Tim RothPianista PulpNome: Timothy Simon Smith48 anni, 14 Maggio 1961 (Toro), Londra (Gran Bretagna) |
|
| Messaggio Pubblicitario |
![]() Come fate a scegliere una strada, una casa, una donna, un modo di morire?
dal film La leggenda del pianista sull'oceano (1998)
Tim Roth è Danny Boodman T.D. Lemon; Novecento
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
Si sono affidati a lui i più grandi registi europei e un sorprendente Tarantino. Soffice per certi versi, mentre per altri rimane ammaliante come un coltello affilato, impreziosisce ogni film all'interno del quale recita che sia esso immerso in romanticherie pop, in frizzanti pellicole drammatiche o, ancora meglio, in dolcezze pianistiche degne del nostro Tornatore. Non è un uomo. È un blocco di roccia seducente. Dotato, dietro un viso che sembra imperturbabile, di una forza espressiva, di una misura dei toni, che rendono il dosaggio drammatico mai convenzionale. È il piccolo borghese tipicamente inglese dietro il quale si cela l'animale, la bestia selvaggia. Netto, duro, essenziale. In una parola Tim Roth.
Da Roth a Smith da Smith a Roth
Figlio di un giornalista – che cambiò il suo cognome dall'originale "Roth" (cognome tedesco-ebraico) in "Smith" per scampare agli orrori nazisti della Seconda Guerra Mondiale - e di una pittrice, Tim cresce a Dulwich, frequentando la middle-class della Londra del Sud. Diplomatosi alla Dick Sheppard Comprensive School, è iscritto alla Camberwell School of Art di Londra, ben deciso a seguire le orme artistiche della madre, ma specializzandosi, a differenza di lei, in scultura. Giunto a una certa età però, capisce comincia a pensare che potrebbe diventare anche un buon attore, soprattutto perché è in grado di mutare la sua voce seguendo accenti e cadenze di ogni regione che conosce, e così tenta la strada della recitazione. Ed è proprio a quel punto che conosce uno dei suoi migliori amici, l'attore Gary Oldman. Con il quale, paradossalmente, dividerà il ruolo di "cattivo" in molti film. Attori nella stessa compagnia teatrale, i due cominciano a farsi una brutta fama all'interno del loro circuito lavorativo. Principalmente per il loro pessimo carattere. Nel 1982, Roth si presenta a un provino per una fiction televisiva anglosassone Made in Britain di Alan Clarke, all'interno della quale recita il ruolo di uno skinhead. La foga con la quale affronta il personaggio è così incisiva che attira l'attenzione dei produttori inglesi. L'anno successivo, partecipa a un episodio del telefilm Not Necessarily the News di Hoite C. Caston. Questa volta deve interpretare un omosessuale. La cosa gli riesce abbastanza bene, nonostante il distacco fra i primi due personaggi sia così ampio. Sarà l'amico Mike Leigh, che lo aveva già diretto in un buon numero di spettacoli teatrali, a invitarlo a recitare per lui nel film per la tv Meantime (1984) con l'amico Oldman e Alfred Molina. Lui accetta, e accetterà anche un piccolo ruolo nel telefilm Driving Ambition (1984).
Il debutto cinematografico con Vendetta
Il debutto cinematografico avviene proprio in quegli anni. È il 1984, Stephen Frears, che lo aveva già notato sulle scene, lo vuole nel cast – che comprendeva anche Terence Stamp, Fernando Rey, John Hurt e Laura Del Sol – di un noir psicologico che vuole mettere in scena. Esce Vendetta (1984) e il suo ruolo sarà così tagliente ed efficace da ottenere una nomination ai BAFTA come migliore scoperta. Non si fermerà mai più. Nel 1985 torna sul piccolo schermo, nientemeno che accanto a una ormai decrepita (ma sempre terribile) Bette Davis in Murder with Mirrors, tratto da un romanzo di Agatha Christie, mentre rifiuta il ruolo di Johnny Rotten ne Sid e Nancy (1986), solo perché ispirato a una storia realmente accaduta, ma "troppo recente" per i suoi gusti.
Matrimonio e figli
Entra in contatto con Peter Greenaway che lo dirige ne Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante (1989) e addirittura con Robert Altman che lo dirigerà nel biografico Vincent e Theo (1990). Dopo Due vite in pericolo (1992) con Samuel L. Jackson, si sposa. Sua moglie è la fashion designer Nikki Butler, dalla quale avrà due figli, Timothy e Cormac, anche se aveva già avuto un precedente figlio, Jack, da Lori Barker, una sua vecchia fiamma.
L'attore pulp
Nel 1992, è Quentin Tarantino a volerlo assolutamente nel suo esordio eccellente. Ci mette pochissimo per convincerlo, Tim Roth è già sul set de Le iene – Cani da rapina (1992) con Harvey Keitel, cui seguiranno poi il mitico Pulp Fiction (1994) con Rosanna Arquette, ancora Keitel, un ritrovato Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Bruce Willis, John Travolta, Eric Stoltz, Maria de Medeiros, Amanda Plummer, Ving Rhames, Christopher Walken e Alexis Arquette, concludendo con Four Rooms (1995) con Willis e Banderas. Nel frattempo che il pubblico lo plaude come "attore tarantiniano", lui si cuce altre parti: una accanto a Vanessa Redgrave in Little Odessa (1994), una con John Malkovich in Cuore di tenebra (1994) e la più importante ne Rob Roy che gli varrà, oltre a un BAFTA come miglior attore non protagonista, anche una nomination all'Oscar e ai Golden Globe nella stessa categoria.
Zona di guerra
Nel 1996, si lascia andare alla commedia brillante e segue Woody Allen in Tutti dicono I love youcon Julia Roberts e Goldie Hawn, poi sarà uno stupendo Novecento ne La leggenda del pianista sull'oceano (1998) di Giuseppe Tornatore. Lavora con Rod Steiger ne Animals with the Tollkeeper (1998) e poi, stanco di stare davanti alla macchina da presa, decide di mettersi in gioco con qualcosa di nuovo. Magari proprio il mestiere di regista. Trova una storia che lo seduce incredibilmente nel romanzo di Alexander Stuart Zona di guerra e lo mette in scena, raccogliendo nel cast Ray Winstone, Tilda Swinton e Colin Farrell. La pellicola è un successo in tutta l'Europa, tanto da meritarsi l'European Film Award per la migliore scoperta dell'anno.
Wim Wenders & Hollywood
Altro grande personaggio che influirà sulla sua via, sarà il malinconico Wim Wenders che prima lo dirige in una piccola parte ne The Million Dollar Hotel (2000) con Mel Gibson, poi gli offrirà una parte più cospicua ne Non bussare alla mia porta (2005). Ama Tim Roth perché è graffiante, sempre significativo e nitido nella recitazione. Lo stesso Roth comincia a concedersi un po' a Hollywood, lo fa con la commedia Magic Numbers (2000) con Travolta, poi torna in Europa con Vatel (2000) con Gérard Depardieu e un pessimo D'Artagnan (2001) con Catherine Deneuve.
Cattivo… anzi cattivissimo!
Il ruolo del cattivo comincia ad andargli a pennello. E questo è lo stesso pensiero che passa nella mente di Tim Burton che lo impone come scimmiesco antagonista ne Planet of Apes – Il pianeta delle scimmie (2001) con Charlton Heston, grazie al quale viene apprezzato anche dai giovani, tanto è vero che lo candideranno come miglior cattivo all'MTV Award. A conferma di questo, è considerato per il ruolo di Severus Piton ne Harry Potter e la Pietra Filosofale (2001), ma Roth è costretto a rifiutare proprio perché impegnato sul set del film di Burton. Per questo motivo il ruolo andrà ad Alan Rickman… Peccato, noi lo avremmo visto anche come un perfetto Voldemort. Con l'arrivo del Duemila, la carriera di Roth si fa più variegata. Da Invincible (2001) di Werner Herzog al gran rifiuto per il ruolo di Hannibal Lecter in Hannibal (2001), che sarà poi reinterpretato da Anthony Hopkins. To Kill a King (2003) con Rupert Everett, I nuovi eroi (2004) con Depardieu, Silver City (2004) con Kris Kristofferson, Beautiful Country (2004) con Nick Nolte e Even Money (2006) con Danny DeVito fanno il resto. Nel 2006, è membro della Giuria del Festiva di Cannes, mentre l'anno successivo è scelto come protagonista di un film di Francis Ford Coppola Un'altra giovinezza (2007), mentre ancora una volta vestirà la maschera della malvagità ne L'incredibile Hulk (2008) con William Hurt.
Golden Globes 1996
Premio Oscar 1995
|
Decameron Pie
continua»
Genere Drammatico, - USA, Italia, Gran Bretagna, Lussemburgo 2007. Uscita 05/09/2008. |
|||
|
Funny Games
continua»
Genere Thriller, - Gran Bretagna, USA, Francia, Austria, Germania, Italia 2007. Uscita 11/07/2008. 14 |
|||
|
L'incredibile Hulk
continua»
Genere Azione, - USA 2008. Uscita 18/06/2008. |
|||
|
Un'altra giovinezza
continua»
Genere Drammatico, - Romania, USA 2007. Uscita 26/10/2007. |
|||
|
Beautiful Country
continua»
Genere Azione, - Norvegia, USA 2004. Uscita 16/06/2006. |
|||
L'uomo lupo è l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal, ispirato dalla mitologia e dal folclore. Diversamente da Dracula e da Frankenstein, il licantropo di George Waggner non ha una fonte letteraria nobile ma nasce negli anni Quaranta dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak. Settant'anni e incalcolabili lune piene dopo nella stessa brughiera si scatena una battuta di caccia contro il giovane Lawrence Talbot, straniero in patria e in famiglia, condannato dal Fato e dal morso di un mostro a scoprire le zone buie del suo essere. Diretto da Joe Johnston, The Wolfman "restaura" lupo, orrore e ululato, insistendo sui traumi familiari e sulla trasformazione. Il licantropo gentiluomo, vestito da Milena Canonero e invaghito della dolce moglie del defunto fratello, è interpretato con carattere e un (grande) cuore che batte da Benicio Del Toro, attore dalle infinite forme, seducente e ripugnante dentro la vecchia tradizione gotica conciliata col melodramma. A Roma per presentare il film di cui è interprete e produttore, Del Toro ci racconta come si costruisce un mostro e si affronta la paura di sé. Lo accompagna dentro e fuori dallo schermo la grazia di Emily Blunt, che rivela i suoi esordi al cinema e le sfide del mestiere d'attore.
Tradizione e innovazione
Benicio Del Toro: L'idea, girando The Wolfman, era quella di omaggiare la versione del 1941. La nostra sfida, la mia, quella degli sceneggiatori, dei produttori e del regista, era di riuscire a creare sullo schermo una storia fantastica che fosse allo stesso tempo credibile. Abbiamo per questa ragione affrontato la licantropia come una malattia, come una dipendenza incontrollabile. Ci interessava forse meno trattare il tema della bestia, per noi era più importante rappresentare la furia di un uomo senza controllo. Gli sceneggiatori, prendendo spunto dall'Amleto, hanno inserito la relazione padre-figlio, sviluppandola in maniera conflittuale. Differentemente dalla versione scritta negli anni Quaranta da Curt Siodmak, il mio personaggio smette in un certo senso di essere una vittima passiva, il mio Lawrence Talbot agisce e prova a interpretare il proprio destino. Vuole scoprire chi o che cosa ha provocato la morte del fratello, vuole fermare la brutalità paterna, vuole innamorarsi e si innamora. Padre e figlio sono nel film come due spermatozoi che devono trovare la direzione, nessuno dei due in fondo vincerà ma il mio Talbot andrà molto vicino al trionfo.
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|
|