Johnny DeppJohnny all'arrembaggio del cinema mondialeNome: John Christopher Depp II46 anni, 9 Giugno 1963 (Gemelli), Owensboro (Kentucky - USA) |
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![]() Questi sono tempi disperati, mrs. Lovett, e bisogna ricorrere a disperati rimedi.
dal film Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street (2007)
Johnny Depp è Sweeney Todd
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Gli anni Ottanta lo hanno visto emergere. Negli anni Novanta ha consolidato il suo stile, ma ha anche desertificato la sua vita privata. Nel Duemila è diventato più che un divo un oggetto di culto. Per molti, ma non per tutti. Magnifico e inquietante sono i primi due aggettivi che vengono alla mente quando si parla di Johnny Depp. Nessun attore è mai stato come lui (forse qualche antecedente in Marlon Brando, ma alla lontana). Intellettuale, ribelle, indipendente. Sceglie i suoi ruoli e i registi che lo dirigeranno in base alla complicità e, spesso, anche per via di una commovente amicizia "lunare" (come quella con Tim Burton). Sconvolgente, assiduo utilizzatore del Metodo, guru di una filosofia beat che si credeva perduta, Depp è in grado di dare un senso a un'inquadratura anche solo disegnando un mezzoghigno fra le sue labbra sottili. Nessuno è più cult di lui! Nessuno!
Vita e aspirazioni musicali
Nato in Kentucky, quarto figlio di una cameriera e di un ingegnere comunale che hanno divorziato quando lui aveva 15 anni, lascia la scuola e la casa (vivrà in una Impala del '67 con Sal Janco, il suo migliore amico) proprio a quell'età con la speranza di diventare un musicista rock, fondando la band The Kids. Piuttosto conosciuti in Florida, verranno ingaggiati come band d'apertura ai concerti di star come i Talking Heads, i B52s, Iggy Pop e Billy Idol. Poi dentro di lui scoppia la voglia di diventare attore e si trasferisce a Los Angeles, assieme alla prima moglie Lori Anne Allison (che ha sposato a soli 20 anni nel 1983). Studia recitazione e si guadagna da vivere vendendo spazi pubblicitari per telefono. Lì, dopo il divorzio con Lori, avviene l'incontro con Nicolas Cage (il nuovo fidanzato dell'ex moglie) che lo incoraggia a continuare per quella strada e lo spinge a fare un provino per un filmetto horror che stanno girando.
L'esplosione con Wes Craven e Tim Burton
Quel filmetto è il cult horror diretto da Wes Craven Nightmare – Dal profondo della notte (1984), accanto a Heather Lagenkamp e Robert Englund. La scena più incredibile ha proprio lui come protagonista che, addormentatosi nella sua stanza, viene letteralmente ingoiato dal letto e poi risputato fuori completamente cosparso di sangue. Poi, dopo qualche ruolo televisivo in telefilm e film tv, Oliver Stone lo sceglie nella parte di un soldato per Platoon (1986). Tornato nel piccolo schermo, rimpiazzerà Jeff Yagher nel ruolo del poliziotto Tommy Hanson nella popolare serie televisiva americana 21 Jump Street, diventando un idolo per le teen-agers (riceveva 10.000 lettere al giorno dalle sua fans).
Già a partire dagli anni Novanta si fa largo nella sua carriera quell'anticonformismo che lo differenzierà dagli altri attori Made in Hollywood. Se gli interpreti della sua età (Tom Cruise, Brad Pitt, Keanu Reeves, Robert Downey Jr.) preferiscono apparire in pellicole commerciali (Intervista col vampiro, Charlot, Vento di passioni), lui sceglie quelle grottesche, come è dimostrato in Cry Baby (1990), una sorta di Grease, diretto dal terribile diavolo trash John Waters. Anche se il suo vero pigmalione artistico altri non è che il tenebroso Tim Burton che lo sceglie come protagonista di una pellicola tratta da un suo racconto per l'infanzia ("Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie"): Edward Mani di Forbice (1990). La storia di questo Pinocchio dark, cresciuto in completa solitudine dopo la morte del suo creatore e portato fra i "normali" da una venditrice Avon, conquisterà il mondo intero, facendo di Johnny Depp (che per studiare la parte si è ispirato a Charlot) una star di prim'ordine (tanto da essere candidato come miglior attore protagonista in una commedia ai Golden Globe).
Ma non appena si tocca il Paradiso con un dito, ci sono tentazioni che vorrebbero rispedirti all'Inferno. Per Johnny Depp, queste tentazioni altro non sono che le droghe. Molto abile nella selezione dei ruoli da interpretare, sempre atipici, dark e anomali, non lo è altrettanto nella selezione delle amicizie. Infatti durante i primi '90, Johnny è, assieme a Janco,il proprietario del leggendario club The Viper Room, all'8852 del Sunset Boulevard, facendo del cameratismo con John Belushi e River Phoenix ed entrando nel giro della cocaina. È stata proprio la morte di quest'ultimo, per un'overdose proprio all'uscita dal locale, a spingere Depp a rigare dritto e cambiare diametralmente stile di vita, ma non sarà facile.
Attore "d'autore"
Entrato nella rosa dei candidati al Golden Globe come miglior attore protagonista per la commedia Benny & Joon (1993) di Jeremiah S. Chechik, reciterà accanto a Faye Dunaway e Jerry Lewis in Arizona Dream (1993), pellicola fantastica di Emir Kusturica, dove però litiga spesso con Vincent Gallo. Poi continuerà a collaborare con Tim Burton interpretando Ed Wood (1995), la biografia di colui che è ritenuto dalla critica il peggior regista della storia del cinema. Duttile e straordinario, viene per la terza volta nominato ai Golden Globe, senza però vincere la statuetta.
Dopo alcuni problemi con la legge (ha distrutto una suite da 2.200 dollari a notte di New York, dopo una furibonda lite con la sua ex fidanzata Kate Moss), decide di mettere la testa apposto: recita la parte di William Blake per Jim Jarmusch in Dead Man (1995), compra casa (un castello pseduo-gotico che era appartenuto a Bela Lugosi) e incide la canzone "Fade In-Out" con gli Oasis, d'altronde il rock gli scorre nelle vene! Mentre, cinematograficamente parlando, la sua filmografia si arricchisce di titoli come Donnie Brasco (1997) di Mike Newell, dove recita accanto ad Al Pacino, ma soprattutto a Christopher Walken che lui adora, e Il coraggioso (1997), il suo primo film da regista, dove dirige nientemeno che il grande Marlon Brando, il suo attore preferito, nonché suo migliore amico per la vita (si erano conosciuti sul set di Don Juan De Marco maestro d'amore).
Terry Gilliam (Paura e delirio a Las Vegas, 1998) e Roman Polanski (La nona porta, 1999) gli offrono l'opportunità di riconfermarsi come attore bizzarro e oscuro, ma nessuno ha il primato di Burton nella sua vita e nella sua carriera professionale.
L'infinita Odissea con Tim Burton
Il regista dichiara pubblicamente che Johnny Depp è il suo alter ego, una sua estensione, per questo lo sceglie sovente come protagonista nelle sue pellicole. Il mistero di Sleepy Hollow (2000), La fabbrica di cioccolato (2005) e La sposa cadavere (2005), dove si dedica al doppiaggio per la prima volta) fanno di lui un attore culto, osannato dalla critica e ammirato dal pubblico. Depp è la controtendenza. Rifiuta persino il ruolo di Neo in Matrix e sceglie invece La vera storia di Jack lo squartatore (2001) e C'era una volta in Messico (2003).
Nonostante un'esistenza non proprio tranquilla (viene arrestato per la seconda volta dopo aver fatto a pugni con dei paparazzi all'uscita di un ristorante londinese), il suo nome professionale è impeccabile, tanto che la Francia decide di omaggiarlo nel 1999 con un César onorario.
Il pirata e gli ultimi successi
Poi arrivano i pirati. Il punto più alto della sua carriera e forse il ruolo più bello che potesse mai interpretare. Ispirato da Keith Richards, rocker dei Rolling Stone, interpreta il più opportunista e stralunato pirata di tutti i tempi, Jack Sparrow, nella trilogia dei Pirati dei Caraibi diretta da Gore Verbinski dal 2003 al 2007, accanto a Keira Knightley e Orlando Bloom. Piovono le nominations sulla sua testa: all'Oscar, ai Bafta e agli immancabili Golden Globe. Unica pausa, è quella che si prende recitando il ruolo dell'autore de "Le avventure di Peter Pan" in Neverland – Un sogno per la vita (2004).
Nel 2007 torna al cinema d'autore nelle vesti gotiche del barbiere assassino Sweeney Todd nell'omonimo film diretto dal sempre presente Tim Burton con il quale lavora ancora nel 2010 per Alice in Wonderland, una fedele trasposizione dello scritto di Caroll, disegnata dagli occhi personalissimi del regista californiano. Prima di indossare i panni del cappellaio matto, però, si impegna nel film, poi diventato tributo al defunto amico Heath Ledger, Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (2009) del quasi sempre geniale Terry Gilliam e nella pellicola dello stesso anno Nemico Pubblico - Public Enemies di Michael Mann che lo vede interpretare il celebre gangster John Dillinger.
Sentimentalmente legato a Sherilyn Fenn, Winona Ryder (si è fatto fare anche un tatuaggio "Winona forever" che poi con la rottura del fidanzamento ha trasformato in "Wino Forever"), l'attrice Jennifer Grey e la modella Kate Moss, oggi è padre di due figli, Lily-Rose Melody e Jack, nati dalla relazione con la compagna Vanessa Paradis, attrice e cantante francese che lo ha spinto a prendere residenza in Francia, dove è proprietario (con Sean Penn e John Malkovich) del ristorante Man Ray.
Golden Globes 2008
Golden Globes 2008
Premio Oscar 2008
Golden Globes 2007
Golden Globes 2006
Golden Globes 2005
Premio Oscar 2004
Golden Globes 2004
Premio Oscar 2003
Golden Globes 1995
Golden Globes 1994
Golden Globes 1991
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Alice in Wonderlandcontinua»
Genere Fantastico, - USA 2010. Uscita 04/03/2010. |
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Amici, questo è il giorno che voi tutti ricorderete come il giorno in cui in cui avete quasi catturato capitan...”. Johnny Depp è una delle icone del nostro tempo così come il suo Jack Sparrow è uno dei personaggi più amati della storia del cinema. Il suo stesso essere un antidivo è diventato parte integrante del mito: mettersi completamente a disposizione del proprio talento, dopo aver vissuto una gioventù piena di eccessi, seguendo qualsiasi tipo di curiosità potesse avere, innamorandosi perdutamente e disperatamente di donne bellissime come Winona Ryder o Kate Moss. Gli anni Ottanta furono all'insegna della musica e dell’iniziazione cinematografica grazie all'amico Nicolas Cage che lo indirizzò, quando era ancora un chitarrista, verso la recitazione. I Novanta furono gli anni degli eccessi. Le storie d'amore da copertina, gli arresti della polizia, le risse con i paparazzi, contribuirono ad alimentare la sua aurea “anti-sistema”. Poi l'amore, i figli, la famiglia gli diedero quella tranquillità necessaria per far sbocciare definitivamente l'attore che si nascondeva dietro le droghe, le risse, le storie disordinate. Ma qualcosa di quegli anni gli è rimasto dentro, tant'è che oggi non c'è nessuno in grado di rivaleggiare con lui nell'interpretare gli eroi solitari ma capaci di cambiare il mondo.
Così, oggi la lista di personaggi indimenticabili o parzialmente difficili da dimenticare è lunga come quella dei reati di capitan Jack Sparrow elencati al termine de La maledizione della prima luna. Questo perché Johnny Depp, il bello e dannato, ha sconfitto la maledizione e ha tutta l'aria di godersela, mentre interpreta il Nemico Pubblico più celebre della storia degli Stati Uniti: il John Dillinger con cui, diretto da Michael Mann, rischia di vincere finalmente il suo primo Oscar. Quello sarà il giorno che noi tutti ricorderemo come il giorno in cui... insomma avete capito!
J onny Depp è sempre una certezza, quando si tratta di boxoffice italiano. Ottima è infatti la partenza per Nemico Pubblico che riesce a scalzare Up dalla prima posizione, raccogliendo oltre 2 milioni di euro. Il film della Pixar peraltro, riesce ancora a restare sopra la quota del milione settimanale ed è arrivato all'eccellente totale di 13,7 milioni, superando ampiamente il deludente Wall-E e puntando dritta a 17-18 milioni, cifra assolutamente raggiungibile.
Sorprende sempre Parnassus, che ha superato i 6 milioni totali e fa lo stesso, seppur in negativo, Amore 14 di Moccia, che pare abbia messo d'accordo critici e pubblico. Jacko continua a macinare incassi con il suo documentario This is it, che rappresenta la vera novità di questa stagione mentre cominciano a scricchiolare Julie & Julia e sopratutto Nel paese delle creature selvagge, che da noi proprio non ha sfondato. Ottima la partenza per L'uomo che fissa le capre, ben oltre il milione di euro, anche se il suo destino è affidato al passaparola e al carisma di Clooney. Nessun botto dalle altre nuove uscite con Anno Uno che fa la fine di Funny People (mandato al massacro per recuperare, forse, con l'home video) e Alza la testa e Marpiccolo che non superano nemmeno quota 100mila euro.
La prossima settimana arrivano due grossi calibri, anche se per motivi diversi, escono infatti 2012 di Roland Emmerich e Gli Abbracci spezzati di Pedro Almodóvar, regista amatissimo nel nostro paese. Chi la spunterà?
Classifica aggiornata al 08/11/2009.
Il film di Michael Mann Nemico pubblico, con Johnny Depp nella parte di John Dillinger, è nelle sale italiane da venerdì, nel frattempo Michele Placido si appresta al primo ciak del suo nuovo Vallanzasca, storia del criminale che non è proprio arbitrario definire il Dillinger milanese.
Dillinger&Vallanzasca: banditi eroi.
Che il cinema, e non solo, subisca lo charme del cattivo, dell'antagonista, sta nelle regole. È uno charme accreditato, che viene da lontano. Il primo motore, la prima definizione può essere il cosiddetto fascino di satana. Ha radici antiche, appunto, nella tragedia greca che ha creato precedenti imprescindibili, duemilacinquecento anni fa. Poi risalendo c'è stato un altro grande motore, il romanzo gotico che determinava un'evoluzione importante, estetica naturalmente ma anche sociale e morale, il tutto su una piattaforma di qualità letteraria, riconosciuta, garante, storicizzata. Una corrente prevalente fa risalire il gotico, e tutto ciò che ne consegue, a un trattato del 1757 dello scrittore (e politico) inglese Edmund Burke che rivedeva il concetto classico del sublime, codificato nel terzo secolo dal filosofo greco Longino, di fatto capovolgendolo: detto in sintesi non è il bello che davvero ci affascina, ma l'orrendo. Con tutte le evoluzioni che potevano derivarne. A cominciare dal concetto dell'eroe, che perde fascino e diventa banale: è molto più interessante l'antagonista, il cattivo, l'antieroe. Due capisaldi decisivi letterari, figli del nuovo sublime sono "Frankenstein" di Mary Shelley, del 1817, e "Dracula" di Bram Stoker, del 1897. Tutta "roba da cinema", sappiamo.
In un week-end in cui le previsioni promettono pioggia in gran parte dell'Italia, non c'è niente di meglio che rinchiudersi in un cinema con qualche stuzzichino e vedere delle pellicole che ci mostrano una visione del mondo un po' diversa o ci aiutano a fare i conti col nostro passato per poter affrontare meglio il presente.
Questo fine settimana torna George Clooney nella pellicola di Grant Heslov, L'uomo che fissa le capre, tratto da una storia vera racconta la storia del giornalista Bob Wilton e del soldato Lyn Cassidy, membro di un'unità sperimentale dell'esercito che studia gli esper e pratica la filosofia Jedi. Una commedia completamente fuori dagli schemi consigliata a chi vuole passare un'ora e mezza in piacevole compagnia.
Gli amanti della musica elettronica non potranno invece perdersi Berlin Calling di Hannes Stöhr che racconta la storia del dj berlinese Ickarus, che diventa una vittima della droga ed intraprende un percorso autodistruttivo da cui riuscirà ad uscire grazie all'aiuto della dottoressa Petra Paul (Corinna Harfouch).
Ad ottobre si era sparsa la notizia che il regista Florian Henckel von Donnersmarck era stato contattato dalla Spyglass Entertainment per dirigere The Tourist, il remake del thriller francese Anthony Zimmer. Secondo Deadline Hollywood i produttori hanno trovato il regista tedesco difficile ed esigente e per questo motivo l'anno tolto dal progetto e stanno contattando il regista messicano Alfonso Cuaron, che non ha diretto più nulla da I figli degli Uomini che fu presentato al Festival di Venezia nel 2006, per dirigere la pellicola.
Ma THR riporta un altro cambio nel cast, Sam Worthington verrà sostituito da Johnny Depp che al momento è ancora nella fase delle trattative per quello che fu inizialmente il ruolo di Tom Cruise. Considerando che l'inizio delle riprese di The Tourist è previsto per il febbraio del 2010, si potrebbero creare dei problemi di sovrapposizione con Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides, la cui uscita è prevista per l'estate del 2011.
Dillinger non è affatto morto e sullo schermo (questa volta) ha il fascino di Johnny Depp, magnifico bandito e ossessione del G-man di Christian Bale. Negli anni bui della Grande Depressione ruba ai ricchi, estingue i debiti dei poveri, spara ai poliziotti e compra cappotti caldi per resistere ai colpi della vita e al freddo di Chicago. Mutuando i poliziotti griffati e infiltrati nella Miami blu e hypercool di Mann, Dillinger e Melvin Purvis sono figure (anti)eroiche che campeggiano i due lati opposti della legge e dell’ordine. Tra omaggi alla tradizione e spinta all’innovazione formale arriva in sala il nuovo e accecante film di Michael Mann, regista “strutturalmente” di genere e insieme “intimamente” off-Hollywood. Nella sua ricognizione della storia dei generi, l’autore americano non ha mai concesso esclusioni, passando dal film carcerario (Jericho Mile) a quello di rapina (Strade violente), dall’horror (La fortezza) al thriller classico (Manhunter-Frammenti di un omicidio) e sviluppando un’etica ed un’estetica assolutamente personali. Nemico pubblico non fa eccezione e si inserisce in canoni facilmente riconoscibili, dietro e sotto ai quali pulsa irrequieta un’altra anima, fatta di luci e di ombre, di ossessioni rimasticate e reinventate. A Roma per presentare il suo film, Michael Mann ci rivela il piacere del racconto e del raccontare, ricostruendo un’epoca.
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