Funny Woman

Film 2023 | Commedia

Regia di Oliver Parker. Una serie con Gemma Arterton, Tom Bateman, David Threlfall, Rosie Cavaliero, Morwenna Banks. Cast completo Titolo originale: Funny Woman. Genere Commedia - Gran Bretagna, 2023, Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 1 recensione. STAGIONI: 1 - EPISODI: 6

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Ultimo aggiornamento martedì 6 giugno 2023

La vita e il viaggio di Barbara Parker, la forza londinese dietro l'esplosione culturale degli anni '60. Tratto dal romanzo di Nick Hornby.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Una serie leggera e godibile che innesca una riflessione metacinematografica fresca e brillante.
Recensione di Silvia Guzzo
martedì 6 giugno 2023
Recensione di Silvia Guzzo
martedì 6 giugno 2023

Barbara Parker è una giovane donna degli anni Sessanta, vive a Blackpool, nel nord dell'Inghilterra, e ha una grande passione per la comicità, che fin da bambina condivide con il padre. Barbara è buffa, ama far ridere le persone, ma è anche molto bella: bionda, alta e slanciata si aggiudica senza troppo coinvolgimento il premio di reginetta di Blackpool, con l'acclamazione degli abitanti del posto. Tuttavia, Barbara non ha nessuna intenzione di rimanere nella sua città natale: decide quindi di lasciare tutto - compreso il suo fidanzato Aiden, il macellaio più affascinante di Blackpool - per tentare di realizzare i suoi sogni. Arriva così a Londra, dove trova impiego come commessa in un negozio di articoli per signora: la sua aspirazione, però, è diventare un'attrice comica.

Tratta da un romanzo di Nick Hornby, Funny Woman è una serie leggera e divertente: visivamente accattivante e ben recitata, riflette in modo fresco e brillante sulle trasformazioni dell'industria dell'intrattenimento inglese negli anni Sessanta. Meno riuscito, però, l'approfondimento dei personaggi secondari e dei molteplici temi introdotti nel corso degli episodi.

Già La fantastica Signora Maisel ci aveva fatto sognare e divertire grazie a una storia di emancipazione femminile ambientata nel mondo della comicità. Se Midge muove i suoi passi nel mondo della stand-up comedy newyorkese tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, Barbara avvia la sua carriera da attrice comica a Londra, città in cui si trasferisce nel 1964.

Gli aspetti in comune tra le due serie sono molti, ma la differenza principale consiste proprio nelle diverse forme di comicità in cui Midge e Barbara si cimentano. Il fatto che quest'ultima sogni di fare l'attrice e venga scelta come co-protagonista di una sitcom - Jim & Barbara - consente infatti alla serie di raccontare la genesi e il dietro le quinte della realizzazione di un prodotto di intrattenimento per la televisione: sotto questo aspetto potremmo forse paragonare Funny Woman a Irma Vep, dedicata proprio alla creazione di una serie TV.

Vediamo infatti gli sceneggiatori discutere con il regista le varie scene di Jim & Babara, conosciamo il produttore e ci vengono mostrati gli effetti delle azioni degli attori fuori dal set, che possono influenzare in modo positivo o negativo il successo della serie stessa. Proprio questo è l'aspetto più interessante di Funny Woman, che riesce a innescare una riflessione metacinematografica fresca e brillante: parlando di una sitcom "moderna" come Jim & Barbara si parla in realtà anche dei prodotti seriali contemporanei, della maggiore attenzione che essi rivolgono all'inclusività, alla rappresentazione delle minoranze e alla parità di genere.

Tra gli aspetti positivi di Funny Woman ci sono poi le buone interpretazioni del cast - di cui fa parte un Rupert Everett sempre brillante, ma quasi irriconoscibile - e l'ambientazione, che restituisce con efficacia l'atmosfera londinese anni Sessanta, alimentata dalle tracce della colonna sonora, che spaziano dai Rolling Stones ai Pink Floyd, passando per i Jefferson Airplane e arrivando sino a Nico. La fotografia che fa uso di immagini sgranate che imitano le riprese in Super 8 e una regia giocosa e creativa che si serve spesso dello split screen rendono inoltre la serie visivamente dinamica e accattivante.

Meno riuscita, invece, la scrittura: soprattutto negli episodi finali di Funny Woman i risvolti narrativi si fanno sempre più scontati e prevedibili, mentre le molteplici storyline dei personaggi secondari si chiudono in modo troppo frettoloso e approssimativo. Nonostante i punti in comune con La fantastica Signora Maisel e Irma Vep, la serie non raggiunge infatti la profondità di sguardo della prima e la raffinatezza della seconda, configurandosi come un ottimo prodotto di intrattenimento, che tuttavia rimane spesso in superficie. Funny Woman resta comunque una serie leggera e godibile: se fruita senza troppe pretese non potrà lasciare insoddisfatti.

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