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Zombieland di Ruben Fleischer ha ottenuto un notevole successo al botteghino americano, rinverdendo i fasti di quello che può ormai essere considerato un vero e proprio sottogenere, la commedia zombesca. Elementi di umorismo compaiono presto in alcuni dei film usciti dopo che La notte dei morti viventi di George A. Romero aveva creato la struttura e i parametri del moderno cinema degli zombie. L'assedio dei morti viventi di Bob Clark ne è uno degli esempi più interessanti, con la sua quasi sempre riuscita mescolanza di horror e umorismo. È però il successo di Zombi nel 1978, sempre di Romero, a dare la stura alla commedia zombesca: un "classico" è l'ineffabile Io zombo, tu zombi, lei zomba di Nello Rossati nel quale la farsa e la demenzialità hanno decisamente il sopravvento.
Negli anni successivi, il sottogenere - tra alti (L'alba dei morti dementi, Tokyo Zombie), bassi (I ragazzi del cimitero) e molto bassi (Zombie News) - ha continuato a proliferare con discreta continuità.
L'unico paragone possibile con la sua opera, almeno secondo quello che l'autrice cerca di suggerirci fin dalle prime pagine, è quello del dramma di William Shakespeare "Romeo e Giulietta". E la storia va grossomodo così, ma non per due differenti famiglie che si detestano, per la semplice natura vampira e umana che fa di Edward il cacciatore e di Bella la sua preda. Fra episodi truculenti (da brivido quello descritto quasi nelle ultime pagine del libro, quando Edward e Bella congedandosi dai Volturi quasi assistono a un loro pasto) e sentimenti elementari quali l'amore vero, la gelosia, l'invidia, la paura, l'amicizia, la sofferenza, l'abbandono (che sembrano molto più feroci di licantropi e non morti dalle motivazioni belluine messi insieme), in una terra tutta verde e acqua, si assiste alla storia romantica di questi due contemporanei "amanti di Verona", variando il racconto del Bardo e riadattandolo al genere truculento dell'horror-fantasy, con molto spessore psicologico per ogni personaggio, sentimentalismi e fragorosi colpi di scena.
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La 27° edizione del Torino Film Festival si è conclusa con la vittoria di La bocca del lupo di Pietro Marcello. È la prima volta che un italiano si aggiudica il premio come miglior film. Prodotto dalla Indigo, l'opera di Marcello si addentra nei vicoli di Genova per raccontare la storia d'amore tra Enzo e Mary, conosciutisi in carcere.
Il premio come miglior attore è andato ex-aequo a Robert Duvall e Bill Murray, entrambi interpreti di Get Low di Aaron Schneider mentre Catalina Saavedra si è aggiudicata il premio come miglior attrice per il film La Nana di Sebastián Silva.
La giuria del festival, composta da Sandro Petraglia (Presidente), Anna Biller (Stati Uniti), Rui Nogueira (Portogallo), Maya Sansa (Italia), György Szomjas (Ungheria) ha assegnato il Premio speciale della Giuria ex-aequo a Crackie di Sherry White e Guy and Madeline on a Park Bench di Damien Chazelle.
Vizi privati, pubbliche virtù. L'attualità ci conferma ogni giorno quanto ci sia di losco nella vita privata delle persone di potere. Da un parte e dall'altra, la politica si trova in difficoltà, non distingue più facilmente gli affari di ordine pubblico da quelli prettamente personali. Un bel guaio che la domenica televisiva propone in una veste diversa dal solito. Niente programmi di approfondimento, dibattiti e par condicio ma solo l'episodio "La deriva del piacere" della serie Criminal Minds (Rai 2, 21.50), racconto di una escort frequentata da grossi uomini d'affari che nasconde un segreto poco edificante. La scomparsa di alcuni clienti della ragazza fa cadere i sospetti su di lei: gli agenti del Bau indagano e inseguono ogni traccia. Nella ferrata caccia all'assassino si nasconde una verità angosciante che svela curiosi legami con la realtà dei nostri tempi. Questo parallelismo tra fiction e mondo reale si ripete anche nell'altra serie poliziesca della serata, Distretto di polizia 9 (Canale 5, 21.30), dove la lotta alla mafia russa coinvolge i protagonisti in una delicata inchiesta investigativa. L'adrenalina delle corse contro il tempo di domenica si quietano lunedì sera grazie alle nuove puntate di Un medico in famiglia 6 (Rai 1, 21.10), bilanciate però dal primo episodio della quinta stagione di X-Files (Fx, 16.45), vista e rivista dai fan della serie, ora un'occasione di incontro per tutti coloro che non hanno ancora conosciuto gli agenti Mulder e Scully. La fantascienza del pomeriggio prepara a quella della sera: con Flash Forward (Fox, 21.10) la noia è abolita dal piccolo schermo. Martedì facciamo i conti con una gradita replica in prima serata, Giuseppe Moscati (Rai 1, 21.10), fiction italiana interpretata da Kasia Smutniak, Beppe Fiorello e Ettore Bassi, un tris di attori che rende la passione e i tormenti del protagonista, un santo laico che rifiuta l'amore di una donna e la carriera pur di aiutare i poveri malati dell'Ospedale degli Incurabili. Le alternative al film tv diretto da Giacomo Campiotti sono rappresentate dal giovanilistico Kyle Xy (Fox, 21.10), dal viaggio nella mente dei maschi di Quello che gli uomini non dicono (Fx, 22.20), e dall'attesa sesta stagione di Desperate Housewives (FoxLife, 21.00). A Wisteria Lane gli intrighi amorosi si fanno sempre più audaci; appuntamento imperdibile per il pubblico femminile che non disprezza l'arte del pettegolezzo.
Dopo aver presentato ben due film nel corso dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia (Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans e My Son, My Son, What Have Ye Done), Werner Herzog si prepara a presiedere la giuria della 60^ Berlinale, in programma dall'11 al 21 febbraio 2010.
La decisione è stata presa dalla commissione del festival berlinese in ragione dell'importanza e dell'influenza dell'opera dell'autore tedesco, "una delle personalità più significative del nuovo cinema tedesco e fonte d'ispirazione per un'intera generazione di filmaker".
A Berlino Herzog ha già presentato Segni di vita (con cui ha vinto l'Orso d'argento nel 1968) e il suo capolavoro Nosferatu (1979). L'inaugurazione di questa 60^ edizione del festival avverrà con la proiezione integrale e restaurata di Metropolis, il capolavoro del cinema muto firmato da Fritz Lang e accompagnata per l'occasione dalla Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino.
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| Weekend del 13/11/2009 | |
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2012
Euro 5.104.000 |
1 |
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Nemico Pubblico - Public Enemies
Euro 1.106.000 |
2 |
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Gli abbracci spezzati
Euro 1.067.000 |
3 |
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Up
Euro 839.000 |
4 |
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L'uomo che fissa le capre
Euro 798.000 |
5 |
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Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo
Euro 575.000 |
6 |
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Un alibi perfetto
Euro 390.000 |
7 |
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Oggi Sposi
Euro 249.000 |
8 |
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Amore 14
Euro 247.000 |
9 |
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Michael Jackson's This Is It
Euro 186.000 |
10 |
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Riccardo Scamarcio
(30 anni)
Data nascita: 13 Novembre 1979 Luogo nascita: Trani (Italia)
da venerdì 20 novembre al cinema in
La prima linea di Renato De Maria |
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Jessica Biel
(27 anni)
Nome: Jessica Claire Biel Data nascita: 3 Marzo 1982 Luogo nascita: Ely (Minnesota - USA)
da venerdì 20 novembre al cinema in
Planet 51 di Jorge Blanco, Javier Abad, Marcos Martínez |
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Stefania Sandrelli
(63 anni)
Data nascita: 5 Giugno 1946 Luogo nascita: Viareggio (Italia)
da venerdì 20 novembre al cinema in
Ce n'è per tutti di Luciano Melchionna |
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Gary Oldman
(51 anni)
Data nascita: 21 Marzo 1958 Luogo nascita: Londra (Gran Bretagna)
da venerdì 20 novembre al cinema in
Planet 51 di Jorge Blanco, Javier Abad, Marcos Martínez |
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Vincent Gallo
(48 anni)
Data nascita: 11 Aprile 1961 Luogo nascita: Buffalo (New York - USA)
da venerdì 20 novembre al cinema in
Segreti di famiglia di Francis Ford Coppola |
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