinefila non indifferente . Poi , però , il film vero e proprio non mantiene tutte le promesse . Niente da dire per i paesaggi , niente da dire per [...] Vai alla recensione »

sabato 29 ottobre 2016
laurence316

Tarantino ritorna quasi alle origini per il suo ottavo film: se si esclude l'ambientazione western, l'impostazione teatrale ricorda molto da vicino l'esordio più di vent'anni prima con Le Iene. Come sempre, il regista non si risparmia, fra citazioni, autocitazioni, umorismo nero e situazioni paradossali, ma quello che più stupisce (e affascina) è l'abilità [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 marzo 2016
MrDerrickWood

Avete presente la frase "Il ragazzo è intelligente ma poteva impegnarsi di più" che sentivano i vostri genitori durante i colloqui coi vostri insegnanti? Ecco questa frase la applicherei proprio per The Hatefull Eight, ottava fatica di Quentin Tarantino. Non fraintendetemi il film è ottimo su tanti fronti (la colonna sonora composta dal maestro Ennio Morricone soltanto ha vinto l'Oscar) ma alcune scelte [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 febbraio 2016
raffiraffi

Cosa accade a una nazione che ha armato il proprio popolo fino ai denti, nutrendone l'anima con il denaro? Che si crea una nazione di assassini pronti a uccidere per denaro, dal momento che la vita non vale più nulla. Il mito leggendario di Abramo Lincoln è diventato una menzogna che, tuttavia, ancora fa presa sull'immaginario collettivo del popolo americano.

giovedì 3 marzo 2016
Dave San

In primo piano sulla locandina spiccano le spalle ammantate di un pistolero. Al suo fianco le spalle di altri tre personaggi, circondati dalla neve e dal gelo. Sullo sfondo l'emporio di Minnie simile a un casale di Raimi. Davanti alla casa i quattro "coinquilini" si parano sullo sfondo. La scenografia è composta dalla stalla, dall'emporio e da una latrina simile agli odierni bagni chimici, distante [...] Vai alla recensione »

mercoledì 30 marzo 2016
paolorol

All'estero la critica  è  stata unanime  nel giudicare questo film come mediocre. Fa eccezione come spesso succede l'inchino della critica nostrana, sempre pronta all'osanna  nei confronti della produzione tarantiniana.  Non salverei molto di questo film.  Butterei a mare persino l'Oscar attribuito ad Ennio Morricone per una colonna sonora orrenda, [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
dario

E' un film sbagliato, si è divertito solo Tarantino. Una vicenda dilatata, compiacuta, esagerata, senza una logica (troppi mort ammazzati, perchè anche il vecchio?). Troppe parole e troppa crudelta (tanto che diventa incredibile, virtuale, da fumetto). Strana lentezza per Tarantino. molto rumore per nulla. Caduta verticale del regista, incapace persino di raccontare come sa.

lunedì 30 maggio 2016
Luca1968

Che delusione! Ho atteso mesi per vederlo in dvd poichè l'avevo perso al cinema e le aspettative erano altissime. Io non sono un tarantiniano convinto. Le iene era molto interessante. Pulp Fiction un film dalle due facce: strepitosa quella con Travolta, orribile quella con Willis. Jackie Brown da dimenticare. Kill Bill affascinante ma esagerato.

martedì 17 maggio 2016
Liuk

Film dal doppio volto. Una parte iniziale in stile giallo ambientata in una drogheria del far west: molto godibile ed interessante, con una grande attenzione nella descrizione dei personaggi. Poi il delirio finale, in puro stile Tarantiniano ma senza un reale scopo cinematografico o di trama: lo splatter. Teste che esplodono, sangue ovunque, violenza ad ogni costo.

venerdì 25 novembre 2016
Riccardo Tavani

La scena finale del film lo confessa: si è trattato solo di un trucco. Quella fasulla lettera del Presidente Lincoln al Maggiore Marquis Warren racchiude in sé tutto il senso del film: da appallottolare e gettare via.   Tarantino serra claustrofobicamente la grande epopea western dentro un unico ambiente chiuso, trasformandola in un dramma teatrale per interni, nel quale le armi [...] Vai alla recensione »

domenica 29 gennaio 2017
fedeleto

Una diligenza con un bounty killer ammanettato con una do nna ricercata e' diretta a Red Rock e  soccorre due uomini, un cacciatore di taglie e un futuro sceriffo. Arrivati a destinazione sembra tutto molto strano e misterioso, qualcuno forse vuole liberare quella ragazza, ma chi è? Tarantino ( pulp fiction, le iene) dirige un western dall'ambientazione alla grande silenzio di Corbucci, [...] Vai alla recensione »

martedì 7 febbraio 2017
florentin

Lungo, ripetitivo,e anche oltre l'esagerazione 'normale' Tarantiniana. E' il suo 8^ film. E s'è inventato il SuperPanavision 70. Certo il Colorado (non il Wyoming: set nei dintorni di Telluride, poi ...Patagonia?) innevato non è male e l'invenzione della porta schiodata e chiodata ad ogni entrata/uscita, nemmeno.

sabato 11 marzo 2017
GUSTIBUS

Che questo sia un film di Quentin TARANTINO non ci sono dubbi.Dialoghi smisurati,inquadrature infinite,sangue a fiumi.Qui in un contesto quasi western..L'ho trovato molto bello fino a meta'film(dura quasi 3ore)..poi un esagerazione dietro l'altra.Si andava quasi nell'horror..fino al sorriso per il braccio appeso alla donna impiccata(j.

lunedì 25 luglio 2016
ilsettimosamurai

Di solito gli spettatori di Tarantino mi spaventano. D'altronde Tarantino può essere uno specchietto per le allodole, una rivoluzione annunciata. Il pubblico si fa affascinare dalle sue mosse ad effetto e dal fatto che lo colpisca alla pancia. Eppure questo autore che si crogiola in una mitomania cinefila, che mischia le carte come un prestigiatore post moderno, tra citazioni, colpi d'effetto [...] Vai alla recensione »

domenica 3 luglio 2016
Portiere Volante

Peccato. Fotografia,costumi e ambientazione di altissimo livello ma troppe esagerazioni di contorno. Attori bravissimi (su tutti Jackson) e personaggi molto affascinanti,purtroppo la sceneggiatura non sostiene la baracca. C'è un poco di Agata Christie (nella fattispecie Dieci Piccoli Indiani con ospiti che cadono ad uno a uno) ,un poco di Sherlock Holmes (quando il maggiore ipotizza sull'a [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 giugno 2016
ruggero

Non desidero qui esprimermi sulle caratteristiche tecniche del film (Fotografia,musica,scenografia etc),ma esprimere un giudizio sul film e i suoi personaggi.Come in tutti i film di Tarantino,non esiste la moralità,non esiste un solo umano che possa essere chiamato uomo con la U maiuscola.Scene ridicole di uomini che in punto di morte ridono beatamente e assurdità del genere "Tarantino&qu [...] Vai alla recensione »

domenica 26 agosto 2018
rmarci 05

Quentin Tarantino, dopo "Bastardi senza gloria" e "Django Unchained", continua a sfuttare il contesto storico di alcuni generi cinematografici per inserire dei contenuti politici nelle sue opere: se in "Bastardi senza gloria" il cinema di guerra era un pretesto per raccontare il desiderio di vendetta degli ebrei e le atroci azioni compiute dal Regime Nazista, in "The [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 aprile 2017
Simba

Un' altra perla per mr. Tarantino.                                                                                                         [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 giugno 2017
Noia1

Otto loschi figuri si ritrovano bloccati in un saloon durante una tempesta di neve. Tarantino la sua personale visione della società l’ha sempre data in modo più o meno grottesco e più o meno velatamente, n forma di satira o di crudele apologo più o meno scorretto e sempre politicamente insopportabile. Mai però la sua visione è stata tanto arrabbiata [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 novembre 2016
Des Esseintes

È un film disperato, appena appena compiaciuto degli orrori e della angoscia che rappresenta, pensato e girato con l'evidente intento di parlare del mondo di oggi, quello in cui viviamo che (forse) si avvicina inesorabilmente a una catastrofe alla quale manca la prospettiva certa di una palingenesi. La musica è molto ben fatta ma anche lì manca qualcosa: un tema forte, una [...] Vai alla recensione »

martedì 16 febbraio 2016
Achab50

La penso così: Quentin Tarantino aveva voglia di rifare Pulp fiction ma siccome non è uno scemo l'ha ambientato un paio di secoli prima. A raccontarla la storia fa sbadigliare: un film girato praticamente tutto in interni e basato sul dialogo ad otto? Che noia, e poi non ci ha sfracassato già gli zebedei la vecchia Agata coi suoi piccoli indiani? Invece il regista sa che l'appa [...] Vai alla recensione »

domenica 3 luglio 2016
Nicola1

Concordo che il film non è per niente originale, più "La cosa" di Carpenter che "Le iene" (la presenza di Kurt Russell, l'ambientazione sotto la neve e la claustrofobica stanza, il cappello di Parks, Ennio Morricone, il who's who, la conclusione con due protagonisti rimasti vivi) Però si fa guardare e soprattutto diverte.

domenica 22 maggio 2016
khaleb83

Tarantino può non piacere e può essersi espresso più volte sotto tono rispetto agli standard cui ci ha abituato, ma difficilmente può lasciare indifferenti. E questo film potrebbe facilmente non piacere: ha una ritmica non sbagliata ma assolutamente strana, un crescendo costante che però per riempire l'intera pellicola (magari un po' troppo lunghetta per quel [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 febbraio 2016
ElPaneZ

 NO SPOILER: Tarantino ci porta in un mondo violento, estremo, fuori dagli schemi, folle e delirante. Una pellicola di tre ore ambientata in un unica sala che da vita a colpi di scena mozzafiato, ad un improbabile susseguirsi degli avvenimenti e ad una caratterizzazione dei personaggi pressoché tridimensionale e profonda come solo LUI sa fare.

venerdì 12 febbraio 2016
paolp78

 Non sono un fan accanito di Tarantino, ma il suo cinema mi piace: se infatti scorro i titoli dei suoi film mi accorgo di averli visti tutti; e mi accorgo che, qualcuno più e qualcuno meno, mi sono piaciuti tutti, eccetto “Le Iene”. “The Hateful Eight” mi ha annoiato molto e francamente non mi è piaciuto affatto.

venerdì 4 marzo 2016
A.I.9lli

è il più claustrofobico dei film di Tarantino: c'è una bufera, ci sono otto persone chiuse in una baita, otto segreti, otto storie in cui non c'è minima traccia di buone intenzioni. é un western, come Tarantino stesso lo ha definito, ma la struttura ricorda tanto un giallo alla Agatha Christie, la storia si sviluppa in itinere, sul flusso degli eventi, la [...] Vai alla recensione »

martedì 16 febbraio 2016
Maramaldo

quanta bravura sprecata! I Detestabili, otto; ispirazione/originalità/emozioni genuine, zero". Queste le critiche, in sintesi. Non di meno, nessuno si sognerà mai  di mancare un solo Tarantino. Anzi, c'è chi aspetta il nono... parto del quale, dato il vezzo delle metafore autobiografiche, potrei anticipare il titolo, The Nine Sons of a Bitch.

martedì 9 febbraio 2016
Francesco2

Dopo un inizio didascalico e "crocifisso", che già non promette nulla di buono, Tarantino prosegue le sue in-cursioni ed es-cursioni nella Storia; quella -ufficialmente- con la "S" maiuscola, quella che in "Inglorious Bastards" si prende(va) la sua rivincita, complice ed al contempo schiacciata dal cinema (scritto, in una scena, coi caratteri maiuscoli) durante l'incendio finale.

sabato 6 febbraio 2016
goldy

Non mi si venga a sostenere che nelle intanzioni di Tarantino c'era quella di fare un film politico!  Se  davvero questo era il suo intento,  beh!  non appare. Più banalmente, Tarantino ripropone la sua ennesima ricetta di abile costruttore di  scene da macelleria per consolidare la sua posizione in classifica di massimo esponente del cinema splatter.

venerdì 5 febbraio 2016
ThatFilm!

Il bianco candore delle montagne del Wyoming. La potenza della natura e la grandezza del paesaggio. Poi, il mondo si restringe, tutto si compressa. Prima in una diligenza in viaggio per Red Rock. Poi in una baita in mezzo al nulla, in cui i rapporti tra gli otto personaggi si intrecciano e si crea la premessa per la conclusione, piena e grottesca, come tutto il film, d'altronde.

martedì 16 febbraio 2016
Onufrio

Tarantino prosegue col filone western aggiungendo forti venature thriller; la prima parte è una continua ed estenuante attesa, un lungo viaggio immersi fra meravigliosi scenari innevati verso Red rock; nella seconda parte, presso l'emporio di Mannie, tutti i nodi verrano al pettine anche attraverso una brillante sceneggiatura con alcune scene geniali.

venerdì 12 febbraio 2016
nonhosonno2015

Film visionato nella versione estesa di 187 minuti in pellicola 70mm con non altissime aspettative e direi che sono state rispettate. Nel complesso un buon film. Il cast, ottimo, sono i fedelissimi di Quentin, la sceneggiatura è convincente nonostante sia stata modificata (per cause di forza maggiore) in corsa, i dialoghi sono prolissi e talvolta estenuanti, splatter onnipresente.

giovedì 11 febbraio 2016
Fogazzaro

Ecco uno dei film che rappresenta al meglio la tanto discussa affermazione del regista Tarantino, quando sosteneva che. "Il mio cinema o si ama, o si odia".  Infatti ritengo che lo spettatore medio non apprezzerà a pieno questa opera cinematografica senza essere già un fan affermato di Quentin o senza essere cosciente di come "fa" cinema Tarantino.

martedì 9 febbraio 2016
SirGient

La diligenza corre, è vero,  paesaggi innevati fantastici, altrettanto vero. La storia comincia così ! Tutto il resto salta a bordo come per caso... forse troppo per caso,.. espedienti molto simili per chiedere un passaggio o la mera realtà? Stessa scusa volutamente creata da Tarantino, mancanza di fantasia o mancanza di fiducia verso i cavalli? Sta di fatto che tutto questo [...] Vai alla recensione »

martedì 1 marzo 2016
Tony K.L. Foster

Parte no spoiler:   Trovo sempre molto complesso fornire un'analisi oggettiva di Tarantino, dato che potrei parlare per ore ogni volta che mi viene chiesto un parere su questo autore. So di dover rianalizzare il responso che potrei dare a caldo, perché sarebbe totalmente pro Tarantino. Eppure mi rendo conto che la creatività così ironicamente sadica di questo [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 febbraio 2016
parieaa

Con questo suo ottavo film Tarantino esprime tutto sè stesso e la sua idea di cinema, prendendo un po' da Le Iene, un po' da Pulp Fiction, un po' da Agatha Christie, un po' da John Carpenter, un po' da Sergio Leone, un po' da Sergio Corbucci e chi più ne ha più ne metta. Il risultato è comunque un film estremamente personale e, per la prima volta, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 febbraio 2016
Flyanto

Che il cinema di Quentin Tarantino sia alquanto originale e tenda, volente o nolente, a stupire il pubblico nelle sale cinematografiche, è risaputo, ma con "The Hateful Eight" , l'ultima sua opera, egli tocca l'apice (o quasi?!?) dell'eccesso e dello stupore.  La vicenda, collocata nel secolo scorso ed ambientata nelle sconfinate terre dello Wyoming, ruota tutta [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 febbraio 2016
enzo70

    Una storia del west, due cacciatori di taglie, la neve del Wyoming, una prigioniera importante, le diligenze, il saloon, che è un emporio, le pistole, il buono, l’aspirante sceriffo, ed il cattivo, tutto gli altri; e poi c’è Tarantino, per cui una storia del west diventa un romanzo fortemente scandito in una scenografia che ricorda un’opera [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 febbraio 2016
SCRIGNO MAGICO

Premetto che non sono un fan di Tarantino, in senso classico. Cioè più che piacermi mi incuriosisce. Non mi dispiace, insomma, ma il genere pulp non è che mi faccia impazzire. Però devo fare una netta distinzione per la prima parte del film, che mi è piaciuta davvero parecchio. Mi è sembrata una pièce teatrale! Se ci fosse stato un'approfondiment [...] Vai alla recensione »

domenica 7 febbraio 2016
elpiezo

Ennesima prova di maturità per l'istrionico Tarantino; otto sinistri personaggi costretti ad una forzata convivenza in uno austero emporio del Wyoming a causa di una bufera di neve. Tarantino racchiude tra quattro mura il lato più crudo di un America ancora scossa dalla guerra civile e ricicla magistralmente il western storico, ricreando tensioni ed atmosfere proprie di un genere considerato alquanto [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 febbraio 2016
jackiechan90

L'ottavo film di Tarantino è un film destinato a durare negli anni e nella memoria dei cinefili di tutto il mondo. Non solo perché ormai i film del regista di Knoxville sono diventati dei veri e propri eventi dopo l'annuncio della fine (tarantino ha affermato che arriverà al 10° film e poi concluderà così la sua carriera da regista) o per il fatto che ha scelto di girare in un formato inconsueto ma [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 marzo 2016
Luca Scialo

Dopo il successo di Django, Queentin Tarantino ci ha preso gusto e ripropone un film sul genere da lui amato: il western. E lo fa affidandosi a un mix di attori fedelissimi, vecchi e più recenti, riprendendo il canovaccio della pellicola che lo ha reso celebre: Le iene. Il risultato finale è un film lungo quasi tre ore, dove non manca certo l'ironia e lo splatter gratuito in pieno [...] Vai alla recensione »

mercoledì 17 febbraio 2016
gabri66

Tarantino, come al solito non sbaglia un colpo......e fin quì niente di nuovo direte! Visto ieri sera in Panavision su uno schermo di 30 mt di larghezza nel cinema migliore d'europa in assoluto.....l'ottavo film del diabolico Tarantino si rivela in tutta la sua maestosità, grazie anche al 70mm. Nei pochi minuti girati all'aperto, paesaggi sconfinati mozzafiato fanno da cornice [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
venerdì 19 febbraio 2016
John Ford

Da qui, dove sono ormai da tanto tempo, mi tengo informato, soprattutto su cose che possono in un certo senso riguardarmi, e interessarmi. Caro Quentin, l'ho visto The Hateful Eight, definito "il tuo secondo western" - ma lo è? -. Di western me ne intendo, lo sanno tutti, l'ho inventato io. Lo sapevo che hai grande successo, e che sei bravo, anche se i nostri stili non possono essere più diversi. Ma è legittimo, il mio ultimo western è di 52 anni fa. Il tuo film mi ha... colpito, questo non vuol dire che mi sia piaciuto.

Caro Quentin, l'ho visto The Hateful Eight, definito "il tuo secondo western" - ma lo è? -. Di western me ne intendo, lo sanno tutti, l'ho inventato io.

Per cominciare, le parole. Oh my Goth, quante! Ti dico che i miei John Wayne, Henry Fonda, James Stewart, Richard Widmark, William Holden e magari qualche altro, messi tutti insieme in tutti i miei film ne hanno pronunciate meno dei tuoi Samuel L. Jackson e Kurt Russell nel tuo. Gli uomini dell'Ovest erano gente silenziosa, c'era poco da spiegare, c'era da agire, una nazione da fare, grandi spazi da percorrere. Quante volte abbiamo visto un cowboy, o uno sceriffo, rimasti a piedi dopo aver dovuto sopprimere il cavallo azzoppato, che fermano la diligenza. Facevano una domanda: "Posso salire?". "Sali", rispondeva il conducente. Tu, Quentin, fai parlare il nero rimasto a piedi, e il cacciatore di taglie che ha noleggiato la diligenza, per venti minuti. Si raccontano a vicenda la propria vita... mah. Parole. Ho fatto fatica a capire tutto. Il nordista nero dice concetti come "laissez faire", cerco di figurarmi la faccia di Wayne se gli avessi messo quella battuta nel copione. Un avventore dell'emporio dove si svolge quasi tutta la vicenda si rivolge al nero, "ehi tu, nubiano". Ho dovuto coinvolgere un ex insegnante italiano che collaborava alle mie produzioni per sapere cos'erano i nubiani. Continuo a dire "nero", lo so che adesso si deve dire afroamericani, ma è una parola troppo lunga, mi si annoda la lingua.

FOCUS
martedì 2 febbraio 2016
Roy Menarini

Un po' di dati, che servono sempre. L'ultimo film di Tarantino non ha funzionato granché in America. Poco più di 50 milioni di dollari guadagnati al cospetto dei 160 di Django Unchained (il più grande successo della carriera del regista) e i 120 di Bastardi senza gloria (secondo in classifica).

Tarantino è un cinefilo, e dei più raffinati. Sepolti tra la neve che assedia l'emporio di Minnie e sotto al pavimento in legno del negozio si nascondono riferimenti di una raffinatezza clamorosa: a un certo punto La cosa di Carpenter e alcuni capolavori di Hitchcock si fondono tra loro per dare vita a una sequenza formidabile.

Se andiamo a vedere le recensioni anglofone, il sito di raccolta delle critiche internazionali Rotten Tomatoes ci avverte che stavolta Tarantino ha convinto il 75% dei critici - comunque niente male - rispetto all'88% e 89% dei due già citati precedenti. Ancora numeri: 75 milioni di dollari il budget di Bastardi senza gloria, 100 milioni quello di Django Unchained, "solo" 44 milioni il budget di The Hateful Eight.

Che cosa ne deduciamo? Che nella filmografia di Tarantino, questo film appartiene alla schiera delle opere minori. Si tratta, notoriamente, di un termine scivoloso per il pubblico, la tipica definizione che ha un senso per lo spettatore normale e un altro, differente, per il cinefilo. Per larga parte del pubblico, quello che sta accogliendo più freddamente del solito Tarantino, opera minore significa un film meno originale e ambizioso degli altri - almeno di quelli più celebrati - ma pur sempre baciato dal talento del regista americano. Per la cinefilia, abituata a mettere in discussione l'apparente ragionevolezza dei pesi e delle misure, e disposta a rovesciare polemicamente classifiche e gerarchie, The Hateful Eight è un film ribaldo, veemente, nascosto e nichilista, e per questo motivo da difendere ancora più calorosamente di un'opera maggiore.

Frasi
"Non un avvertimento, non una domanda. Una pallottola!"
Una frase di Il maggiore Marquis Warren (Samuel L. Jackson)
dal film The Hateful Eight - a cura di Rosemary Cerri
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

All'inizio evoca Ombre rosse di John Ford, con i passeggeri di una diligenza che fanno sosta in una stazione di cambio. Però i viaggiatori sono assediati da una tempesta di neve che li costringe a restare nel rifugio per tutto il film. E qui The hateful eight comincia a innestare sul repertorio western il giallo alla Dieci piccoli indiani: dove i personaggi vengono eliminati uno a uno in un clima di [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Tarantino contro Tarantino. Quando un regista tiene a battesimo uno stile (o un genere), spesso iniziano i guai. Fellini è stato davvero Fellini finché non ha iniziato a essere felliniano. Tarantino rischia di perdersi, o di confondersi con i suoi emuli (Robert Rodriguez, poniamo), proprio perché il pubblico ormai sa fin troppo bene cosa aspettarsi.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Per la sua ottava meraviglia, Tarantino ha girato una sorta di Trappola per topi, con toni horror, all'interno di un film western. Sfruttando un meraviglioso cast che può contare su attori tarantiniani come Tim Roth, Samuel L. Jackson, Bruce Dern, Michael Madsen, per citarne alcuni, ai quali ha afiiancato delle «nuove entrate» come la bravissima Jennifer Jason Leigh (Nomination agli Oscar) e Channing [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Dopo il successo di Django Unchained, Quentin Tarantino ha pensato bene di rimanere nell'ambito del Western, ma rifacendosi per l'impianto narrativo al modello di un classico del mystery quale Dieci piccoli indiani di Agatha Christie; e abolendo la figura centrale dell'eroe. In The Hateful Eight, abbiamo un pugno di personaggi - otto come il numero dei film diretti - che non sono quello che dicono [...] Vai alla recensione »

Pedro Armocida
Il Giornale

Tarantino sì, Tarantino no. Come sempre il regista di Pulp Fiction spacca il pubblico. Anche quello suo, dei suoi stessi fan che si sono affrettati a dire che finalmente ha girato un film migliore di Django Unchained (titolo ancora più divisivo di quest'ultimo). Anche se, a ben vedere, The Hatefrul Eight («gli odiosi otto» ma anche, in inglese come nell'italiano più antico, «che nutrono odio») prosegue [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Un cinema di bastardi assoluti. Chi viene impiccato e ancora più chi tira la corda. Nessuno è esentato: dai cacciatori di taglie ai banditi. Uomini e una donna in un crescendo di cadaveri. Strategia di un gioco al massacro in abbagliante esterno e molto in claustrofobia sublime. Gelo dentro e fuori nel bianco & rosso di neve e strage. Tarantino tira il western a immagine e somiglianza del suo modello [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Se le affidassero a un regista hollywoodiano magari di quelli un po' furbetti, ne tirerebbe fuori un prequel/sequel/spin off di successo. Le vicende che hanno preceduto (e accompagnato) The Hateful Eight (nelle nostre sale il 4 febbraio), il nuovo film di Quentin Tarantino sono infatti quasi uno script a sé: dalle polemiche per la copia scaricata e finita in rete prima ancora dell'uscita americana [...] Vai alla recensione »

NEWS
OSCAR
lunedì 29 febbraio 2016
 

Ennio Morricone ha vinto l'Oscar per la colonna sonora di The Hateful Eight di Tarantino. Dopo la standing ovation il maestro si è ritirato in albergo senza partecipare ai festeggiamenti. A 87 anni il modo migliore per celebrare è una notte di riposo [...]

OSCAR
lunedì 22 febbraio 2016
 

"Penso sia importante il riconoscimento in vita, questo sempre considerando che l'Oscar è una specie di gioco del Lotto". A meno di una settimana dalla cerimonia al Dolby Theatre, Ennio Morricone, dato per favorito con la colonna sonora scritta per [...]

BOX OFFICE
giovedì 11 febbraio 2016
Andrea Chirichelli

Giovedì è giorno di nuove uscite e la maggiore della settimana è Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese che invade i cinema italiani con 550 copie, un numero che potrebbe generare incassi interessanti.

BOX OFFICE
lunedì 8 febbraio 2016
Andrea Chirichelli

Box Office Italia Weekend spumeggiante per Tarantino, che incassa 3,4 milioni di euro con una media per sala superiore ai 5mila euro, decisamente un ottimo risultato che potrebbe garantire al film il superamento di quota 10 milioni di euro (siamo sulle [...]

BOX OFFICE
sabato 6 febbraio 2016
Andrea Chirichelli

The Hateful Eight galoppa veloce e in appena due giorni supera il milione di euro: ieri gran giornata con 549mila euro incassati ed un gap enorme rispetto alla concorrenza, visto che la coppia Verdone/Albanese, seconda, ottiene 245mila euro (4,4 milioni [...]

BOX OFFICE
venerdì 5 febbraio 2016
Andrea Chirichelli

È una gran partenza quella di The Hateful Eight in Italia. Il film di Quentin Tarantino incassa 466mila euro nella giornata e, considerando anche gli incassi delle 3 sale che lo avevano già in programmazione nella sua versione a Ultra 70mm (tra cui l'Arcadia [...]

BOX OFFICE
giovedì 4 febbraio 2016
Andrea Chirichelli

Inizia oggi l'avventura italiana di The Hateful Eight, che parte da una base mondiale di 117 milioni di dollari (52 negli States, dove è andato discretamente ma non benissimo). L'uscita è importante, 670 schermi, una base che dovrebbe garantire al film [...]

CELEBRITIES
mercoledì 3 febbraio 2016
Marzia Gandolfi

Presente in sei degli otto film di Quentin Tarantino, Samuel L. Jackson abbraccia corpo e anima la 'causa tarantiniana', adottandone la verbosità prolissa e il gesto pervasivo. Esibizione pop (e pulp) della cultura fast-food, interpreta magnificamente [...]

CELEBRITIES
lunedì 18 gennaio 2016
Pino Farinotti

Se sei a New York, o a Parigi, a Londra, a Istanbul o a Mosca e dici Fellini, tutti sanno chi è. Se dici Sorrentino o Tornatore... alcuni li conoscono. Ma se dici Morricone è come dire Fellini: lo conoscono tutti.

PREMI
lunedì 11 gennaio 2016
Tirza Bonifazi

La 73a edizione dei Golden Globes, con i quali l'associazione di giornalisti stranieri residenti a Hollywood celebra il cinema e la televisione, ha illuminato il cielo sopra il Beverly Hilton Hotel, dove si è svolta la cerimonia di premiazione che ha [...]

VIDEO
venerdì 16 ottobre 2015
 

Il nuovo attesissimo film di Quentin Tarantino The Hateful Eight è arrivato nella versione italiana ufficiale. Si tratta dell'ottava opera del geniale regista americano, che come per Django Unchained sceglie qui un'ambientazione western ma dal sud schiavista [...]

NEWS
giovedì 13 agosto 2015
 

Se due giorni fa vi abbiamo mostrato il nuovo poster di The Hateful Eight, oggi è la volta del primo teaser trailer ufficiale dell'ottavo lavoro di Quentin Tarantino. Il film, un western sul modello di Django Unchained, è ambientato in Wyoming qualche [...]

NEWS
martedì 11 agosto 2015
 

Il nuovo poster ufficiale di The Hateful Eight, l'atteso western firmato da Quentin Tarantino, mostra i due protagonisti Kurt Russell e Jennifer Jason Leigh in primo piano. Fanno parte del cast anche Samuel L.

winner
miglior colonna sonora
Premio Oscar
2016
winner
miglior colonna sonora
Golden Globes
2016
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