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marted 22 maggio 2018

Catherine Deneuve

Oui, Je suis Catherine Deneuve

Nome: Catherine Dorleac
74 anni, 22 Ottobre 1943 (Bilancia), Parigi (Francia)
occhiello
Non resta altro alle famiglie delle vittime Nomi di strade
dal film Persepolis (2007) Catherine Deneuve Tadji Satrapi, la madre di Marjane (voce nella versione originale)
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Catherine Deneuve
Cesar 2016
Nomination miglior attrice per il film A testa alta di Emmanuelle Bercot

Cesar 2015
Nomination miglior attrice per il film Tre cuori di Benot Jacquot

Cesar 2014
Nomination miglior attrice per il film Elle s'en va di Emmanuelle Bercot

Cesar 2011
Nomination miglior attrice per il film Potiche - La bella statuina di Franois Ozon

Festival di Venezia 1998
Premio coppa volpi migliore interpretazione femminile per il film Place Vendme di Nicole Garcia

Premio Oscar 1992
Nomination miglior attrice per il film Indocina di Rgis Wargnier

David di Donatello 1981
Premio miglior attrice straniera per il film L'ultimo metr di Franois Truffaut

David di Donatello 1981
Nomination miglior attrice straniera per il film L'ultimo metr di Franois Truffaut



In occasione dell'uscita di Quello che so di lei, dal 1 giugno al cinema, l'attrice protagonista di un weekend che vede 4 suoi film in streaming su Nuovo Cinema Repubblica.

Catherine Deneuve: belle toujours, su MYMOVIESLIVE

mercoled 24 maggio 2017 - Marzia Gandolfi cinemanews

Catherine Deneuve: belle toujours, su MYMOVIESLIVE C' una dimensione poetica intraducibile in ogni lingua. Possiamo tradurre qualsiasi parola ma ci sar sempre un resto ineffabile. Indmodable l'aggettivo che coglie meglio la natura di Catherine Deneuve. Gli anni passano ma lei, l'attrice pi singolare del cinema francese, non passa mai di moda. Indice di incommensurabilit tra due lingue, quel resto esprime il sentimento di un'altra cultura e di quella cultura Catherine Deneuve il simbolo eterno. Catherine Deneuve la Francia classieuse, la Marianne, allegoria della Repubblica francese a cui ha prestato il volto, il cinema, amore esclusivo (non ha mai fatto teatro), la vita vissuta con passione e in segreto. Voil quello che forgia la sua aura. Catherine Deneuve un sentimento unanime e condiviso che diversamente da Delon o Depardieu non conosce detrattori. lei l'ultima toile in un mondo di star effimere che confermano la profezia di Andy Warhol: "un giorno tutto il mondo avr il suo quarto d'ora di celebrit". Bellezza inaccessibile e intramontabile continua a sedurre registi e artisti. Perch Catherine Deneuve naturalmente chic. Mai veramente la mode e dunque mai dmod. Non corre dietro alle tendenze ma alle sfide. Inafferrabile e resistente a qualsiasi clich cova un'audacia, un gusto del rischio e una curiosit artistica che la fanno letteralmente rinascere a ogni film. Quintessenza oggi di un'et che oscilla tra pudore e autorit, capace di abitare universi eterogenei e di incarnare l'immaginario degli autori pi ambiziosi. Si spiega cos la sua straordinaria longevit, pi di cinquant'anni di carriera, radicata in un carattere di grande temperamento e in un'attitudine a ridere dei tab e delle convenzioni sociali. Fotogenia solenne, jeu minimale e voce morbida sono gli strumenti privilegiati di un'artista che trascende con intelligenza e (auto)ironia lo statuto di icona fossilizzata. Oui, Catherine Deneuve ma non si prende mai per Catherine Deneuve. Negli anni ha girato con Truffaut, Buuel, Demy, Vadim, Polanski, Melville, Ferreri, Tchin, Desplechin, Garrel, Ozon, von Trier, ma sarebbe pi elegante dire che loro hanno girato con lei, grande dame che i nuovi registi francesi reinventano sullo schermo (Elle s'en va, Piccole crepe, grossi guai, Quello che so di lei). Catherine Deneuve ha collezionato una filmografia abbagliante che debutta in fondo agli anni Cinquanta ma decolla in rime e canzoni nel 1964 con Les parapluies de Cherbourg. Il successo immediato, il musical di Jacques Demy vince la Palma d'oro al Festival di Cannes e la bruna e dimessa Catherine Dorlac diventa la bionda e abbagliante Catherine Deneuve. Musa di Yves Saint Laurent, conosce un successo internazionale nei suoi tailleur (Bella di giorno) e nel Sessantotto 'interpreta' la tensione che risiede nel cuore di Chanel N. 5. Tutti la vogliono ma l'attrice prende in mano la sua carriera e il controllo della sua vita pubblica concedendo il tratto altero e seccamente seduttivo soltanto ai migliori. Al sommo della sua bellezza trova con Roman Polanski (Repulsione) e in una frigida schizofrenica terrorizzata da niente la cifra del suo quasi non-jeu (non recitare). Una sonnambula della nevrosi che fa cos poco suggerendo cos tanto. Luis Buuel solleciter la stessa sofisticata inclinazione per mettere in scena una ricca borghese in preda a fantasmi tenaci che riflettono la sua frustrazione sessuale (Bella di giorno). La fotogenia aurorale porta gi con s quella maschera di impassibilit che conviene alla Sverine di Buuel, la cui superficie levigata e perfetta nasconde abissi di perversit.

Femme moderna che combatte l'abitudine e l'usura con un movimento di rinnovamento permanente, interpreta la moglie potiche per Ozon o la belle-mre per Aghion (Belle Maman), passando per i roman familiari di Desplechin (Racconto di Natale), le serie americane (Nip/Tuck) o le commedie in costume di Tirard (Asterix). L'ironia la sua cura contro il tempo che infrange la sua immagine seriosa e la bellezza fredda con cui da sempre la definiscono. Preso l'ultimo metr di Franois Truffaut, Catherine Deneuve scende a un'altra stazione che l'accoglie e accoglie il suo mistero, un mistero che sfuma se provi a spiegarlo.

Prossimamente in sala con Quello che so di lei, una favola sull'esistenza appoggiata su due eroine agli antipodi, l'attrice interpreta un'avventuriera tempestosa in faccia all'ordine rassicurante del personaggio di Catherine Frot. Catherine Deneuve eccelle in un ruolo che una volta 'evaporato' continua a risplendere in una traccia di rossetto, perch nessuna sa uscire di scena come lei. Una frase in sospeso, una sigaretta la bouche e un sorriso che persiste dopo la sua partenza. Come i suoi numerosi personaggi, depositati nella memoria collettiva, conserva lo splendore del sogno senza negare il passaggio del tempo che diventa risorsa drammatica al cuore dei film. Flambeuse, che ha messo davanti a tutto il piacere, la sua Batrice trova l'equilibrio perfetto tra il crepuscolo e la sua figurazione stilistica. cos che Catherine Deneuve rinforza la sua aura, cos che aggiorna la parte, cos che resta belle toujours.

Le confessioni di Catherine Deneuve: intervista al 'giudice che non giudica' del film A testa alta di Emmanuelle Bercot. Dal 19 novembre al cinema.
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"Non posso comportarmi sempre come un poliziotto!"

marted 17 novembre 2015 - a cura della redazione cinemanews

L'attrice pluripremiata Catherine Deneuve il giudice Florence, una dei protagonisti di A testa alta di Emmanuelle Bercot, film d'apertura del Festival di Cannes 2015. Il film racconta la storia di Malony, abbandonato dalla madre all'et di sei anni, che entra ed esce continuamente dal tribunale dei minori. Attorno a questo giovane allo sbando si forma una famiglia adottiva: Florence, un giudice minorile vicino alla pensione, e Yann, un assistente sociale a sua volta reduce da un'infanzia molto difficile.
Insieme seguono il percorso del ragazzo e tentano testardamente di salvarlo. Poi Malony viene mandato in una struttura correttiva pi restrittiva, dove incontra Tess, una ragazza molto speciale che gli dimostrer che ci sono motivi per continuare a sperare.

   

Il film sar il 4 maggio in streaming su MYMOVIESLIVE e il 7 maggio in dvd e bluray.

Tre cuori, geometria del triangolo

venerd 1 maggio 2015 - Marzia Gandolfi cinemanews

Tre cuori, geometria del triangolo Storia d'amore intensa e crudele, Tre cuori nasce dal caso, quello che non lascia scampo ai protagonisti, ma sembra uscito da un racconto della letteratura francese del XIX secolo. Una novella inedita di Maupassant che Franois Truffaut avrebbe certamente adattato per lo schermo. Un uomo innamorato follemente di una donna mancher l'appuntamento con lei e finir per sposare, senza saperlo, la sorella. E proprio a Truffaut, il film di Benot Jacquot rende visibilmente omaggio, attraverso la voce off, che commenta i soprassalti sentimentali dei protagonisti, e la musica lirica di Bruno Coulais, prossima a quella di Georges Delerue. E ancora l'atmosfera funebre, la dissolvenza in nero come segno di interpunzione e il tema della 'sorellanza', cuore de Le due inglesi e vincolo affettivo condiviso con le sorelle pi celebri del cinema francese del suo tempo (Franoise Dorlac e Catherine Deneuve). Continua »

   

La pellicola tratta da una commedia teatrale.

Potiche, il nuovo film di Franois Ozon in concorso

sabato 4 settembre 2010 - Gabriele Niola cinemanews

Potiche, il nuovo film di Franois Ozon in concorso P otiche, ovvero "bella statuina", Catherine Deneuve dice di non esserlo mai stata, o quasi: "In alcuni momenti ho avuto l'impressione di essere usata per il mio aspetto pi che per me stessa, ma mai a livello di Potiche, lei non si muove, non parla, sta dove la si mette e fa star bene quelli che sono con lei". Il film affonda molto nella situazione degli anni '70 rischiando di essere fuori dal tempo ma trovando un'insperata contemporaneit: "Ci che ho molto amato nell'opera teatrale come i rapporti siano descritti in profondit" racconta Ozon "Le donne della generazione di mia madre si identificavano molto e la Deneuve lo rende benissimo, specie nelle cruciali scene iniziali che nell'opera teatrale erano molto pi leggere mentre io ho voluto pi gravi".
La situazione delle donne dunque non cambiata? "Trovo sia migliorata anche se lentamente" dice Catherine Deneuve "Eppure in tantissimi luoghi le donne sono discrimnate non fanno carriera o non vengono pagate come gli uomini a parit di lavoro". Mentre quella politica? "Sicuramente si, mutata, ed il cuore di tutto" dice Ozon " il motivo percui ho voluto mantenere l'ambientazione degli anni '70. Oggi quel tipo di divisione e di poca comunicazione tra comunisti e borghesia non c' pi ed era un motore comico fortissimo".

In patria, l'attrice in tutto e per tutto considerata alla stregua di una sovrana.

5x1: Catherine Deneuve, regina di Francia

mercoled 3 dicembre 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Catherine Deneuve, regina di Francia Lo sciovinismo francese sopravvaluta sempre i prodotti di casa a scapito da quanto arriva dal di fuori dei confini della patria. Uno degli effetti, stato il culto della personalit di una attrice, bellissima e brava ma che nel fiore della sua carriera ha probabilmente raccolto meno di quanto avrebbe potuto, travolta da "amori ed altre catastrofi". Catherine Deneuve ha tutto per appartenere ad una stirpe reale, compresa una certa dose di puzza sotto al naso tutta francese: figlia dell'attore Maurice Teynac (nato Dorlac) e di Rene Deneuve, ha debuttato adolescente mentre anche la sorella Franoise Dorlac era un'attrice famosa, prima di perdere la vita in un incidente d'auto. Allo stesso modo la vita di Catherine stata agitata, trasportata tra grandi amori come quello per Roger Vadim ed il nostro Marcello Mastroianni. Mentre sta per arrivare nelle sale Racconto di Natale con il quale ha sfiorato a Venezia 2008 uno dei tanti premi della sua carriera, il momento di un bilancio di una carriera tanto importante.

Quello che so di lei

* * * - -
(mymonetro: 3,10)
Un film di Martin Provost. Con Catherine Frot, Catherine Deneuve, Olivier Gourmet, Quentin Dolmaire, Mylne Demongeot.
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Genere Drammatico, - Francia 2017. Uscita 01/06/2017.

Dio esiste e vive a Bruxelles

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,51)
Un film di Jaco Van Dormael. Con Pili Groyne, Benot Poelvoorde, Catherine Deneuve, Franois Damiens, Yolande Moreau.
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Genere Commedia, - Lussemburgo, Francia, Belgio 2015. Uscita 26/11/2015.

A testa alta

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,98)
Un film di Emmanuelle Bercot. Con Catherine Deneuve, Rod Paradot, Benot Magimel, Sara Forestier, Diane Rouxel.
continua»

Genere Drammatico, - Francia 2015. Uscita 19/11/2015.

Tre cuori

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,61)
Un film di Benot Jacquot. Con Benot Poelvoorde, Charlotte Gainsbourg, Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Andr Marcon.
continua»

Genere Drammatico, - Francia 2014. Uscita 06/11/2014.

Piccole crepe, grossi guai

* * * - -
(mymonetro: 3,44)
Un film di Pierre Salvadori. Con Catherine Deneuve, Gustave Kervern, Fodor Atkine, Pio Marma, Michle Moretti.
continua»

Genere Commedia, - Francia 2014. Uscita 16/10/2014.
Filmografia di Catherine Deneuve »

venerd 27 aprile 2018 - Andrea Lattanzi e Francesca Antonelli raccontano il film che li vede protagonisti, esordio nel cinema di finzione di Dario Albertini. Dal 3 maggio al cinema.

Manuel, un po' di Truffaut a Civitavecchia

Raffaella Giancristofaro cinemanews

Manuel, un po' di Truffaut a Civitavecchia Presto lo vedremo insieme a Jasmine Trinca e Alessandro Borghi in Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, nel ruolo di un amico di Stefano Cucchi. Andrea Lattanzi ha venticinque anni ma con la testa rasata e la tuta di acrilico molto credibile come diciottenne. In Manuel (guarda la video recensione), opera prima di finzione di Dario Albertini, coprodotto da Angelo e Matilde Barbagallo con TIMVISION e distribuito da Tucker Film dal 3 maggio, ha il suo primo ruolo da protagonista, che gli ha portato fortuna: ha ricevuto il premio Jean Carmet al Festival Premier Plans D'Angers dalle mani di Catherine Deneuve, che ha riconosciuto in lui qualit e forza espressive, come sul ricordo dell'istintiva sfrontatezza e fotogenia di Antoine Doinel. La sua rinascita di maggiorenne legata a doppio filo con il destino di sua madre, la coprotagonista Francesca Antonelli (i cui esordi, tra Archibugi, Ferreri, Calopresti, Labate e il televisivo I ragazzi del muretto, spesso hanno incontrato le problematicit dell'emancipazione individuale). La loro rinascita non pu che compiersi con la volont di entrambi. Li abbiamo incontrati all'anteprima milanese del film.

marted 17 aprile 2018 - Silvana Giacobini l'autrice di un romanzo che approfondisce la vita, la carriera e gli amori di Sordi.

Albertone, romano di Trastevere, americano a Roma

Pino Farinotti cinemanews

Albertone, romano di Trastevere, americano a Roma Per cominciare l'autore: Silvana Giacobini. Nome e volto popolare. Storia importante e completa. Le categorie: opinionista in tiv di programmi leggeri; direttrice di magazine da milioni di copie (Gioia, Chi, Diva e donna, fra gli altri) dunque amatissima dagli editori; editorialista del sociale e della cultura; autrice di romanzi di spessore, da cui sono stati tratti film; biografie che fanno testo. L'azione di Giacobini pu dunque essere definita in una sintesi: attitudine alla scrittura, alla divulgazione e al marketing. Al livello pi alto. Sono pochi i talenti cos completi. Con qualcosa in pi che non guasta, lo charme personale. Francesco Alberoni, scrittore e sociologo del mondo, l'ha voluta come relatrice alla presentazione della sua biografia, un'apertura di fiducia importante, significa cultura, la pi alta. in quell'occasione, all'Umanitaria di Milano, che Silvana mi ha dato il suo libro "Albertone: Alberto Sordi, una leggenda italiana". Il metodo: scontato che Giacobini conosca il mondo, donne e uomini di tutti i campi. normale che una Sophia Loren si fidi di lei e le confessi cose magari sconosciute. Ma Silvana quella che chiama Hillary Clinton alla Casa Bianca e la first lady - o Segretario di Stato - accetta di incontrarla e le due si confrontano come donne e come mamme, e Hillary pu davvero essere "vista da vicino", secondo il titolo del libro. Alberto Sordi (1920-2003) ha fatto 61 anni di cinema, ha fatto tutto, notorio. La percezione-Sordi ben presente nella memoria di tutti, inutile dilungarsi: l'italiano buono per tutti i ruoli, tutti i sentimenti, tutti i sorrisi e, all'interno della sua azione, con momenti di roba molto seria. Costretto all'essenziale per la solita ragione di spazio, per il racconto del libro, parto dal capitolo 13, "Sonego l'uomo del destino" privilegiando un titolo, Una vita difficile, in cui lo sceneggiatore, e l'attore, raccontano la guerra e il dopoguerra, con quelle sequenze indimenticabili: Sordi partigiano, poi giornalista, rigorosamente comunista, coinvolto il quel 2/6/1946, data del referendum, con quella cena a casa dei principi sconvolti per la vittoria della repubblica; e poi l'attentato a Togliatti, le elezioni del 18 aprile del '48 con l'Italia in bilico fra l'alleanza atlantica e il patto di Varsavia.

Sonego e Sordi facevano capire la storia italiana meglio dei libri, delle accademie e degli editoriali. Altra sintesi: il racconto degli amori di Alberto sorprendente, perch si scontra con l'idea popolare dell'uomo racchiuso nel rapporto famigliare, che vedeva nelle donne un pericolo, per la sua libert e per il patrimonio. Il libro lo presenta come un grande seduttore. Giacobini, capillare, approfondisce. Solo due richiami esemplari, decisamente diversi. Frequent l'ereditiera Frances De Villers Brokaw. La scrittrice racconta "Se l'avesse sposata sarebbe diventato cognato di Jane Fonda e "genero" del grande Henry... Della famiglia della presunta nuova fidanzata facevano infatti parte Roger Vadim, ma anche Brigitte Bardot che il regista spos prima appunto di Jane, da cui ebbe Vanessa, e ancora Catherine Deneuve da cui Vadim ebbe Christian. Catherine divenne anche madre di Chiara, figlia di Marcello Mastroianni... Per non menzionare, come facente parte della famiglia allargata, anche Ernest Hemingway, amato da una delle mogli di Henry Fonda, l'italiana Afdera Franchetti". Certo, singolare immaginare un trasteverino al centro di intrecci amorosi cos... cosmopoliti. Ma tant'.
Ma il vero amore, la donna che Alberto, forse, avrebbe sposato, stata Andreina Pagnani. Grande attrice di matrice teatrale, era pi grande di Alberto di 14 anni e non improprio dire che la Pagnani non era una Loren, e neppure una Pampanini ma era "...una bellezza antica, e il ricordo di Andreina si affaccer prepotente nella mente di Alberto ogni volta che sarebbe stato in procinto di chiedere la mano alle giovani donne che incrociava sulla sua strada. E tutte perdevano al confronto". Nella biografia, come detto, passano tutti e tutto, e un capitolo non poteva non riguardare "Quel pasticciaccio dell'eredit". Ma chiudo con un doppio finale, del libro e del protagonista: "Dotato di fede semplice, Alberto Sordi aveva interpretato la miseria e la nobilt dell'animo umano, disse il Cardinale Ruini, mentre in aria volteggiava lo striscione con la scritta 'Ieri un americano a Roma, oggi un romano in Cielo". Era il 24 febbraio del 2003.

   

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