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Rupert EverettGay è il mio nome di battesimoNome: Rupert James Hector Everett54 anni, 29 Maggio 1959 (Gemelli), Norfolk (Gran Bretagna) |
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![]() Io trafissi... no... TRAFETTI?
dal film Shrek terzo (2007)
Rupert Everett è Principe Azzurro (voce nella versione originale)
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Rupert Everett ha smesso di girare un po' a vuoto, soprattutto da quando i rotocalchi inglesi hanno finito di sguazzare nella sua (peraltro mai nascosta) omosessualità. E questo non ha fatto altro che giovare alla sua carriera che magicamente ha riconquistato la stessa fama e prorompenza degli esordi. È il primo sex symbol dichiaratamente gay, quello le cui foto nudo in mezzo all'edera (su modello di una vecchia fotografia di Eleonora Duse) o in pose plastiche assieme a un teschio non possono mai mancare nei computer di ogni omosessuale maschio che si rispetti. È quello più fashion, il migliore amico delle star (Madonna è la sua Grace Adler, ovvero la migliore amica di un gay), ma anche quello più coinvolto in campagne sociali e/o politiche. Dannatamente bello, fisico prestante, tremendamente fascinoso anche ora che invecchia ha uno sguardo che colpisce e un sorriso che stende, tutte doti che utilizza pienamente per memorabili interpretazioni. E anche quando si limita a doppiare principi azzurri che nessuna Cenerentola o Biancaneve vorrebbe mai incontrare in una fiaba per via della troppa vanità o della troppa voglia di emergere, riesce a farsi adorare. Per questi motivi, Rupert Everett è da considerarsi uno degli indimenticabili volti della storia del cinema.
Origini reali e formazione ribelle
Discendente della famiglia reale di Carlo II Stuart, Re di Inghilterra e di Scozia, Everett è figlio di un ufficiale dell'esercito britannico, nonché mediatore di borsa e uomo d'affari. Nasce, per cui, in una famiglia agiata, dando fin da piccolo segni di una certa arroganza che poi lo porteranno a trasformarsi in un giovane ribelle. All'età di 7 anni, viene spedito all'Ampleforth College, istituto diretto dai monaci Benedettini, dove impara a suonare il pianoforte con il segreto sogno di diventare, un giorno, una rockstar internazionale. Poi però, a 15 anni cambia meta e vira sul mestiere di attore, iscrivendosi alla Central School of Speech and Drama di Londra, ma dopo solo due anni di frequenza viene espulso per dei diverbi piuttosto animati con i suoi insegnanti. Non si dà per vinto, si unisce a una compagnia teatrale di avanguardia al Glasgow Citizen's Theater, dove recita in spettacoli quali "Don Juan" e "Heartbreak House". Nel contempo, inizia anche a lavorare come modello a Milano e, per far quadrare i conti, persino come escort.
TV e cinema
I primi ruoli sono soprattutto televisivi come dimostra il film tv The Manhood of Edward Robinson (1981).
Nel 1982, il nome di Rupert Everett emerge dalle pagine relative allo spettacolo: la sua interpretazione teatrale della piece "Another Country", dove recita con Colin Firth (che diventerà un suo grande amico) è memorabile e finalmente esordisce anche sul grande schermo con un piccolo ruolo nel film di James Scott A Shocking Accident (1982), prendendo parte successivamente alla miniserie tv The Far Pavilions (1984) con Christopher Lee. Lo status da star lo acquisisce grazie alla trasposizione cinematografia della piece che l'ha reso più famoso: Another Country - La scelta (1984), per il quale sarà nominato ai BAFTA come migliore promessa cinematografica.
Disgraziatamente, le sue scelte lavorative non lo portano a confermare le attese che la stampa inglese ed estera hanno su di lui. Cominciano e si fanno sempre più accesi gli scontri con la stampa così, dopo aver recitato con Julie Andrews e Max von Sydow in Duet for One (1986), verso la fine degli Anni Ottanta, lascia la recitazione per dedicarsi alla musica, registrando due album con scarsissimo successo. Non giova al suo lato artistico il fatto di aver rifiutato il ruolo che poi è andato a Daniel Day-Lewis in Camera con vista (1985) di James Ivory.
Un periodo nel cinema italiano
Importanti sono le sue escursioni nel cinema italiano, prima sotto la direzione di Francesco Rosi in Cronaca di una morte annunciata (1987), poi in Gli occhiali d'oro(1987) con Philippe Noiret e Stefania Sandrelli. Poi, nel 1989, dopo l'ennesimo scontro con i media, dichiara apertamente la sua omosessualità con un annuncio shock che avrebbe potuto causare la fine della sua carriera. Al contrario, invece, la rivaluta agli occhi di tutti. Rupert Everett diventa un idolo per molti, tanto è vero che, a conferma del suo status, l'autore di fumetti Tiziano Sclavi, sceglierà proprio le sue fattezze per disegnare il protagonista dei suoi fumetti horror Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo.
Carriera in ascesa
Le proposte cinematografiche cominciano a fioccare su di lui: recita con Ugo Tognazzi in Tolérance (1989), è accanto a Christopher Walken in Cortesie per gli ospiti (1991), è scelto da Robert Altman per entrare nel grande cast (Julia Roberts, Marcello Mastroianni, Tim Robbins e Sophia Loren) di Prêt-à-porter(1994) e affianca Faye Dunaway in Dunston - Licenza di ridere (1996).
Ma l'apice del successo lo sfiora ancora una volta nel 1997 grazie alla commedia Il matrimonio del mio migliore amico con Julia Roberts e Cameron Diaz, nel ruolo dell'amico e complice gay della protagonista, perdutamente innamorata del suo migliore amico eterosessuale ormai prossimo alle nozze. È la parte che più di ogni altra gli offre nomination e onoreficienze: BAFTA, Golden Globe, Mtv Movie Award. E all'indomani del suo successo, fa scalpore una sua intervista a Sky, dove a un giornalista che gli chiese cosa ne pensasse di essere in continuazione descritto come apertamente gay, Everett rispose: «Gay è il mio nome di battesimo».
Con la fine degli Anni Novanta, miete ancora successi, anche in piccoli ma significativi ruoli come ne Shakespeare in Love (1998) con Gwyneth Paltrow e Sogno di una notte di mezza estate (1999) con Michelle Pfeiffer e Kevin Kline. Una candidatura ai Golden Globe e all'European Film Award come miglior attore lo aspetta grazie a Un marito ideale (1999), poi torna accanto a Julie Andrews in Insieme per caso (2002) e interpreta il visconte Sébastien de Valmont nella miniserie Les liaisons dangereuses (2003) con Catherine Deneuve e Nastassja Kinski. Non mancano, malauguratamente, anche pellicole mediocri come Codice Homer (2004) con Sharon Stone.
Lavori recenti
Ma il ruolo forse più significativo e più bello della sua carriera, lo aspetta al doppiaggio quando deve prestare la voce al principe Azzurro, nevrotico e vanaglorioso eroe delle fiabe di Shrek 2 (2004). Perfettamente a suo agio assieme agli altri doppiatori (Eddie Murphy, Julie Andrews, Cameron Diaz, Antonio Banderas, Mike Myers, John Cleese, Jennifer Saunders) ritroverà il suo alter ego animato anche nel seguito Shrek Terzo (2007), rimanendo pur sempre nel genere fantasy con Stardust (2007) con Peter O'Toole, Michelle Pfeiffer e Robert De Niro. Nel 2012 viene diretto da Tanya Wexler nel film Hysteria, nel quale recita accanto a Maggie Gyllenhaal e Hugh Dancy.
Curiosità canore
Migliore amico della pop star e icona Madonna è stato lui a convincere il regista John Schlesinger di inserire la canzone che loro cantano assieme "American Pie" nel film che hanno interpretato Sai che c'è di nuovo?, poi rivelatosi un flop. Ma non solo duetti con Madonna, non è da dimenticare quello con Robbie Williams in "They Can't Take That Away from Me". Anche scrittore, collabora da anni con la rivista Vanity Fair ed è l'autore di romanzi come "Hello Darling, Are You Working?" (1991), "The Hairdressers of St. Tropez" (1995) e "Guilt Without Sex - A Jewish Bestseller" (2007).
Dandy egocentrico e raffinato, gioca ambiziosamente e senza problemi con la sua più che dichiarata sessualità, riuscendo con intelligenza a ritagliarsi spazi interpretativi tutti suoi, grazie ai quali fa centro in cuori femminili e gay. Per ottenere successo, ha sfruttato l'appeal di cui è vanitosamente conscio, puntando a fare lo snob perverso: vizietto che non ha fatto altro che intrigare le platee e mandare in tilt il box office a suon di narcisismi e cinismi vari.
Golden Globes 2000
Golden Globes 1998
Justin and the Knights of Valour
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Genere Animazione, - Gran Bretagna, Spagna 2013. Uscita 12/09/2013. |
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Sarà forse per essere proprio perfetto nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, ma Rupert Everett ha recentemente conquistato le copertine di tutti i giornali, esibendo il risultato di un bel botox che ne ha ringiovanito prepotentemente il volto. Eppure quando qualche anno fa una giornalista gli aveva chiesto se pensava di far ricorso un giorno alla chirurgia plastica, aveva risposto "Sì, ci ho pensato, mi farei volentieri un lifting al fondo schiena!". Sempre incontenibile, irreverente e decisamente sopra le righe, soprattutto nei confronti della stampa, è l'icona gay del cinema moderno.
Raccontare il mezzo secolo di Rupert Everett vuol dire uscire dai binari della filmografia classica e finire per parlare della sua vita in senso assoluto, con tanto di eccessi, coming out e dichiarazioni imbarazzanti. La sua indole ribelle era già chiara quando il giovane aveva soli sette anni e studiava in una scuola sotto l'ala severa dei monaci benedettini, suonando il pianoforte ma sognando una vita da rockstar. E così che a soli quindici anni, lasciò quel pianoforte per entrare alla Central School of Speech and Drama di Londra: il sogno dell'attore aveva appena sostituito quello della rockstar. Ma, sempre per onorare il suo carattere da ragazzaccio, si fa espellere per liti col corpo docente. Ma il palcoscenico buono è dietro l'angolo, è quello del Glasgow Citizen's Theater, su cui il giovane Rupert muove i primi passi artistici. E quando recita, accanto a Colin Firth, nelle piece teatrale "Another Country" giunse la conferma: era nata una nuova stella. Quel titolo gli porta fortuna, tanto che, dopo alcune apparizioni in pellicole di poco conto, ne diventa protagonista nell'adattamento cinematografico dall'omonimo titolo e diretto da Marek Kanievska. L'interpretazione di una spia inglese per conto dei sovietici, gli vale la nomination ai BAFTA come migliore promessa cinematografica. L'Inghilterra intera si aspetta grandi cose da lui e tutta quella pressione della stampa, dopo una serie di pellicole non all'altezza di Another Country, sfocia in un momentaneo addio all'arte cinematografica. Tornato alla musica, e dopo la pubblicazione di due album dagli esiti disastrosi, arriva per Rupert la parentesi italiana a metà degli anni '80. E se pochi se lo ricordano nelle fugaci apparizioni al Drive In, di sicuro lo ricorderanno alla corte di Giuliano Montaldo per Gli occhiali d'oro o accanto alla nostra Ornella Muti in Cronaca di una morte annunciata. Ma una delle interpretazione nella nostra lingua che va assolutamente citata è quella di DellaMorte DellAmore di Michele Soavi, allievo di Dario Argento ma con un pizzico di ironia in più, che adatta allo schermo un romanzo di Tiziano Sclavi, dando a Rupert le sembianze del becchino Francesco DellaMorte, costretto a far fuori i morti viventi che si levano dalle tombe in cerca di carne umana.
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Hysteria
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Genere Commedia rosa, - Gran Bretagna, Francia, Germania 2011. Uscita 24/02/2012. |
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St. Trinian's
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Genere Commedia, - Gran Bretagna 2007. Uscita 10/07/2009. |
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Stardust
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Genere Avventura, - Gran Bretagna, USA 2007. Uscita 12/10/2007. |
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Shrek terzo
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Genere Animazione, - USA 2007. Uscita 31/08/2007. |
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Un giorno per sbaglio
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Genere Drammatico, - Gran Bretagna, Russia 2006. Uscita 10/03/2006. |
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| Hysteria (2011) | St. Trinian's (2007) |