Richard WidmarkData nascita: 26 Dicembre 1914 (Capricorno), Sunrise (Minnesota - USA)Data morte: 24 Marzo 2008 (93 anni), Roxbury (Connecticut - USA) |
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![]() Non piangere, ragazzo bianco, non morirai!
dal film Uomo bianco tu vivrai (1950)
Richard Widmark è Ray Biddle
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Diplomato al Lake Forest College di Chicago, interprete teatrale di repertorio contemporaneo, esordì a Broadway con il dramma Kiss and Tell nel 1943. Si impose nel primo film (che gli valse la nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista, Il bacio della morte (1947, di H. Hathaway), come Tommy Udo, gangster cinico, crudele e sadico che buttava la vecchietta paralitica giù dalle scale. Passò poi in La strada senza nome (1948) al personaggio di un criminale spietato e perfido, variando poi i suoi ruoli. Con notevole perizia e una suggestiva e moderna carica di ambiguità, seppe poi rinnovare altri modelli del film d'azione (western o militare che fosse). Tra i suoi personaggi in divisa, emerge il pubblico ministero di Vincitori e vinti (1961). Presente negli anni Settanta in film di Lumet, Kramer, Aldrich, Crichton, ha lavorato ancora in Blackout (1985), di D. Hickox, e Tutti colpevoli (1987), di V. Schlöndorff. Si ricordano i suoi ruoli in Tutti i figli di Dio (1990) di J. Thorpe e I corridoi del potere (1991) di H. Ross. Interprete di talento, tecnicamente preparato ed esperto, ha recitato in molti film di notevole successo anche televisivo: Madigan (1968, tit. it. Squadra omicidi, sparate a vista, con D. Siegel), Assassinio sull'Orient Express (1974), Fuga per due (1982, di S. Poitier).
Premio Oscar 1947
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Assassinio sull'Orient Express
continua»
Genere Poliziesco, - Gran Bretagna 1974. |
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Vincitori e vinti
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Genere Drammatico, - USA 1961. |
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La conquista del West [2]
continua»
Genere Western, - USA 1962. |
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Il grande sentiero
continua»
Genere Western, - USA 1964. |
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Coma profondo
continua»
Genere Giallo, - USA 1978. |
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Il giallo si addice alla Gran Bretagna. Vittoria, regina di Gran Bretagna e Irlanda, imperatrice delle Indie: sì, la leggendaria Vittoria che regnò per 64 anni. "Gran Bretagna, Irlanda, Indie…" titoli davvero evocativi. L'epoca vittoriana era il centro del mondo. Storia, politica, potenza economica, cultura: al centro del mondo. "Commonwealth" era una delle parole più pronunciate negli ultimi secoli, meno nell'era recente, quasi più nell'era contemporanea. Foreign Office: c'era una rubrica fissa nei giornali radio e nei quotidiani di tutto il mondo, che raccontava i fatti dell'impero, fino a non molto tempo fa. Scrittori come Kipling e Stevenson, come Conrad, Maugham e Forster, britannici nati in Ucraina e morti nel Kent (Conrad), o nati a Bombay e morti a Londra (Kipling), comunque sempre in giro nei due emisferi: sono loro, in quelle epoche, che hanno inventato un parte della nostra più bella educazione sentimentale, e anche culturale. L'incanto, il sogno, l'avventura, le terre lontane e tante terre, l'estremo oriente e il medio, l'India e l'Australia, il Canada, le isole del Pacifico e dei Carabi. Una cultura tutta sui libri, prima che arrivasse il cinema. Quando le coste e le navi, le genti e gli animali, le armi e gli amori, il deserto e le carrozze, i poveri e i ricchi, quasi sempre i ricchi: tutto doveva essere desunto dalla scrittura, sforzo attivo di fantasia, con l'eroe da immaginare, non un Gary Cooper scelto da altri per nostra comodità. E in che grande misura il cinema avrebbe attinto a quegli autori.
| Assassinio sull'Orient Express (1974) | Vincitori e vinti (1961) |
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