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Secretary
Un film di Steven Shainberg.
Con Jeremy Davies, Maggie Gyllenhaal, James Spader, Ezra Buzzington
Commedia,
durata 104 min.
- USA 2002.
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Autolesionista nel corpo per soffrire meno nella psiche (i motivi non le mancano), ancora vergine e ottima dattilografa, Lee Holloway trova il suo primo lavoro come segretaria di Edward Grey, avvocato civilista solitario, scapolo inibito e maniaco che ha trasformato il suo studio, senza un briciolo di polvere né un computer, in una serra. Tra i due nasce un rapporto sadomasochista servo/padrone e vittima/carnefice che ha in serbo più di una sorpresa e un classico happy end. Scritto da Erin Cressida Wilson, commediografa post-femminista, e ispirato a un racconto di Mary Gaitskill (nella raccolta Bad Behavior), è l'opera prima del giovane S. Shainberg, regista di spot e videoclip. Al Sundance Festival 2002 John Waters, presidente della giuria, inventò un premio speciale (al soggetto più bizzarro) per segnalarlo e sul mercato d'essai USA divenne un cult di lunga durata. È, infatti, la più stravagante love story degli ultimi tempi, una lezione sulla complessità dei rapporti amorosi, la prova che si può raccontare una storia cupa e perversa in cadenze di commedia umoristica e tenera, non senza risvolti di satira politicamente scorretta sul tema delle molestie sessuali. Già vista in A morte Hollywood! di J. Waters, M. Gyllenhaal è buffa e struggente con una tecnica recitativa rischiosa nell'andare senza sbagli sopra le righe, ma J. Spader non le sta dietro. |
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Straziami, ma di baci saziami...
sabato 12 gennaio 2008
di loredana Colloca
Nel 2002 Steven Shainberg, stupisce la giuria del Sundance Festival con una pellicola che si rivela un raro gioiellino di perversione, intitolata semplicemente “Secretary”. Ad un primo sguardo si teme l’ennesima commediola romantica americana, di cui Hollywood non ci ha certo fatto sentire la mancanza, dal superbo Harry ti presento Sally al ben più modesto Notting Hill: schiere di uomini ostili e diffidenti (ma in realtà spaventati) e donna insicure (ma in realtà determinate), il cui scontro iniziale continua » |
Documentario sul sadomasochismo
giovedì 31 maggio 2007
di Martina Bada
Due fragilità umane si incontrano-scontrano sul posto di lavoro:la segretaria incolpevole masochista e il datore inguribile sadico-nichilista...Il cast è azzeccatissimo,con un James Spader già perfetto per l'interpretazione dell'avvocato rampante Alan Shore,nella serie tv "Boston legal",e una Gyllenhaal attendibilissima vittima compiacente delle insistite avances del superiore...il tutto servito in un amalgama stuzzicante ma impegnativo,che depone ogni teorema sulla retorica,semmai inchiodando la continua » |
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| Lee | |
| Un intimo virgulto che si propagava da una delle sue zone oscure, nutrito dalla sensazione di aver scoperto qualcosa di me… | |
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| Ogni viaggio cominicia con il primo passo | |
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| lee | |
| Ogni taglio, ogni cicatrice, ogni bruciatura, un umore o un tempo diverso. Gli raccontai quale fu il primo, gli raccontai da cosa scaturì il secondo. Me li ricordavo tutti, e per la prima volta nella mia vita mi sentii bella. Finalmente parte della terra, toccai il suolo e lui ricambiò il mio amore. | |
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DVD | SecretaryUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 27 agosto 2003
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di Emiliano Morreale Film TV
«Felicità è... un sadico che incontra un masochista». Lee (Gyllenhall), è una masochista di quelle toste, ci dà giù con lamette e teiere bollenti. Finché non viene assunta come segretaria da un avvocato un po’ bizzarro (Spader), che alleva piante tropicali in ufficio e le rivela il mondo dello sparking: a ogni errore di battitura, la punisce con sonore sculacciate, che diventano presto lo sport preferito dai due. E scatta l’amore. Piccola rivelazione del Sundance 2002, dove John Waters si è inventato un premio apposta per segnalarlo, Secretary è tratto da un racconto scritto da una donna, e la sceneggiatura è della teorica e drammaturga (post?)femminista Erin Cressida Wilson. » |
di Sandro Rezoagli Ciak
A fare da apripista è stato quel sublime esperto di perversioni, non solo cinematografiche, chiamato John Waters: l'anno scorso, come presidente della giuria al Sundance Festival, ha inventato un apposito premio, quello del film con il soggetto più bizzarro, e lo ha assegnato al giovane regista Steven Shainberg. Da allora Secretary è diventato un successo di nicchia nell'immenso mercato americano: uscito in sole 13 sale ha fatto il pieno al botteghino Usa (4.046.737 di dollari, per un film del genere, è una cifra di tutto rispetto). » |
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Era uno dei migliori film in concorso a Locarno 2002 Secretary di Steven Shainberg, uno che ha fatto gli studi a Yale e ha deciso di dedicarsi alla regia cinematografica vedendoVelluto blu (ma si è guardato attentamente anche il primo Soderbergh). Come nel film di David Lynch, anche qui c'è un rapporto sadomasochistico; però il tono è piuttosto quello della commedia sentimentale, benchè di un tipo alquanto insolito. All'uscita da un istituto psichiatrico Lee (Maggie Gyllenhaal), afflitta da manie autodistruttive, trova impiego come segretaria presso l'avvocato Grey (James Spader), che sembra un tipo controllatissimo invece è intorcinato almento quanto lei. » |
Io, la segretaria sadomaso sfido le ipocrisie femministe
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Maggie Gyllenhaal: sul set nessun imbarazzo. Come in vecchie fotografie sadomaso di Helmut Newton: il rimando è quasi immediato seguendo le scene di Secretary, il film di Steven Shainberg in cui la protagonista Maggie Gyllenhaal stabilisce un morboso rapporto sessuale con il suo datore di lavoro (l'attore James Spader, non nuovo a questi ruoli), fatto di violenze inferte e subite. All'ultimo Festival di Toronto, e prima ancora al Sundance dell'anno scorso, la 26enne attrice gironzolava in jeans sformati masticando gomma americana. » |
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