Otto donne e un mistero

Film 2002 | Giallo 101 min.

Regia di François Ozon. Un film Da vedere 2002 con Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart, Fanny Ardant, Virginie Ledoyen. Cast completo Titolo originale: 8 Femmes. Genere Giallo - Francia, 2002, durata 101 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,86 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una agguerrita pattuglia di star d'oltralpe per un film destinato a divertire e a mettere d'áccordo pubblico e critica.

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Consigliato assolutamente sì!
3,86/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,92
CONSIGLIATO SÌ
Ozon spiazza tutti divertendosi a tenere a bada 8 donne dai caratteri non facili.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Una villa isolata nella campagna francese. Una famiglia si riunisce per le vacanze, ma non si tratterà di un'occasione lieta. Il capofamiglia, come si scoprirà in breve tempo, è stato assassinato. L'omicidio puo'essere stato compiuto solo da una delle 8 donne presenti nella casa (compresa la sorella giunta in modo inaspettato). Se le donne rispondono al nome di Catherine Deneuve, Fanny Ardant, Isabelle Huppert, Emmanuelle Beart, Virginie Ledoyen ecc... si può facilmente immaginare quanto il gioco di rivalità (tra i personaggi ma anche tra le personalià attoriali) sia ad alto voltaggio. Anche di comicità perché il testo utilizzato ha un'origine teatrale che dosa con grande abilità commedia, satira e giallo. Ozon, dopo l'intimista e funebre Sotto la sabbia, spiazza tutti divertendosi a tenere a bada 8 caratterini non facili. Ci riesce con apparente nonchalance. Ma non tutto deve essere stato facile come appare. Per i posteri va ricordato il bacio lesbico tra la Deneuve e la Ardant (Buñuel e Truffaut sorridono sornioni dall'aldilà).

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Recensione di Stefano Lo Verme

In una villa di campagna isolata dalla neve si riuniscono per il Natale otto donne; ma il padrone di casa, Marcel, giace nella propria camera con un coltello conficcato nella schiena. Tutte le presenti sono sospettate; ciascuna di loro aveva un valido motivo per desiderare la morte di Marcel: la moglie Gaby, le due figlie, l'anziana suocera, la cognata Augustine, la sorella Pierrette e le due domestiche. Solo una di loro è colpevole: quale?
L'ambientazione è la Francia degli anni '50, in una dimora alto-borghese fotografata in un artificioso technicolor che sembra voler imitare gli sfondi e le scenografie del cinema hollywoodiano di Vincente Minnelli e Douglas Sirk. Gli ingredienti sono quelli di un tipico giallo alla Agatha Christie: un cadavere che giace in una stanza chiusa a chiave e un gruppo di possibili colpevoli fra i quali si cela l'assassino (anzi, l'assassina). Otto donne sono presenti sul luogo del delitto: tutte sono sospettate; tutte hanno qualche segreto da nascondere. Il regista François Ozon adatta insieme a Martina de Van una pièce di Robert Thomas, rivisitandola in chiave postmoderna e riunendo per l'occasione il fior fiore del cinema d'oltrealpe. Il risultato è 8 donne e un mistero, presentato al Festival di Berlino del 2003: un raffinatissimo e gustoso divertissement che ha ottenuto uno strepitoso successo di critica e di pubblico in patria (oltre tre milioni e mezzo di spettatori in Francia) ed incassi ragguardevoli anche nel resto del mondo.
Ma 8 femmes non è soltanto un semplice murder-mystery, quanto piuttosto un formidabile meccanismo teatrale che, attraverso una trama-pretesto infarcita di sorprese, eventi inaspettati e sconvolgenti rivelazioni, si diverte a mettere alla berlina le piccole ipocrisie della società borghese tradizionale, con un sarcasmo degno di Buñuel. Dal canto suo, Ozon accumula le citazioni cinefile (senza mai prendersi troppo sul serio) e si rivela abilissimo nel miscelare i vari generi: il giallo classico, la commedia grottesca, il melodramma, il noir e addirittura il musical. Il tutto sotto il segno dell'ironia, con una narrazione costantemente sopra le righe dietro la quale, però, si profila un feroce gioco al massacro che vedrà le otto protagoniste del film fronteggiarsi a colpi di accuse, recriminazioni e frasi al vetriolo; e tutte quante, una dopo l'altra, finiranno prima o poi per tirare fuori i propri scheletri nell'armadio (tradimenti, passioni illecite, inganni e avvelenamenti).
E in questa sottile gara di intrighi e di menzogne nella quale nulla è ciò che sembra, Ozon fa scendere in campo una sensazionale squadra di attrici, che comprende un poker di regine del grande schermo: Catherine Deneuve è Gaby, madre di famiglia snob e classista; Fanny Ardant è la trasgressiva Pierrette, donna affascinante e dedita al vizio; Isabelle Huppert è zia Augustine, zitella bigotta e repressa; ed Emmanuelle Béart è Louise, la sensuale cameriera della villa. Senza dimenticare l'impagabile Danielle Darrieux nella parte della bizzarra vecchietta Mamy, alla quale è affidato l'amaro messaggio conclusivo della pellicola (non c'è amore senza sofferenza). Eccellente l'uso simbolico dei colori per sottolineare i diversi caratteri dei personaggi, a ciascuno dei quali è assegnato un determinato numero musicale, con una canzone tratta dal repertorio popolare francese che serve alle varie protagoniste per raccontare se stesse. Fra battute taglienti come lame, tensioni omoerotiche e torbidi segreti familiari, Ozon si concede perfino una violenta zuffa fra la Deneuve e l'Ardant, che si rotolano sul pavimento per poi scambiarsi effusioni saffiche in una delle scene più spassose del film. E il finale ci regala un insospettabile colpo di scena che, per una volta, lascia davvero a bocca aperta.

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OTTO DONNE E UN MISTERO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 21 agosto 2012
andyflash77

Seducono, colpiscono, odiano e amano le otto donne di François Ozon. Dopo la morte di un padre in "Sitcom" e la scomparsa di un marito in "Sotto la sabbia", il giovane regista francese prosegue nella sua smania di 'eliminare' i protagonisti maschili dai propri film, sebbene in questo caso cambi decisamente registro affrontando la commedia musicale, e non solo.

mercoledì 23 settembre 2015
Luigi Chierico

Come ogni commento di un film o di un libro la vicenda va rivelata soltanto per grandi linee,a maggior ragione se è un giallo. Gli intrecci di questo splendido spettacolo,perché di spettacolo si deve parlare e non di film,sono tali e tanti che non basterebbero poche parole a mettere in luce le ammissioni, le confessioni, le accuse,le scoperte di questo mistero.

martedì 4 agosto 2015
elgatoloco

François Ozon, per questo "8 Femmes"(in italiano "8 Donne e un mistero", un po'la zeppa aggiunta, che dovrebbe svelare l'arcano), avrebbe potuto fermarsi al solito livello à la Agatha Christie, con tanto di mistero, villa chiusa, delitti in famiglia, Natale, persone bloccate in casa-ma , oltre a far mancare Miss Marple o Monsieur Poirot, ossia l& [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 ottobre 2010
weachilluminati

N’avez pas besoin  de dire la vèritè.  Sul gioco di questa  espressione  ” naviga  “questo scoppiettante film di François Ozon  , che, sapientemente ,mescola intrecci di modalità di espressione completamente diversi, traendo da questa magica alchimia “ un connubio  felice”.

lunedì 4 agosto 2014
libra78

 Sin dall'inizio si comprende che il film è ricco di ironia, sarcasmo amaro, dramma esistenziale, il tutto  brillantemente camuffato da giallo alla Agata Christie . Bellissima l'idea ad inizio film di presentare le attrici attribuendo un fiore, con il relativo colore e significato, ad ogni personaggio al fine di presentare il tratto caratteriale del personaggio stesso.

martedì 16 giugno 2015
davidino.k.b.

film interessante dai risvolti grotteschi. novità

giovedì 16 agosto 2012
greta

E' un film gradevolissimo dove tutti i personaggi recitano alla grande, sono divertenti, spassosi, caratterizzazioni perfette, dei veri artisti. Complimenti a tutti loro e naturalmente al regista Ozon che è stato così bravo nel dirigerli al meglio. Nella recensione di Zappoli ci sono troppo pochi complimenti, e non è citata la Darrieux, indimenticabile interprete ironica [...] Vai alla recensione »

domenica 19 agosto 2012
chiarialessandro

 Non sono riuscito a capire se il prodotto abbia l’aspirazione (ambizione) di essere un giallo con delle divagazioni comiche o un film comico che vorrebbe virare nel giallo; il risultato, in ogni caso, è assolutamente deprimente. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il conclamato bacio lesbico tra Cathenirne Deneuve e Fanny Ardano non è occasione di turbamenti ma di una sonora risata: una delle tante che il Palast ha tributato alla divertentissima commedia di Francois Ozon. Se Otto donne strizza l'occhio a un repertorio eclettico - dalla pochade di Feydeau all'Hitchcock della Congiura degli innocenti - gli innesti funzionano a meraviglia, grazie soprattutto a [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano.net

Gruppo di famiglia (femminile) in un interno, con cameriera, governante e delitto. Repéchage di classe e ironia della commedia hollywoodiana classica (Cukor, per primo), marcato dal gusto per il Technicolor del musical anni 50 e per la parodia sobria, è un adattamento della commedia omonima di Robert Thomas, acquistata da Hitchcock per una versione filmica, mai girata.

Emiliano Morreale
Film TV

La moglie, la suocera, la cognata, la sorella, due figlie, la cameriera-amante e la governante: chi è l'assassina? Le otto donne del titolo sono sole, in una casa isolata, intorno al cadavere di un uomo che aveva legami con ognuna di loro. Ben presto tra di loro si scatena un gioco al massacro, ma soprattutto si innescano una serie di legami e attrazioni pericolosissime.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Regista interessante ed eclettico, dal surreale Sitcom al thriller intimista Sotto la sabbia, il francese François Ozon con Otto donne ha l´aria di essersi preso una vacanza. La falsariga è un testo boulevardier anni `60 di Robert Thomas, che già di per sé è un ibrido fra il famoso Donne di Clare Booth Luce, tradotto sullo schermo da George Cukor nel 1939, è un intrigo alla Agatha Christie.

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