Heath LedgerUna carriera sull'altalenaNome: Heath Andrew LedgerData nascita: 4 Aprile 1979 (Ariete), Perth (Australia) Data morte: 22 Gennaio 2008 (28 anni), New York City (New York - USA) |
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![]() La follia è come la gravità, basta una piccola spinta.
dal film Il cavaliere oscuro (2008)
Heath Ledger è The joker
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Heath Ledger aveva solo 16 anni quando, terminati gli studi, costrinse il suo amico Trev a guidare per oltre 4000 km in cerca di fama e di fortuna nella magica Sydney. Da quel momento Heat, nonostante la giovane età, ha percorso in breve tempo la strada del successo trasferendosi negli Stati Uniti per meglio assecondare la sua professione di attore. Una carriera fulminata dalla sua tragica scomparsa che ha privato il mondo del cinema di un giovane molto promettente e interessante.
Un talento precoce e ambizioso
Sportivo (pratica tennis, surf e snowboard), romantico (ama scrivere poesie), determinato ed estremamente testardo, Heath (che di vero nome fa Heathcliff) si può annoverare tra i protagonisti della new wave del cinema americano.
Un interprete talentuoso che ama confrontarsi con ruoli difficili e con una professionalità innata. Irrequieto e camaleontico, Heath Ledger non ama fossilizzarsi in ruoli stereotipati ed è per questo che ha rifiutato parti come quelle dell'Uomo Ragno (che sarà interpretato da Tobey Maguire) e di Anakin Skywalker nell'ultimo Star Wars, appetitosi cult movie che prevedono però sequel a volte interminabili. Così come, dopo aver recitato per anni in alcune fortunate serie televisive per ragazzi, si è voluto al più presto scrollare di dosso il ruolo di teenager (anche se riconosce che è stato proprio questo genere di film a farlo conoscere al grande pubblico) accettando copioni più “impegnativi”.
È infatti nel 1999 che, in Australia per girare la black comedy Two Hands, Heath viene immediatamente richiamato negli States per interpretare il ruolo di Patrick Verona nella commedia sentimentale Dieci cose che odio di te (1999).
Dopo il successo del film, però Heath ha aspettato più di un anno prima di accettare altri ruoli, rifiutando soprattutto quei copioni che lo volevano “eterno Peter Pan”.
L'affermazione nei colossal
Nel 2000, però, la svolta: scalzando oltre 200 aspiranti attori, Heath ottiene la parte di Gabriel Martin, nel dramma eroico Il Patriota (2000). Un ruolo impegnativo, sia dal punto di vista della “crescita” del personaggio sia per lo sforzo fisico richiesto dalle scene di battaglia, per le quali Heath e il compatriota Mel Gibson hanno dovuto prendere lezioni “sul campo”.
Successivamente è apparso sul grande schermo nel ruolo del coraggioso Sir Ulrich von Lichtenstein nel big budget movie Il destino di un cavaliere (2001), film che metteva in scena una curiosa contaminazione di antico e moderno tra armature con lo swiss della Nike ed una colonna sonora rock. Nel 2002 ha partecipato al kolossal epico-storico Le Quattro piume a fianco della bella Kate Hudson ma il risultato, seppur spettacolare non è piaciuto molto al pubblico americano. Nello stesso anno gira Monster's Ball - L'ombra della vital di Marc Forster. Il suo successivo impegno è Ned Kelly (2003), un western ispirato alla figura dell’omonimo bandito australiano.
Il successo nel cinema d'autore
È pero Ang Lee a offrirgli un ruolo di grande intensità che lo consacrerà tra i giovani intepreti contemporanei più interessanti, quello del cowboy omosessuale ne I segreti di Brokeback Mountain.
Successivamente, nel film Casanova di Lasse Hallström, interpreta il leggendario protagonista oltre ad essere uno de I Fratelli Grimm di Terry Gilliam.
Ledger ha girato nel 2007 in Australia il film indipendente Paradiso + Inferno di Neil Armfield insieme a Geoffrey Rush e a Abbie Cornish.
Nel 2007 interpreta, insieme ad altre glorie di Hollywood, il ruolo di Bob Dylan nel capolavoro di Tod Haynes Io non sono qui.
La tragica scomparsa
È stato trovato morto dalla polizia di New York nel suo appartamento, nel quartiere di Soho, il 22 gennaio 2008. «Non ci sono segni di violenza», è stato detto, senza precisare le cause del decesso. Vicino al suo letto sono state trovate delle pasticche. Si potrebbe ipotizzare un suicidio. Lascia una figlia avuta con l’attrice Michelle Williams conosciuta sul set di Brokeback Mountain oltre ad un'apparizione quasi fantasmagorica in Parnassus di Terry Gilliam.
La sua ultima interpretazione, per la quale verrà ricordato, è il maligno e beffardo Joker dal trucco sfatto nel secondo Batman targato Christopher Nolan Il cavaliere oscuro.
Per questo film, gli viene tributato un Oscar postumo come migliore attore non protagonista alla 81esima cerimonia degli Academy Awards, tributo che ritirano i genitori e la sorella fra la commozione generale di tutta la platea.
Golden Globes 2009
Premio Oscar 2009
Premio Oscar 2009
Golden Globes 2006
Premio Oscar 2005
Diciannove film e tanti riconoscimenti, tra cui l'Oscar postumo. Nella lunga – e triste – carrellata di morti eccellenti nel mondo del cinema, quella di Heath Ledger è l'ultima in ordine di tempo ma, senz'altro, quella che ha colpito molti e lasciato un vuoto forse incolmabile. Il decesso per avvelenamento accidentale da farmaci giunge in una sera di inverno del gennaio 2008, con l'attore reduce dall’estenuante lavorazione de “Il cavaliere oscuro” e mentre aveva appena iniziato a lavorare sul “Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo” di Terry Gilliam. Proprio per quest'ultima pellicola, in uscita il 23 ottobre 2009, furono gli amici Depp, Law e Farrell a offrirsi di completare le riprese, recuperando il personaggio di Ledger.
Così, a quasi due anni di distanza dalla tragica fine, Ledger torna ancora una volta sul grande schermo. Mentre voci più o meno incontrollate fanno trapelare indiscrezioni su un Joker “resuscitato” elettronicamente per il terzo capitolo del Batman di Nolan, resta il ricordo di un'artista che, proprio come dimostrano i corti girati da solo e con il collettivo di registi The Masses presentati al Festival di Roma, non ha avuto abbastanza tempo per esprimere tutto se stesso, anche se, quello che ci ha regalato in 28 anni di vita, è tanto.
Aveva una magnifica ossessione Heath Ledger, rivelato e rivelata ieri a Roma dentro una sala e uno schermo "extraordinario". Attore giovane e preparato sognava di diventare regista e sarebbe stata, anche in questo caso, una benedizione. Finanziava un collettivo artistico di Los Angeles e contemporaneamente scriveva e girava videoclip musicali, ne ha diretti sei con tecniche svariate, immaginando, come Parnassus, un cinema per "ingannare" e incantare il mondo. Il regista Matt Amato e la produttrice Sara Cline, ambasciatori dei The Masses a Roma, hanno consegnato idealmente e materialmente al pubblico romano il cuore e il materiale inedito di Heath Ledger, quattro videoclip e un corto animato, King Rat, blasonato addirittura dalla Peta, un'organizzazione no-profit a sostegno dei diritti degli animali. Da Ben Harper a Nick Drake, dal rapper N'Fa ai Modest Mode, dall'astratto all'animazione, l'attore australiano cercava e sperimentava una, cento, mille forme per trasformare le note in immagini, giocando sui due versanti della propria attività e mettendo culturalmente regista e attore su un piano di parità. Regalando uno spazio e una speranza ai The Masses e ai loro progetti poco commerciali e molto artistici, Heath Ledger dimostrò la volontà di misurarsi con artisti altrettanto giovani, entrando con umiltà nel loro modo di concepire la professione, studiando, comprendendo e applicandosi. L'amicizia vera, poi, la stringeva nel privato, come con Matt Amato o con Johnny Depp, con Jude Law o Terry Gilliam, ma c'era comunque un grado di implicita intimità nel modo in cui Ledger approcciava i suoi colleghi, che ne faceva tutti dei potenziali amici. E questo è un punto importante: si respira nella sua filmografia e nell'esclusiva bottega artistica di L.A. un'aria di famiglia, quel senso ormai perduto di un'amplissima squadra di persone accomunate dall'amore per il proprio lavoro e dalla concezione che un film non sia solo un'esperienza tecnica e un'impresa finanziaria ma anche e soprattutto un incontro umano di talenti e attitudini. Scrivendo un biopic del cantante Nick Drake e adattando per lo schermo il romanzo di Walter Travis, "La regina degli scacchi", Heath Ledger ha dimostrato che il suo laboratorio è un luogo in cui si confeziona uno spettacolo di immagini e (soprattutto) di persone.
Heath Ledger si filma mentre si toglie la vita nella vasca da bagno, ma è solo una finzione, l'attore dirige se stesso mentre prova il ruolo di Nick Drake per un ipotetico film biografico che aveva intenzione di girare. È una delle immagini più forti dei molti filmati inediti girati dallo stesso Ledger che saranno mostrati durante l'Omaggio a Heath Ledger che la sezione Extra del Festival del Film di Roma proporrà il 16 ottobre.
Estratti da video in cui l'attore si sperimenta regista e videoclip musicali per band come Modest Mouse ma anche per artisti come Grace Woodrofe, Ben Harper o N'FAT. Il materiale che sarà mostrato mette sotto gli occhi di tutti un altro lato dell'attore morto a 28 anni, quello di un realizzatore "per nulla banale" nelle parole di Mario Sesti, curatore della sezione.
"Quello che abbiamo trovato è materiale assolutamente inedito, se non per alcuni estratti già in rete, video che ha davvero uno stile particolare" spiega sempre Sesti "Un'esasperata sensibilità grafica, controllo della luce da cinema, montaggio non da videoclip (lunghe inquadrature i cui stacchi impongono un ritmo parallelo a quello del brano. Heath Ledger era anche un mecenate: è stato lui a finanziare i The Masses, che prima di lui non aveva nè sede nè logo e dunque aveva un modo di abitare il cinema del tutto singolare: attore di blockbuster, produttore di videoartistici; regista di videoclip live e d'animazione".
A voi il giudizio.
Si dice, non senza un certo cinismo, che per una giovane star una morte prematura magari non garantisca un posto in paradiso, ma senza dubbio apra un posto nella leggenda. È una sorte di “principio di James Dean”, che dopo il suo capostipite, ha riguardato molti altri attori dalla carriera breve quanto folgorante, spesso investiti di un'aura di maledizione o di mistero, e sulla cui morte si è speculato fino ai limiti del macabro. Dopo James Dean, c’è stato River Phoenix, Brandon Lee, Brad Renfro e, distante da questo di pochissimi giorni, Heath Ledger.
Ad un anno esatto da una morte resa (se possibile) ancor più tragica da una tempestività crudele e dal momento inaspettato e sconcertante in cui si è verificata, il canale satellitare Sky Cinema Mania dedica la sua programmazione di questa sera a due delle prove più mature di questo attore davvero troppo giovane per la sua pienezza recitativa. Una maturità dimostrata attraverso una ferma volontà di affrancarsi presto dalla vacuità del regno arcadico dei teen idol (raggiunto molto presto con Dieci cose che odio di te e Il destino di un cavaliere), e soprattutto attraverso la capacità di sapersi confrontare a soli 25 anni con le varie età del cowboy Ennis Del Mar, inquieto e solitario protagonista de I segreti di Brokeback Mountain (Sky Mania, 21.00). Una prova di intensità, lavorata su micromovimenti e silenzi laconici, esattamente all’opposto di quella realizzata per lo straordinario film sperimentale dedicato alle molteplici anime di Bob Dylan, Io non sono qui (Sky Mania, 23.25). Nell’episodio forse più anomalo di quell’intera anomalia cinematografica che è lo straordinario film di Todd Haynes, la variante del Dylan più vicino alla classica icona/rockstar viene rifratta in un Heath Ledger marito e padre di famiglia narcisista e indifferente, tenuto fuori campo in più occasioni per lasciare spazio al forte senso di vuoto e di mancanza che lascia nella vita della moglie Charlotte Gainsbourg. Senza dubbio un’altra caratterizzazione eccezionale, ma forse fin troppo marginale per ottenere un riconoscimento formale. Riconoscimento che si troverà comunque a ritirare al Lido di Venezia, presentandosi al posto di una Cate Blanchett “troppo incinta” per presenziare e ritirare personalmente una meritata Coppa Volpi. Lasciando in quell'occasione un’immagine da improbabile freak, anticipazione più modaiola e meno inquietante di quel personaggio clownesco che potrebbe alla fine davvero valergli un Oscar, ma che senza dubbio lo ha già consegnato alla memoria per un oscuro destino da cavaliere.
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Grazie alla sua interpretazione del cattivo Joker in Dark Knight, Heath Ledger, scomparso lo scorso gennaio, si è aggiudicato il premio postumo come miglior attore alla premiazione dell'Australian Film Institute (l'equivalente australiano degli Oscar). Il premio è stato ritirato dai familiari dell'attore, visibilmente commossi. A questo punto si fanno sempre più insistenti le voci che parlano di una nomination all'Oscar per Heath Ledger. Nel frattempo la Warner sta portando avanti la campagna promozionale del film per i premi della critica e gli Oscar pubblicando una serie di immagini promozionali.
Solo due dei sei interpreti che nel film di Todd Haynes hanno incarnato Bob Dylan erano presenti alla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina. Heath Ledger, che ne esplora l'anima più tormentata e contraddittoria, e Richard Gere che invece rappresenta il periodo in cui il grande cantautore si ritirò dalle scene scomparendo dalle luci della ribalta. "Credo che ci sia solo una persona che possa essere considerata il più grande artista della storia, ed è Bob Dylan" dichiara Gere. "A parte i vari documentari che sono stati fatti" rivela Haynes, "questo è il primo film al quale Dylan ha permesso la realizzazione. Credo che a convincerlo sia stato il fatto che Io non sono qui abbia una struttura aperta, ma non c'erano altri modi per lavorare su un personaggio tanto complesso e contraddittorio come lui".
Nel panorama dei giovani attori italiani spicca senz'altro lui, Flavio Parenti, di origini francesi, paese in cui inizia la sua esperienza artistica, studiando teatro, passione che poi lo porterà alla scuola del Teatro Stabile di Genova dove otterrà l'attestato di Qualifica professionale di attore. Nel 2002 il suo debutto con un'opera di Bertolt Brecht, Madre coraggio e i suoi figli. Da quel momento per Flavio si apriranno le porte del mondo dello spettacolo: pubblicità, fiction, sempre teatro (dove sarà anche aiuto regista), e poi il cinema per Silvio Muccino nel personaggio di Tancredi in Parlami d'amore e ancora in Colpo d'occhio di Sergio Rubini, ma lo abbiamo apprezzato anche in Tris di donne & abiti nuziali e Le ombre rosse. In questi giorni lo ritroviamo in tv con Distretto di polizia, giunto alla nona serie, dove interpreta un poliziotto. Simpatico, anche timido, già apprezzato dal genere femminile, Flavio è molto richiesto e ci racconta tutte le esperienze che sta vivendo in questo splendido momento.
C'é ancora Up in testa al boxoffice italiano: Altri 3 milioni di euro permettono al film Pixar di superare quota 9 milioni e viaggiare deciso verso i 15, traguardo che sembra agevolmente alla portata di Carl e dei suoi amici. Chiaramente la performance de L'era Glaciale 3 è irreplicabile, ma si tratta anche di film ben diversi. Spettacolare invece l'esordio di Parnassus: quasi 8mila euro di media per sala ed un incasso complessivo di poco inferiore ai 2 milioni: sarà sicuramente "l'effetto Ledger", la visionarietà del titolo o...non sappiamo cosa, ma di certo una partenza del genere era impreventivabile. Anhe l'Italia quindi ha il suo "Sleeper hit".
Considerando che gli ultimi film di Gilliam avevano incassato pochi spiccioli, beh, è proprio una giornata storica. Tra le altre new entry parte bene Julie and Julia, nonostante una release in poche sale che ottiene il terzo posto quanto a media per sala, mentre decisamente meglio poteva iniziare la cerimonia di Oggi Sposi, film corale all'italiana che ottiene poco meno di un milione di euro (ma era in quasi 400 sale). Falsa partenza per Brüno, pompato all'inverosimile ma dalle perfomance loffie e per La battaglia dei tre regni (anche se la durata incide) e sopratutto per il Leone d'oro Lebanon che non arriva nemmeno a 100mila euro, dato pessimo per un film del genere, anche se il tema, di certo, non lo ha aiutato.
Prossimi a sparire dalla top ten i bastardi di Tarantino superano gli 8 milioni, mentre Baarìa è prossimo ai 10 (secondo miglior film dell'anno, per ora). La prossima settimana arrivano Amore 14 di Moccia, Nel Paese delle creature selvagge, Michael Jackson's This Is It, Il nastro bianco (Palma d'oro a Cannes) e Capitalism, il documentario di Michael Moore. Che bagarre!
Non ero a Roma, avevo altri impegni, e poi ero sicuro che... non mi sarei molto divertito. Tuttavia ero quotidianamente informato, dai redattori di MYmovies, dai giornali, dalla letteratura che accompagna i titoli. Che quella manifestazione non sia ... indispensabile lo si dice da quando è nata e alla fine le sensazioni sono quelle, che vengono riconfermate anno dopo anno: la quasi-continuità rispetto a Venezia, quella grottesca excusatio dell'antagonismo sempre negato, e poi la qualità, sempre in subordine proprio a Venezia, visto che spesso i film presenti sono "scarti" di quella mostra. Così com'erano stati scartati i titoli che hanno ottenuto i premi più importanti a a href="http://www.mymovies.it/festival/roma/2009/">Roma, Broderskab (miglior film), di Nicolo (accento sulla i) Donato, danese, e L'uomo che verrà (gran premio Marc'Aurelio d'argento) di Giorgio Diritti. Broderskab è la storia d'amore di due neonazisti "con scene reali e crude" dice una didascalia. A Venezia devono aver pensato che dopo il Leone d'oro ai cow boys gay di Brokeback Mountain (ma guarda che assonanza) quattro anni fa, forse non era opportuno insistere sull'argomento. Anche il film di Diritti è una rinuncia di Venezia, che voleva inserirlo nella sezione B, "Orizzonti", fuori concorso. Il regista ha preferito cimentarsi in gara, e ha vinto. L'uomo che verrà è stato sponsorizzato da buona parte della critica, a cominciare dal titolare del maggior quotidiano nazionale, un competente, uno che fa testo. Lo stesso titolare aveva indicato anche A Serious Man, dei Coen, che invece è stato ignorato dalla giuria presieduta da Milos Forman. Tendo a fidarmi del titolare detto sopra più che di quella giuria. Un altro dato di fatto, certo accreditato è la qualità: a Roma non ci sono mai grandi film, anche perché i grandi film, nell'era recente, sono molto rari.
A chi va al cinema solo perché fuori è brutto tempo, a chi tenta di abbattere la noia, o ancora a chi cerca il proprio beniamino sul grande schermo, questo weekend vogliamo dare un motivo in più per andare a vedere un film. Dopo una lunga e tormentata attesa, esce nelle sale Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo, il film diretto dal visionario Terry Gilliam che vede l'ultima, unica, interpretazione di Heath Ledger. Scomparso proprio durante le riprese della pellicola, Heath ha lasciato in sospeso non solo la sua vita ma anche questa storia immaginaria e fantastica, che ha trovato comunque la forza di riemergere grazie al volere del regista, il quale ha ripensato la trama senza perdere la magnifica interpretazione che la sua star aveva già regalato al film.
Si racconta la favolosa storia di Parnassus, un dottore dalle doti straordinarie che attraverso il suo spettacolo itinerante realizza magicamente i sogni del pubblico. Un dono così speciale gli fu fatto dal Diavolo in persona che in cambio chiese l'anima della figlia, se mai l'avesse avuta, allo scoccare del sedicesimo compleanno. Ora che la bella Valentina ha proprio sedici anni, arriva il tempo di mantenere le promesse ma anche di rispolverare gli inganni.
Presentato fuori concorso al Festival di Roma, arriva anche la commedia tutta italiana Oggi Sposi di Luca Lucini con l'intrattenimento di quattro coppie che si ritrovano a un passo dalle nozze. Inizialmente separate, le vicissitudini del variopinto cast si incastreranno (all'italiana) grazie alla scintillante interpretazione di Luca Argentero, Moran Atias, Dario Bandiera, Gabriella Pession, Isabella Ragonese e Filippo Nigro.
Vai, Up vai! Vola il nuovo film della Pixar che, in men che non si dica, fa dimenticare l'insuccesso, tutto italiano purtroppo, di Wall-E l'anno scorso. Quasi 5 milioni di euro permettono al capolavoro di Pete Docter e Bob Peterson di far segnare il miglior esordio di sempre per una pellicola Pixar nel nostro paese. In America Up è andato meglio de L'Era Glaciale 3, grazie al passaparola. Se la cosa dovesse ripetersi nel nostro paese potremmo assistere a performance spettacolari. Ne sapremo di più la prossima settimana. Non esaltano invece le altre nuove entrate horrorifiche della settimana: sia Halloween II che Orphan non riescono a superare quota 400mila euro e ancora peggio fanno gli italiani Lo spazio bianco e Viola di mare, al quale non è servito il lancio del Festival di Roma. A picco Funny People, che incassa meno di 100mila euro anche se gli stessi distributori, intuendo lo scorso potenziale della pellicola, avevano tagliano il numero di sale in cui trovarlo. Eccellenti sono invece le gambe di Baaria e Bastardi senza gloria che corrono a perdifiato: Tarantino sta ancora sopra il milione, è prossimo a superare i 7 milioni totali e fa il suo record personale in Italia, Tornatore, che incassa altri 800mila euro, si avvicina velocemente a quota 10 milioni. Ottimo anche Allen, sopra i 4,5 milioni. Escono invece dalla top ten sia Barbarossa (flop) che La Doppia ora (superflop). La prossima settimana arrivano Brüno, La battaglia dei tre regni, il Leone d'oro a Venezia Lebanon, Parnassus con il compianto Heath Ledger, Julie & Julia con la Streep che chiuderà il Festival di Roma e Oggi sposi.
Classifica aggiornata al 18/10/2009
| Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (2009) | Il cavaliere oscuro (2008) |
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