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Heat - La sfida
Un film di Michael Mann.
Con Jon Voight, Robert De Niro, Al Pacino, Val Kilmer, Amy Brenneman.
continua»
Titolo originale Heat.
Poliziesco,
durata 172 (160) min.
- USA 1995.
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Il poliziesco definitivo
martedì 16 ottobre 2007
di piernelweb
Rielaborando un suo progetto per la tv (Sei solo, agente Vincent), Mann realizza una delle pellicole più convincenti degli anni 90, capace ridefinire il poliziesco, il noir e il crime-movie. Il film prende forma attraverso una narrazione convergente, che con uno stile del tutto personale e innovativo ha la capacità di "creare un mondo in cui l'azione definisce e racconta realmente i personaggi". Ogni dettaglio ha un elevato peso specifico, ogni sequenza scava e ci racconta qualcosa dell'interiorità continua » |
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| Il poliziotto (Vincent Hanna) Al Pacino e il rapinatore Neil Mccauley (Robert De Niro), seduti assieme a una tavola calda, si confrontano: è anche la prima volta in cui Pacino e De Niro recitano nella stessa inquadratura | |
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Sette anni a Folsom, in isolamento per tre. Macneal in precedenza. MacNeal è un carcere duro come dicono? Ti occupi di scienza penitenziaria? Hai intenzione di tornarci? Sai, ne ho conosciuti alcuni che facevano qualche cazzata apposta per farsi ribeccare. E tu? Devi aver conosciuto proprio i più stupidi... Ah, ne ho conosciuti tanti. Mi ci vedi a rapinare un negozio di liquori con scritto in fronte: Arrestatemi, sono un perdente? No, in effetti no. Bravo. Non tornerò mai in prigione. Allora è meglio che tu cambi lavoro. È quello che mi riesce meglio: organizzare colpi. E a te quello che riesce meglio è cercare di fermare gente come me. Insomma, una vita regolata non ti piacerebbe... Quale sarebbe, il barbecue e la partita in televisione? Già... Ed è questa vita regolata quella che fai? Che faccio... no. La mia vita... No, la mia vita è un disastro assoluto... Ho una figliastra incasinata come poche, per il suo vero padre che grazie a Dio è un gran coglione.... Una moglie, è la madre... Ma ormai siamo in rotta, un matrimonio ireccuperabile, il mio terzo... E questo perché passo tutto il mio tempo a dare la caccia a quelli che fanno il tuo lavoro: ecco la mia vita. Una volta uno mi ha detto: non fare entrare nella tua vita niente da cui tu non possa sganciarti in trenta secondi, venti, se senti puzza di sbirri dietro l'angolo. Se tu sei sempre appresso a me, e dove vado io vai anche tu, be', come pretendi di tenerti... una moglie? Questa è una bella domanda. Tu invece sei un monaco. Ce l'ho una donna. Mm... Che le racconti? Che faccio il rappresentante. Quindi se dovessi vedere me arrivare da quell'angolo, abbandoneresti la tua donna... senza neanche salutarla? Rientra nella disciplina. È un po’ superficiale, no? Sì, può darsi che lo sia. O lo accettiamo, o tanto vale che cambiamo mestiere. Io non saprei che altro fare. Ah, io neanche. E nemmeno vorrei fare altro. E io neanche. Da un po', la notte ho un sogno ricorrente: sono seduto a una grande tavola imbandita insieme a tutte le vittime di tutti gli omicidi su cui ho indagato, sedute a tavola anche loro, e fissano tutte me, con quelle orbite nere e vuote. Molti di loro in testa hanno un foro di proiettile da cui cola sangue. Altri sembrano palloni, per quanto si sono gonfiati, perché li ho trovati solo due settimane dopo che erano stati ammazzati. I vicini avevano sporto denuncia per la puzza... Insomma stanno tutti lì, seduti, composti. E che ti dicono? Niente. Non parlano? No. Forse perché non hanno niente da dire. Stiamo seduti e ci guardiamo. Loro guardano me, e nient'altro: è questo il sogno. Io invece sogno di affogare: allora devo svegliarmi e mettermi a respirare o morirei nel sonno. Mm... Conosci il significato? |
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| Al Pacino alla moglie Diane Venora, sorpresa con Xander Berkeley | |
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lo non ti ho mai tradito, puttana. Forse era meglio se lo facevi. Tu pensi? In fondo è un po' colpa tua... Oh sì, l'ho pregato io di scoparti, perché mi fa tanto piacere. |
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| Il poliziotto Vincent Hanna (Al Pacino) alla moglie (Diane Venora) | |
| Devo tenermi la mia angoscia. La devo proteggere. Perché mi serve: mi mantiene scattante, reattivo, come devo essere. | |
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Altre frasi celebri del film Heat - La sfida
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DVD | Heat - La sfidaUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 26 febbraio 2004
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Robert De Niro e Al Pacino, criminale e poliziotto. In Heat, bel film-caccia di Michael Mann, sono insieme i due massimi divi cinquantenni, tutt'e due italoamericani, tutt'e due eredi di meridionali emigrati negli Stati Uniti all'inizio del secolo, tutt'e due nati e cresciuti a New York ma in famiglie diverse: padre e madre di De Niro erano pittori, intellettuali, e in 53 anni lui non ha mai fatto altro lavoro che l'attore; Pacino, 56 anni, figlio d'un muratore, ha faticato nei mille mestieri dei giovani poveri. » |
Sfidatevi sull'asfalto finché piombo vi separi
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Heat è Giungla d’asfalto (1950) al quadrato, forse per questo dura quasi tre ore contro i 112 minuti del film di John Huston: se là assistevamo al patetico disfacimento di una banda di rapinatori, qui l’evento è seguito anche sul versante della polizia. La filosofia, comune ai due film, è quella espressa da Leoncavallo nel Prologo dei Pagliacci: presentare al pubblico dei personaggi che, prima di ogni altra qualifica, sono “uomini di carne e ossa”. Guardie e ladri, nel nostro caso, sul piano esistenziale si equivalgono: impegnati ciascuno nel proprio mestiere, sanno che non potrebbero fare diversamente e vanno avanti così finché morte ne segua. » |
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Mi aiutarono loro, nessuno voleva quella storia
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
L'intervista / Il regista Michael Mann ricorda il suo capolavoro su Los Angeles. Michael Mann, 59 anni, nato a Chicago, cittadino per scelta di Los Angeles, considera Heat uno dei suoi film migliori. Attualmente sta lavorando a Gates of Fire, mentre al prossimo Sundance Festival si vedranno alcuni suoi documentari, campo nel quale il regista è sempre attivo. Perché scelse Heat? "Avevo scritto io il soggetto e la sceneggiatura: volevo girare un film su Los Angeles. Scelsi Dante Spinotti per la fotografia di un film che doveva essere, prima di tutto, il ritratto veritiero di Los Angeles. » |
«Heat - La sfida», il duello tra Al Pacino e De Niro
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
L’incontro-scontro dei due super divi, mai insieme sul set, resta un evento unico nella loro carriera. Quando nell’impagabile serie di interviste televisive «Inside the Actors’ Studio», il sagace James Lipton rivolge all’ospite di turno, quasi sempre attrici e attori notissimi, la domanda su quale collega stimino di più, le risposte si dividono: metà dice Robert De Niro (classe 1943), metà Al Pacino (1940). Tutti e due newyorkesi di origine italiana, tutti e due diplomati allo Studio. Più introverso, chiuso, difficile da espugnare il primo; più disponibile, cordiale e collaborativo il secondo. » |
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