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Blade Runner
Un film di Ridley Scott.
Con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Edward James Olmos, M. Emmet Walsh.
continua»
Fantascienza,
Ratings: Kids+16,
durata 117 min.
- USA 1982.
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![]() Abile fusione di poliziesco e fantascienza, cult movie più riuscito del libro "Il cacciatore di androidi" da cui è tratto
Andrea Carlo Cappi
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In una Los Angeles piovosa e sovrappopolata, il poliziotto Deckard (Harrison Ford), dell'unità Blade Runner, viene richiamato in servizio. La sua specialità è l'eliminazione di esemplari insubordinati di "replicanti", androidi destinati al lavoro nelle colonie spaziali. Quattro di loro, Roy Batty, Leon, Zora e Pris, hanno raggiunto la Terra per tentare di infiltrarsi nelle industrie che li fabbricano. I replicanti sono identici agli esseri umani, tranne che per la durata limitata della loro esistenza e per l'apparente incapacità di provare sentimenti. Proprio sulla registrazione delle reazioni emotive si basa il test Voigt - Kampff, con cui Deckard indentifica in Rachel (Sean Young), collaboratrice dell'industriale, una replicante sperimentale, inconsapevole della propria vera natura. Deckard si pone sulle tracce di replicanti da "ritirare", eliminando per prima la spogliarellista Zora (Joanna Cassidy). È però Rachel a salvarlo da Leon, mentre Pres (Daryl Hannah) si installa a casa di un ricercatore per convincerlo a portare lei e Batty (Rutger Hauer) dall'industriale. L'incontro non ha esito felice: i due replicanti apprendono che non c'è modo di prolungare la loro esistenza. Deckard li raggiunge nel loro nascondiglio e, "ritirata" Pris, affronta Batty in un duello spietato. Salvato in extremis dal suo stesso avversario un attimo prima che questi muoia, Deckard recupera Rachel e fugge con lei lontano dalla città. Abile fusione di poliziesco e fantascienza, Blade Runner vive un rapporto di simbiosi con Il cacciatore di androidi, romanzo di Philip K. Dick da cui è tratto. Anche se il film risulta più coerente ed equilibrato, alcuni riferimenti sono apprezzabili solo leggendo il libro: i dettagli del test o la descrizione di un mondo in cui le riproduzioni artificiali degli animali, quasi estinti, diventano status symbol. Tuttavia il film descrive perfettamente una società multietnica e tratteggia perfettamente i diversi personaggi, tutti pervasi dall'amarezza tipica dell'opera di Dick: dallo scienziato colpito da invecchiamento precoce che vive in una casa piena di giocattoli, ai replicanti afflitti da angosce esistenziali, dalla fragile e sensuale Rachel alle prese con la propria identità sconosciuta al detective anni Quaranta trasferito nel futuro. Altrettanto efficaci sono gli effetti speciali di Douglas Trumbull e la colonna sonora di Vangelis. Blade Runner divenne rapidamente un cult-movie, cosa che anni dopo permise a Ridley Scott di distribuirne la versione "originale" ( Blade Runner: the Director's Cut). Meno ottimistica nel finale dell'edizione nota al pubblico, essa è priva della narrazione fuori campo del protagonista e della ripresa aerea conclusiva, aggiunta per volontà del produttore, utilizzando ritagli della sequenza iniziale di Shining. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 6 |
Golden Globes 0 1 |
More human than human
mercoledì 20 marzo 2002
di batty
La recensione sul sito non è accurata sia sul piano delle informazioni sia sul piano dei contenuti. La sceneggiatura è tratta dal romanzo di P.K. Dick Ma gli androidi sognano pecore elettriche?. Il film appassiona per la trama e per gli effetti speciali che all'epoca risultavano meno "artigianali" e più efficaci. Ma la sua lettura richiede una attenzione particolare alle vicende emozionali e psicologiche dei protagonisti. la profonda umanità delle "copie" non è evidente soltanto nello slogan aziendale continua » |
Il capolavoro della fantascienza
di luigi di marco
Cosa potrebbe mai venire fuori, quando si incontrano il genio del più grande scrittore di fantascienza (Philip Dick), il talento di uno dei più capaci registi di Hollywood (Ridley Scott), la performance di uno splendido attore (Harrison Ford) e l’ispirazione di un elegante musicista (Vangelis), se non un autentico capolavoro? Blade Runner è un capolavoro, anzi è il capolavoro del genere fantascienza. Il film, realizzato nell’ormai lontano 1982, rappresenta un metro su cui vedere e giudicare ogni continua » |
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L'elisir di lunga vita
giovedì 5 aprile 2007
di Marco Berardi
Blade Runner e' ormai entrato a far parte dell'immaginario collettivo dei cultori della settima arte.Questo grazie anche al suo carattere profondo e filosofico che accompagna lo spettatore per tutta la durata del film.Un suo aspetto fondamentale e' l'esposizione delle angosce, delle paure,delle speranze che l'uomo si pone interrogandosi sul senso della vita, e la traslazione di questi sentimenti nell'animo delle sue creature:i replicanti.Essi sono infatti parto della mente umana e in quanto tali continua » |
Il capolavoro di ridley scott
mercoledì 22 aprile 2009
di esaminatore
decisamente il film fantascentifico più bello di sempre. La più bella interpretazione di Harrison Ford e Rutger Hauer, un film sui sogni sul valore reale della vita e di come troppo presto ci si dimantica di quanto essa valga. girato con effetti speciali molto antiquati x gli anni 80 Blade Runner risulta comunque visionario e claustrofobico, grazie anche alle superbe musiche di Vangelis, con una visione futura della più grande megalopoli del mondo tetra e senza speranza, dove si incrociano poliziotti continua » |
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| Finale del film. Harrison Ford ha al proprio fianco la bellissima replicante (Sean Young) | |
| Tyrell m’aveva detto che Rachel era speciale, non aveva data di termine. Non sapevo quanto saremmo stati insieme. Ma chi è che lo sa? | |
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| Roy Batty | |
| Se solo tu sapessi che cosa hanno visto questi occhi… | |
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| Rachel a casa di Deckard pone domande riguardanti il suo futuro da replicante | |
| Rachel:… e se io andassi a nord, se sparissi, tu mi daresti la caccia?..lo faresti?" Deckard: "No… No, non lo farei, ti sono in debito… ma qualcuno lo farà. | |
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Altre frasi celebri del film Blade Runner
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SOUNDTRACK | Blade RunnerLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 18 gennaio 2008
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NEWS | Purefold sarà formata da corti di cinque, dieci minuti.Verrà prodotta una web series ispirata al film
venerdì 5 giugno 2009 - Marlen Vazzoler
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Uno dei più clamorosi film di fantascienza che si siano visti negli ultimi anni, una delle più sgomentevoli profezie sull'imminente medioevo, uno dei frutti più maturi del cinema spettacolare. Insomma un film “ più ”, come direbbero i trombettieri patentati, un'ottima sintesi tra fumetto, narrativa popolare, tecnologia audio-visiva su cui c'è da fare pochissime riserve perché i punti deboli (l'epidermica psicologia, i rintocchi filosofeggianti) sono inerenti al genere quale è ormai codificato sul versante moralistico della letteratura avveniristica. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Una storia banale, con situazioni e dialoghi scontati, però tradotta in immagini cariche d’emozione, ora fredde sino all’angoscia, ora oppressive, ora travolgenti: ecco Black Rain. Di nuovo Ridley Scott delude chi da lui continua ad aspettarsi la profondità, l’essenzialità dei primi tre, splendidi film: I duellanti (1977), Alien (1979), Blade Runner (1982). Resta un grandissimo visionario, un autore-per-immagini tra i più intensi, ma sembra non riuscire più a trovare soggetti che gli si adattino, storie che reggano la forza del suo cinema. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Un uomo solo in una terra straniera: non è la prima volta che Ridley Scott pone una situazione del genere al centro di un suo film. A partire da "Blade Runner" (ma un discorso analogo si potrebbe fare anche per "Alien") il regista ama confrontare i suoi eroi con ambienti impossibili, carichi di pericolo. Qui, il paese straniero da metaforico diventa reale: Nick, un poliziotto di New York dalle maniere sbrigative, è in missione nella megalopoli giapponese di Osaka. Già l’arrivo in aereo ha l’aspetto di un atterraggio su un altro pianeta: la città si mostra con l’enorme periferia industriale, immersa in una densa coltre di smog. » |
Per Blade Runner ci vuole il remake
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
"È tutto sbagliato, tutto da rifare" starei per dire, facendo il verso a Gino Bartali, mentre spegnendo il video sul quale ho appena rivisto la cassetta di "Blade Runner" riprendo a sfogliare il libro omonimo. Nel comparare il celebre film di Ridley Scott, mitizzato e scopiazzato per tre lustri, e il romanzo originario "Do Androids Dream of Electric Sheep?" (1968) viene davvero la tentazione di auspicarne un "remake": una proposta provocatoria da lanciare ai sapienti della tavola rotonda su Philip H. » |
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