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lunedì 23 ottobre 2017

Harrison Ford

Eroe di grandi saghe

75 anni, 13 Luglio 1942 (Cancro), Chicago (Illinois - USA)
occhiello
Tutte le donne che ho incontrato avevano un difetto: non erano te…
dal film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008) Harrison Ford è Indiana Jones
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Harrison Ford
Golden Globes 1996
Nomination miglior attore per il film Sabrina di Sydney Pollack

Golden Globes 1994
Nomination miglior attore per il film Il fuggitivo di Andrew Davis

Golden Globes 1987
Nomination miglior attore per il film Mosquito Coast di Peter Weir

Golden Globes 1986
Nomination miglior attore per il film Witness - Il testimone di Peter Weir

Premio Oscar 1985
Nomination miglior attore per il film Witness - Il testimone di Peter Weir



Nessuno come lui incarna la quintessenza del prode e valoroso sempre disposto a fare la scelta giusta.

5x1: Harrison Ford, eroe americano

martedì 20 maggio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Harrison Ford, eroe americano È una delle stelle più adorate di Hollywood ma Harrison Ford non è solo questo: incarna un mito, un ideale, un'icona per chi ama il cinema, per chi ci lavora e per chi sogna grazie al grande schermo. Ad alimentare la leggenda sono, ad esempio, le sue umili origini o la casualità con cui alcune scelte sono diventate felicissime interpretazioni. Infatti, deluso dall'esperienza di attore che, fino agli inizi degli anni Settanta non stava dando i risultati sperati e soprattutto le necessarie sostanze per mantenere la famiglia, Harrison Ford iniziò a fare il carpentiere. Gli capitò di dover realizzare dei lavoretti a casa di George Lucas che all'epoca lavorava alla sceneggiatura di Guerre Stellari. Il regista lo utilizzò per provare alcuni passaggi dello script, lo chiamò per American Graffiti e successivamente divenne Han Solo, uno dei personaggi più amati della storia del cinema. Lo stesso può dirsi di Indiana Jones, l'intrepido archeologo: Ford fu interpellato da Lucas dopo la rinuncia di Tom Selleck. Negli anni ha interpretato anche il cacciatore di androidi Rick Deckard nel film culto Blade Runner, il presidente degli Stati Uniti e l'agente segreto della CIA Jack Ryan tratto dai celeberrimi romanzi di Tom Clancy.
Oggi che torna con il quarto episodio delle avventure di Indiana Jones – e dopo alcune prove opache come Firewall e Hollywood Homicide – il clamore planetario dell'avvenimento offre la misura della grandezza di questo attore, nel maggio del 2007 si è classificato al primo posto nella classifica "Le cento stelle del cinema più importanti di tutti i tempi" della prestigiosa rivista inglese cinematografica Empire, e tuttora è l'attore che ha guadagnato di più al box office (oltre 3 miliardi di dollari, meglio del tesoretto promesso da Visco). Nella sua carriera, però, ha ottenuto una sola nomination agli Oscar, per il film Witness nel 1987. Potete immaginare niente di più ingiusto?

Blade Runner 2049

* * * - -
(mymonetro: 3,22)
Un film di Denis Villeneuve. Con Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Robin Wright.
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Genere Fantascienza, - USA 2017. Uscita 05/10/2017.

I predatori dell'arca perduta

* * * * -
(mymonetro: 4,08)
Un film di Steven Spielberg. Con Harrison Ford, Karen Allen, John Rhys-Davies, Alfred Molina, Paul Freeman.
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Genere Avventura, - USA 1981. Uscita 26/04/2016.

Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza

* * * - -
(mymonetro: 3,11)
Un film di J.J. Abrams. Con Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew.
continua»

Genere Fantastico, - USA 2015. Uscita 16/12/2015.

Blade Runner: The Final Cut

* * * * -
(mymonetro: 4,22)
Un film di Ridley Scott. Con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Edward James Olmos, M. Emmet Walsh.
continua»

Genere Fantascienza, - USA 2007. Uscita 06/05/2015.

Adaline - L'eterna giovinezza

* * * - -
(mymonetro: 3,12)
Un film di Lee Toland Krieger. Con Blake Lively, Michiel Huisman, Kathy Baker, Amanda Crew, Harrison Ford.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2015. Uscita 23/04/2015.
Filmografia di Harrison Ford »

martedì 10 ottobre 2017 - Eroe referenziale, l'attore riattiva gli oggetti di culto e diventa l'interprete ideale di Blade Runner 2049. Al cinema.

Ryan Gosling, l'anima del replicante

Marzia Gandolfi cinemanews

Ryan Gosling, l'anima del replicante Prima di Drive, Ryan Gosling era un volto familiare soltanto agli appassionati di cinema indipendente americano. Animale da palcoscenico rivelato all'istante in una manciata di film (The Believer, Half Nelson, Blue Valentine), il giovane attore restava tuttavia confidenziale. Allergico ai fenomeni di isteria collettiva, alle grandi produzioni e ai macho dei film d'azione tradizionali, Ryan Gosling fa un passo di lato e rifiuta tutto, crescendo all'ombra del cinema indie. Il suo curriculum conta di fatto pochi film di puro divertissement e quelli annoverati sono scelti con accortezza (The Nice Guys). L'identità d'uomo che impone si prende gioco dei cliché maschili, che hanno la pelle dura soprattutto sullo schermo, e spoglia i suoi personaggi della loro armatura. Un desiderio a cui qualche anno dopo si abbandona, portandolo all'estremo, con Julian (Solo dio perdona), figlio negletto e impotente, abitato da angoscia edipica e terrore della castrazione. Ma prima c'è Drive, il film della consacrazione e della metamorfosi, che arriva coi suoi trent'anni. Un'esperienza metafisica dentro un bomber di satin che imita Elvis e lo trasforma di colpo in oggetto del desiderio, rock, zen, perdutamente cool. Stuntman virtuoso della dissimulazione, il suo eroe è senza nome, senza passato, senza famiglia, senza un progetto, nient'altro che una funzione: guidare. Drive è un trip e Ryan Gosling lo conduce spostando avanti lo stato dell'eroe contemporaneo, instabile e determinato, saldo e sentimentale come Jason Bourne, Jack Bauer, Dom Cobb.

mercoledì 20 settembre 2017 - Denis Villeneuve e Sylvia Hoeks raccontano il film e rispondono sulla possibilità di altri sequel. Dal 5 ottobre al cinema.

Blade Runner 2049: «è un noir esistenziale, come l'originale»

Andrea Fornasiero cinemanews

Blade Runner 2049: «è un noir esistenziale, come l'originale» Dopo la proiezione di alcune scene in anteprima di Blade Runner 2049, di cui però ci è tassativamente proibito parlare, Denis Villeneuve e l'attrice Sylvia Hoeks, che nel film interpreta Luv, hanno concesso un generoso incontro alla stampa romana. Si è partiti da un riepilogo di alcuni assunti già del film precedente, come il ruolo dei replicanti: «Sono esseri sintetici, sviluppati dalla bio-ingegneria per essere schiavi, pensati per sfruttare le risorse di altri pianeti, al di fuori del sistema solare, e renderli abitabili per gli esseri umani», ha detto il regista, «Inizialmente erano vietati per legge e soprattutto era vietato che si aggirassero non registrati sulla Terra, per questo ci sono poliziotti speciali, chiamati Blade Runner, il cui compito è scovarli e "ritirarli"». Dal 2019 del primo capitolo al 2049 del secondo diverse cose sono cambiate: «Già nel film di Ridley Scott il mondo era di grande atmosfera ma pure un incubo e il nostro porta avanti quell'idea, dove le cose hanno continuato ad andare male: il clima è impazzito tanto che a Los Angeles nevica e i mari si sono alzati (al punto che serve una diga per tenere la città al sicuro)". "Volendo restare fedeli allo spirito noir della pellicola originale abbiamo dovuto affrontare il problema di Internet. Perché non c'è niente di più noioso di un detective che sta a digitare guardando uno schermo, così i nostri sceneggiatori hanno avuto l'idea di un grande blackout, un enorme disturbo elettromagnetico che ha distrutto tutti i dati digitali, facendo sopravvivere quasi solo quelli analogici. È anche una riflessione sulla fragilità del nostro mondo informatico, ma soprattutto mi piace che nel nostro film l'eroe debba incontrare le persone, camminare anche nel fango e via dicendo».

martedì 19 settembre 2017 - In 2048: Nowhere to Run Luke Scott presenta il personaggio interpretato dal wrestler Dave Bautista.

Blade Runner 2049, la rabbia incontenibile di Sapper nel corto prequel

Olivia Fanfani cinemanews

Blade Runner 2049, la rabbia incontenibile di Sapper nel corto prequel In attesa dell'uscita di Blade Runner 2049, nelle sale dal 5 ottobre, Warner Bros presenta un nuovo cortometraggio prequel dell'attesissimo film di Denis Villeneuve. Il regista canadese ha commissionato tre diversi cortometraggi per "colmare le lacune e spiegare l'origine degli eventi" che separano il primo film di Ridley Scott dal "suo" sequel con Ryan Gosling e Harrison Ford. Dopo 2036: Nexus Dawn, con protagonista il Niander Wallace di Jared Leto impegnato a presentare a un gruppo di esperti la nuova linea di replicanti Nexus9, così sofisticati da rasentare l'essere perfetto, Luke Scott (figlio di Ridley) dirige 2048: Nowhere Run. Ambientato un anno prima degli eventi narrati nel film di Villeneuve, il cortometraggio introduce Sapper, un replicante costretto a vivere ai margini della società per mantenere l'anonimato. Interpretato dal wrestler Dave Bautista, il massiccio replicante è messo in difficoltà da un gruppo di teppisti che cercano in tutti i modi d'infastidire le uniche due persone con cui ha stretto un rapporto sincero. Sapper si troverà quindi costretto a scatenare tutta la sua ira, facendo saltare sovente quella copertura di uomo tacito e tranquillo che aveva faticosamente costruito per dimenticare il passato.

   

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