Torna l’evento dedicato al racconto biografico. Anche online dal 6 giugno. SCOPRI IL PROGRAMMA »
di la direzione artistica del Festival
Il cinema del reale non ha confini, né geografici né di sala. Dal 5 al 15 giugno 2026, Bologna torna a essere la capitale mondiale del racconto biografico con la 22ª edizione di Biografilm. Ma per chi non riuscirà a prendere posto nelle sale della città felsinea, si rinnova l’ormai attesissimo e consolidato appuntamento virtuale: dal 6 al 18 giugno, una ricca e accurata selezione di film del festival sarà visibile in tutta Italia grazie alla piattaforma streaming MYmovies ONE.
Sotto la direzione artistiche di Chiara Liberti e Massimo Benvegnù, l'edizione di quest'anno si muove attorno a un filo conduttore potente ed estremamente attuale: “Umanità: singolo plurale”. Se ventidue anni fa il Festival nasceva per celebrare i vissuti individuali, oggi Biografilm allarga le prospettive, trasformando le singole esperienze in un grande dialogo collettivo per comprendere la complessità del nostro presente. Un'edizione che quest'anno assume anche una forte valenza intima e artistica, essendo interamente dedicata alla memoria di due giganti della cultura cinematografica scomparsi di recente: il maestro del documentario Frederick Wiseman e il critico e operatore culturale Giorgio Gosetti.
La collaborazione tra Biografilm e MYmovies trasforma lo streaming in una vera e propria estensione della sala cinematografica, offrendo a una community sempre più vasta di cinefili l'opportunità di scoprire storie urgenti, ironiche, commoventi e rivoluzionarie. La selezione online di quest'anno offre una panoramica straordinaria che spazia dalle zone di guerra alle comunità utopiche, dalle ossessioni digitali alla crisi ecologica, articolata attraverso quattro grandi percorsi tematici.
SCOPRI IL PROGRAMMA IN STREAMING »
Resistenze umane e storie di riscatto
Il fronte della geopolitica e della sopravvivenza individuale si accende in una prima selezione di forte impatto emotivo. Sul fronte della guerra in Ucraina, A Simple Soldier (di Artem Ryzhykov e Juan Camilo Cruz) mostra un regista che scambia la telecamera con il fucile, documentando la sua drammatica trasformazione da narratore a soldato. A questa si affianca Burning Voice, la potente storia di Tamara Amer, fondatrice della piattaforma online "Iraqi Women's Rights", per oltre un decennio voce e scudo di una generazione di donne in Iraq. Il dolore e il riscatto proseguono poi con Little Sinner, che racconta l’instancabile e dolorosa lotta di una donna siriana contro la violenza e i fantasmi del proprio passato, e con Magilligan di Ross McClean. Quest'ultimo, ambientato in un carcere dell'Irlanda del Nord, segue la storia di Ryan, un detenuto che trova un nuovo scopo di vita occupandosi delle pecore, scoprendo però che, una volta rilasciato, il passato non vuole scomparire.
Ecosistemi fragili e sguardi sul pianeta
L'ecologia, l'armonia della natura e le minacce antropiche sono invece al centro di una narrazione visiva urgente ma spesso ironica. Presentato in anteprima italiana, Watching People Watching Birds (di Michael Loeken e Ulrike Franke) osserva con acume la passione dei birdwatcher – tra cui il celebre scrittore Jonathan Franzen –, trasformandola in una potente metafora dello stato di crisi del nostro pianeta. Il viaggio prosegue con Elements of(f) Balance di Othmar Schmiderer, un'esplorazione visionaria alla ricerca di futuri sostenibili per l'umanità attraverso lo studio di funghi, miceli, meduse e permacultura, per poi spostarsi nel cuore del deserto del Sahara con Tin Hinan, la dernière nomade, un suggestivo affresco antropologico sulle tracce degli ultimi stili di vita nomadi che rischiano di scomparire per sempre.
Utopie, spazi liberati e legami di sangue
Cosa significa vivere insieme? La programmazione affronta film che esplorano le geografie della memoria, l'arte e la ridefinizione dei legami sociali, familiari e culturali. C'è molta attesa, ad esempio, per l'anteprima italiana di Christiania (di Karl Friis Forchhammer), un lavoro sul celebre quartiere parzialmente autogovernato di Copenaghen, sospeso tra utopia libertaria e contraddizioni della modernità. Altrettanto geometrica e sociale è la riflessione di Liberated Space (Freiraum), firmata da V. Christoffers-Trinks e K. Stahrenberg, sulla necessità di preservare spazi di libertà e pensiero nelle città contemporanee.
Dai luoghi fisici si passa a quelli emotivi con l’olandese Between Brothers (Tussen broers) di Tom Fassaert, che offre un'intima e profonda immersione nelle dinamiche, spesso tese ma indissolubili, dei legami fraterni. Il discorso generazionale si amplia con London Boys e Standby, due sguardi complementari che esplorano l'attesa, l'identità giovanile e le sottoculture urbane sospese tra la City londinese e l'Europa continentale.
L'arte e il design trovano invece spazio in Bauhaus Forever di Nico Weber, uno straordinario documentario che celebra l'eredità della scuola che ha rivoluzionato l'architettura mondiale, e in Everything Works Out (in the End) di Maximilien Dejoie; quest'ultimo, trionfatore al mercato di Bio to B e in Concorso in Biografilm Italia, ci porta nel dietro le quinte del rock e della resilienza artistica, con la partecipazione di figure cult come Chip Z'Nuff. A chiudere questo ricco percorso è Spirit Animal di Yuri Pirondi e Inês von Bonhorst, un viaggio visivo e sensoriale che esplora la connessione tra la performance artistica e la parte più ancestrale dell'animo umano.