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Invincibile

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Un film di Werner Herzog. Con Tim Roth, Jouko Ahola, Anna Gourari, Max Raabe, Jacob Wein.
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Titolo originale Invincible. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 133 min. - Gran Bretagna, Germania, Irlanda, USA 2001. - Ripley's Film MYMONETRO Invincibile * * * - - valutazione media: 3,07 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,07/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
Trailer Invincibile
Il film: Invincibile
Anno produzione: 2001
   
   
Tratto da una storia vera, raccontata come una favola, il film di Herzog richiama rievoca una delle pagine più tristi della storia europea senza cadere mai nel retorico.
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primo piano
Un film "magico" sulla natura umana, ispirato alla tradizione e all'estetica "debole" del cinema yiddish
Marzia Gandolfi     * * * - -

Zishe Breitbart è figlio di un fabbro ebreo e ha la forza di Sansone. Battuto in un circo un forzuto energumeno, viene notato da un impresario di Berlino che vorrebbe condurlo in città e al successo. Convintosi che la sua potenza fisica sia un dono di Dio, Zishe lascia il suo villaggio in Polonia per raggiungere a piedi Berlino. Ingaggiato da Hanussen, un sedicente mago e preveggente che pronostica l'avvento di Hitler e sogna di istituire il Ministero dell'Occulto, si esibisce nel suo teatro interpretando Sigfrido, l'eroe epico della mitologia germanica in grado di piegare metallo e nemici. Invaghito di una bella pianista e intuito l'antisemitismo diffuso, Zishe si persuade di dover guidare il suo popolo verso la salvezza. Ma un chiodo arrugginito e l'esasperato razzismo avranno la meglio sul Sansone dello shtetl e sul popolo di Israele.
Il cinema di Werner Herzog è da sempre restio ad una definizione, ad una classificazione o all'individuazione di precise influenze e derivazioni. Nei suoi film documentarismo e finzione si fondono senza soluzione di continuità. La sua macchina da presa rimane puntata su un "paesaggio" (la Germania del '33 che elesse Hitler tramite regolari elezioni) e capace di creare immagini-simbolo (le sequenze oniriche dei granchi rossi aggrappati agli scogli) che disvelano una mitica e incontaminata purezza al fondo dell'uomo. Zishe Breitbart è un altro eroe semplice e dimesso che va ad aggiungersi alla galleria degli outsiders di Herzog, accanto ai suoi trovatelli, ai reietti, agli aborigeni australiani, ai nani, ai muti, agli avventurieri e agli ingegneri aeronautici. Un "Giusto" provvisto di una dignità radicalmente umana, che lo pone al centro di una società borghese distorta e deformata, un visionario portatore di un'irriducibile diversità rispetto all'uomo borghese.
Anticipando di quattro anni l'esplorazione sulla natura umana di Grizzly Man, Invincibile è una cupa ma efficace storia sulla follia collettiva, che contrappone l'eccesso di pathos e il calore privato della cultura minoritaria alla freddezza della ragione e del potere della cultura allora dominante. Presentato nel 2001 alla Mostra del Cinema di Venezia e poi dimenticato in un cassetto per sette anni, Invincibile subì il duro e unanime giudizio della critica, che si affrettò a deprecare una regressione nella filmografia herzoghiana e a certificarlo come mero prodotto "televisivo". Eppure la prima metà del film di Herzog, licenziata come fiction dai più, è al contrario ispirata alla tradizione e all'estetica "debole" del cinema yiddish. Se il lavoro di riscrittura del Nosferatu di Murnau si inseriva nella volontà di recuperare il rapporto col momento più alto del cinema tedesco (l'espressionismo) prima dell'avvento del nazismo e prima della codificazione hollywodiana del racconto, Invincibile si confronta con il cinema yiddish di prima della guerra e vi attinge direttamente. È un invito alla riflessione religioso-magica sul tempo più oscuro della Germania, quello che preannunciava le Leggi di Norimberga e riduceva gli ebrei a fuorilegge privi di ogni personalità giuridica. Invincibile riproduce la tipologia di personaggi e situazioni di una cinematografia prodotta da una cultura di intrattenimento itinerante: il protagonista in viaggio dalla campagna alla città per avanzare verso un futuro migliore, il fortissimo senso di appartenenza, la perdita dolorosa, il felicissimo ricongiungimento, i progetti destinati a naufragare, il sentimento di perdita che infonde nostalgia e folclore. Se il viaggio è metafora primordiale del cammino esistenziale dell'uomo, rappresentando uno dei modelli narrativi più antico e universale, al viaggio di Zishe si aggiunge l'esperienza dell'emigrazione di massa di un popolo perennemente in movimento, che ancora non vive come dovrebbe poter vivere.

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Zishe il giusto, l'uomo più debole del mondo

giovedì 28 agosto 2008 di Salvatore Scalera

Il talmud babilonese afferma che il mondo esiste per merito di almeno trentasei “giusti”, in ogni generazione. Chi sono questi giusti e che cosa li caratterizza? La semplicità, la modestia estrema, il disinteresse per il guadagno, l’anonimato. E' probabilmente uno di questi "giusti" il protagonista del film del 2001 di Herzog, Invincibile, come suggerisce il rabino di Berlino del film stesso. L'uomo più forte del mondo contro la follia dilagante del nazismo e il suo antisemitismo. Eppure la fragilità continua »

* * - - -

L’incredibile zishe, storia d’altri tempi?

martedì 29 luglio 2008 di Angela Cinicolo

Ingannare ingenuamente il suo pubblico non è stato facile per Martin McDonagh: la cittadina belga del titolo è una delle più incantevoli e affabulanti d'Europa ed era quindi lecito, se non addirittura naturale, aspettarsi di vedere ambientato in un luogo tanto innocuo una piacevole commedia che rivisitasse i ricordi di una vacanza, magari di giovani teenager. Non è una commedia da tè e pasticcini del primo pomeriggio questa che ha scritto e diretto il notorio marpione dei teatri anglofoni. Le vecchiette continua »

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DVD | Invincibile

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 3 dicembre 2008

Cover Dvd Invincibile A partire da mercoledì 3 dicembre 2008 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Invincibile di Werner Herzog con Tim Roth, Jouko Ahola, Anna Gourari, Max Raabe. Distribuito da Sony Pictures Home Entertainment. Su internet Invincibile è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 12,99 €
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INTERVISTE | Dopo 7 anni dalla presentazione alla Mostra di Venezia, esce finalmente in sala l'Invincibile fabbro di Herzog.

La pianista e il (grande) dittatore

mercoledì 23 luglio 2008 - Marzia Gandolfi

Invincibile: il fabbro, la pianista e il (grande) dittatore Filmare la natura come storia sembra essere il principale compito del cinema di Werner Herzog, il quale conserva sempre qualcosa di religioso-magico e serba intatto il fascino della scoperta e lo sforzo fisico per intraprendere l'avventura del cinema. Un autodidatta cresciuto sulle montagne bavaresi che non ha mai smesso di relazionarsi con il paesaggio fino a raggiungere uno stato di adorazione davanti al grande e meraviglioso miracolo della Natura. Regista fra i più enigmatici della Neuer Deutscher Film, una corrente del cinema tedesco che denunciava l'immobilismo dell'industria cinematografica della Germania Federale e auspicava la nascita di un cinema nuovo nelle idee e nel linguaggio, Herzog cominciò le sue esplorazioni in territori sconosciuti della geografia e dell'anima poco oltre la metà degli anni Sessanta.

Il nazista si diverte

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Berlino, 1932. Sono i tempi della Repubblica di Weimar, prossima a morire l'anno seguente con l'avvento di Adolf Hitler alla Cancelleria. Tempi inquieti, turbolenti, cattivi: i disegni spietati di Grosz, i mutilati di guerra in cerca di elemosine con i mancherini esibiti sui marciapiedi, le ragazze sguaiate, gli arricchiti detti pescecani con i loro cappotti di pelliccia, i dipinti di Schiele, l'eccentricità senza ragione. A Berlino, nel 1932, arriva l'uomo più forte del mondo. Ha una faccia da bambino, fa parte di una vasta famiglia ebrea polacca, ha fiducia soltanto nell'intelligenza del fratellino undicenne, cerca lavoro, e lo trova al Palazzo dell'Occulto, dove il padrone Tim Roth tenta di perfezionare le sue magie e la costruzione dì un partito politico ispirato a quell'Occulto che affascina Hitler, Himmler e altri capi nazisti. »

Tim Roth, il mago ebreo che ammirava Hitler

di Roberto Nepoti La Repubblica

Nel 1932 Zishe, giovane fabbro ebreo, parte da un villaggio di campagna polacco alla volta di Berlino. La sua forza sovrumana ne fa l'attrazione dello spettacolo di un geniale ciarlatano, Hanussen (Tim Roth), che sogna di diventare ministro dell'Occulto nel futuro governo Hitler. L'uomo forzuto deve indossare una parrucca bionda e travestirsi da Sigfrido, mentre i suoi muscoli entusiasmano i nazisti in platea. Sarà l'arrivo del mistico fratello minore a indurlo alla ribellione, facendolo sentire un Sansone destinato a proteggere il suo popolo. »

Herzog racconta il forzuto di Weimar

di Lietta Tornabuoni La Stampa

È una storia vera, la vicenda del '32 in Germania dell'uomo più forte del mondo, che era un ragazzo ebreo polacco di straordinaria energia fisica. È un film toccante, con momenti molto belli, e misterioso: realizzato sette anni fa, in Italia quasi non s'era mai visto, da allora ad oggi il regista ha girato altri cinque film anch'essi mai distribuiti da noi. L'unica spiegazione possibile è che i distributori italiani si siano convinti che Werner Herzog, pur essendo uno dei più ammirati registi europei, non fa cassetta. »

Ebrei non vittime

di Boris Sollazzo Liberazione

Werner H. Stipetic, nato a Monaco in piena Seconda Guerra Mondiale, e poi divenuto Werner Herzog per arte e vezzo, è un tipo davvero strano. Una buona critica dovrebbe tralasciare impressioni personali né dovrebbe far pesare troppo le biografie (la propria e quella dell'autore) sul giudizio. Ma con questo buffo intellettuale geniale, eclettico, naive, come si fa a non tenerne conto? Uno che ha viaggiato a piedi gran parte della sua vita, e soprattutto durante l'adolescenza, uno che ora dirige film e opere a teatro con un ritmo inarrestabile e compulsivo, ma che da bimbo non sapeva cosa fossero cinema, tv e telefono. »

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