Hunters

Film 2020 | Drammatico

Regia di Nelson McCormick, Dennie Gordon, Wayne Yip, Alfonso Gomez-Rejon, Millicent Shelton, Michael Uppendahl. Una serie Da vedere 2020 con Al Pacino, Greg Austin, Dylan Baker, Jeannie Berlin, Tiffany Boone, Louis Ozawa Changchien. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2020, Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni. STAGIONI: 1 - EPISODI: 10

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1977. Un eclettico team si avventura in una sanguinosa ricerca per assicurare i nazisti alla giustizia e ostacolare il loro nuovo piano genocida.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una serie sulla vendetta che strizza l'occhio a Tarantino ma non manca di una forte prospettiva etica.
Recensione di Andrea Fornasiero
lunedì 24 febbraio 2020
Recensione di Andrea Fornasiero
lunedì 24 febbraio 2020

Jonah è un ragazzo ebreo nella New York del 1977, è un nerd e cerca di portare a casa qualche soldo spacciando erba, ma la sua inesperienza lo mette subito nei guai con un bullo antisemita. La vera tragedia che sconvolge la sua vita è però l'omicidio della nonna, perché ha assistito al fatto di nascosto e non si perdona di non essere intervenuto. Il ricco amico della donna, Meyer Offerman, gli offre la possibilità di riprendere il controllo e vendicarsi e finisce per introdurlo alla sua banda di cacciatori di nazisti. Presto Jonah e la squadra di Meyer scopriranno che è in atto una cospirazione per costruire in America il Quarto Reich.

Prodotta da Jordan Peele e scritta e ideata dall'autore di origini ebraiche David Weil, la serie strizza l'occhio al cinema di Tarantino, tra Bastardi senza gloria e Grindhouse - A prova di morte, ma non manca di una forte prospettiva etica.

I numerosi discorsi sui supereroi tra amici sono solo l'inizio di una riflessione sulla vendetta e la giustizia che attraversa Hunters, dove il tema a tratti sembra passare in cavalleria di fronte all'iperviolenza, per poi ritornare prepotentemente al centro della vicenda. Jonah infatti impiega tempo prima di abbracciare i modi della squadra, non riesce a uccidere e si chiede spesso cosa avrebbe voluto sua nonna, ma il carisma di Meyer Offerman lentamente sembra convertirlo alla causa. Roxy Jones, che agli occhi di Jonah appare come un'eroina della blaxploitaion, si ritrova presto in un corpo a corpo con una nazista ed esce traumatizzata dallo scontro. Pure i personaggi che più hanno facilità a uccidere come l'asiatico Joe Torrance e la suora inglese sorella Harriet, appaiono disturbati o inquietanti e non solo per riderci sopra.

Per quanto inizialmente, in linea con l'ingenuità di Jonah, la vendetta sui nazisti sembri una divertente scampagnata in stile Bastardi senza gloria, presto diventa una questione traumatica e un rovello etico insolubile. Lo vivranno in particolare Murray e Mindy Markowitz, che per tutta la vita hanno sognato di potersi vendicare di un uomo ma quando se lo ritrovano come prigioniero non sanno più che farne. Emblematico anche il confronto tra Offerman e il reale cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal, interpretato da Judd Hirsch, che crede nella necessità di consegnare i criminali di guerra alla giustizia per non scendere al loro livello. Forse è questa la vera grande prova che gli ebrei devono superare, suggerisce, e la serie finisce per dargli ragione in uno degli ultimi colpi di scena.

D'altra parte anche i metodi della banda trovano le loro giustificazioni di fronte a un complotto iperbolico che il governo americano, connivente con la presenza di nazisti sul proprio territorio, è del tutto incapace di fermare. Nei passaggi che descrivono l'operazione Paperclip, che ha portato i nazisti in America, o le ampie occasioni che hanno avuto presso la NASA e il dilagare dell'antisemitismo e del razzismo tra i bianchi americani, emerge chiaramente l'influenza di Jordan Peele. Il tono è spesso amaramente ironico, con siparietti finto-promozionali e altri espedienti sopra le righe, come un immaginario quiz sulle ragioni per odiare gli ebrei, ma ci sono diversi passaggi che raccontano fatti realmente accaduti. In questo è utile vedere la serie dando un'occhiata di tanto in tanto all'interfaccia X-Ray di Prime video, nella sua versione inglese, dove sono visualizzati vari trivia che informano su quali siano gli eventi reali e quali quelli fittizi e cosa questi ultimi stiano a significare.

Particolare scalpore ha suscitato la scena della partita a scacchi con esseri umani ad Auschwitz, che è del tutto inventata come appunto indicano le note alla serie stessa. La scena è stata attaccata dall'Auschwitz Memorial e Weil ha dovuto spiegare che l'intento era di mostrare torture che non fossero specifiche ma rappresentative, così come i numeri sul braccio dei sopravvissuti della serie sono tutti superiori a quelli dei reali sopravvissuti di Auschwitz. La questione può essere dibattuta naturalmente, ma in ultima analisi il tono pulp della serie di Weil non vuole documentare i crimini nazisti, che dà per assodati e che comunque ricorda anche in modo fedele in altri flashback, bensì trattarli in modo sensazionalistico che li renda scioccanti anche agli spettatori cresciuti con Schindler's List. Non è un'operazione di grana fine, del resto Hunters non vuole e non cerca di essere un Figlio di Saul televisivo, ma nei suoi momenti più forti è abbastanza estremo da non lasciare indifferenti. Basti dire di una scena del primo episodio, con una vecchia nuda sotto una doccia, per molti secondi anche frontalmente, mentre viene gassata.

C'è un'escalation di orrore nelle azioni dei personaggi di Hunters e ogni realtà che emerge è sempre più spaventosa, al punto da far quasi dimenticare gli inciampi della trama, che soprattutto negli ultimi capitoli ha diversi problemi. Per esempio chi dovrebbe ammazzare i cacciatori di nazisti finisce per essere premiato senza esserci riuscito e un personaggio dato quasi per morto alla fine di un episodio, è in piedi a parlare con gli altri quasi nulla fosse già nella puntata successiva, secondo la più banale delle retromarce.

Il cast comunque tiene alta l'attenzione anche nei momenti più autoindulgenti del racconto, che ha puntate davvero molto lunghe (la prima di un'ora e mezza e molte altre sforano i sessanta minuti): Pacino si concede con generosità, Logan Lerman mette a frutto la sua faccia da bravo ragazzo, Saul Rubinek è un ebreo in crisi di fede che elargisce paciosamente saggezza, Josh Radnor alleggerisce con i suoi modi da attore vanesio e Tiffany Boone è una presenza che buca lo schermo e ha una delle battute migliori della serie. "Sono una donna nera in America" dice a sua figlia "i supereroi non valgono niente in confronto a me".

Infine anche tra i nazisti ci sono interpretazioni notevoli, dal viscido opportunista Dylan Baker che apre la serie dissacrando il sogno americano, alla spietata Lena Olin compiaciutissima di ogni momento sadico, fino all'efficiente sicario interpretato da Travis Leach, a cui è messa in bocca la più nera tra le morali della serie: "Voi insegnate la malvagità, ma gli americani superano sempre il maestro".

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Al Pacino guida la caccia ai nazisti negli USA degli anni 70.
Overview di Giorgio Crico
mercoledì 5 febbraio 2020

New York City, 1977. Nonostante siano passati ben più di trent'anni dalla conclusione della II Guerra Mondiale, in giro per il mondo - e specialmente negli Stati Uniti d'America - circolano ancora diversi ufficiali nazisti. Anzi, più che diversi: sono centinaia e non si sono fatti una ragione della sconfitta del loro regime, al punto che cospirano per riportare in auge il Reich e fondarne un quarto, proprio negli USA. Il problema è che costoro si mescolano con la gente comune e sono difficili da individuare se non per i Cacciatori, un gruppo di persone molto diverse tra loro che hanno deciso di formare una squadra di ricerca e di cancellazione della nuova minaccia nazista. Il team, eterogeneo e variamente assortito, ha infatti scelto come propria missione nella vita la distruzione delle sacche di resistenza naziste e, soprattutto, di contrastare la messa in pratica del nuovo piano genocida delle SS sopravvissute.

Serie ideata dallo sceneggiatore, attore e produttore David Weil nonché prodotta dal premio Oscar Jordan Peele, Hunters mette in scena ciò che tecnicamente si chiama ucronia, cioè la rappresentazione di un'epoca storica passata - in questo caso gli anni 70 del 1900 - con delle differenze sostanziali rispetto a quanto realmente accaduto, per esempio eventi mai verificatisi, persone fittizie e così via. Stavolta si parte dall'ipotesi che una rete nazista clandestina non solo sia sopravvissuta al 1945 ma si sia anche trasferita in America e lì abbia prosperato fino al punto di rappresentare nuovamente un grande pericolo per la comunità.

«La serie è stata ideata da David Weil, ispirato da quest'idea dei cacciatori di nazisti, e ha scritto questo copione che per me è magnifico. È un ragazzo molto dolce, penso sia un vero artista ed è molto bravo»
Al Pacino

Amazon ha molte aspettative sulla serie e l'ha promossa anche con un (costosissimo) spot andato in onda durante il seguitissimo Super Bowl. Lo spunto narrativo seguito da Weil deriva dalle notizie relative a una serie di gruppi di vigilanti volontari anti-nazisti, molto spesso di origini ebraiche, che davvero si sono formati negli anni del secondo dopoguerra per pattugliare le città americane e cercare prove di eventuali cospirazioni. Ovviamente le somiglianze con i fatti storici si fermano qui e tutto il resto è un lavoro di fantasia.

La star indiscussa della serie nonché l'ideale nome di richiamo in cartellone è Al Pacino, che veste i panni di Meyer Offermann, il capo dei Cacciatori. Al suo fianco troviamo un cast molto composito che vede anche qualche partecipazione eccellente, come quella dell'ex Ted Mosby di E alla fine arriva mamma! Josh Radnor o del caratterista Saul Rubinek, visto soprattutto in Warehouse 13 e in molte altre produzioni per il piccolo e grande schermo (lui, peraltro, è davvero figlio di due ebrei polacchi sopravvissuti alla deportazione in un campo di concentramento). Gli altri personaggi principali hanno i volti di Logan Lerman, Jerrika Hinton, Lena Olin, Carol Kane, Greg Austin, Tiffany Boone, Louis Ozawa, Kate Mulvany e Dylan Baker.

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NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 21 febbraio 2020
A cura della redazione

New York, 1977. Nonostante siano passati piu? di trent'anni dalla fine della II Guerra Mondiale, circolano ancora ufficiali nazisti che cospirano per riportare in auge il Reich e fondarne un quarto. Il problema e? che si mescolano con la gente comune [...]

PRIME VIDEO
venerdì 21 febbraio 2020
Alessandro Buttitta

L'attore guida un'eclettica di cacciatori. La missione? Impedire un nuovo genocidio. Ora su Amazon Prime Video. Vai all'articolo »

OVERVIEW
mercoledì 5 febbraio 2020
Giorgio Crico

Le avventure di un gruppo di cacciatori deciso a scongiurare il pericolo di un nuovo genocidio. Dal 21 febbraio su Amazon Prime Video. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 8 gennaio 2020
 

Regia di Nelson McCormick, Dennie Gordon, Wayne Yip. Una serie TV con Al Pacino, Greg Austin, Dylan Baker. Da venerdì 21 febbraio su Amazon Prime Video. Guarda il trailer »

TRAILER
venerdì 22 novembre 2019
 

Regia di Nelson McCormick, Dennie Gordon, Wayne Yip. Una serie TV con Al Pacino, Greg Austin, Dylan Baker. Prossimamente su Amazon Prime Video.  Guarda il trailer »

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