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![]() Lei è mai stato innamorato? Mi dev'essere successo...
dal film Un cuore in inverno (1992)
Emmanuelle Béart è Camille
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Emmanuelle Béart cresce assieme ai suoi fratelli e alle sue sorelle in una fattoria di Gassin, non lontana da Saint Tropez, in Provenza (nel Sud della Francia), perché suo padre, il notissimo cantante e poeta francese Guy Béart, non voleva che i figli vivessero l'effetto del glamour parigino sulla loro pelle. Ma già nel 1972, Emmanuelle sente il desiderio di avere l'attenzione del pubblico, forse spinta da qualche forza genetica. Così, adolescente, comincia a sgambettare nel cinema con piccoli ruoli in La Course du lièvre à travers le champs (1972) diretta da René Clément o in Mado (1976) di Claude Sautet, dove conoscerà l'attrice Romy Schneider, sua vera musa ispiratrice.
Spedita a Montreal per tre lunghi anni, nella vita di Emmanuelle vi è ancora un segno del destino che sembra spingerla sempre di più verso la cinepresa: l'incontro con il regista Robert Altman che, non solo la nota per la sua immacolata bellezza e la sprona a realizzare il suo sogno, ma la provina per un film (che mai si farà). Durante la permanenza canadese, Emmanuelle imparerà perfettamente l'inglese e consoliderà la determinazione che le serve per portare nella realtà il suo desiderio: diventare un'attrice di prima categoria.
La carriera di Emmanuelle si può dividere in due colori: bianco e nero. Bianco come quei ruoli eterei, miti e soavi che hanno caratterizzato i suoi personaggi per tutta la durata degli anni Ottanta e nero come quelle parti in cui la corruzione, la perversione e l'impurità hanno lasciato una forte impronta nelle interpretazioni presentate sul grande schermo a cavallo fra gli anni Novanta ed il Duemila. Il suo periodo blanc comincia quando, tornata in Francia, entra in contatto con il fotografo e regista David Hamilton che, impressionato dalla sua avvenenza e dalla sua grazia, la inserisce in un ruolo nel film Premiers désirs (1983); seguiranno poi una lunga serie di film tv fino a quando nel 1985 viene nominata al César per la prima volta come miglior attrice esordiente per Un amour interdit (1984) di Jean-Pierre Dougnac, dove recita accanto a Fernando Rey, Brigitte Fossey, Saverio Marconi e Agostina Belli. È la prima di una lunghissima serie di candidature.
Fondamentali nella sua vita due incontri. Il primo è quello con il regista Edouard Molinaro che la farà notare al grande pubblico in film come L'Amour en douce (1985) e À gauche en sortant de l'ascenseur (1988). Mentre il secondo incontro è quello con l'attore Daniel Auteuil. I due si conosceranno proprio sul set di L'Amour en douce (1985) e continueranno ad incontrarsi in altre pellicole: Jean De Florette (1986) di Claude Berri, nel suo seguito Manon Delle Sorgenti (1986) - che l'ha resa celebre in Francia e le ha permesso di vincere finalmente il suo primo César come miglior attrice non protagonista, e Un cuore in inverno (1992). I due si sposeranno nel 1993 ma, dopo la nascita della loro bambina, Nelly, metteranno fine alla loro unione (1995).
Il suo nome è esportato anche in America quando, scelta fra 5000 candidate, recita una parte dove non dice una parola per tutta la durata del film: l'Angelo di Appuntamento con un angelo (1987) di Tom McLoughlin con Michael E. Knight e Phoebe Cates. In Italia, invece, ha più fortuna. Il regista Ettore Scola la inserisce nel megacast di Il viaggio di Capitan Fracassa (1990) come antagonista maliziosa e opportunista di Ornella Muti.
Sensibile e perfezionista, è splendida e bravissima in La bella scontrosa (1991) di Jacques Rivette, film tratto da una novella di De Balzac, e lo è ancora di più nella parte della violinista Camille in Un cuore in inverno (1992) di Claude Sautet, per il quale ruolo vince infatti il David di Donatello come miglior attrice straniera.
Con gli anni Novanta, inizia il "periodo noir" sotto l'ala protettrice di grandissimi registi: Claude Chabrol (L'inferno, 1994), ancora Sautet (Nelly & Monsieur Arnaud, 1995), Brian De Palma (Mission: Impossibile, 1996), Jacques Weber (Don Juan, 1998), Raoul Ruiz (Il tempo ritrovato, 1999) e Danièle Thompson (Pranzo di Natale, 1999). Mentre nella vita privata diventa ambasciatrice dell'UNICEF e verrà arrestata (1997) a Parigi per aver difeso i diritti dei "sans-papiers", gli immigrati di colore entrati in Francia illegalmente.
Ancora un'altra unione (non matrimoniale), con il produttore musicale David Moreau dal quale avrà il suo secondo figlio, Johan, e poi nel 2000 ritorna al cinema diretta da Olivier Assayas, accanto ad Isabelle Huppert in Les Destinées Sentimentales, facendosi apprezzare ancora di più dalla critica che ormai non sa più che scrivere nelle recensioni per lodarla. Ma il colpo grosso della sua carriera nel Duemila è con 8 donne e un mistero (2002) di François Ozon, dove Emmanuelle interpreta Louise, una scandalosa cameriera implicata nel delitto del suo padrone, dove conquista tutti cimentandosi in un divertente twist sulle note di "Pile au face" che canta lei stessa. Impossibile non premiarla (lei e tutto il cast femminile) con l'Orso d'Argento per la migliore interpretazione e l'European Film Awards come miglior attrice.
Tornata sotto la direzione di Rivette con Storia di Marie e Julien (2003), si concede anche come ballerina di lap dance e prostituta in Nathalie… (2003) di Anne Fontane, invischiandosi in uno strano e perverso triangolo fra Fanny Ardant e Gérard Depardieu e perdendo anche l'ultimo granello di ciò che di celestiale e spirituale aveva nella sua carriera. Ed è ancora più coraggiosa nello scegliere il ruolo della protagonista in L'Enfer (2005) di Danis Tanovic, pellicola che chiude la trilogia ideata dal defunto regista polacco Kieslowski.
Festival di Venezia 1992
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I testimoni
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Genere Drammatico, - Francia 2007. Uscita 06/07/2007. |
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L'enfer
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Genere Drammatico, - Francia, Belgio, Italia, Giappone 2006. Uscita 09/06/2006. |
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Nathalie
Genere Drammatico, - Francia, Spagna 2003. Uscita 15/10/2004. |
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Storia di Marie et Julien
Genere Drammatico, - Francia, Italia 2003. Uscita 27/08/2004. |
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Un cuore in inverno
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Genere Sentimentale, - Francia 1992. |
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Uno dei maggiori attori francesi odierni giunge oggi al traguardo dei 60 anni e guardando indietro alla sua filmografia non possiamo che apprezzarne la versatilità tra ruoli che spaziano da un genere all'altro e il talento internazionale che gli ha permesso di dedicarsi di tanto in tanto anche al cinema nostrano.
Figlio di due cantanti di operetta, Daniel Auteuil è nato ad Algeri il 24 gennaio 1950; nello stesso anno gli Auteuil si trasferiscono ad Avignone e Daniel trascorre la sua infanzia vagando da un teatro all'altro; fin da bambino intuisce che quello dei genitori sarebbe diventato anche il suo lavoro. A diciassette anni, Auteuil lascia Avignone e si trasferisce a Parigi, dove inizia a studiare canto e recitazione; ma il '68 è alle porte e il giovane Daniel si lascia travolgere dalle occupazioni del movimento studentesco. In questo periodo un drammatico incidente fa sprofondare in coma Daniel; incidente del quale porta ancora oggi i segni sul suo tanto apprezzato volto cinematografico.
All'inizio degli anni settanta fa il suo debutto sul palcoscenico del Teatro Nazionale di Parigi e, nel 1972 entra a far parte del cast della commedia musicale Gospel.
Per vederlo debuttare sul grande schermo dobbiamo attendere il 1975, quando Gérard Pirès lo vuole nel suo Appuntamento con l'assassino al fianco di Catherine Deneuve e Jean-Louis Trintignant. Da questo momento sono molti i ruoli che Auteuil è chiamato a rivestire sia al cinema che in televisione; tra questi anche un teppista nel film di Claude Lelouch A noi due, ruolo che mostra quanto sia ancora difficile per Daniel imporsi definitivamente come interprete. L'affermazione giunge infatti solo nel 1986, grazie al grande successo di pubblico Jean de Florette di Claude Berri, dove spicca l'Ugolin di Auteuil.
Quest'ultimo film frutterà all'attore in ascesa un César come migliore attore protagonista e la conoscenza di quella che sarà la sua compagna per 11 anni e gli darà una figlia, Emmanuelle Béart.
Nel 1992 è di nuovo al fianco della sua compagna nel film di Claude Sautet, Un cuore in inverno, uno dei film più premiati in Europa l'anno seguente; per questo ruolo Auteuil si guadagna il David di Donatello come miglior attore straniero.
Dopo aver lavorato con André Téchiné in La mia stagione preferita, Auteuil lascia la sua amata Francia nel 1995 per recitare per Roberto Faenza nel film tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira; nel 2001 torna in Italia per prestare il volto a uno degli ingegneri ideatori della diga del Vajont nel drammatico film diretto da Renzo Martinelli, Vajont – La diga del disonore. L'ultima fatica girata al di fuori dei confini francesi risale al 2006 ed è la commedia storica del toscano Paolo Virzì, N (Io e Napoleone), al fianco della collega italiana adottata dalla Francia, Monica Bellucci e del giovane Elio Germano.
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