Tutti dicono I love you

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Un film di Woody Allen. Con Julia Roberts, Goldie Hawn, Woody Allen, Alan Alda, Tim Roth.
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Titolo originale Everyone Says I Love you. Commedia, durata 110 min. - USA 1996. MYMONETRO Tutti dicono I love you * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,67/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * * 1/2 -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
Julia Roberts
Julia Roberts (47 anni) 28 Ottobre 1967 Interpreta Von
Goldie Hawn
Goldie Hawn (69 anni) 21 Novembre 1945 Interpreta Steffi
Woody Allen
Woody Allen (79 anni) 1 Dicembre 1935 Interpreta Joe
Alan Alda
Alan Alda (79 anni) 28 Gennaio 1936 Interpreta Bob
Tim Roth
Tim Roth (54 anni) 14 Maggio 1961 Interpreta Charles Ferry
Edward Norton
Edward Norton (45 anni) 18 Agosto 1969 Interpreta Holden
   
   
   
I fatti della famiglia si intrecciano: amori, piccoli guai, nuovi amori, rimpianti, e la vita che passa ed è strana ma fantastica, qualsiasi cosa succeda, basta avere lo spirito, e l'umorismo giusto.
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primo piano
Il cinema di Woody Allen che rifà la vita tra Parigi, New York e Venezia
    * * * * -

Woody appare su un ponte sulla Senna: tutto è pulito, non c'è una persona, non c'è una macchina. L'uomo cammina con una baguette di pane sotto il braccio. Vive a Parigi, la città che predilige insieme a New York e Venezia. Ha una figlia con Goldie Hawn, che si è risposata e ha altri figli. I fatti della famiglia si intrecciano: amori, piccoli guai, nuovi amori, rimpianti, e la vita che passa ed è strana ma fantastica, qualsiasi cosa succeda, basta avere lo spirito, e l'umorismo giusto. E poi le canzoni e i balletti. Fra Park Avenue, la Senna e le Calli: si manifesta la nostalgia con l'amarezza e la gioia di vivere, il sapore è quello dei numeri di Astaire e Kelly, che coi loro film rappresentarono, guarda caso, la gioia di vivere come non era e non sarebbe mai più stata rappresentata. Numeri antichi riproposti come speranza e augurio, un artificio naturale, non un revival triste e fine a se stesso. Grazie al grande amore di Allen per quel cinema e per la vita. Allen è un regista singolare, come quasi tutti i maestri ha sempre rifatto lo stesso film, ma spesso ha rilanciato tutto, ha girato pagina con vigore maggiore. Chiude un ciclo e ne apre un altro, più maturo e profondo, e divertente. Segue la sua vita, che non si ferma e non ristagna. Nel film si innamora e viene abbandonato, la delusione è giusto che ci sia, ma da qualche parte c'è un nuovo amore: l'incontro ci sarà. Nel frattempo il Central Park è una magnifica fiamma d'autunno, senza un rifiuto, Parigi sembra un set tanto è perfetta, e il Canal Grande non è nemmeno torbido. È il cinema che rifà la vita, basta crederci. Con Goldie, la ex moglie, balla sulla Senna come ballarono Kelly e Caron, quando il cinema era bello davvero.

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Premi e nomination Tutti dicono I love you

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Golden Globes
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1
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Il musical di woody allen

mercoledì 16 luglio 2008 di Iolanda La Carrubba

In Tutti dicono I love you Woody Allen appassiona il pubblico con una forma nuova del musical, travolgente e generoso che sfiora ricordi appartenenti unicamente a film surreali. Allen gestisce un acrobatico movie governando con maestria ogni singolo dettaglio, il suo stile psicologico e ironico dona carattere ai personaggi da lui modellati che vivono in una New York esclusiva, romantica a al contempo nostalgica ritrovata nei lunghi viali dove Allen nel ruolo di Joe Berlin, uno scrittore intellettuale continua »

* * - - -

Il tramonto di woody

giovedì 26 ottobre 2006 di Francesco

Utile per comprendere l'idea che gli yankee hanno di Venezia - un posto dove si puo' fare footing come a Central Park - questo film segna forse il tramonto dell'impero di Woody Allen. Che infatti, in seguito, azzecca solo il viscerale 'Harry a pezzi'. Certo, c'e' l'intero repertorio del genio di Brooklyn - i giochi d'amore e il culto per un cinema che non c'e' piu', la malattia e la morte, l'ironia per (illudersi di) farsi beffe di entrambe, la psicanalisi e l'alta borghesia newyorkese - ma quasi continua »

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L'amore tra canali di venezia e valzer sulla senna

martedì 4 dicembre 2007 di greanagio

Non si può parlare di declino quando si tratta di Woody Allen, sopratutto se per declino si intende un piccolo gioiello di regia come Tutti dicono I love you, certo non è Manhattan o Io e Annie, ma non si può certo dire di trovarsi di fronte all'inizio della fine. Tutti dicono I love you è una splendida commedia che riesce a far innamorare anche se la narrazione è puntualmente interrotta dalle canzoni cantate dagli attori. In ogni caso, anche la colonna sonora è fantastica, capace di far tornare continua »

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Tutti diciamo i love you allen!

lunedì 15 ottobre 2012 di fedeleto

L'amore e' un sentimento sublime,ti porta ad essere felice,ad amare tutto il mondo,ma soprattutto ti porta a CANTARE! Dopo la frizzante commedia della DEA DELL'AMORE,Woody Allen ci trascina in una commedia decisamente ottima che ci fa' divertire quanto basta,condendola come un musical di vecchio stampo.La storia inizia con Holden e Skylar che si sono innamorati e vogliono sposarsi,cosi come racconta Djuna,tutti incominciano a innamorarsi gradualmente,a partire dal suo simpatico continua »

Bob (Alan Alda) a proposito di Dio
Anche se dovesse esistere, ha lavorato talmente male che mi meraviglio che la gente non si coalizzi tutta e non lo trascini in tribunale.
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Steffi (Goldie Hawn), davanti alla bara del padre morto, rimprovera figlio e marito che litigano di politica, e risponde alla figlia (Gaby Hoffmann)
Vi prego, per favore, non vi mettete a litigare di fronte al nonno, va bene? Lui non era ateo, non era repubblicano e non era nemmeno democratico.
Bèh, sarà stato pur qualcosa, no?
Era un feticista del piede.
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Joe (Woody Allen) e una prostituta di colore
L'universo si sta sgretolando. Sai che cos'è un buco nero?
Certo mi ci guadagno da vivere
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

«Quando sorridi, il mondo intero sorride con te»: così cantava il coro (ex) tragico di quel musical accennato e suggerito che era La dea dell'amore (1995). Naturalmente, nessuno sarebbe tanto ingenuo da prendere la cosa sul serio, a meno che non la sentisse e vedesse in un film. Anzi come osserva la giovane e saggia Djuna alla fine di Tutti dicono I love you (i996): a meno che non la sentisse e vedesse in un musical, appunto. Ben deciso a rendere verosimile e addirittura «vero» quel che accade a Bob e Steffi eJoe e Von, Woody Allen sceglie dunque d'arrivare ai nostri occhi e ai nostri orecchi lungo la via breve, superficiale e leggera del canto e della danza. »

di Marco Lodoli Diario

Un ventoso mosaico di coriandoli, un’immagine casuale che si crea in un attimo e in un attimo si disfa, un labirinto di incontri e smarrimenti, ecco cos’è la vita per quel gran taoista di Woody Allen. Non ha senso fare progetti, puntare ostinatamente al meglio, pretendere felicità: bisogna solo arrendersi al vortice, danzare seguendo il suo giro naturale finché le gambe e il cuore reggono. Già negli ultimi film - Pallottole su Broadway e La dea dell’amore - avevo notato la disarmata fiducia che Ailen, un tempo cosi pessimista, cominciava a riporre nel valzer matto delle cose. »

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Film incantevole sugli scherzi dolceamari dell'amore, parodia e insieme nostalgia delle commedie sentimentali e dei musical americani Anni Trenta, mappa ironica e toccante della nevrosi contemporanea, Tutti dicono I love you, ventiseiesimo film di Woody Allen, si conclude con una gran festa Groucho Marx, in cui tutte e tutti (salvo qualche isolato Harpo Marx) hanno i mustacchi neri, le folte sopracciglia oscure e il sigaro esagerato di Groucho, compreso Allen per la prima volta baffuto. Dalla primavera colorata all'inverno bianco, nelle città più amate dall'autore, New York, Parigi, Venezia, tutte e tutti cantano e ballano le canzoni americane classiche, le più belle, amorose e sognanti, quelle che con quattro battute o un verso sanno evocare mondi d'emozione, d'allegria, di rimpianto o di speranza. »

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Si resta seduti in sala fino a quando appare la scritta «Dolby Stereo in selected theatres». Non si vuole perdere nemmeno una nota della colonna sonora, prolungando il più possibile il piacere appena provato. Come quando si mangia una torta buonissima: Tutti dicono I love you è un'altra buonissima «torta» di Woody Allen, una preparazione gastronomica che addolcisce la vita. Cinema della leggerezza, nella miglior tradizione del musical, al quale rende omaggio dalla prima all'ultima sequenza. Soprattutto ai grandi musical di Stanley Donen e Gene Kelly, dove il secondo sembrava letteralmente volare, avendo vinto per magia la forza di gravità. »

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