| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Francia |
| Durata | 106 minuti |
| Al cinema | 33 sale cinematografiche |
| Regia di | Alice Winocour |
| Attori | Angelina Jolie, Anyier Anei, Louis Garrel, Ella Rumpf, Vincent Lindon Garance Marillier, Finnegan Oldfield, Miglen Mirtchev, Grégoire Colin, Aurore Clément, Sofia Lesaffre, Joana Preiss, Nicolas Avinée, Axel Granberger, François Philippi, Laëtitia Clément, Pascal Reneric, Thomas Alden, Guillaume Marbeck, Simon Jacquet, Doug Rand, Sean Gullette, Suzy Menkes, Victor Chakravarty. |
| Uscita | mercoledì 26 agosto 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Plaion Pictures |
| MYmonetro | 2,97 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 13 agosto 2026
Un viaggio introspettivo pieno di insidie per una regista americana, che a Parigi scoprirà la sua vera essenza. Couture è 19° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 5.377,00 e registrato 14.107 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Angelina Jolie è Maxine Walker, regista americana neodivorziata, proveniente dal cinema di genere e alle prese per la prima volta con un lavoro per il settore della moda, ma anche con un'inaspettata diagnosi medica che la costringe a riconsiderare ogni scelta; Anyier Anei è Ada, una giovanissima modella nata in Sud Sudan e cresciuta in Kenia, scappata dalla guerra, che si ritrova a Parigi di nascosto dal padre, senza aver mai camminato sui tacchi, per l'occasione che potrebbe cambiarle la vita; Ella Rumpf, infine, è Angèle, truccatrice esperta, sempre di corsa tra un set fotografico e l'altro, col sogno di pubblicare un giorno le cose che scrive nel pochissimo tempo libero.
Tre attrici, tre personaggi, tre donne, riunite nell'unità di tempo e di luogo di una Fashion Week parigina. Un'altra donna le guarda da dietro l'obiettivo della camera, Alice Winocour, che si è fatta conoscere grazie alla sceneggiatura di Mustang e firma con Couture il suo quinto lungometraggio da regista.
C'è una forte intenzione programmatica rispetto all'oggetto/soggetto del film, e cioè l'universo femminile osservato in alcuni suoi pianeti, distanti tra loro ma collegati in un'ideale galassia di genere, che pesa in parte sull'esito finale del film, il quale sembra correre ai ripari, per cautelarsi dall'accusa di separatismo, includendo il personaggio del direttore della fotografia interpretato da Garrel, partner giustamente volitivo sul lavoro ma capace, nel privato, di vedere la sofferenza e di starle accanto. C'è, però, all'opera anche una prova significativa e apprezzabile di femail gaze: un'attenzione alla modalità di esposizione del corpo, che dà significato alla scelta dell'ambientazione nel mondo delle sfilate, un entrare consapevole in scena, sullo sfondo, della vicenda autobiografica di Jolie, e un risvolto empatico e seminascosto di tutti e tre i personaggi principali, simile a quel punto invisibile dentro il quale la giovane sarta che ha appena completato il suo primo abito da sola cuce un capello per portafortuna.
La problematicità senza scampo della combinazione di carriera e vita privata, nel personaggio della regista, che la porta quasi a mettere in discussione il da farsi ("Ho lavorato così tanto per arrivare qui"); il peso sentimental-ricattatorio della richiesta del fratello di Ada perché lei torni ad alleviare la sua solitudine, col senso di colpa che può derivarne in chi si sta faticosamente emancipando; la difficoltà di credere in se stessa di una donna che non ha studiato per scrivere, ma la scrittura la pratica in ogni momento libero (con la benedizione di Marguerite Duras, che vale molto di più del giudizio di qualche editor a pagamento), sono sfumature che arricchiscono questi ritratti in movimento, non proprio finemente dettagliati. Il progetto di scrittura della make up artist, che trascrive e traduce sulla carta gli incontri con le donne che le capita di incrociare, per un tempo più o meno breve, è naturalmente il progetto stesso del film, ma l'occasione avrebbe meritato maggior approfondimento.
Dagli Stati uniti a Parigi. Maxine (Angelina Jolie) è una regista di film horror indipendenti, di vampire femministe, che vuole portare il suo sguardo gotico nel cortometraggio su commissione affidatole come apertura della sfilata all'interno della Fashion Week da una grande casa di moda. Si tratta del pre -testo dal quale prende avvio Couture, il nuovo lungometraggio della regista francese Alice Winocour, [...] Vai alla recensione »
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