Regista e produttore statunitense. Intenzionato a diventare pilota di automobili da corsa, deve rivedere i suoi progetti a causa di un grave incidente e opta per il corso di cinema all'Università della Southern California. Nel 1967 vince uno stage alla Warner Bros, dove diventa assistente di F.F. Coppola, il quale convince gli studi a finanziargli il primo film: L'uomo che fuggì dal futuro (1971), riedizione di un suo cortometraggio di fantascienza dal titolo THX - 1138. Nell'anno dell'esordio fonda anche la sua casa di produzione, la Lucasfilm Ltd. Il suo lavoro successivo, American Graffiti (uscito negli Stati Uniti nel 1973 e in Italia solo nel 1979) è un nostalgico ritratto generazionale che gli porta riconoscimenti, visibilità e soprattutto il sostegno necessario a realizzare il suo ambizioso progetto: una saga planetaria sull'eterna lotta tra bene e male. Convinto che non esista nessuno in grado di realizzare gli effetti visivi che gli servono, nel 1975 crea la Industrial Light & Magic e finalmente nel 1977 esce Guerre stellari, di cui è anche sceneggiatore, oltre che regista. Sulla base dei suoi ricordi di cinefilo e degli scritti di J. Campbell, e sorretto da straordinari effetti speciali, il film dà vita a una nuova mitologia, con tanto di principesse, cavalieri (jedi), duelli, spade (laser) e una misteriosa «forza» in grado di guidare le azioni degli uomini. L'incredibile epopea prosegue con L'impero colpisce ancora (1980) di I. Kershner e Il ritorno dello Jedi (1983) di R. Marquand, e con Star Wars - Episodio I: La minaccia fantasma (1999), Star Wars - Episodio II: L'attacco dei cloni (2002) e Star Wars Episodio III: la vendetta dei Sith (2005), da lui stesso diretti. Considerati nel loro complesso, i sei film che compongono le due trilogie di cui è costituita la saga emanano una suggestione e una potenza davvero non comuni, e vanno a delineare in misura non accessoria l'immaginario collettivo degli ultimi decenni del XX secolo. Quasi contemporanea alla saga stellare è l'idea, elaborata con P. Kaufman, di raccontare le vicende di un affascinante archeologo catapultato in una serie di avventure più grandi di lui. Questo nuovo eroe ha il volto di H. Ford e il film è I predatori dell'arca perduta (1981), con la rocambolesca regia di S. Spielberg e le musiche travolgenti di J. Williams. Il personaggio diventa leggenda e rivive negli inevitabili sequel, Indiana Jones e il tempio maledetto (1984) e Indiana Jones e l'ultima crociata (1989), entrambi diretti da Spielberg. Nonostante la manciata di film realizzati, L. rappresenta una tendenza fondamentale dell'industria cinematografica dell'ultima generazione: niente più impronta autoriale né interpretazioni memorabili, ma spettacolo, emozione e soprattutto un nuovo modo di «fare» e «vedere» il cinema, grazie ai prodigi degli effetti speciali, da lui costantemente seguiti e ricercati.

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