Michelle Robinson Obama si è subito posta come collaboratrice quasi simbiotica col marito. Sorridente, potente, anche imponente, ha agito con azione complementare, scegliendo argomenti precisi, puntando sulla salute del proprio Paese: l'alimentazione e lo sport. Ma senza ignorare i temi contingenti.
Hillary Rodham Clinton ha sempre cercato di essere "presidentessa", quasi omologa al marito. Chi non la ama l'ha accusata di un'ambizione parossistica che l'ha portata a tutto sopportare pur di mantenere e di potenziare quello status. Per poi cadere sull'ultima ambizione presidenziale.
Laura Welch Bush, sottotono, non invasiva, anche a compensare l'irruenza del marito George W., modello di signora di classe, amata dagli americani.
Nancy Davis Reagan. First con una sola ambizione, Ronald. Ignorò la politica per sostenere il marito nella vita privata, non abbandonandolo nemmeno un istante nel periodo dell'Alzheimer. Eleanor Rosalynn Smith Carter impegnata nel sociale diede vita a fondazioni umanitarie, al di là della politica. Elizabeth Anne Blooner Ford è stata una first colta e attiva, femminista, impegnandosi soprattutto per i diritti delle donne. Divenne un modello di coraggio quando rivelò il suo tumore al seno. Citazione indispensabile: Anna Eleanor Roosevelt è stata, di fatto, regina degli Stati Uniti, moglie di Delano, eletto quattro volte, allora si poteva. Attiva e vitale, sostegno morale della nazione in momenti molto difficili come la Depressione e la guerra. Roosevelt era sulla sedia a rotelle, era lei a muoversi. Diceva: "sono io le gambe di mio marito". Un ultimo salto a ritroso, nel 19esimo secolo. Mary Todd Lincoln, che, come Jacqueline vide suo marito Abraham assassinato. Di educazione inglese non si integrò del tutto nella cultura americana e non fu d'aiuto politico al marito che comunque le dedicava tutte le attenzioni. Mary viveva una depressione pesante, avendo perso nella Guerra di secessione il figlio Willie e due fratelli.