Marilyn MonroePiaceva a tuttiNome: Norma Jean BakerData nascita: 1 Giugno 1926 (Gemelli), Los Angeles (California - USA) Data morte: 5 Agosto 1962 (36 anni), Los Angeles (California - USA) |
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![]() Zucchero: Oh Josephine pensa un po’! Io, Zucchero Kandinsky di Sandusky Ohio, sullo yacht di un milionario. Se mia madre potesse vedermi adesso! Daphne: Se la mia povera mamma vedesse me…
dal film A qualcuno piace caldo (1959)
Marilyn Monroe è Zucchero Kowalczyk
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Sua madre soffre di disturbi psichici, il padre "non è dichiarato" forse subisce violenza sessuale a dieci anni. Sono le premesse di una vita disordinata e difficile. Poi c'è la futura diva, che arriva alla Fox e viene usata in piccole parti. Fino al 1950 quando John Huston le attribuisce qualche posa in più in Giungla d'asfalto. Zanuck, gran capo della Fox, una sera la vede a un party circondata da tutti e domanda chi sia quella ragazza. Gli rispondono che è una sua dipendente. "Se è protagonista a una festa lo è certamente anche nei film". Marilyn esplode in Niagara. La camminata, di spalle, mentre si allontana dalla macchina, ha decretato il suo successo. Da quel momento interesserà i maggiori registi americani, soprattutto quelli della commedia: Wilder (Quando la moglie è in vacanza, A qualcuno piace caldo), Hawks (Gli uomini preferiscono le bionde), Cukor (Facciamo l'amore). Ma la Marilyn più vera è quella di Fermata d'autobus, pieno di citazioni autobiografiche, come il successo voluto ad ogni costo: oppure quella battuta storica "gli uomini si sono interessati a me da quando avevo dodici anni". Sposa un mito americano dello sport, Joe Di Maggio, dura poco. Sposa un mito americano della letteratura, Arthur Miller, unione molto difficile, come sempre. Forse è amica del presidente Kennedy, e anche di suo fratello Bob. Insomma il solito disastro privato. Miller le scrive "addosso" Gli spostati, un'opera affascinante ma troppo letteraria. Sarà il suo ultimo film. Marilyn era molto dotata, cantava e ballava e toglieva la scena a vere cantanti e ballerine. Formosa, forse volgare, stupidina e ingenua, (nella vita come sul set) fuori dal proprio tempo e da tutti i tempi, Marilyn Monroe ha rappresentato inconsapevolmente una figura buona per tutti i sogni e per tutti i marketing. Molti libri di cinema, o sulle donne, o sulle icone, sintetizzando per la copertina una sola immagine, hanno scelto Marilyn. Piaceva agli occidentali, come ai mediorientali o ai cinesi che non l'avevano mai vista. Ha creato un precedente per sempre, quello sessuale, che è molto importante. Naturalmente.
David di Donatello 1958
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A qualcuno piace caldo
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Genere Commedia, - USA 1959. |
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Eva contro Eva
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Genere Drammatico, - USA 1950. |
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Gli uomini preferiscono le bionde
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Genere Commedia, - USA 1953. |
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Quando la moglie è in vacanza
Genere Commedia, - USA 1955. |
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Fermata d'autobus
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Genere Commedia, - USA 1956. |
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Ci sono nelle arti epoche, artisti e opere che hanno inventato, determinato cambiamenti, prodotto trasformazioni. Parlo di letteratura, di arti figurative, anche di cinema. Il discorso è molto largo naturalmente. Metto a fuoco un esempio, una data, tre artisti e tre opere. 1907: Picasso compone Les demoiselles d' Avignon, un'opera che stravolge tutti i codici della pittura fino ad allora. Superando la tendenza espressionista che già si allontanava dalla pura riproduzione dell'immagine "naturale", l'artista spagnolo sorpassava l'idea della visione, naturale appunto, da un unico punto di vista per scomporla in sezioni simultanee. Detto in altro modo: di un volto vedevi gli occhi, la bocca e la parte davanti, ma anche le tempie e la nuca. In quello stesso anno Stravinskij iniziava la composizione dell'Uccello di fuoco, nel quale scomponeva l'armonia tradizionale delle composizioni: una ricerca omologa, in un certo senso, a quella di Picasso. Ancora nel 1907 James Joyce cominciava a scrivere l'Ulisse che introduceva tecniche di racconto inedite, come il flusso di coscienza, il monologo interiore, attraverso una scrittura che scombinava l'armonia tradizionale della frase inserendovi vocaboli o sintagmi nuovi. Insomma, tre opere omologhe. Era il 1907, come si dice: "era nell'aria".
1969: un anno memorabile per la Storia come per il cinema, che esplode delle contestazioni giovanili e della voglia di nuovo e di libertà. Domenica si può rivivere quel vento di ribellione; Born to be wild, cantano gli Steppenwolf, e l'America si attraversa a bordo delle moto di Dennis Hopper e Peter Fonda, nell'opera prima di Hopper che diventò manifesto di una generazione: Easy Rider (Canale 5, 2.45). Altro Fonda, altro capolavoro dell'anno cruciale '69: è la volta del mitologico western di Sergio Leone, C'era una volta il West (Raisat cinema, 21.00). La bellezza scarmigliata e indomabile di Claudia Cardinale, lo sguardo gelido di Henry Fonda, l'eloquenza "musicale" del silenzioso Charles Bronson: elementi scolpiti nella leggenda per un film che sancisce la morte di un genere e al tempo stesso l'apice di un grandissimo regista. Da mostri sacri a esordienti col botto: Pranzo di Ferragosto (Sky Mania, 21.00) di Gianni Di Gregorio ha la leggerezza gustosa di un pasto ben cucinato, come quelli che il protagonista allestisce per un quartetto di vecchiette irresistibili, in una commedia che è un vero gioiello per tempi comici e freschezza degli interpreti. Lunedì lasciatevi portare on the road dal grande film di Clint Eastwood, Un mondo perfetto (Premium Emotion, 21.00); Kevin Costner è il bandito gentiluomo Butch, in fuga attraverso gli States insieme a un bimbo che da ostaggio si diverte molto più che nella sua vita quotidiana... uno struggente, lucido racconto sull'America. E Costner torna protagonista ed eroe sensibile e coraggioso nella doppietta di Sky Hits: Balla coi lupi (18.10) e Robin Hood Il principe dei ladri (21.15), due classici degli anni '90 in cui l'attore si confronta col mito del West e con quello del ladro di Nottingham dando vita a personaggi indimenticabili. Come indimenticabile è il luciferino e debordante Jack Nicholson che occhieggia dalla commedia grottesca Le streghe di Eastwick (Studio Universal, 18.10), in cui il Diavolo in persona seduce un trio di dive irripetibile: Cher, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer sono le donne sole che vengono travolte dall'imprevedibile e a tratti esilarante magia nera del film.
Domenica il vento della passione soffia sul piccolo schermo: storie d'amore struggenti e agrodolci si impossessano del palinsesto. L'amore tra Barbra Streisand e Robert Redford si consuma sullo sfondo dell'America che cambia nello splendido Come eravamo (La7, 16.00) di Sidney Pollack; Sean Connery, Angelina Jolie e Ryan Phillippe sono invece tra i protagonisti delle vicende intrecciate, a metà tra commedia e melò, del corale Scherzi del cuore (Mya, 15.25). Melanie Griffith è una forza della natura irrefrenabile e pericolosa, il colpo di fulmine cui non si può reistere che trascina sulla sua strada uno spaesato Bill Pullman in Qualcosa di travolgente (Mgm, 11.10) di Jonathan Demme; Rob Reiner dimostra invece che l'amicizia tra uomo e donna può esistere, ma è destinata inesorabilmente a trasformarsi in qualcosa di più, come insegnano i brillanti Billy Crystal e Meg Ryan, protagonisti di un sentimento che cresce negli anni nella commedia sofisticata Harry ti presento Sally (Rai4, 21.10). Non tutti trovano l'anima gemella; lunedì i protagonisti sono uomini soli, forti o fragili, intrappolati in esistenze malinconiche: l'insonne Edward Norton è intrappolato nell'incubo vischioso e livido intessuto da David Fincher in Fight Club (Premium Energy, 14.55), e trova nell'enigmatico Brad Pitt un compagno di scazzottate catartiche. Ben più professionali sono i pugni tirati in Il campione (Rete4, 16.15): Jon Voight si trasforma nel melò di Zeffirelli in un pugile attempato ma deciso a riscattarsi dall'abbandono della moglie e dagli acciacchi della vita. Antonio Albanese è uno scapolo che conduce un'esistenza grigia finché nella sua vita non irrompe una ragazza clandestina in cerca di casa, che illumina le sue giornate, nel delicato e toccante Vesna va veloce (Iris, 21.05). Per finire, un'eccezionale performance d'attore offerta da Sean Penn, che in Mi chiamo Sam (Premium Emotion, 21.00) cresce da solo la piccola Dakota Fanning, nonostante i suoi gravi handicap mentali.
| A qualcuno piace caldo (1959) | Eva contro Eva (1950) |
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