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martedì 26 luglio 2016

Michelle Pfeiffer

Gli occhi che hanno stregato Hollywood

Nome: Michelle Marie Pfeiffer
58 anni, 29 Aprile 1958 (Toro), Santa Ana (California - USA)
occhiello
La troverò e lo splendore della giovinezza sarà ancora nostro!
dal film Stardust (2007) Michelle Pfeiffer è Lamia
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Michelle Pfeiffer
Golden Globes 1994
Nomination miglior attrice per il film L'età dell'innocenza di Martin Scorsese

Golden Globes 1993
Nomination miglior attrice per il film Due sconosciuti, un destino di Jonathan Kaplan

Festival di Berlino 1993
Premio miglior attrice per il film Due sconosciuti, un destino di Jonathan Kaplan

Golden Globes 1992
Nomination miglior attrice per il film Paura d'amare di Garry Marshall

Premio Oscar 1992
Nomination miglior attrice per il film Due sconosciuti, un destino di Jonathan Kaplan

Golden Globes 1991
Nomination miglior attrice per il film La casa Russia di Fred Schepisi

Golden Globes 1990
Premio miglior attrice per il film I favolosi Baker di Steven Kloves

Golden Globes 1989
Nomination miglior attrice per il film Una vedova allegra... ma non troppo di Jonathan Demme

Premio Oscar 1989
Nomination miglior attrice per il film I favolosi Baker di Steven Kloves

Premio Oscar 1988
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Le relazioni pericolose di Stephen Frears



De Niro - Pfeiffer: la vecchia guardia non cede.

ONDA&FUORIONDA

domenica 27 ottobre 2013 - Pino Farinotti cinemanews

ONDA&FUORIONDA Piace alla gente, e non solo, Cose nostre - Malavita: il titolo originale sarebbe The Family, ma noi dobbiamo sempre metterci qualcosa in più di "mercato". Il regista è il francese/americano (per stile) Luc Besson, uno che sa girare. Ma i nomi più interessanti sono quelli di Robert De Niro, protagonista, e di Martin Scorsese, produttore. I due devono essersi divertiti un mondo a impegnarsi in questo mafia movie, doppio, triplo richiamo alla loro vicenda personale. Non si può infatti non partire da un classico di Scorsese, Quei bravi ragazzi, storia di tre mafiosi. Al centro del racconto c'era il più giovane Henry Hill, cui dava corpo e volto Ray Liotta - gli altri due erano De Niro e Pesci- che dopo una discreta carriera, decideva di collaborare con la giustizia e raccontava tutto della "famiglia". Naturalmente era costretto a sparire, ad affidarsi al cosiddetto "programma protezione testimoni". Henry concludeva il suo lungo racconto rivelando un'irresistibile nostalgia di quando era un "bravo ragazzo", cioè qualcuno, mentre adesso "non sono più nessuno".
De Niro riprende, di fatto, quel personaggio, gli anni sono passati, ma i padrini traditi non dimenticano, mai. E così di Paese in Paese, di città in città, Giovanni Manzoni, De Niro appunto, arriva in una cittadina della Normandia. Ma il carattere è il carattere, la storia è la storia, e il mafioso continua ad esserlo. Così come i componenti della famiglia, il maschietto quattordicenne, che si sente già in ritardo rispetto al padre, assassino a tredici anni, e la ragazza diciassettenne, una "dark" romantica ma violentissima. E poi la madre, Michelle Pfeiffer, perfettamente omologa per carattere famigliare: sente il proprietario di un supermercato parlar male degli americani e ... il supermercato brucia. Besson usa toni estremi, ironici, surreali, divertenti. Lo scontro finale è in perfetto stile tarantiniano. Un eccesso talmente eccesso che finisce per annullarsi, divertendo, appunto. Giovanni/Robert trova una vecchia macchina da scrivere e comincia a scrivere la sua storia. Roba pericolosa, per sé e per tutti. Ma regista, produttore e attore, portano il loro divertimento sul filo sottile e intelligente della citazione, che è proprio Quei bravi ragazzi. La comunità che ospita la famiglia è affascinata dallo scrittore americano, lo invita a un cineforum dove viene proposto quel film di Scorsese con De Niro. Doppio, triplo gioco appunto. E Manzoni/De Niro, che conosce l'argomento come nessun altro, incanta tutti. Ovazione. Per la disperazione del loro angelo custode, l'agente FBI Tommy Lee Jones, altro eroe veterano, parente, forse con minore mitologia ma stretto, dell'eroe eponimo protagonista. Gente della vecchia guardia dunque. Come lei, la Pfeiffer, cinquantacinquenne moderatamente disturbata dal dimostrarlo. Con quelle sue naturali, affascinanti piccole rughe sotto gli occhi: lontana dalle nostre attrici, o conduttrici, che non ti fanno capire se hanno quindici anni oppure settanta.
E poi lui, De Niro, che ormai deve, ad ogni film, vedersela con la propria leggenda a e il proprio monumento. Ha settant'anni, portati come... un settantenne. Non è ricorso a nessun chirurgo e se ne compiace, con quei primi piani sul volto che richiamano la sua lunga storia, e qualcosa di più dell'America. Quell'effige, quella faccia di roccia, potrebbe figurare fra quelle di Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln, sul monte Rushmore, magari fra Roosevelt e Lincoln, là dove l'immane scultura fa una curva. Quelli, grandi presidenti, questo, grande modello della vita e, perché no, della cultura americana. Nel film guardi Giovanni Manzoni, ma non riesci a non vederci De Niro. Il quale ha un'età in cui, solitamente, si rallenta o si cambia, per tutte le naturali ragioni, storiche, fisiche , estetiche. Invece "Giovanni" possiede l'energia anzi la violenza dei tempi belli. Oltre alla maggiore autorevolezza. È corretto dire che Robert vale Giovanni, se è vero che nel suo lavoro non ha affatto rallentato, anzi ha accelerato, con ..violenza.
Un dato assoluto, persino aritmetico: De Niro nel 2013 ha fatto 6 film (per i supercinefili: The big Wedding, Killing Season, Cose nostre - Malavita, Last Vegas, American Hustle, Grudge Match). Credo sia il suo record personale, e forse non solo suo, a questi livelli, da protagonista. Ed è automatico il richiamo a un altro eroe dello schermo e oltre lo schermo, Al Pacino, che nel recente Uomini di parola, faceva un personaggio simile a quello di De Niro. Pacino-De Niro, promemoria di veterani di gran classe. Quasi eterni, per fortuna.

   

L'attrice californiana torna a essere diretta da Stephen Frears dopo Le relazioni pericolose.

5x1: brava, bella e sexy Michelle Pfeiffer

martedì 25 agosto 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: brava, bella e sexy Michelle Pfeiffer Una donna che ha incarnato un tempo rimanendo una donna di un altro tempo. Michelle Pfeiffer stupì il mondo nel 1983 con Elvira di Scarface malgrado il regista Brian De Palma, che fino a l'ultimo si mostrò riluttante nello scritturarla. Con quel personaggio si impose per il suo talento diafano ed etereo ma soprattutto per un canone di bellezza che ancora oggi resiste e che, a 51 anni suonati, la incorona ancora come una delle donne più belle, affascinanti ed attraenti del pianeta. Sebbene Michelle Pfeiffer rappresenti ancora un canone di bellezza, il suo stile di vita si discosta da quelle che ormai sono i vizi imperanti dello star system. Dell'attrice si conoscono due storie d'amore conclamate: con il regista Peter Horton, da cui ha divorziato nel 1988, e con lo sceneggiatore David E. Kelley (autore di Ally McBeal, Chicago Hope, La famiglia Brock, The Practice e Boston Legal), incontrato in un appuntamento al buio nel 1993 e sposato l'anno seguente. Tra i due matrimoni si è vociferato di qualche flirt ma sicuramente niente a che vedere con le paparazzate di cui sono protagonisti gli attori del grande e piccolo schermo negli States e anche nel nostro paese. Non solo: la Pfeiffer, praticamente all'apice della carriera, si è ritirata dalle scene per dedicarsi alla cura dei suoi due figli, per ritornare solo recentemente in Hairspray e Stardust. Lontana dai rifiuti che ne hanno caratterizzato la carriera – ha rinunciato a Thelma e Louise, Basic Instinct e Il Silenzio degli innocenti – torna con un film di Stephen Frears, Cheri, in cui interpreta un'affascinante cortigiana.

Cose nostre - Malavita

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,64)
Un film di Luc Besson. Con Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D'Leo.
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Genere Thriller, - USA, Francia 2013. Uscita 17/10/2013.

Dark Shadows

* * * - -
(mymonetro: 3,24)
Un film di Tim Burton. Con Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Helena Bonham Carter, Eva Green, Chloe Moretz.
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Genere Drammatico, - USA 2011. Uscita 11/05/2012.

Capodanno a New York

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,79)
Un film di Garry Marshall. Con Robert De Niro, Zac Efron, Lea Michele, Ashton Kutcher, Jessica Biel.
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Genere Commedia rosa, - USA 2011. Uscita 23/12/2011.

Chéri

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,92)
Un film di Stephen Frears. Con Michelle Pfeiffer, Kathy Bates, Rupert Friend, Felicity Jones, Iben Hjejle.
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Genere Drammatico, - Gran Bretagna, Germania 2009. Uscita 28/08/2009.

Stardust

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Matthew Vaughn. Con Claire Danes, Ian McKellen, Bimbo Hart, Alastair MacIntosh, David Kelly.
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Genere Avventura, - Gran Bretagna, USA 2007. Uscita 12/10/2007.
Filmografia di Michelle Pfeiffer »

mercoledì 20 luglio 2016 - Visse un periodo d'oro negli anni Novanta e lanciò attori come Julia Roberts e Robin Williams. Aveva 81 anni.

Addio a Garry Marshall, autore di Pretty Woman e Happy Days

a cura della redazione cinemanews

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