| Titolo originale | The Misfits |
| Anno | 1961 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 124 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | John Huston |
| Attori | Clark Gable, Marilyn Monroe, Montgomery Clift, Thelma Ritter, Eli Wallach James Barton, Kevin McCarthy, Estelle Winwood. |
| Uscita | lunedì 11 maggio 2026 |
| Tag | Da vedere 1961 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,45 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento lunedì 11 maggio 2026
È l'ultimo film di Marilyn Monroe e di Clark Gable. Gli spostati è 163° in classifica al Box Office. martedì 19 maggio ha incassato € 48,00 e registrato 204 presenze in totale.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Reno, Nevada. Mentre attende il divorzio, Roslyn Taber, ospite dell'anziana amica Isabelle, viene corteggiata dal meccanico Guido e s'innamora di un amico di questi, il cacciatore di mustang Gay Langland, uomo maturo dal modo di fare rude ma romantico. Roslyn e Gay iniziano a convivere, ma la loro relazione è ostacolata proprio da Guido, che propone all'amico un'ultima battuta di caccia ai cavalli selvaggi. A loro si unisce anche il giovane nevrotico Perce, ferito in una precedente battuta. L'intenzione dei tre è procurare carne da destinare al macello, ma Roslyn farà di tutto per ostacolare il suo uomo.
Ultimo film di Marilyn Monroe e Clark Gable, scritto da Arthur Miller (allora marito della Monroe) e interpretato da un altro attore maledetto della Hollywood di allora, Montgomery Clift, Gli spostati è da sempre un cult: il canto del cigno di un genere (il western, naturalmente) e di almeno due generazioni d'attori americani.
Clark Gable, che interpreta il macho fuori tempo Gay Langland, uomo segnato dal passato, condannato alla solitudine e vittima del cinismo richiesto dalla sua professione, incarnava un modello ormai finito d'attore hollywoodiano, simbolo di un sistema in agonia e figura monolitica che faticava a nascondere i segni del tempo. Personaggio e interprete (che sarebbe morto per infarto dodici giorni dopo le faticosissime riprese) correvano in lui paralleli, come del resto anche per i più giovani Monroe (alcolizzata e responsabile dei ritardi che trasformarono il set in un inferno) e Clift, già attanagliato dalla depressione che avrebbe spento poco alla volta la sua vita, entrambi espressione di una nuova figura d'interprete americano (figlia dell'Actor's Studio e del "metodo") e condannati a vivere in prima persona la dannazione di un momento storico sospeso tra la fine della Hollywood classica e le rivoluzioni politiche, culturali e cinematografiche dei primi anni '60.
Per questo e altri motivi (ad esempio, il fatto che Gable nonostante le condizioni fisiche precarie rifiutasse la controfigura per le scene più pericolose), Gli spostati è stato mitizzato oltre il suo reale valore e nel bene e nel male non ha mai avuto il riconoscimento che merita, soprattutto all'interno della filmografia del suo regista.
Western decadente e crepuscolare, ambientato in un deserto in cui i segni del passato (e dunque del cinema) sono stati cancellati dall'introduzione di aerei e macchine laddove un tempo c'erano uomini e cavalli, Gli spostati è un film sulla fine, come del resto tantissimi altri di Huston, da Il tesoro della Sierra Madre a Città amara - Fat City, al suo ultimo The Dead - Gente di Dublino. Consapevole del sentimento di morte e sbandamento che all'epoca ammantava il cinema americano, Huston lascia che siano gli interpreti - letteralmente a costo della vita - a rappresentare la fase terminale di un sistema e a farsi specchio di un rapporto compromesso tra uomo e natura.
Huston anticipa il western revisionista che dominerà il resto del decennio e i successivi anni '70, ma da grande narratore della vecchia Hollywood quale è, allo spirito distruttivo di Peckinpah o Penn (più giovani e già proiettati nel futuro) preferisce l'elegia di un paesaggio umano e naturale che si oppone alla brutalità della modernizzazione e offre allo spettatore un romanticismo destinato alla sconfitta.
Se Gli spostati ha ancora oggi una forza brutale è proprio perché il cinema si alimenta delle ferite sia fisiche che spirituali dei suoi protagonisti. Spietato più dei suoi personaggi, Huston sfrutta il talento e il mito di Gable, Monroe e Clift per celebrarne la dimensione di star e insieme osservarne le debolezze, rivelando la verità di corpi che faticavano a nascondere la stanchezza, la paura, la premonizione. Inutile dire che il cinema vive di tutto questo, lungo l'incerto ed esaltante confine tra realtà e finzione, vita e messinscena.
Non è un caso, del resto, che per i suoi protagonisti Gli spostati rappresenti l'apice della carriera, quasi le immagini fossero in grado di cogliere qualcosa di noto - qualcosa di estremo, come una lampadina che prima di bruciare manda il suo bagliore più luminoso - solo a loro. Con questo film a tratti verboso e didascalico, espressione della penna troppo teatrale e poco cinematografica di Arthur Miller, Huston inaugurò un procedimento che sarebbe diventato comune nella Hollywood del futuro, quando alcuni dei suoi più grandi interpreti ormai invecchiati si sarebbero lasciati mettere a nudo dalla macchina da presa, tra il mucchio selvaggio (anno 1969) dei vari William Holden, Ernest Borgnine e Warren Oates e in tempi più recenti figure crepuscolari come Stallone o Mickey Rourke.
Un film che ha fatto scuola, dunque, da rivedere e riscoprire proprio ora che il centenario della nascita di Marilyn non fa che riproporne il mito.
È l'ultimo film di Marilyn Monroe e di Clark Gable. Un cowboy di mezza età è costretto a catturare con metodi crudeli cavalli selvaggi per una fabbrica di mangimi. Quando ottiene finalmente una preda molto ambita, la sua ragazza, una donna fragile e nevrotica, lo convince a lasciare andare l'animale catturato, simbolo di libertà.
Gli spostati (the Misfits) è magistralmente girato da John Huston e la pellicola raccoglie temi come l' onesta, ma soprattutto la profondità dei sentimenti che inevitabilmente scavano nel profondo dell' animo umano. Rosylin Tabor (Marilyn Monroe) delusa del suo matrimonio e da poco divorziata, incontra un gruppo di "spostati" ed in particolare si innamorerà [...] Vai alla recensione »