| Anno | 2025 |
| Genere | Animazione, Avventura, Azione |
| Produzione | Germania, USA |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | Gore Verbinski |
| Attori | Sam Rockwell, Stevel Marc, Tanya van Graan, Cassiel Eatock-Winnik, Zazie Beetz Juno Temple, Haley Lu Richardson, Michael Peña, Tom Taylor, Asim Chaudhry, Dino Fetscher, Georgia Goodman, Loulou Taylor, Elly Condron, Chris van Rensburg, Conrad Kemp, Mike Gassaway, Dominique Maher, Ryan Kruger, Artie Wilkinson-Hunt, Joe Vaz, Keeno Lee Hector, Natasha Mayet, Kevin Otto, Daniel Barnett, Lauren Steyn. |
| MYmonetro | 2,88 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 13 febbraio 2026
Un uomo dal futuro arriva in una caffetteria di Los Angeles, e cerca di salvare il mondo dalla minaccia della maligna intelligenza artificiale. Al Box Office Usa Good Luck, Have Fun, Don'T Die ha incassato 6,6 milioni di dollari .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
«Questa non è una rapina». Inizia così il discorso di un bizzarro sconosciuto che irrompe in un diner e sostiene di venire dal futuro per avvertire che bisogna assolutamente salvare l'umanità. Sono 117 volte che ci prova senza successo, non può farcela da solo, devono aiutarlo gli ignari e scioccati clienti del diner, per impedire a un genio di nove anni di creare l'AI che distruggerà tutto. Una squadra improvvisata accetterà di seguirlo nell'impresa e partirà una (dis)avventura che definire rocambolesca è poco, in cui fino alla fine proveranno a portare a termine l'ardua e letale missione.
È una satira sci-fi sui pericoli della tecnologia, un delirante disaster movie apocalittico su l'AI, il nuovo film firmato da Gore Verbinski.
Servendosi di un istrionico Sam Rockwell, firma un monito visivo all'umanità, come a dire di fermarci prima che sia troppo tardi, che l'AI trasformi radicalmente le nostre vite, che la tecnologia si impossessi di noi a tal punto che sarà impossibile distinguere quale sia la realtà. Lo fa attraverso scene madri spettacolari, l'invasione degli adolescenti-zombie ipnotizzati dai loro cellulari, una piramide di cavi tentacolari minacciosi, un mostro-gatto gigante con il collo pullulante di gatti e il corpo di cavallo, e altre invenzioni immaginifiche suggestive che se da una parte spingono il film verso la deriva del b-movie, dall'altra testimoniano quanto la vibrante critica di Verbinski sia fortemente ancorata a una conoscenza profonda delle nuove tecnologie che prende di mira.
Il pubblico assume di fatto la prospettiva dei clienti del diner, diventa uno di loro, nel seguire attonito il bel monologo di apertura di Sam Rockwell, evidentemente divertito dal titanico ruolo sui generis che ha tra le mani. Vestito come un homeless con impermeabile trasparente, riempito di cavi da capo a piedi, con uno zainetto da bambino e un ordigno addosso che può far esplodere in ogni momento, parte dal gettare tutti i cellulari dei clienti del diner nei loro drink (c'è chi è allergico proprio fisicamente a cellulari e wifi), e prosegue tra invettive, insulti, rotture di piatti e coltelli sfoderati.
Fuori dal diner parte il disaster movie vero e proprio, che mescola azione, commedia, pulp, splatter, horror, thriller, con un tocco di romance, dramma familiare, e ovviamente feroce denuncia. Denuncia che non si limita alla sola tecnologia e alla dipendenza da essa, affronta anche temi come clonazione e stragi di bambini nelle scuole americane, con un umorismo graffiante e spesso scorretto che salva gran parte del film.
Verbinski sceglie di soffermarsi attraverso potenti flashback sul passato di personaggi chiave, con temi che ricordano troppo da vicino la saga di Black Mirror (ma anche The Truman Show e, per il loop temporale, Ricomincio da capo) non teme mai l'esagerazione, anzi la cerca. L'iperbole è di fatto la cifra di tutto il film, che pecca di lunghezza, straborda, si sfilaccia, non tiene più le redini narrative nella seconda parte, in un climax stordente funzionale ad arrivare al finale. Che ha il merito di far emergere una serie di quesiti, tra cui una domanda: chi non vorrebbe vivere una vita migliore, pur sapendo che non è quella vera?
"A comedic, kinetic, gonzo, world-ending adventure" è la tag-line che il press office dà di Good Luck, Have Fun and Don't Die, la commedia dal futuro sulla distopia del presente firmata da Gore Verbisnki e incarnata (ancor più che interpretata, come gli capita quasi sempre...) dall'incommensurabile Sam Rockwell. Giunge in Berlinale 76 Special in prossimità dell'uscita sugli schermi americani e europei [...] Vai alla recensione »