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domenica 23 settembre 2018

Michelle Pfeiffer

Gli occhi che hanno stregato Hollywood

Nome: Michelle Marie Pfeiffer
60 anni, 29 Aprile 1958 (Toro), Santa Ana (California - USA)
occhiello
La trover e lo splendore della giovinezza sar ancora nostro!
dal film Stardust (2007) Michelle Pfeiffer Lamia
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Michelle Pfeiffer
Golden Globes 1994
Nomination miglior attrice per il film L'et dell'innocenza di Martin Scorsese

Golden Globes 1993
Nomination miglior attrice per il film Due sconosciuti, un destino di Jonathan Kaplan

Festival di Berlino 1993
Premio miglior attrice per il film Due sconosciuti, un destino di Jonathan Kaplan

Premio Oscar 1992
Nomination miglior attrice per il film Due sconosciuti, un destino di Jonathan Kaplan

Golden Globes 1992
Nomination miglior attrice per il film Paura d'amare di Garry Marshall

Golden Globes 1991
Nomination miglior attrice per il film La casa Russia di Fred Schepisi

Golden Globes 1990
Premio miglior attrice per il film I favolosi Baker di Steven Kloves

Golden Globes 1990
Nomination miglior attrice per il film I favolosi Baker di Steven Kloves

Premio Oscar 1989
Nomination miglior attrice per il film I favolosi Baker di Steven Kloves

Golden Globes 1989
Nomination miglior attrice per il film Una vedova allegra... ma non troppo di Jonathan Demme

Premio Oscar 1988
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Le relazioni pericolose di Stephen Frears



De Niro - Pfeiffer: la vecchia guardia non cede.

ONDA&FUORIONDA

domenica 27 ottobre 2013 - Pino Farinotti cinemanews

ONDA&FUORIONDA Piace alla gente, e non solo, Cose nostre - Malavita: il titolo originale sarebbe The Family, ma noi dobbiamo sempre metterci qualcosa in pi di "mercato". Il regista il francese/americano (per stile) Luc Besson, uno che sa girare. Ma i nomi pi interessanti sono quelli di Robert De Niro, protagonista, e di Martin Scorsese, produttore. I due devono essersi divertiti un mondo a impegnarsi in questo mafia movie, doppio, triplo richiamo alla loro vicenda personale. Non si pu infatti non partire da un classico di Scorsese, Quei bravi ragazzi, storia di tre mafiosi. Al centro del racconto c'era il pi giovane Henry Hill, cui dava corpo e volto Ray Liotta - gli altri due erano De Niro e Pesci- che dopo una discreta carriera, decideva di collaborare con la giustizia e raccontava tutto della "famiglia". Naturalmente era costretto a sparire, ad affidarsi al cosiddetto "programma protezione testimoni". Henry concludeva il suo lungo racconto rivelando un'irresistibile nostalgia di quando era un "bravo ragazzo", cio qualcuno, mentre adesso "non sono pi nessuno".
De Niro riprende, di fatto, quel personaggio, gli anni sono passati, ma i padrini traditi non dimenticano, mai. E cos di Paese in Paese, di citt in citt, Giovanni Manzoni, De Niro appunto, arriva in una cittadina della Normandia. Ma il carattere il carattere, la storia la storia, e il mafioso continua ad esserlo. Cos come i componenti della famiglia, il maschietto quattordicenne, che si sente gi in ritardo rispetto al padre, assassino a tredici anni, e la ragazza diciassettenne, una "dark" romantica ma violentissima. E poi la madre, Michelle Pfeiffer, perfettamente omologa per carattere famigliare: sente il proprietario di un supermercato parlar male degli americani e ... il supermercato brucia. Besson usa toni estremi, ironici, surreali, divertenti. Lo scontro finale in perfetto stile tarantiniano. Un eccesso talmente eccesso che finisce per annullarsi, divertendo, appunto. Giovanni/Robert trova una vecchia macchina da scrivere e comincia a scrivere la sua storia. Roba pericolosa, per s e per tutti. Ma regista, produttore e attore, portano il loro divertimento sul filo sottile e intelligente della citazione, che proprio Quei bravi ragazzi. La comunit che ospita la famiglia affascinata dallo scrittore americano, lo invita a un cineforum dove viene proposto quel film di Scorsese con De Niro. Doppio, triplo gioco appunto. E Manzoni/De Niro, che conosce l'argomento come nessun altro, incanta tutti. Ovazione. Per la disperazione del loro angelo custode, l'agente FBI Tommy Lee Jones, altro eroe veterano, parente, forse con minore mitologia ma stretto, dell'eroe eponimo protagonista. Gente della vecchia guardia dunque. Come lei, la Pfeiffer, cinquantacinquenne moderatamente disturbata dal dimostrarlo. Con quelle sue naturali, affascinanti piccole rughe sotto gli occhi: lontana dalle nostre attrici, o conduttrici, che non ti fanno capire se hanno quindici anni oppure settanta.
E poi lui, De Niro, che ormai deve, ad ogni film, vedersela con la propria leggenda a e il proprio monumento. Ha settant'anni, portati come... un settantenne. Non ricorso a nessun chirurgo e se ne compiace, con quei primi piani sul volto che richiamano la sua lunga storia, e qualcosa di pi dell'America. Quell'effige, quella faccia di roccia, potrebbe figurare fra quelle di Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln, sul monte Rushmore, magari fra Roosevelt e Lincoln, l dove l'immane scultura fa una curva. Quelli, grandi presidenti, questo, grande modello della vita e, perch no, della cultura americana. Nel film guardi Giovanni Manzoni, ma non riesci a non vederci De Niro. Il quale ha un'et in cui, solitamente, si rallenta o si cambia, per tutte le naturali ragioni, storiche, fisiche , estetiche. Invece "Giovanni" possiede l'energia anzi la violenza dei tempi belli. Oltre alla maggiore autorevolezza. corretto dire che Robert vale Giovanni, se vero che nel suo lavoro non ha affatto rallentato, anzi ha accelerato, con ..violenza.
Un dato assoluto, persino aritmetico: De Niro nel 2013 ha fatto 6 film (per i supercinefili: The big Wedding, Killing Season, Cose nostre - Malavita, Last Vegas, American Hustle, Grudge Match). Credo sia il suo record personale, e forse non solo suo, a questi livelli, da protagonista. Ed automatico il richiamo a un altro eroe dello schermo e oltre lo schermo, Al Pacino, che nel recente Uomini di parola, faceva un personaggio simile a quello di De Niro. Pacino-De Niro, promemoria di veterani di gran classe. Quasi eterni, per fortuna.

   

L'attrice californiana torna a essere diretta da Stephen Frears dopo Le relazioni pericolose.

5x1: brava, bella e sexy Michelle Pfeiffer

marted 25 agosto 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: brava, bella e sexy Michelle Pfeiffer Una donna che ha incarnato un tempo rimanendo una donna di un altro tempo. Michelle Pfeiffer stup il mondo nel 1983 con Elvira di Scarface malgrado il regista Brian De Palma, che fino a l'ultimo si mostr riluttante nello scritturarla. Con quel personaggio si impose per il suo talento diafano ed etereo ma soprattutto per un canone di bellezza che ancora oggi resiste e che, a 51 anni suonati, la incorona ancora come una delle donne pi belle, affascinanti ed attraenti del pianeta. Sebbene Michelle Pfeiffer rappresenti ancora un canone di bellezza, il suo stile di vita si discosta da quelle che ormai sono i vizi imperanti dello star system. Dell'attrice si conoscono due storie d'amore conclamate: con il regista Peter Horton, da cui ha divorziato nel 1988, e con lo sceneggiatore David E. Kelley (autore di Ally McBeal, Chicago Hope, La famiglia Brock, The Practice e Boston Legal), incontrato in un appuntamento al buio nel 1993 e sposato l'anno seguente. Tra i due matrimoni si vociferato di qualche flirt ma sicuramente niente a che vedere con le paparazzate di cui sono protagonisti gli attori del grande e piccolo schermo negli States e anche nel nostro paese. Non solo: la Pfeiffer, praticamente all'apice della carriera, si ritirata dalle scene per dedicarsi alla cura dei suoi due figli, per ritornare solo recentemente in Hairspray e Stardust. Lontana dai rifiuti che ne hanno caratterizzato la carriera ha rinunciato a Thelma e Louise, Basic Instinct e Il Silenzio degli innocenti torna con un film di Stephen Frears, Cheri, in cui interpreta un'affascinante cortigiana.

Ant-man and the Wasp

Un film di Peyton Reed. Con Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Pea, Walton Goggins, Bobby Cannavale.
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Genere Azione, - Gran Bretagna, USA 2018. Uscita 14/08/2018.

Assassinio sull'Orient Express

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,84)
Un film di Kenneth Branagh. Con Kenneth Branagh, Penlope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp.
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Genere Drammatico, - USA 2017. Uscita 30/11/2017.

Madre!

* * - - -
(mymonetro: 2,25)
Un film di Darren Aronofsky. Con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Ed Harris, Domhnall Gleeson.
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Genere Drammatico, - USA 2017. Uscita 28/09/2017. 14

Cose nostre - Malavita

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,49)
Un film di Luc Besson. Con Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D'Leo.
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Genere Thriller, - USA, Francia 2013. Uscita 17/10/2013.

Dark Shadows

* * * - -
(mymonetro: 3,23)
Un film di Tim Burton. Con Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Helena Bonham Carter, Eva Green, Chlo Grace Moretz.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2011. Uscita 11/05/2012.
Filmografia di Michelle Pfeiffer »

mercoled 12 settembre 2018 - L'attrice britannica nei panni della regina Anna e presto ancora una volta sovrana in The Crown 3.

Olivia Colman, Coppa Volpi a Venezia per La favorita

Fabio Secchi Frau cinemanews

Olivia Colman, Coppa Volpi a Venezia per La favorita Il pubblico italiano l'ha vista insinuarsi nel cast di Assassinio sull'Orient Express (guarda la video recensione). Eccola l, accanto all'attore ucraino Sergei Polunin e a Derek Jacobi, Judi Dench, Michelle Pfeiffer e Tom Bateman. Tutti diretti dal loro collega Kenneth Branagh in un treno sporco di sangue e bagnato dalla neve.
Mentre quello britannico ha pensato che fosse l'attuale migliore attrice al mondo dopo averla vista nella serie tv poliziesca Broadchurch. C' da dire che i pi l'avevano gi notata nel drammatico Tirannosauro. Uno dei suoi primi film da protagonista. Con la sua Hannah era riuscita a spingere al massimo il ritratto di una donna vittima di abusi domestici, raggiungendo picchi di perfezione ai confini dello stato di grazia.
Molti hanno scritto " bello vedere un'attrice senza un bell'aspetto, che riesce davvero a entrare nel personaggio". E il segreto proprio questo. Non la discutibile mancanza di bell'aspetto, ma la capacit di questa grandissima interprete di riuscire a essere convincente fino ad annullarsi.
Dal primo momento in cui la Colman entra in scena, fosse anche per una minuscola parte, si certi che riuscir a portare l'ineccepibile perfezione drammatica o comica che la contraddistingue. Un vero affare.VAI ALLA BIOGRAFIA COMPLETA

   

sabato 1 settembre 2018 - Quello di John Carrol Lynch il film testamentario assoluto di un interprete indimenticabile, dolce, cocciuto e profondamente americano. Al cinema.

Harry Dean Stanton: Lucky tutto suo, c' tutto il suo cinema

Roy Menarini cinemanews

Harry Dean Stanton: Lucky  tutto suo, c' tutto il suo cinema Si cos a lungo parlato solamente di registi e autori, come effettivi creatori dei film, che a un certo punto qualcuno (lo studioso francese Luc Moullet) ha coniato il termine di "politica degli attori". Era un tentativo di bilanciare l'eccessiva attenzione posta sui registi da parte della critica e della teoria del cinema, per osservare con pi attenzione quanto gli interpreti fossero capaci non solo di contribuire alla riuscita artistica del film ma anche di essere considerati figure poetiche al pari dei cineasti. Al di fuori di qualsiasi discorso sociologico sui divi, infatti, anche volti comuni e corpi quotidiani si sono imposti con forza, bazzicando solamente ruoli secondari e marchiando a fuoco pellicole divenute patrimonio comune. il caso di Harry Dean Stanton, attore amatissimo dai cinefili e figura di interprete in grado di rappresentare s stesso in maniera cos coerente di film in film da farcelo considerare quasi un nostro conoscente. Ecco perch Lucky non avrebbe potuto essere dedicato a nessun altro attore, essendo completamente assorbito dal suo protagonista e totalmente costruito su di lui. Come se fosse un delicato dietro le quinte della vita reale dell'anziano Harry Dean Stanton, e perfettamente al crocevia tra Paris, Texas e Una storia vera (con un pizzico di Twin Peaks: David Lynch non a caso compare in una particina), Lucky si presenta come film testamentario assoluto. La storia successiva narra della scomparsa reale del grande caratterista, ma non difficile intuire nella vecchiaia e nella fragilit del personaggio un'eco di un artista che sa bene di essere alla fine della sua vita e alla conclusione di una carriera appassionante.

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