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sabato 6 febbraio 2016

Al Pacino

Ogni maledetto ruolo

Nome: Alfredo Jacob Pacino
75 anni, 25 Aprile 1940 (Toro), New York City (New York - USA)
occhiello
Accontentati tu, io prendo tutto, tutto quello che posso…
E cosa vuoi tu?
Il mondo chico... e tutto quello che c'è dentro…

dal film Scarface (1983) Al Pacino è Tony Montana
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Al Pacino
Golden Globes 2016
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Danny Collins di Dan Fogelman

Golden Globes 2014
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Phil Spector di David Mamet

Razzie Awards 2012
Nomination peggior attore non protagonista per il film Jack e Jill di Dennis Dugan

Razzie Awards 2012
Nomination peggior coppia sullo schermo per il film Jack e Jill di Dennis Dugan

Golden Globes 2011
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film You Don't Know Jack di Barry Levinson

Golden Globes 2011
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film You Don't Know Jack di Barry Levinson

Emmy Awards 2010
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film You Don't Know Jack di Barry Levinson

Golden Globes 2004
Premio miglior attore miniserie o film tv per il film Angels in America di Mike Nichols

Golden Globes 1993
Nomination miglior attore non protagonista per il film Americani di James Foley

Golden Globes 1993
Premio miglior attore per il film Scent of a Woman - Profumo di donna di Martin Brest

Premio Oscar 1992
Premio miglior attore per il film Scent of a Woman - Profumo di donna di Martin Brest

Premio Oscar 1992
Nomination miglior attore non protagonista per il film Americani di James Foley

Golden Globes 1991
Nomination miglior attore per il film Il padrino - Parte III di Francis Ford Coppola

Golden Globes 1991
Nomination miglior attore non protagonista per il film Dick Tracy di Warren Beatty

Golden Globes 1990
Nomination miglior attore per il film Seduzione pericolosa di Harold Becker

Premio Oscar 1990
Nomination miglior attore non protagonista per il film Dick Tracy di Warren Beatty

Golden Globes 1984
Nomination miglior attore per il film Scarface di Brian De Palma

Golden Globes 1983
Nomination miglior attore per il film Papà, sei una frana di Arthur Hiller

Golden Globes 1980
Nomination miglior attore per il film ... E giustizia per tutti di Norman Jewison

Premio Oscar 1979
Nomination miglior attore per il film ... E giustizia per tutti di Norman Jewison

Golden Globes 1978
Nomination miglior attore per il film Un attimo, una vita di Sydney Pollack

Golden Globes 1976
Nomination miglior attore per il film Quel pomeriggio di un giorno da cani di Sidney Lumet

Golden Globes 1975
Nomination miglior attore per il film Il padrino - Parte II di Francis Ford Coppola

Premio Oscar 1975
Nomination miglior attore per il film Quel pomeriggio di un giorno da cani di Sidney Lumet

Premio Oscar 1974
Nomination miglior attore per il film Il padrino - Parte II di Francis Ford Coppola

Golden Globes 1974
Premio miglior attore per il film Serpico di Sidney Lumet

David di Donatello 1974
Premio miglior attore straniero per il film Serpico di Sidney Lumet

David di Donatello 1973
Premio miglior attore straniero per il film Il padrino di Francis Ford Coppola

Golden Globes 1973
Nomination miglior attore per il film Il padrino di Francis Ford Coppola

Premio Oscar 1973
Nomination miglior attore per il film Serpico di Sidney Lumet

Premio Oscar 1972
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il padrino di Francis Ford Coppola



Occhi, mani e pieghe di un attore ineguagliabile.

5x1: Al Pacino dal Bronx

martedì 23 settembre 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Al Pacino dal Bronx Inutile negare che ci si trova di fronte a un pezzo importante di storia del cinema, un attore che con il suo lavoro costituisce un termine di paragone impegnativo per chiunque intenda avvicinarsi alla settima arte. Ormai dagli anni Settanta, il 68enne Al Pacino ruba la scena, incarnando perfettamente il male corrotto dell'animo quanto l'aspirazione alla redenzione. Il suo sguardo febbricitante, le mani nervose e soprattutto le trasformazioni del suo viso hanno segnato diverse epoche di un artista profondo, capace di lavorare sul personaggio ma soprattutto su se stesso. Confrontando il suo Michael Corleone, Tony Montana e Carlito Brigante, ad esempio, si possono vedere le diverse sfaccettature della violenza, una escalation che dagli anni Settanta arriva fino a metà dall'inizio degli anni Novanta; poi, il colonnello Frank Slade, il giornalista Lowell Bergman e l'allenatore di football Tony D'Amato hanno segnato quasi una seconda fase, in cui le esplosioni di violenza metropolitana lasciano spazio all'intensità interiore, sempre pronta a divampare. Oggi dedica più tempo a progetti personali e si concede qualche concessione nel cinema di fattura più grossolana; così lo incontriamo in Tough Love al fianco di Ben Affleck e Jennifer Lopez, in Ocean's 13 e presto nel prossimo James Bond, Quantum of Solace. In questa linea più "leggera" rientra anche Sfida senza regole, in cui si ritrova sullo schermo con l'amico Robert De Niro, un film che, in un modo o nell'altro, è destinato a far parlare di sé.

La grande coppia insieme in Sfida senza regole.

De Niro e Pacino insieme: il cinema non basta

lunedì 22 settembre 2008 - Pino Farinotti cinemanews

De Niro e Pacino insieme: il cinema non basta De Niro e Pacino di nuovo insieme in Sfida senza regole. La notizia assume i contorni di un evento. La grande coppia. Va detto che il cinema ha spesso proposto grandi coppie, ma "questi due" sembra abbiano regole diverse, che il loro peso specifico sia tale da oltrepassare la linea del cinema. Dicendo "grande coppia" alludo a talenti omologhi, anche all'anagrafe. Un vecchio e un giovane insieme funzionano, sono complementari, non creano antagonismo, un esempio per tutti: Redford e Pitt in Spy Game. Nelle varie epoche il cinema ha messo insieme Cooper-March (Partita a quattro); WayneStewart (Liberty Valance); Lancaster-Douglas (Sfida all'O.K.Corrall); Brando-Clift (I giovani leoni); NewmanMcQueen (Inferno di cristallo) e, salendo Cruise-Pitt (Intervista col vampiro). Due numeri uno assoluti attuali, Clooney e Pitt, li vediamo spesso insieme, eppure non si tratta, e non si trattava, di evento, ma semplicemente di combinazione eccezionale, di cast, di cinema, solo di cinema. Leggi nei titoli De Niro e Pacino insieme ed ecco che la coppia diventa mistica, diventa storia e cultura, come se il capo della religione anglicana e quello cattolico si unissero per una funzione. Robert e Al: perché?<

Dopo Il Padrino di Coppola e Heat di Mann, De Niro e Pacino tornano a lavorare insieme dalla parte (violenta) della legge.

Sfida senza regole: rischio a due

mercoledì 17 settembre 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Sfida senza regole: rischio a due C'erano una volta in America due ragazzi di strada e di "metodo". Gli anni Settanta del "meraviglioso" spielberghiano trovarono nei loro volti e nei loro registi (Schatzberg, Coppola, De Palma, Scorsese, Cimino, Mann, Leone, Lumet) un'altra America. Inquieti e lividi, cupi e vertiginosi Robert De Niro e Al Pacino divennero gli attori simbolo della Hollywood mean streets, dimostrando di sapere gestire carriere sfaccettate e depistando qualsiasi etichetta di ruolo. Bravi ragazzi (di strada), padrini, poliziotti, criminali, balordi, taxi-driver, demoni, gangster, mafiosi e qualche volta "innamorati" o in "profumo di donna" sono l'immagine ribaltata di quel mito americano che aiutarono a smascherare attraverso filmografie costellate da episodi di rara qualità. Tredici anni dopo The Heat – La sfida, i fabulous two tornano sulle strade della Little Italy newyorkese per interpretare due poliziotti "fuori controllo" che agiscono sul confine della legge e si pongono al di sopra della legge. Nella Sfida senza regole di Jon Avnet, De Niro e Pacino imbastiscono la realtà delle apparenze e nascondono la verità dietro un sole che non albeggia ma tramonta e dentro una notte che immancabilmente scende.
Detective pluridecorati, Turk e Rooster sono a un passo dalla pensione e dal serial killer che scrive sonetti per i suoi cadaveri. Sotto la fredda scorza dell'impassibilità e della mancanza di scrupolo, De Niro e Pacino sono antieroi furenti e arcani, personaggi in autoesilio e sempre fuori posto per superare il conformismo dei loro superiori e dei burocrati. Meglio il mimetismo camaleontico di De Niro o il lasciare intendere senza esibire di Pacino? Domanda inutile. Basta guardarli mentre si osservano e si specchiano l'uno negli occhi dell'altro, l'uno nella carriera dell'altro, ciascuno con le proprie ossessioni, paure, solitudini e contraddizioni, per capire che si sono (ri)trovati. Turk e Rooster non sono poliziotti ordinari, come non sono ordinari gli attori che li incarnano: tanto grandi da essersi sfiorati nel Padrino di Coppola, rincorsi nella sfida di Mann e rinchiusi nelle inquadrature senza regole di Avnet, entrambi con un "clan" di personaggi sulle spalle che guardano alla tragedia come ultimo approdo alla solitudine dell'individuo, del poliziotto, dell'attore. Dietro alle pistole, alle chiacchiere e ai distintivi resta il sorriso di Noodles nella fumeria d'oppio e quello di Carlito davanti alla promessa di una fuga da sogno (Escape to Paradise).

Uomini di parola

* * * - -
(mymonetro: 3,15)
Un film di Fischer Stevens. Con Al Pacino, Christopher Walken, Alan Arkin, Julianna Margulies, Vanessa Ferlito.
continua»

Genere Commedia, - USA 2013. Uscita 11/07/2013.

Jack e Jill

* * - - -
(mymonetro: 2,42)
Un film di Dennis Dugan. Con Adam Sandler, Katie Holmes, Al Pacino, Eugenio Derbez, Allen Covert.
continua»

Genere Commedia, - USA 2011. Uscita 17/02/2012.

Sfida senza regole

* * - - -
(mymonetro: 2,34)
Un film di Jon Avnet. Con Al Pacino, Robert De Niro, 50 Cent, Carla Gugino, John Leguizamo.
continua»

Genere Azione, - USA 2008. Uscita 26/09/2008.

Ocean's 13

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,96)
Un film di Steven Soderbergh. Con George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Al Pacino, Bernie Mac.
continua»

Genere Thriller, - USA 2007. Uscita 08/06/2007.

Rischio a due

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,70)
Un film di D.J. Caruso. Con Al Pacino, Matthew McConaughey, Rene Russo, Armand Assante, Jeremy Piven.
continua»

Genere Commedia, - USA 2005. Uscita 28/04/2006.
Filmografia di Al Pacino »

domenica 24 gennaio 2016 - L'impegno eccezionale, estremo, tra i ghiacci di Revenant - Redivivo convincerà questa volta l'Academy.

DiCaprio ha vinto l'Oscar come attore protagonista in Revenant

Pino Farinotti cinemanews

DiCaprio ha vinto l'Oscar come attore protagonista in Revenant Leonardo DiCaprio ha vinto l'Oscar come attore protagonista in Revenant. Lo dico al passato perché il fatto è certo. Mi espongo, ci metto la faccia. Le condizioni e le congiunzioni erano troppo propizie. Giustizia è stata fatta. L'attore era alla sua quinta nomination. Dico che forse questa performance non è eppure la sua migliore.
I precedenti: Buon compleanno Mr. Grape, The Aviator,  Blood Diamond, The Wolf of Wall Street. Tutte grandi prove d'attore. E a parer mio alla lista ne mancano altre, come Poeti dall'inferno, Nessuna verità, J. Edgar e Il grande Gatsby. Il film tratto dal romanzo di Scott Fitzgerald presenta un fotogramma che potrebbe rappresentare il logo di documenti ufficiali del cinema. Quando DiCaprio si rivela al suo interlocutore Nick Carraway: "Sono io Gatsby". Quel sorriso, quella sicurezza, quell'appeal, appartengono solo a Leonardo, il "genio", (anche lui) il più grande attore americano del cinema contemporaneo. La sua azione in Revenant è antropologica, vive in un girone dell'inferno dei ghiacci, delle fiere, del dolore fisico, della sopravvivenza primitiva. Leonardo ha più volte rilevato il suo impegno particolare, la fatica terribile in quello scenario ancestrale.
Digitale
C'è molto digitale in quel film, è notorio che l'orso che massacra il cacciatore è virtuale. Ma l'attore che mangia il pesce crudo, che brucia la polvere su una ferita, che si protegge dal freddo nelle interiora di un cavallo, che scende nella corrente di quel fiume del nord, sono azioni vere. È quell'impegno eccezionale, estremo, che ha portato molti punti per l'attribuzione dell'Oscar. E c'è dell'altro. È vero che, nel quadro delle valutazioni dei membri dell'Academy la trasfigurazione è sempre stata un modello vincente. Può significare pazzia, menomazione, malattia, tutti registri ai quali gli attori, quelli bravi naturalmente, amano applicarsi. Certi addetti, tecnici, puristi, non sono così positivi verso quel metodo. L'obiezione sarebbe: "Trattasi di registri infiniti, non codificati, persino facili perché ti ci puoi muovere come credi, valgono tutti gli estremi." Però l'interpretazione diventa efficace, clamorosa, lo spettacolo ci guadagna. DiCaprio ha vinto per molte ragioni. La prima l'ho detta sopra nella sua collocazione nel cinema americano. A seguire: è stato maltrattato, magari preso in giro, più volte, dall'Academy. Per questa nomination si è innescata una campagna a suo favore talmente potente che l'establishment hollywoodiano, la parte che non lo ama, non oserà... provocare il mondo. Quel movimento è forte, ma adesso DiCaprio è più forte. Rientra negli "anomali della trasfigurazione" chiamiamoli così, che hanno vinto l'Oscar quando non erano al massimo del loro percorso o erano impegnati in ruoli che li deformavano o abbruttivano. Sono molti, in tutte le epoche.
Retrospettiva
Un racconto, una retrospettiva è interessante e opportuna. Andiamo a ritroso, certo con delle omissioni, rispetto alla memoria più viva e recente: Eddie Redmayne (La teoria del tutto), nella parte del cosmologo Stephen Hawkig è colpito da un male degenerativo che gli inibisce praticamente tutte le funzioni; Matthew McConaughey è irriconoscibile, drogato e alcolizzato in Dallas Buyers Club; Daniel Day Lewis deve il primo (di 3) Oscar al suo "piede sinistro". Tom Hanks è sfigurato, nel volto e nel fisico, dall'aids in Philadelphia. Dustin Hoffman è il geniale autistico in Rain Man; Marlon Brando dovette abbruttirsi da giovane (Fronte del porto) e da maturo (Il padrino) per ottenere le statuette; Robert De Niro si attenne a una dieta che quasi lo uccideva in Toro scatenato; Al Pacino era cieco in Profumo di donna; Jack Nicholson si finse matto in Qualcuno volò. Per finire il gigante John Wayne, costretto, ormai anziano, a una benda sull'occhio per il suo unico Oscar riparatore nel Grinta. Per le donne il fenomeno è minore. Ricordabili Charlize Theron, "mascolinizzata" in Monster e Nicole Kidman uno dei volti più belli del cinema sfigurata, con quel naso, per fare Virginia Woolf in The Hours. Marion Cotillard è impressionante nella Vie en rose, nel dare corpo e volto a una Edith Piaf, malata, "rimpicciolita" e trasfigurata. Jessica Tandy, attrice grande e completa si vide premiare ultraottantenne in A spasso con Daisy.
Leonardo DiCaprio, ribadisco, ha dunque ottenuto giustizia, era tempo. Il riconoscimento riguarda l'artista e l'uomo, la sua attenzione al sociale e alla salvaguardia ambientale. Un impegno che non è propaganda, ma sensibilità e consapevolezza. Vere, non virtuali.

lunedì 11 gennaio 2016 - Il maestro premiato per The Hateful Eight. Revenant conquista i tre globes più importanti e guarda all'Oscar.

Ennio Morricone vince il Golden Globe. Tarantino: "Lui come Mozart"

Tirza Bonifazi cinemanews

Ennio Morricone vince il Golden Globe. Tarantino: La 73a edizione dei Golden Globes, con i quali l'associazione di giornalisti stranieri residenti a Hollywood celebra il cinema e la televisione, ha illuminato il cielo sopra il Beverly Hilton Hotel, dove si è svolta la cerimonia di premiazione che ha visto ripartire i celebri globi d'oro in venticinque categorie tra fiumi di champagne e qualche risata (lo humor britannico di Ricky Gervais, che per la quarta volta ha diretto lo show a colpi di sarcasmo, non sempre è stato colto). Lo spettacolo si è aperto con una nota triste per l'Italia: il premio come miglior attrice non protagonista non è finito nelle mani di Jane Fonda per Youth - La giovinezza di Paolo Sorrentino, ma in quelle di una incredula Kate Winslet che in Steve Jobs interpreta al lato di Michael Fassbender la polacca Joanna Hoffman. L'altra grande stella di Hollywood a ricevere uno dei premi più importanti è Jennifer Lawrence che si è portata a casa il terzo Golden Globe per Joy, battendo Melissa McCarthy, Amy Schumer, Lily Tomlin e Maggie Smith.

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