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Quel pomeriggio di un giorno da cani
Un film di Sidney Lumet.
Con James Broderick, Al Pacino, Chris Sarandon, Charles Durning, John Cazale.
continua»
Titolo originale Dog Day Afternoon.
Drammatico,
durata 130 min.
- USA 1975.
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Tre balordi assaltano una piccola banca di Brooklyn. Due vi rimangono intrappolati con gli ostaggi: lungo sarà l'assedio della polizia. E sanguinoso. Calibratissima ricostruzione di un fatto di cronaca nera del 1972, sostenuta da una suspense che soltanto verso la fine ha qualche smagliatura, da un sagace equilibrio tra pathos e umorismo, da un'attenta cura dell'ambientazione. Film d'azione, ma anche, a un secondo livello, di critica sociale (polizia, mass media, intolleranza): insomma un Lumet di buona annata. Pacino da affissione in ottima compagnia. 5 nomine agli Oscar, vinse la statuetta Frank Pierson per la sceneggiatura. |
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premi nomination |
Premio Oscar 1 5 |
Golden Globes 0 6 |
John cazale...
martedì 30 gennaio 2007
di Beppe86
Questo lo ritengo uno dei migliori film degli anni '70, gli anni del cinema della Hollywood "liberal", con pellicole del calibro di il "Cacciatore",la saga del "Padrino" e la "Conversazione". Cosa notate in tutti questi film che ho citato? Semplice..la straordinaria presenza di un grande attore italo-americano, un attore che il 12 marzo del 1978 se ne andò stroncato da un cancro alle ossa lasciando al meraviglioso mondo della settima arte una manciata di film, diretti ed interpretati in maniera continua » |
Dog life
domenica 1 aprile 2007
di piernelweb
Basandosi sulla solida sceneggiatura di Pierson (premiata con l'oscar) che ricostruisce con precisione una tragica vicenda di cronaca nera avvenuta a Brooklyn nel 1972, Lumet realizza uno dei migliori film-rapina di tutti i tempi. In un sorprendente equilibrio tra dramma e grottesco "Dog day afternoon" ha la forza vitale dei migliori thriller polizieschi e al contempo rappresenta una lucida ed attenta analisi sull'emarginazione sociale, e una feroce critica sugli organi istituzionali, sui tutori continua » |
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Dal morandini
venerdì 28 agosto 2009
di marezia
"Due vi rimangono intrappolati con gli ostaggi: lungo sarà l'assedio della polizia. E sanguinoso." NON E' VERO. Io non ho visto granate, bombe a mano, lanciarazzi ma solo scambi di battute. Addirittura io ho visto in quella banca un clima cordiale, quasi cameratesco: Pacino non solo va incontro alle esigenze dei sequestrati con un'imbarazzo dovuto ai vari intoppi che ispira nello spettatore tenerezza, e pietà ma si muove con un'ansia febbrile che non si rivolge MAI contro le sue vittime. La sua continua » |
Della serie "polizia peggio dei criminali".
giovedì 17 agosto 2006
di Cineofilo92
Può una rapina trasformarsi in una lezione di vita? Si, in questo caso. In questo magistrale film tutti sono antagonisti, ma specialmente la polizia, che tradisce la fiducia di Sonny (Al Pacino) un pò per mestiere un pò per farlo soffrire, arrestandolo e uccidendo il suo amico Sal. All'inizio della vicenda tra gli ostaggi di Sal e Sonny c'è un forte senso di paura, mentre alla fine quasi è nata un'amiciza: Sonny è un ladro per bene, scrupoloso, che non vuole vittime (e per questo deve controllare continua » |
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| al pacino | |
| A mia madre io chiedo perdono: per te non hanno senso le cose che ho fatto e detto, ma devi capirlo, sono diverso. | |
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| L'agented ell'FBI (James Broderick) al rapinatore (Al Pacino) | |
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Non voglio ucciderti ma lo farò se è necessario. È il tuo mestiere eh? Sì... Se qualcuno deve uccidermi spero che lo faccia perché mi odia a morte e non perché è il suo mestiere! |
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| Al Pacino | |
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Attica! Attica! (Attica! Attica!) Frase scelta da 1500 addetti ai lavori dell'American Film Institute come la numero 86 tra le 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi tratte da film di produzione USA |
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Altre frasi celebri del film Quel pomeriggio di un giorno da cani
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DVD | Quel pomeriggio di un giorno da caniUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 8 marzo 2006
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Quel pomeriggio di un giorno da cani (era il 22 agosto 1972), nella Terza strada di Brooklyn, New York fu diversa. Tre giovani entrarono armati in una banca, intenzionati a rapinarla, ma rimasero come dice il proverbio in brache di tela. Uno, per la paura, subito se la svignò, e Sonny e Sal, messi al muro impiegati e clienti, e rastrellati gli avanzi di cassa, si trovarono con le mani nel sacco sotto il tiro della polizia, schierata tutt'intorno e pronta a sparare appena i due uscissero dalla trappola. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
New York, 22 agosto 1972, trentetto gradi all’ombra. Ore 14,46: Son ny Wortzik, americano di origine polacca, reduce dal Vietnam, entra con due compari nella filiale della Chase Manhattan Bank di Avenue P, nella Terza Strada di Brooklyn. Sono tutti armati e costringono all’impotenza il personale. Ma uno dei tre, il più giovane, se la dà a gambe subito. Sonny si fa aprire la cassaforte e non trova niente: frugando qua e là mette insieme appena 1000 dollari. Qualcuno, nel frattempo, ha avvertito la polizia: sono già di fuori, circondano l’edificio, il tenente Moretti lancia un ultimatum telefonico. » |
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