| Titolo originale | Ferrari - Fury and the Monster |
| Anno | 2024 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | USA |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Steve Hoover |
| Uscita | lunedì 7 settembre 2026 |
| Distribuzione | Adler Entertainment |
| MYmonetro | 2,42 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 4 settembre 2026
Un film che ripercorre la grande storia della casa automoblilistica.
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CONSIGLIATO NÌ
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Inizio anni '60. Enzo Ferrari stava attraversando un periodo difficile. Aveva perso suo figlio Dino nel 1956 ad appena 24 anni a causa della distrofia di Duchenne. Il 12 maggio dell'anno successivo c'è stata invece la tragedia di Guidizzolo durante l'ultima edizione competitiva delle Mille Miglia dove la Ferrari 335 S è sbandata e ha ucciso nove persone, tra cui cinque bambini. L'ingegnere, per quell'episodio, è stato formalmente incriminato e rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo plurimo. Poi il 30 ottobre del 1961 ha fatto fuori lo staff dirigenziale e tecnico che non tollerava le ingerenze della moglie Laura Garello Ferrari e nominato Mauro Forghieri, che all'epoca aveva appena 26 anni, nuovo Responsabile della Scuderia. Il giovane ingegnere ha creato così la Ferrari 250 GTO, che oggi è considerata una delle vetture più belle, rare e desiderate tra i collezionisti. Ha dominato nella sua categoria nella 24 ore di Le Mans, per tre anni consecutivi, dal 1962 al 1964, Ce ne sono solo 36 esemplari e in un'asta il suo prezzo è arrivato a 70 milioni di dollari. Forghieri è rimasto alla Ferrari fino al 1987 anche se si è dimesso dal ruolo di Direttore Tecnico del Reparto Corse tre anni prima a causa di forti contrasti legati alla profonda ristrutturazione voluta dal gruppo FIAT. Ha vinto 11 titoli mondiali e 54 Gran Premi.
Storia di una rivoluzione. Mauro Forghieri diventa forse la principale voce narrante del documentario diretto da Steve Hoover.
Non è quella in prima persona ma accompagna alcuni momenti decisivi del rapporto strettissimo ma anche pieno di contrasti con Enzo Ferrari e della Scuderia dai primi successi all'inizio degli anni Sessanta fino ai trionfi su pista con alcuni dei più grandi piloti della Formula Uno come Niki Lauda e Denis Villeneuve, il primo sopravvissuto miracolosamente a un rogo spaventoso sul circuito del Nürburgring Nordschleife, in Germania nel 1976 e il secondo morto tragicamente nel 1982 durante le qualificazioni del Gran Premio del Belgio sul circuito di Zolder.
È ricco di testimonianze, forse anche troppe. Tra queste emergono quelle dell'ex-direttore Tecnico della McLaren Gordon Murray, dello stilista e imprenditore Ralph Lauren e del co-fondatore e batterista dei Pink Floyd Nick Mason. Nel caso degli ultimi due, c'è un legame strettissimo proprio con la Ferrari GTO 250. Una parte delle vicende mostrare sono state portate sullo schermo dallo straordinario Ferrari di Michael Mann, dove emergeva anche un magnifico, complesso, sfaccettato ritratto dell'ingegnere. In questo documentario doveva restare di più sullo sfondo, ma invece ritorna al centro del racconto. C'è Forghieri, morto nel 2022 a 87 anni, che sfoglia un vecchio album di ricordi ed Enzo Ferrari torna come un fantasma. Il suo spettro s'impossessa di Ferrari 250 GTO con le sue frasi a effetto ("La vittoria più importante è quella che deve ancora arrivare") o la sua scelta di non stare più a bordo pista e alle prove dopo la scomparsa del figlio Dino. Forghieri è spesso presente ma rischia di finire in ombra tra i materiali d'archivio, sicuramente numerosi ma non sufficientemente valorizzati e con cui non è stato costruito un ritmo adeguato nell'alternanza con le testimonianze. Così come la Ferrari 250 GTO è mostrata più come auto da museo mentre resta ai margini tutta la sua progettazione e il suo status di 'opera d'arte'.
Ci sono così almeno tre documentari in uno. Sicuramente il racconto è anche appassionante ma Ferrari 250 GTO va spesso fuori tema finendo per mostrare troppe cose e non approfondire la funzione rivoluzionaria di Forghieri all'interno del team. In più l'accenno alla rivalità con la Ford e le interviste ai bambini sul tema della ricchezza provocano altri depistaggi. Serviva un montaggio più lineare ma anche più centrato. Nell'ansia di non perdere alcuni fatti storici, il documentario diventa debordante (anche negli 80 minuti circa di durata) e finisce così spesso fuori strada.
La Ferrari 250 GTO (Gran Turismo Omologata) è diventata nel tempo un modello leggendario posseduto da pochi fortunati collezionisti. Una recente asta da Sotheby's ha stabilito per la macchina del 1962 un valore di 51,7 milioni di dollari. Nel giugno del 2018 un compratore ha raggiunto la cifra record di 70 milioni di dollari per aggiudicarsela. Steve Hoover (Blood Brother, 2013; Almost Holy, 2016) [...] Vai alla recensione »
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