Maggie GyllenhaalIl carattere di una 'segretaria' particolare32 anni, 16 Novembre 1977 (Scorpione), Los Angeles (California - USA) |
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dal film Il cavaliere oscuro (2008)
Maggie Gyllenhaal è Rachel Daves
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Origini
Figlia del regista Stephen Gyllenhaal e della sceneggiatrice-produttrice Naomi Foner (nominata all'Oscar per Vivere in fuga di Sidney Lumet nel 1988), sorella di un attore che è già un'icona sexy, Jake Gyllenhaal, Maggie Gyllenhaal era come minimo destinata al mondo del cinema e al successo nella settima arte. Nata a New York il 16 novembre del 1977 è però cresciuta a Los Angeles. Ancora 15enne debutta in una pellicola diretta dal padre nel 1992, Waterland. L'anno successivo sarà la volta, sempre diretta da suo padre, di Una donna pericolosa.
La laurea e il perfezionamento artistico
Nel 1995 torna a New York: durante gli studi presso la Columbia University trova il tempo di recitare in un film per la tv sempre diretto dal padre, Homegrown – I piantasoldi. Dopo la laurea in Religioni e Letterature orientali Maggie si trasferisce a Londra dove studia per più di un anno al RADA (Royal Academy of Dramatic Arts). Di ritorno negli Stati Uniti si trasferisce nuovamente a New York dove ha inizio la sua vera carriera professionale.
La prima occasione per farsi notare gliela dà John Waters nel 2000 per cui interpreta la parte della satanica truccatrice in A morte Hollywood!.
Il suo volto inizia così a essere riconosciuto e anche ricercato: ha così recitato accanto al fratello in Donnie Darko nel 2001, al fianco di Josh Hartnett in 40 giorni e 40 notti e, l'anno successivo, diretta da Penny Marshall ne I ragazzi della mia vita e da Spike Jonze ne Il ladro di orchidee.
Segretaria particolare
Sempre nel 2002 compare nel cast dell'ambizioso progetto di George Clooney Confessioni di una mente pericolosa nel ruolo di Debbie, ma è col film Secretary diretto da Steven Shainberg che esce definitivamente dall'anonimato e si impone all'attenzione dei critici e del grande pubblico interpretando il suo primo ruolo da protagonista. E che ruolo… La Gyllenhaal riesce a cucirsi letteralmente addosso i panni di Lee Holloway, una giovane autolesionista reduce da una clinica psichiatrica. Determinata a volersi guadagnare un posto nella società, impara a battere a macchina e viene assunta come segretaria nello studio del misterioso Edward Grey, avvocato con la passione per le orchidee, la ginnastica e il gioco sadico con le sue dipendenti. L'ossessione di Grey per la perfezione lega i due, all'inizio solo professionalmente, poi sempre più intimamente, al punto che la giovane Lee arriverà a sostituire il suo desiderio di infliggersi dolore con un rapporto di dipendenza verso il suo datore che assumerà le forme della dominazione e della sottomissione. I due scoprono così di essere complementari: lei ha la vocazione alla sottomissione, lui la domina e detta le regole di un gioco masochista in cui Lee si getta a capofitto con la gioia di scoprire di non essere più sola.. La Gyllenhaal è strepitosa, buffa e a suo modo sexy: i duetti di sguardi tra i due protagonisti ricordano le coppie comiche del cinema americano degli anni Quaranta. Con questa interpretazione ottiene un inaspettato successo che la elegge tra le migliori rivelazioni dell'anno e le fa guadagnare diversi premi, tra cui il Chicago Film Critics Award come migliore promessa e la nomination per il Golden Globe.
L'impegno politico e altri film
Dopo Secretary accetta di interpretare a teatro il ruolo della spogliarellista Alice in "Closer", spettacolo che ha avuto anche la sua versione cinematografica con Natalie Portman nel ruolo di Alice diretta da Mike Nichols. Nel 2003 è tra le presentatrici della serata finale del Sundance Film Festival. Sempre nel 2003 si presenta alla cerimonia degli Oscar con una spilla dell'Artists United to Win Without War, un'organizzazione nata come forma di protesta contro l'invasione statunitense dell'Iraq. Non sarà l'ultima volta che Maggie protesterà contro il governo Bush dimostrando di non essere solo una bambolina tutte smorfiette ma di avere anche un cervello e di saperlo usare in modo critico.
Recita in Mona Lisa Smile di Mike Newell e poi nel 2004 nell'ottimo Criminal di Gregory Jacobs. Qui è la sorella di un abile truffatore che, in coppia con un altro ladro, prepara un imbroglio micidiale ai danni di un miliardario. Una pellicola ricca di sorprese e colpi di scena, un giallo intricato ma divertente in cui la Gyllenhaal riesce a dare prova anche di sorprendenti doti comiche unite ai suoi celebri sguardi glaciali che ne ricordano le origini svedesi.
Nel 2005 ha due ruoli importanti in Happy Endings, pellicola in cui dimostra anche ottimi doti canore nell'esecuzione di alcune cover di Billy Joel e in The Great New Wonderful. Fu presa di mira dopo un'intervista rilasciata il 22 aprile 2005 per il canale via cavo NY1, nella quale ebbe il coraggio di sostenere che gli Stati Uniti erano in un qualche modo responsabili degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. Affermò: "Penso che gli USA abbiano fatto cose biasimevoli e che siano responsabili in una qualche maniera". Dimostra comunque una sorta di coscienza civile recitando in World Trade Center di Oliver Stone.
Ultimi ruoli
Interpreta poi il personaggio di Ana Pascal in Vero come la finzione, una pellicola originale e decisamente intelligente diretta da Marc Forster, Rachel Daves nel secondo Batman targato Nolan, Il cavaliere oscuro, ed è infine nel nuovo film di Sam Mendes, Farlanders, dove è una mamma in cerca di un luogo dove crescere suo figlio. A soli ventinove anni la Gyllenhaal ha ormai già un suo pubblico e, dote rara per le giovani attrici statunitensi, ha sempre saputo scegliere dei film alternativi e controcorrente - e Vero come la finzione è solo l'ultimo esempio -, interpretando ruoli diversi dai soliti cliché che le Major riservano per le attrici come lei.
Premio Oscar 2010
Golden Globes 2007
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Crazy Heart
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Genere Drammatico, - USA 2009. Uscita 05/03/2010. |
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Away We Go
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Genere Commedia, - USA, Gran Bretagna 2009. Uscita 23/04/2010. |
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Tata Matilda e il grande botto
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Genere Commedia, - Gran Bretagna, Francia 2010. Uscita 11/06/2010. |
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A nne Hathaway assieme al presidente dell'Academy of Motion Picture Arts e Sciences, Tom Sherak, ha annunciato in diretta dal Samuel Goldwin Theater di Beverly Hills le nomination ufficiali dell'82° edizione della cerimonia degli Oscar che si terrà domenica sette marzo.
Da quest'anno saranno dieci le pellicole che concorreranno nella categoria di miglior film, che comprendono con piacevole sorpresa District 9 e Up, che concorreranno contro Avatar, An Education, The Hurt Locker, Bastardi senza gloria, Precious, A Serious Man, Tra le nuvole e ultimo ma non ultimo The Blind Side, che probabilmente deve la sua candidatura al successo ottenuto dalla pellicola in questi ultimi due mesi, e per la quale Sandra Bullock è candidata come miglior attrice.
Fortunatamente l'Academy si è ricordata di Jeremy Renner (The Hurt Locker) nella categoria di miglior attore protagonista, mentre delude la mancata nomination di Sam Rockwell per Moon, Woody Harrelson è stato nominato come miglior attore non protagonista per The Messenger, A Serious Man di Ethan e Joel Coen si aggiudica la candidatura come miglior sceneggiatura originale, mentre In the Loop, An Education e District 9 sono candidati per la miglior sceneggiatura non originale.
Com'era prevedibile Avatar e The Hurt Locker conducono le nomination e concorrono entrambi sia per la miglior regia che come miglior film e molto probabilmente sarà uno dei due a vincere la statuetta, sarà James Cameron fresco del suo successo ai Golden Globes o la Bigelow, premiata pochi giorni fa dalla Director's Guild of America come miglior regista?
Anche se Baarìa non è entrato nella cinquina del miglior film straniero l'Italia si è aggiudicata ben tre nomination: per il trucco di Aldo Signoretti e Vittorio Sodano per Il Divo, la fotografia di Mauro Fiore per Avatar e la sceneggiatura con Alessero Camon, uno dei due scrittori di The Messenger.
P eter Sarsgaard ha talento; un talento che lo rende capace di muoversi libero tra le righe di una sceneggiatura e di una interpretazione, e stupire con una sfumatura o un semplice non detto.
Dai suoi primi ruoli, ha provato tutte le acconciature possibili e le combinazioni possibili per regalare spessore ai suoi personaggi: lunghi e spettinati (La mia vita a Garden State o L'inventore di favole), completamente rasato (in Jarhead) o con una barba curata (The misteries of Pittsburgh). Il tutto evidenzia un concetto: Peter Sarsgaard, oltre ad avere talento, è un fico. Non ci credete? Ecco la lista di pupe con cui ha preso qualcosa di più di un semplice caffè: due su tutte, la regina del burlesque Dita Von Teese e la modella Shalom Harlow. Oggi, Sarsgaard ha messo la barba e la testa a posto e sembra aver trovato la felicità al fianco di Maggie Gyllenhaal, sorella del suo caro amico Jake. I due hanno una bambina e si sono sposati lo scorso maggio in Italia, vicino Brindisi. Sembrano indubbiamente degli acchiappi di tutto rispetto. Un po' quello che gli accade sul grande schermo, dove non sbaglia un ruolo e riesce sempre a coniugare il suo aspetto curato e ordinato con un barlume di follia che è possibile leggere in fondo al suo sguardo. Ecco perchè nella sua carriera si è trovato a suo agio nell'interpretare terroristi, omofobi pazzi assassini, drogati con profondi valori morali, ricercatori sessualmente spregiudicati.
Per tutti questi motivi, è stato scelto per la prima sceneggiatura cinematografica di Nick Hornby: in An education è di nuovo di fronte al suo lato oscuro.
Pubblicitari, guerriere delle stelle e avvocati difensori della legge. I protagonisti della domenica televisiva, se abitassero nella stessa città, potrebbero anche incontrarsi per strada. E molti degli appassionati 'seriali' ne sarebbero felici. Ma la nostra voglia di divertirci e immedesimarsi in loro dovrà ancora accontentarsi di vedere le tre serie in questione separatamente. La prima ad essere in programma è Mad Men (Cult, 21.00), giunta alla terza stagione dopo aver fatto incetta di premi in tutto il mondo, conquistando anche i prestigiosi Emmy Award delle categorie più importanti. La salvaguardia dell'apparenza femminile (casalinghe disperate ante litteram) si scontra con l'arroganza maschilista sull'ambiente del lavoro (donne a fare le segretarie, uomini a dirigere dall'alto): tema attualissimo, anche se ormai non ci cotoniamo più i capelli e non fumiamo al cinema. Mad Men è un piccolo capolavoro, diversissimo dall'altra stella della serata, Battlestar Galactica (Fx, 22.50), esempio di sci-fi di qualità, arricchito da dialoghi brillanti che ci porteranno a braccetto a viaggiare nello spazio. Infine abbiamo la fiction italiana, Un caso di coscienza 4 (Rai 1, 21.30), di cui vedremo un'altra puntata il giorno successivo. Lunedì sera si presenta un'occasione importante agli appassionati della serie medical più pazza della televisione, Scrubs (Mtv, 20.05), di cui vanno in onda i primi episodi della prima stagione: Elliot, JD e Turk sono appena arrivati in ospedale, non sanno che gli aspetta (nove stagioni di indubbia qualità). Dopo i sorrisi della serie di Bill Lawrence, consigliamo un prodotto di tutt'altro tenore, True Blood (Fox, 22.00), dove incontriamo vampiri innamorati e buoni, e umani cattivi e senza sentimenti. Uno scambio di personalità che gioca con i ruoli, con grande consapevolezza. Imperdibile per chi non può fare a meno della sua dose quotidiana di sangue. Infine la chicca Ultime dal cielo (Rete 4, 10.30), di cui vediamo il primo episodio della terza stagione, dove ritroviamo nuovamente il misterioso postino gatto rosso che consegna l'edizione del "Chicago Sun-Times" del giorno dopo. Non trattate male i gatti, potrebbero aiutarvi a capire il futuro…
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