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Natalie PortmanP per PortmanNome: Natalie Hershlag31 anni, 9 Giugno 1981 (Gemelli), Gerusalemme (Israele) |
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![]() Gli artisti usano le bugie per dire la verità mentre i politici per coprire la verità.
dal film V per vendetta (2005)
Natalie Portman è Evey Hammond
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Le origini israeliane
Questa bronzea bellezza dai soavi lineamenti e dal talento imprescindibile, meglio conosciuta come Natalie Portman, è la sofisticata rosa d'oriente di Hollywood. Nasce a Jerusalemme da padre israelita e madre statunitense: l'attrice è l'unica figlia di Avner Hershlag, ginecologo di origine polacca, e Shelley, casalinga con l'hobby della pittura, divenuta ora sua manager. La mamma, proveniente da Cincinnati (Ohio), ha radici russo-austriache. All'età di tre anni Nat si trasferisce con la famiglia negli U.S.A.: prima a Washington, poi nel Connecticut e, infine, a New York City. Studia danza sin da piccola ma sogna di diventare veterinaria o astronauta. Ancora giovanissima, la bimba intraprende la carriera di modella.
La svolta cinematografica
Durante una serata tra amici, in pizzeria, la ragazzina viene notata da un agente cinematografico che la fa debuttare nel cortometraggio Developing. È il 1994: periodo che segna l'indimenticabile esordio dell'enfant prodige sotto le maliziose vesti di Mathilda, la teen-ager che si guadagna la fiducia dello spietato sicario Léon. Estremamente accorta nel mantenere la sua privacy, la Portman, fin dagli inizi del suo cammino artistico, adotta il cognome da nubile della nonna. Grazie al capolavoro di Luc Besson, il nome di Natalie è ora affiancato a quello delle maggiori star in ascesa. Adesso la diva può, dunque, permettersi di selezionare accuratamente le proposte dei cineasti più in voga: cosi, dice no alla Lolita di Adrian Lyne e alla Giulietta di Baz Luhrmnann, ruoli contrastanti con i principi morali della stellina in erba.
La carriera
Allieva esemplare, consegue con successo il diploma alla Syosset High School di Long Island, prediligendo le materie scientifiche. Decide, poi, di iscriversi alla Facoltà di Psicologia di Harvard, trovando persino il tempo di frequentare i corsi di recitazione dello Stagedoor Manor Performing Arts Camp. Intanto, si trasforma nella "pargoletta" bisognosa delle attenzioni di Al Pacino in Heat - La Sfida, canta e volteggia per Woody Allen nel romantico musical Tutti Dicono I Love You e si unisce a Lukas Haas per la salvezza del pianeta in Mars Attacks! Tra il 1999/05 si cala nelle regali vestali della Principessa Padmé Amidala nei prequel di Star Wars. Nel frattempo, nel 2004, la Portman incanta gli spettatori nel compromettente Closer,di Mike Nichols, con una sensuale performance che gli vale il Golden Globe come Migliore Attrice non Protagonista, nonché una nomination agli Oscar.
Successivamente, combatte accanto a un anarchico mascherato in V per Vendetta e viene raggirata da un ecclesiale Javier Bardem ne L'ultimo Inquisitore. Il 2007 la sorprende a giocare con balocchi animati in Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie, a girare per le strade della Grande Mela nel road movie Un bacio romantico e a comparire senza veli nel corto Hotel Chevalier preludio de Il treno per il Darjeeling, entrambi firmati Wes Anderson. Coinvolta in un triangolo amoroso in The Other Boleyn Girl, Nat è poi contesa da due Brothers (2009) come Tobey Maguire e Jake Gyllenhaal nel film bellico di Jim Sheridan. Nel 2010 la troviamo nel film di Darren Aronofsky, Il Cigno Nero, e Your Highness di David Gordon Green. Proprio col film di Aronofsky vince il Golden Globe, il Bafta e l'Oscar 2011 come migliore attrice. Il 2011 la vede a lavoro per Tom Hanks nel film di fantascienza Cloud Atlas; farà parte anche del cast di Amici, amanti e... di Ivan Reitman e di quello della commedia on the road Best Buds. Ma il suo frenetico 2011 non finisce qui: c'è infatti Thor di Branagh, adattamento dell'omonimo fumetto sul dio del tuono. Nel 2012 l'eclettica attrice torna sul grande schermo con un'insolita interpretazione. Protagonista accanto a Joseph-Gordon Lewitt della commedia indie Hesher è stato qui, recita il ruolo di un'occhialuta cassiera che decide di riscattare l'auto sulla quale la madre ha perso la vita.
Vita privata
Artista poliglotta (conosce l'inglese, l'ebraico, lo spagnolo, il tedesco, il francese e il giapponese), la Portman è vegetariana dall'età di otto anni: ha fatto questa scelta dopo aver assistito a una operazione laser eseguita su una gallina, durante una conferenza del papà.
Ama leggere, scrivere ma anche pattinare sul ghiaccio sulle melodie di Bjørk, P.J. Harvey e Alanis Morissette. Membro della PETA, la stella adora la compagnia del suo cane Noodles. Tra i divi che predilige figurano Ben Kingsley e Diane Keaton.
Lukas Haas, Gael Garcia Bernal, Jake Gyllenhaal e Nathan Bogle sono alcuni dei suoi flirt precedenti.
Attualmente è legata all'attore e coreografo Benjamin Millepied, conosciuto sul set di Il cigno nero. I due hanno un figlio, Aleph Portman-Millepied, nato nel 2011.
Golden Globes 2011
Golden Globes 2011
Premio Oscar 2011
BAFTA 2011
BAFTA 2011
Premio Oscar 2011
Golden Globes 2005
Premio Oscar 2004
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Thor: The Dark World
continua»
Genere Azione, - USA 2013. Uscita 07/11/2013. |
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The Counselor
continua»
Genere Drammatico, - USA 2013. Uscita 14/11/2013. |
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Ha avuto inizio nella Parigi di Inception l'83sima notte degli Oscar, con un montaggio a effetti speciali che ha visto gli ospiti della serata Anne Hathaway e James Franco entrare e uscire dalle scene madri dei film nominati. Subito dopo Tom Hanks ha aperto la premiazione annunciando i vincitori nelle categorie art direction e fotografia (andati rispettivamente ad Alice in Wonderland e Inception), ma il primo momento emozionante è stato quando Melissa Leo, introdotta da un Kirk Douglas in vena di scherzi, è salita sul palco a ritirare il premio come miglior attrice non protagonista per The Fighter.Così, per il secondo anno consecutivo, ha vinto un'interprete femminile che ha portato sul grande schermo la figura di una madre padrona. Quanto all'attore non protagonista, finalmente Christian Bale è riuscito a ottenere la sua prima candidatura all'Oscar per The Fighter e a impugnare la prestigiosa statuetta d'oro. A svecchiare ulteriormente l'edizione numero ottantatré della notte degli Oscar è stata la vittoria di Trent Reznor (e Atticus Ross) per la miglior colonna sonora originale realizzata per The Social Network. “Tutto questo sta accadendo realmente”., Ha iniziato così il discorso di ringraziamento il leader dei Nine Inch Nails che per l'occasione ha indossato il suo abito migliore. D'altronde, secondo l'Internazionale, l'oroscopo di Trent diceva: “Le prossime settimane saranno un ottimo momento per essere più audace nell’esprimere la tua bellezza e fare in modo che le persone a cui tieni la vedano in tutto il suo splendore”. Invece Randy Newman si è portato a casa il premio per la miglior canzone originale, “We Belong Together,” scritta per Toy Story 3.
Nomi, cose, città, attrici e attori
Danimarca batte Messico 1 a 0 nel momento in cui Susanne Bier viene chiamata a ritirare il premio come miglior film straniero per In un mondo migliore. Sebbene facessimo il tifo per Biutiful di Alejandro González Iñárritu, siamo felici e fieri del fatto che abbia vinto una donna. E se l'anno scorso una donna vinceva per la prima volta l'Oscar come miglior regista, è sempre lei, la stessa Kathryn Bigelow, a premiare Tom Hooper nella categoria miglior regia per la direzione di Il discorso del re. Poco dopo, è Jeff Bridges ad annunciare le cinque candidate come migliori attrici, e a premiare la visibilmente imbarazzata e commossa Natalie Portman, magnifica ballerina dalla doppia personalità in Il cigno nero, per la quale facevamo tutti il tifo. La signora in rosso Sandra Bullock ha invece avuto l'onore di presentare i candidati nella categoria miglior attore protagonista che ha visto premiare Colin Firth, il reale balbuziente di Il discorso del re. Infine, a chiudere una notte leggera, divertente ed emozionante è stato il re di Hollywood Steven Spielberg, chiamato a tenere banco per annunciare il miglior film dell'anno: Il discorso del re. Forse l'unica scelta vecchia di un premio che a ottantatré anni è sempre più giovane.
Era il 1980 quando Alan Parker dava alla luce del proiettore Saranno famosi, il padre di tutti i film sulla danza moderna. L'idea del musical era stata concepita da David De Silva (conosciuto come "Papà Fame" per via del titolo originale), un giovane idealista che credeva fermamente che l'inserimento di materie artistiche nel programma scolastico sarebbe stato d'ispirazione per i giovani di tutto il mondo. "Imparare a conoscere se stessi è un processo lungo una vita. Sarebbe molto più semplice però se, lungo il cammino, ci rendessimo conto che la vita è teatro. In fondo il personaggio che interpretiamo è multiforme e, come a teatro, facciamo sempre le nostre entrate e le nostre uscite. Attraverso lo studio e l'apprezzamento delle arti, diventiamo più capaci di proiettare la nostra vera identità, scoprire la nostra unicità, disegnare il nostro spazio e scavare nel nostro spirito. In questo modo diamo più senso alla nostra vita". Saranno famosi voleva perciò essere il modello, l'esempio esemplarissimo di come sia necessario lavorare sodo al fine di raggiungere sogni ambiziosi di successo e fama. Lo sguardo di Parker si posava sulla vita di un gruppo di giovani studenti di grande talento e sul mondo dello spettacolo, con tutti i suoi pro e i suoi contro, nel quale aspiranti ballerini, cantanti, attori e musicisti si ripromettevano di sfondare. In tempi in cui non bastava venire dalla strada ed essere un teppistello per ottenere successo (come tutti quei protagonisti di Step Up e compagnia bella), gli “amici” di Miss Grant dovevano pagare i loro sogni ambiziosi con il sudore.
Compagnie di danza a confronto
A differenza di Leroy e compagni (di danza), i ballerini di Robert Altman sono già protagonisti dello scenario, lo calcano ogni giorno lasciando appese dietro le quinte frustrazioni, invidie, ansie, debolezze. Lo sguardo del cineasta statunitense, ovviamente, è allargato alla compagnia. Il film, invece, è un'idea di Neve Campbell (ancor prima che attrice ex ballerina del National Ballet School in Canada), che è riuscita a convincere Altman a trasporre sul grande schermo le storie vere raccolte negli anni dai ballerini, coreografi e dal personale del Joffrey Ballet di Chicago. L'intreccio di vite reali che il regista fissa sullo schermo in un movimento unico testimonia la dedizione e il duro lavoro che i ballerini devono svolgere, a volte anche solo per migliorare un semplice passo, in nome dell'arte. Se Saranno Famosi prometteva fama e fortuna, dunque, The Company mostra l'altro lato della medaglia. Sul palco di Altman, infatti, si balla per la gloria che deve ancora arrivare ma che forse – e molto più probabilmente – non arriverà mai.
Il lato oscuro della danza
Per Darren Aronofsky, invece, non c'è molta differenza tra il palcoscenico e il ring, fintanto che a calcarli siano corpi estremi, anime in pena. "Alcune persone considerano il wrestling la più bassa delle forme d'arte, mentre altri ritengono che il balletto sia la più alta. In realtà sono discipline molto più simili di quanto si creda" ha affermato il regista newyorkese. "Mickey Rourke come wrestler viveva delle esperienze assolutamente paragonabili a quelle di Natalie Portman come ballerina. Entrambi sono degli artisti che utilizzano i loro corpi per esprimersi, ma sono minacciati dai malanni fisici, perché i loro corpi sono gli unici strumenti che hanno per comunicare. La cosa interessante per me era trovare due storie collegate in quelli che potrebbero sembrare dei mondi distanti". L'interesse di Aronofsky però non si limita alla danza; sfruttando i retroscena di un mondo disciplinato e classico crea il caos (la doppia indentità, il sogno/incubo che si ripercuote sul corpo della prima ballerina che aspira a diventare un cigno nero perfetto) per parlare ancora una volta dell'ambiguità umana, del lato oscuro dell'uomo, di quello che siamo disposti a fare per raggiungere la fama (o la perfezione). A qualsiasi costo.
Dietro il suo sguardo dolce e il fisico da scricciolo (appena un metro e 60 centimetri), Natalie Portman nasconde una personalità enorme. Sarà per questo che George Lucas, prima, e Justin Chadwick, poi, l'hanno scelta per interpretare ruoli regali, come la principessa Amidala, nella seconda trilogia (dal punto della data di uscita) di Guerre Stellari e Anna Bolena in L'altra donna del Re, la donna dello strappo tra Chiesa cattolica e Inghilterra.
La Portman è ferma sostenitrice dei diritti degli animali ed è vegetariana dall'età di otto anni; è ambasciatrice per l'infanzia per l'Unicef; tra il 2004 ed il 2005 ha viaggiato tra Guatemala, Uganda ed Ecuador per promuovere il microcredito per conto dell'organizzazione non governativa FINCA International; sempre nel 2005 è stata portata via dalla polizia israeliana dai pressi del Muro del Pianto a Gerusalemme in quanto stava baciando un collega durante le riprese del film Free zone di Amos Gitai. Gli attori e lo staff furono allontanati in quanto il loro comportamento è stato giudicato lesivo del significato religioso del posto, uno dei luoghi sacri dell'ebraismo.
Insomma, una donna fuori dall'ordinario e un'attrice straordinaria.
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