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A poco più di settant'anni, Pupi Avati procede a quei ritmi produttivi serratissimi cui solo i grandi vecchi del cinema paiono adeguarsi. Come Woody Allen, Clint Eastwood o Manoel De Oliveira, Avati gira in media più di un film all'anno, accompagnando da qualche tempo l'uscita di ognuno di questi con un romanzo tradotto dalla relativa sceneggiatura. Forse uno dei motivi di tanta prolificità sta nelle dimensioni del suo cinema, “piccolo” quasi per definizione. Come “piccolo” è anche il figlio al quale dedica il suo ultimo film, nuovo capitolo di un indagine sulle forme di paternità ma primo in assoluto che guardi con un certo interesse alla realtà italiana e un atteggiamento fortemente critico ai suoi più recenti costumi. Il figlio più piccolo si conferma un piccolo film, nelle dimensioni e nello sguardo, anche se con i grandi obiettivi della critica sociale. Tuttavia, “grandi” sono gli attori che mette in scena, a cominciare da Christian De Sica, ennesima scommessa avatiana di corpo comico che si fa tragico, capace di trasformarsi da italiano medio in vacanza in furbetto del quartierino miserabile, amorale ed estremamente fragile. Oltre a lui e alle conferme di Laura Morante e Luca Zingaretti, la scoperta del “figlio più piccolo” Nicola Nocella, anima candida innamorata di cinema splatter su cui Avati investe il suo elogio della purezza e dell'ingenuità per salvare un'Italia esibizionista e volgare.
Un nuovo film sulla famiglia?
Pupi Avati: Questo è il terzo film in cui mi concentro sulla figura di un padre. Il primo è stato il padre impenitente Diego Abatantuono di La cena per farli conoscere, padre di tre figlie avute con tre madri diverse con le quali si mette contatto solo in seguito ad una profonda crisi personale. Il secondo padre è il Silvio Orlando de Il papà di Giovanna che è al contrario un padre iper-protettivo, che condiziona la vita della figlia imponendole un ideale di felicità e portandola ad un atto infelice ed estremo come un omicidio. Il terzo padre è il più indecente di tutti, il più infame. Chi conosce i miei film sa che non ho mai fatto un cinema di denuncia, perché non mi piace puntare il dito contro la gente, penso che ognuno debba saper prima giudicare se stesso. Ma il presente di questi ultimi tempi è diventato veramente indecente, perfino per una persona moderata come me. Non parlo solo della politica, che è l'ambito contro cui è più facile scagliarsi in modo un po' qualunquistico. Parlo di tutti gli ambiti in cui domina la volgarità, l'assioma che sei quello che hai, i rapporti interpersonali e una scorrettezza praticata in modo sistematico solo per raggiungere uno specifico fine. È questo universo che porta anche una persona come me a insorgere. E senza nessun secondo fine, senza nessuna ragione specifica cerco di ricandidare l'innocenza più “cogliona”, quella più disarmante. In questa forma, in questo scontro-incontro fra una madre e un figlio che si somigliano nel loro praticare con convinzione l'ingenuità, vedo un modo per poter resettare, per ricominciare da capo. Vorrei ritrovare nella gente lo sguardo che apparteneva a Nik Novecento, senza vergognarsi dell'innocenza, del candore, dell'altruismo. Vorrei frequentare solo persone così, solo persone che credono nei sogni e nelle cose impossibili e cancellare dalla mia interlocuzione tutti gli altri. Proprio per questo motivo credo che d'ora in avanti mi occuperò quasi esclusivamente del presente, perché trovo sia davvero molto preoccupante e necessiti di una certa sorveglianza e attenzione.
Ieri era stato annunciato che il co-creatore di FlashForward, David Goyer che aveva rimpiazzato a novembre il collega Marc Guggenheim nella direzione dello show, ha lasciato la serie sci-fi della ABC, che al momento è stata sospesa fino a marzo dalla rete. Goyer ha spiegato che la sua scelta è causata dal crescente aumento di impegni cinematografici a cui sta lavorando: “Dato che i miei progetti stanno cominciando ad arrampicarsi di nuovo, mi sentivo di essere tirato in troppe direzioni. Sono orgoglioso dello show e entusiasta del rilancio. È in buone mani”.
Secondo Deadline Hollywood il motivo della fuoriuscita di Goyer da Flashforward è che sta cominciando a lavorare assieme a Jonathan Nolan alla sceneggiatura di Batman 3. Pare che a Christopher Nolan sia venuta in mente un'idea per la storia e che i due scriveranno una prima versione della sceneggiatura mentre Nolan finirà di lavorare a Inception, la cui data di uscita americana è prevista per il 16 luglio.
Sempre secondo voci interne Nikki Finke riporta che la Warner Brothers ha chiesto a Christopher Nolan di fare da padrino/mentore per il prossimo film di Superman, aiutando lo studio a sviluppare la nuova pellicola che non sarà un sequel di Superman Returns, ma un reboot della franchise. Superman 3.0 è ancora nelle primissime fasi di sviluppo e Nolan non dirigerà la pellicola ma cercherà di aiutare lo studio a reinventare l'uomo d'acciaio come ha fatto con Batman per far partire il progetto, fermo da tre anni e mezzo, entro il 2011 prima che i diritti di Superman ritornino nelle mani delle famiglie di Siegel e Shuster, come concordato con la corte. Questa estate la Warner Bros. Stava ancora contemplando come procedere con l'uomo d'acciaio ed era stato detto da una fonte interna che: “Bryan e Brandon non sono completamente fuori dal progetto Ma la Warner Bros non ne è ancora venuta a capo. [Il produttore] Jon Peters sta cercando di far accadere qualcosa dato che lui ne trae un vantaggio economico. Ma [lo studio] ha bisogno di ascoltare una grande storia che abbia un senso". Un'altra fonte aveva spiegato:"Sappiamo quello che non vogliamo fare. Ma non sappiamo quello che vogliamo fare. Abbiamo imparato molto dall'ultimo film, e vogliamo farlo bene questa volta”.
Negli anni sono stati diversi i tentativi per creare un nuovo film di Superman. Nel '97 ci aveva provato Burton con Nicolas Cage come protagonista, nel 2004 J.J. Abrams aveva scritto il primo film di una trilogia, che voleva dirigere, ma la sua inesperienza come regista aveva fatto saltare il progetto. Successivamente furono menzionati i nomi di McG e successivamente di Brett Ratner come registi, ma sebbene l'idea di Ratner stesse per partire, nonostante il budget di 250 milioni di dollari richiesto dalla pellicola, fu il rifiuto di Josh Hartnett ad un accordo per tre pellicole che fece saltare il progetto. La Warner poi rifiutò il film di Ratner che aveva scelto come nuovo protagonista la star di soap opera Matt Bomer.
Inizia Lost. Ed è l'inizio della fine di quella serie tv che ha dato il via alla new wave della serialità televisiva in quel lontano 2004 che ha cambiato la storia della televisione. Dal 10 febbraio, e ogni mercoledì alle ore 21,10, su Fox andrà in onda la stagione finale che darà risposta (o almeno si spera) a molti degli enigmi nati nelle stagioni precedenti e rimasti ancora irrisolti.
Rimangono quindi ancora 18 episodi prima che Lost si concluda. Episodi che in alcuni casi, in passato, hanno fatto entusiasmare spettatori e appassionati. Abbiamo quindi voluto stilare una classifica dei cinque migliori episodi delle cinque stagioni concluse, augurandoci, fra sei mesi, di poter ribaltare il risultato finale inserendone molti di quelli che vedremo prossimamente.
IGN ha debuttato online con il nuovo trailer internazionale di Scontro tra Titani, il remake diretto da Louis Leterrier, che mixa alcuni elementi del teaser trailer e del trailer per le sale cinematografiche, assieme a delle nuove scene in cui è possibile vedere in azione Zeus (Liam Neeson) e Ade (Ralph Fiennes).
Il video si apre con la voce fuori campo di Ade, simile a quella di un vecchio, che dice di aver visto dagli Inferi che è giunto il momento per cui i mortali devono pagare. Pare infatti che ci sia una guerra tra gli dei e gli esseri umani. Inoltre è possibile vedere Gemma Arterton nel ruolo dell'insegnante di Perseo (Sam Worthington) che l'aiuta lungo la strada. Il resto del video prosegue poi con i mostri, Perseo e ancora tanta azione.
Inoltre la Warner Bros ha fatto uscire quattro nuovi banner che raffigurano le creature del film, Ade e Zeus, e un poster dedicato al Kraken. La pellicola uscirà nei cinema italiani in 2D e in 3D dal 2 aprile.
Durante la promozione di Saw VI che ha incassato in patria solamente 27 milioni di dollari, il produttore Mark Burg aveva anticipato che Saw VII, attualmente in lavorazione, uscirà in 3D e che Saw 8 avrebbe chiuso la storia iniziata con Saw V, ma Burg non era ancora sicuro se questo sarebbe stato il capitolo finale. Nel giugno dello scorso anno Tobin Bell aveva parlato in un'intervista delle voci riguardanti Saw 8 come ultima pellicola della franchise e aveva detto: “Si le ho sentite. Finale è una parola relativa, soprattutto nell'intrattenimento... Non vedo l'ora di riempire gli altri pezzi del puzzle. Ci sono alcuni pezzi che la gente deve ancora vedere”.
Pare però che i piani della Lionsgate siano cambiati proprio a causa del flop di Saw VI, lo sceneggiatore Patrick Melton in un'intervista con la radio inglese Demon, qualche mese fa, aveva dato qualche notizia sulla direzione che potrebbe prendere la franchise e di una possibile fine anticipata: “Ho un presentimento molto forte che si terminerà con Saw VII. Questo è qualcosa di cui stiamo discutendo adesso... Francamente, visto che Saw VI non è andato così come avevamo anticipato, l'idea è - perché fare due pellicole, quando si può fare un film davvero eccellente che chiude tutto nel miglior modo possibile?- E sarà in 3D, che dà un'aggiunta allo spettacolo. Quindi, se lo chiedete a me, io non posseggo i diritti della franchise, né dirigo lo studio, ma ho un presentimento, un presentimento molto forte che sarà Saw VII [la pellicola finale] e che sarà nota anche col nome Endgame”.
La Lionsgate non ha ancora confermato le parole di Melton, al momento l'unica cosa certa è che Kevin Greutert tornerà alla regia. Greutert era stato scelto dalla Paramount come regista di Paranormal Activity 2 che uscirà lo stesso week-end di Saw VII in America, ovvero il 22 ottobre, ma la Lionsgate qualche settimana fa ha esercitato l'opzione che aveva su Greutert per obbligarlo a dirigere Saw VII al posto di Paranormal Activity 2.
Per chi si domanda se verranno risposte nell'ultimo film tutte le domande sollevate durante la serie e se in particolare si saprà cosa è accaduto al dottor Gordon (Cary Elwes) in Saw, Melton ha aggiunto: “Non posso ancora dire niente di ufficiale, ma credo che il pensiero comune è di risolvere tutte le domande entro la fine. Compresa quella questione [Gordon]. Volevamo risolverla perché c'è un gorilla di 300 Kg in quella camera... e non sarà un anti-climax. Ma pare che adesso il pensiero è quello di rispondere a questa domanda e chiudere tutto in un meraviglioso pacchetto”.
Franco Basaglia (Fabrizio Gifuni) è un giovane psichiatra, insegnante dell'università di Venezia. Personalità forte e indipendente, alle prime piccole ribellioni accademiche, viene mandato in esilio a dirigere l'ospedale psichiatrico di Gorizia. Il contatto con il sistema 'sanitario' del manicomio lo traumatizza al punto da imporre l'eliminazione di ogni tipo di contenzione fisica e la sospensione delle terapie di elettroshock. Con il sostegno della moglie Franca Ongaro (Sandra Toffolati), rompe il muro divisorio tra maschi e femmine, apre le porte del giardino e organizza assemblee democratiche dove tutti (medici, infermiere, pazienti) possono esprimersi liberamente.
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| Alice in Wonderland Wolfman Shutter Island Senza apparente motivo Colpo di fulmine - Il mago della truffa | ![]() |
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| Scusa ma ti voglio sposare Amabili resti Maga Martina e il libro magico del draghetto Lourdes | ![]() |
| Questa settimana | |
| Paranormal Activity Il concerto An Education | ![]() |
| Scorsa settimana | |
| Baciami ancora Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassino Alvin Superstar 2 | ![]() |
| Weekend del 05/02/2010 | |
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Avatar
Euro 5.688.000 |
1 |
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Paranormal Activity
Euro 3.669.000 |
2 |
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Baciami ancora
Euro 2.144.000 |
3 |
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Alvin Superstar 2
Euro 1.416.000 |
4 |
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Tra le nuvole
Euro 871.000 |
5 |
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La prima cosa bella
Euro 554.000 |
6 |
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Il concerto
Euro 453.000 |
7 |
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Bangkok Dangerous
Euro 272.000 |
8 |
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Io, loro e Lara
Euro 266.000 |
9 |
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Il quarto tipo
Euro 198.000 |
10 |
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Raoul Bova
(38 anni)
Data nascita: 14 Agosto 1971 Luogo nascita: Roma (Italia)
da venerdì 12 febbraio al cinema in
Scusa ma ti voglio sposare di Federico Moccia |
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Emma Thompson
(50 anni)
Data nascita: 15 Aprile 1959 Luogo nascita: Paddington (Gran Bretagna)
da venerdì 5 febbraio al cinema in
An Education di Lone Scherfig |
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Susan Sarandon
(63 anni)
Nome: Susan Abigail Tomalin Data nascita: 4 Ottobre 1946 Luogo nascita: New York City (New York - USA)
da venerdì 12 febbraio al cinema in
Amabili resti di Peter Jackson |
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Mark Wahlberg
(38 anni)
Nome: Mark Robert Michael Wahlberg Data nascita: 5 Giugno 1971 Luogo nascita: Dorchester (Massachusetts - USA)
da venerdì 12 febbraio al cinema in
Amabili resti di Peter Jackson |
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Rachel Weisz
(38 anni)
Data nascita: 7 Marzo 1971 Luogo nascita: Londra (Gran Bretagna)
da venerdì 12 febbraio al cinema in
Amabili resti di Peter Jackson |
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