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Gary Oldman

Sedotto dal lato oscuro

51 anni, 21 Marzo 1958 (Ariete), Londra (Gran Bretagna)
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occhiello
Quando tutto finirà...formeremo una famiglia...
dal film Harry Potter e l'ordine della fenice (2007) Gary Oldman è Sirius Black
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Gary Oldman

Mentre sorge New Moon ecco tutti i succhiasangue degli ultimi anni.

5x1: Professione vampiro

martedì 17 novembre 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Professione vampiro Il successo della saga letteraria di Twilight è l'ultimo solo in ordine di tempo riguardante il mondo di fantasia dei vampiri. Era il 1897 quando il trentenne irlandese Bram Stoker scrisse il capolavoro che definì le coordinate del genere. Esso rappresenta l'ultimo grande romanzo gotico, scritto sottoforma di lettere e di diari. Il protagonista, il Conte Dracula, riprende una figura mostruosa presente in tutte le culture: perfino in Cina le leggende narrano di esseri capaci di volare e di uccidere con un soffio. Il primo vero scritto della modernità è attribuibile a John Polidori, inglese di origine italiana e medico personale di Lord Byron. Durante una vacanza sul lago di Ginevra, una tempesta bloccò in casa Byron e il suo medico insieme ad altri amici scrittori. Ciascuno si impegnò a preparare una storia di fantasmi per trascorrere la serata successiva. Polidori realizzò "Il vampiro" e Mary Shelley "Frankenstein". Ovviamente il cinema non restò insensibile al fascino dei non morti. Dopo i mitici Dracula di Bela Lugosi e di Christopher Lee (collocabili temporalmente negli anni '30 e '40 il primo, e tra la fine degli anni Cinquanta e Sessanta, il secondo), il tema del vampiro è stato riscoperto negli ultimi quindici anni grazie ai romanzi degli anni Settanta di Anne Rice, di cui fu realizzata una trasposizione cinematografica da Neil Jordan, Intervista con il vampiro. Furono Tom Cruise e Brad Pitt, con intenti profondamente diversi, a calarsi nei gelidi panni di Lestat e Louis. Ma prima ancora fu Francis Ford Coppola, con la sua lettura estremamente moderna ma al tempo stessa fedele dei "diari" di Bram Stoker, a ridestare la passione per i vampiri che, da allora, non si è più fermata, fino all'esplosione degli ultimi anni, con Underworld, il telefilm True Blood e soprattutto la saga di Twilight che, con il suo approccio romantico e i suoi protagonisti belli e disperati sta catalizzando l'attenzione di milioni di fans in tutto il mondo. Così, mentre il 18 novembre esce il secondo capitolo di Twilight, New Moon, ricordiamo che il prossimo sarà l'anno di Daybreakers (probabilmente in sala il 21 marzo), mentre si attende il ritorno del Lestat della Rice, interpretato stavolta da Robert Downey Jr.

A Christmas Carol

* * * - - (mymonetro: 3,37)
Un film di Robert Zemeckis. Con Jim Carrey, Robin Wright Penn, Gary Oldman, Colin Firth, Cary Elwes.
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Genere Fantastico, - USA 2009. Uscita 03/12/2009.

Planet 51

* * 1/2 - - (mymonetro: 2,76)
Un film di Jorge Blanco, Javier Abad, Marcos Martínez. Con Justin Long, Dwayne Johnson, Seann William Scott, Jessica Biel, Gary Oldman.
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Genere Animazione, - Spagna, Gran Bretagna 2009. Uscita 20/11/2009.

Il mai nato

* * - - - (mymonetro: 2,08)
Un film di David S. Goyer. Con Odette Yustman, Gary Oldman, Cam Gigandet, Meagan Good, Jane Alexander (I).
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Genere Horror, - USA 2009. Uscita 27/02/2009. 14

Il cavaliere oscuro

* * * 1/2 - (mymonetro: 3,94)
Un film di Christopher Nolan. Con Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart.
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Genere Azione, - USA 2008. Uscita 23/07/2008.

Harry Potter e l'ordine della fenice

* * * - - (mymonetro: 3,30)
Un film di David Yates. Con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Jason Isaacs, Helena Bonham Carter.
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Genere Fantastico, - USA, Gran Bretagna 2007. Uscita 11/07/2007.
Filmografia di Gary Oldman »

mercoledì 27 gennaio 2010 - Joe Johnston "restaura" l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal.

The Wolfman: attenti al lupo

Marzia Gandolfi cinemanews

The Wolfman: attenti al lupo L'uomo lupo è l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal, ispirato dalla mitologia e dal folclore. Diversamente da Dracula e da Frankenstein, il licantropo di George Waggner non ha una fonte letteraria nobile ma nasce negli anni Quaranta dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak. Settant'anni e incalcolabili lune piene dopo nella stessa brughiera si scatena una battuta di caccia contro il giovane Lawrence Talbot, straniero in patria e in famiglia, condannato dal Fato e dal morso di un mostro a scoprire le zone buie del suo essere. Diretto da Joe Johnston, The Wolfman "restaura" lupo, orrore e ululato, insistendo sui traumi familiari e sulla trasformazione. Il licantropo gentiluomo, vestito da Milena Canonero e invaghito della dolce moglie del defunto fratello, è interpretato con carattere e un (grande) cuore che batte da Benicio Del Toro, attore dalle infinite forme, seducente e ripugnante dentro la vecchia tradizione gotica conciliata col melodramma. A Roma per presentare il film di cui è interprete e produttore, Del Toro ci racconta come si costruisce un mostro e si affronta la paura di sé. Lo accompagna dentro e fuori dallo schermo la grazia di Emily Blunt, che rivela i suoi esordi al cinema e le sfide del mestiere d'attore.

Tradizione e innovazione
Benicio Del Toro: L'idea, girando The Wolfman, era quella di omaggiare la versione del 1941. La nostra sfida, la mia, quella degli sceneggiatori, dei produttori e del regista, era di riuscire a creare sullo schermo una storia fantastica che fosse allo stesso tempo credibile. Abbiamo per questa ragione affrontato la licantropia come una malattia, come una dipendenza incontrollabile. Ci interessava forse meno trattare il tema della bestia, per noi era più importante rappresentare la furia di un uomo senza controllo. Gli sceneggiatori, prendendo spunto dall'Amleto, hanno inserito la relazione padre-figlio, sviluppandola in maniera conflittuale. Differentemente dalla versione scritta negli anni Quaranta da Curt Siodmak, il mio personaggio smette in un certo senso di essere una vittima passiva, il mio Lawrence Talbot agisce e prova a interpretare il proprio destino. Vuole scoprire chi o che cosa ha provocato la morte del fratello, vuole fermare la brutalità paterna, vuole innamorarsi e si innamora. Padre e figlio sono nel film come due spermatozoi che devono trovare la direzione, nessuno dei due in fondo vincerà ma il mio Talbot andrà molto vicino al trionfo.

martedì 29 dicembre 2009 - Il più hollywoodiano dei registi francesi.

5x1: Luc Besson, un "americano" a Parigi

Stefano Cocci cinemanews

5x1: Luc Besson, un Un incidente può salvarti la vita? Luc Besson passa i primi anni della sua esistenza seguendo i genitori istruttori di nuoto subacqueo in giro per l'Europa, tra Italia, Jugoslavia e Grecia. Il suo sogno di bambino è studiare il "grande blu profondo". Un infortunio gli impedirà per sempre di immergersi, costringendolo ad abbandonare la sua ambizione di diventare un biologo marino ma a scoprire il mondo dei documentari, la televisione e il cinema. E un giorno a girare Le Grand Bleu. È così che, dopo alcune esperienze nell'ambiente, si trasferisce per tre anni negli Stati Uniti. Ritornerà in patria, determinato a seguire la propria strada e, soprattutto, padrone di uno stile che lo porrà al centro dell'attenzione a causa del successo delle sue pellicole ma sostanzialmente odiate dalla critica.
Qualcuno lo ha definito "cinema du look" e non è certo una nouvelle vogue, al contrario: è il trionfo della forma sulla sostanza, un approccio vicino alla pubblicità, certo non a Godard. Besson non lo ha mai rinnegato, anzi: sebbene mortificato dalle cattive recensioni, ha sempre sottolineato che i Maestri della cinematografia francese si confrontarono con la necessità di scrivere le regole di un'arte in formazione; per i loro eredi, si tratta di fare un cinema che possa essere accettato, soprattutto da chi finanzia i film. Ed è così che Besson, nel suo percorso dentro la macchina-fattura soldi di celluloide si ritrova a fare tutto e di tutto: scrivere, produrre, girare ma, soprattutto, rimorchiare. Infatti, se non fosse diventato il regista di successo che è, difficilmente avrebbe attratto splendide donne come Anne Parillaud (per cui scrisse Nikita) e Milla Jovovich (che divenne la sua Giovanna d'Arco).
Oggi, nel gran calderone di progetti, belli e brutti, di Luc Besson c'è la trilogia del cartone animato su Arthur che sta tornando nelle sale con Arthur e la vendetta di Maltazard.

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Codice: Genesi (2010) A Christmas Carol (2009)
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