Dizionari del cinema
Quotidiani (1)
Miscellanea (1)
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
venerdì 24 marzo 2017

Isabelle Huppert

Lady noire

Nome: Isabelle Ann Huppert
62 anni, 16 Marzo 1955 (Pesci), Parigi (Francia)
occhiello
...Sognano di avere cose che non hanno, e si confortano con il bene e con il male. Ma poi al mattino sarà tutto svanito.
dal film La pianista (2001) Isabelle Huppert è Erika Kohut
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Isabelle Huppert
Golden Globes 2017
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Elle di Paul Verhoeven (I)

London Critics 2017
Nomination miglior attrice per il film Le cose che verranno - L'avenir di Mia Hansen-Løve

London Critics 2017
Premio miglior attrice per il film Le cose che verranno - L'avenir di Mia Hansen-Løve

Premio Oscar 2017
Nomination miglior attrice per il film Elle di Paul Verhoeven (I)

Cesar 2017
Nomination miglior attrice per il film Elle di Paul Verhoeven (I)

Cesar 2017
Premio miglior attrice per il film Elle di Paul Verhoeven (I)

Cesar 2016
Nomination miglior attrice per il film Valley of Love di Guillaume Nicloux

Cesar 2013
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Amour di Michael Haneke

Festival di Cannes 2001
Premio miglior attrice per il film La pianista di Michael Haneke

Festival di Venezia 1995
Premio coppa volpi migliore interpretazione femminile per il film Il buio nella mente di Claude Chabrol

Festival di Venezia 1988
Premio coppa volpi migliore interpretazione femminile per il film Un affare di donne di Claude Chabrol

David di Donatello 1980
Premio miglior attrice straniera per il film La merlettaia di Claude Goretta

David di Donatello 1980
Nomination miglior attrice straniera per il film La merlettaia di Claude Goretta

Festival di Cannes 1978
Premio miglior attrice per il film Violette Nozière di Claude Chabrol



Dieci anni dopo Black Book, Paul Verhoeven torna al cinema con un thriller letale girato in Francia che sovverte gli archetipi del cinema francese. Dal 23 marzo al cinema.

Elle: femminile dominante

martedì 21 marzo 2017 - Marzia Gandolfi cinemanews

Elle: femminile dominante In principio è un gatto. Un gatto placido e sovrano in primo piano. Un gatto che osserva impassibile l'aggressione della sua padrona. Ironia, ferocia, sofisticatezza, il tono del film è dato. Niente accade accidentalmente nel thriller aspro e abrasivo di Paul Verhoeven. Proprio come un felino, l'eroina non (re)agisce mai in maniera prevedibile a quello che accade. Anzi, più apprendiamo qualcosa su elle e meno la comprendiamo. Ma impariamo molto e in fretta. Lei si chiama Michèle, vive da sola in una grande casa borghese nella provincia parigina, dirige con autorità e autorevolezza una casa editrice di video giochi, ha un ex marito, un'amante, il marito della sua socia e migliore amica, un figlio babbeo, una madre immatura che oscilla tra botox ed escort boy, e un padre mostruoso che in un passato lontano ha assassinato ventisette persone. Nel romanzo di Philippe Djian ("Oh..."), di cui Elle è l'adattamento Michèle è la narratrice, lei racconta e si racconta. Verhoeven riduce al silenzio la voce off impedendo allo spettatore l'accesso ai suoi sentimenti. Perché più del libro, il film si appoggia sull'insondabilità, muovendosi sul confine che separa innocenza e colpevolezza, normalità e follia. Michèle ordina del sushi dopo la violenza carnale invece di chiamare la polizia, Michèle non tarda ad avere una relazione sordida col suo carnefice, che saluta ogni mattina con disinvoltura prima di andare al lavoro. Nessuno errore, nessuna conseguenza, Verhoeven non fa l'apologia dell'abuso, è piuttosto interessato alla descrizione e al gioco di dominazione tra due singolarità estreme.

Comeback di Paul Verhoeven, Elle è il best of stordente di tutti i registri dell'interprete francese. Dal 23 marzo al cinema.

Isabelle Huppert: Elle

giovedì 16 marzo 2017 - Marzia Gandolfi cinemanews

Isabelle Huppert: Elle È sempre difficile descrivere la performance di un'attrice, dire il perché e il come di una presenza. La forza di Isabelle Huppert è di donarsi completamente, in tutti i ruoli, scrupolosamente scelti, custodendo un enigma. Nelle sue interpretazioni c'è un fervore trattenuto, inquieto che la tiene a distanza. Ma è quel touche froide ad attirare irresistibilmente lo spettatore. Immobile, muta, quasi minerale, Isabelle Huppert è un'artista preziosa, magnetica che polarizza gli sguardi. Regina delle nevi o leggenda vivente, i cliché si sprecano ma la sua immagine resta intatta. Immagine di "grande attrice" che lei domina totalmente. Lei è onnipotente e onnipresente. Cinema, televisione, teatro, festival, cerimonie, è una riserva spettacolare, una campionessa del controllo pronta a prendersi tutti i rischi, un'attrice trapezista che ama rilanciare a ogni ruolo, tuffandosi nel vuoto. Bionda, rossa, dea, star, amante, strega, intellettuale, madre, puttana, Isabelle Huppert ha incarnato tutte le maniere dell'attrice e della donna. Plurale e unica: una donna e tutte le donne, sullo schermo o sulle tavole del palcoscenico. L'attrice più prolifica del cinema francese, a ventotto anni aveva già grandi ruoli alle spalle (Violette Noziére, Loulou, Si salvi chi può (la vita)). Chabrol, Pialat, Godard sono solo alcuni degli autori sedotti dal suo erotismo diafano che rievoca le giovani donne (semi)nude ed enigmatiche di Balthus. Figura maggiore dello schermo (da Cimino a Godard, da Chabrol a Haneke) e del palcoscenico (da Wilson a Warlikowski), la Huppert ha offerto un corpo all'alienazione, sovente glaciale, folle o criminale, sempre trasgressivo, ma in pieno centro, in piena luce. Rappresentare la follia al lavoro è il compito che le viene affidato all'alba della carriera con La merlettaia di Claude Goretta. Comincia lì il lento cammino dalla nevrosi alla psicosi, dalla vita sociale all'istituto psichiatrico di alcuni dei suoi personaggi. Certificare tutti gli stati della disfunzione psichica diventa uno degli assi forti della sua carriera. Con Chabrol la follia si fa più equivoca, maligna, sollecita, sfumando nelle regole del gioco sociale (Violette Nozière, Il buio nella mente, Grazie per la cioccolata), con Werner Schroeter si adorna di orpelli lirici (Malina, Deux), con Krzysztof Warlikowski si rende spazialmente tangibile sulla scena che diventa una vera e propria architettura della psicosi (Un tramway). Impossibile capire se Elle è veramente folle o solamente lucida, Chabrol ha confuso per sempre il confine tra l'una e l'altra.

Dopo aspre vicissitudini distributive, esce nelle sale il film con Isabelle Huppert presentato a Roma nel 2007.

L'amore nascosto: le ombre della maternità

venerdì 5 giugno 2009 - Edoardo Becattini cinemanews

L'amore nascosto: le ombre della maternità La maternità come trauma, come origine di un rapporto conflittuale e di una patologia che può tramandarsi di generazione in generazione. L'amore nascosto affronta in modo diretto proprio questo tabù: l'idea appunto che l'amore materno possa restare "nascosto", celato da un desiderio di autodistruzione, e che il "miracolo della nascita" possa anche convivere con delle ombre che non hanno niente di idilliaco. Raccontare un dramma psicologico di tale profondità significa principalmente fare forza su una regia sobria e soprattutto su attori pronti a scavare fino in fondo al buio della propria personalità, e la vera forza del film del regista italiano Alessandro Capone sta infatti nell'avere come protagonista un'attrice come Isabelle Huppert. Medea per eccellenza del cinema europeo e non solo, la Huppert trova nel personaggio di Danielle, madre costantemente sull'orlo del suicidio per non riuscire ad amare la figlia che non avrebbe voluto, quelle pulsioni autodistruttive e selvagge che sono ciò che la rendono una delle interpreti più coraggiose e straordinarie di sempre e che le hanno permesso di proseguire una volta di più nella sua personale indagine sulle pulsioni più irrazionali dell'animo umano.
E che le sono valse anche il Nastro d'Argento Europeo consegnatole in occasione dell'incontro animato a Palazzo Farnese a Roma per la presentazione del film.

Presentato a Cannes 2008 nella Semaine de la Critique, Home è una "horrorcommedy" a due passi dall'autostrada.

Home: Gruppo di famiglia in un interno esterno

venerdì 16 gennaio 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Home: Gruppo di famiglia in un interno esterno Attrice feticcio del "suo" Chabrol e attrice prediletta di grandi registi internazionali, dal polacco Wajda all'americano Cimino, dal tedesco Schroeter all'austriaco Haneke, Isabelle Huppert è l'interprete ideale dei personaggi femminili più travagliati, oscuri, maledetti e nevrotici. A due passi dall'autostrada e da una crisi di nervi, l'attrice francese è la protagonista di una "horror-commedy" a gestione familiare. Avviato come una commedia leggera, Home è la "favola" di una famiglia felice minacciata dal ripristino di un'autostrada e da una minaccia interna che si incarna in una figura classica di film dell'orrore. L'autostrada diventa allora la proiezione esterna e rumorosa delle colpe e delle nevrosi della famiglia protagonista, colpe e nevrosi che tornano come zombie, riemergendo dal terreno del rimosso per incarnarsi nel corpo del silenzio e dell'isolamento. A Roma per presentare il loro film, Isabelle Huppert e Ursula Meier ci raccontano il caos generato da un'autostrada e il ristabilirsi di un ordine (familiare).

Elle

* * * - -
(mymonetro: 3,36)
Un film di Paul Verhoeven (I). Con Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling, Virginie Efira.
continua»

Genere Drammatico, - Francia 2016. Uscita 23/03/2017. 14

I cancelli del cielo

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,94)
Un film di Michael Cimino. Con Christopher Walken, Isabelle Huppert, Kris Kristofferson, Terry O'Quinn, Jeff Bridges.
continua»

Genere Western, - USA 1980. Uscita 25/08/2016.

Segreti di famiglia

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,64)
Un film di Joachim Trier. Con Isabelle Huppert, Gabriel Byrne, Jesse Eisenberg, Devin Druid, Amy Ryan.
continua»

Genere Drammatico, - Norvegia, Francia, Danimarca, USA 2015. Uscita 23/06/2016.

Il condominio dei cuori infranti

* * * - -
(mymonetro: 3,35)
Un film di Samuel Benchetrit. Con Isabelle Huppert, Gustave Kervern, Valeria Bruni Tedeschi, Tassadit Mandi, Jules Benchetrit.
continua»

Genere Commedia drammatica, - Francia, Gran Bretagna 2015. Uscita 24/03/2016.

La religiosa

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,85)
Un film di Guillaume Nicloux. Con Pauline Etienne, Isabelle Huppert, Louise Bourgoin, Martina Gedeck, Françoise Lebrun.
continua»

Genere Drammatico, - Francia, Germania, Belgio 2013. Uscita 05/09/2013.
Filmografia di Isabelle Huppert »

giovedì 23 marzo 2017 - In occasione dell'uscita del film, da oggi al cinema, ecco 10 titoli degli anni '10 che hanno trasformato il thriller in un genere capace di rielaborare le paure sociali.

Elle, il film di Verhoeven nel solco del grande thriller

Gabriele Niola cinemanews

Elle, il film di Verhoeven nel solco del grande thriller Già a partire dall'inizio, in cui dei rumori suggeriscono qualcosa, Elle dichiara la propria appartenenza al thriller, genere che aveva conosciuto una fortissima popolarità tra gli anni '80 e i '90 grazie alla forte spinta propulsiva di De Palma e delle sue trovate che modernizzavano e rilucidavano classici film di suspense hitchcockiani e grazie ad una serie di fortunati adattamenti da romanzi di autori come Grisham e Follett. Il genere è poi lentamente decaduto nei 2000, schiacciato da una nuova generazione di horror che li hanno sostituiti sul terreno della tensione e da una nuova idea di cinema di grande incasso che ha ucciso il film dal budget medio. Ci voleva quindi questo film di Paul Verhoeven per rispolverare il thriller all'europea. Una donna al centro di tanti tipi di violenza diversa, un aggressore, dei dipendenti sessisti e un mondo intorno a lei che sembra meritare il disprezzo (e lo sguardo di Isabelle Huppert di quello non è mai avaro). Comincia con una scena di violenza ma avrà le svolte meno attese questo film che ha impressionato tutti a Cannes e continuato a vincere premi fino ad arrivare ai Golden Globes. Eppure anche prima di Elle il cinema degli anni '10 ha dimostrato di avere ancora un po' di tempo da concedere al thriller, trasformandolo in un genere capace di rielaborare le paure sociali che, viste al microscopio, hanno terribili ricadute personali.

lunedì 27 febbraio 2017 - Moonlight conquista a sorpresa l'Oscar al Miglior Film. Miglior Regia per Damien Chazelle. Casey Affleck e Emma Stone vincono tra gli attori. Niente da fare per Fuocoammare di Gianfranco Rosi.

Oscar 2017, i vincitori

Tirza Bonifazi cinemanews

Oscar 2017, i vincitori Dopo un primo annuncio erroneo che dava per vincitore La La Land, Moonlight si aggiudica l'Oscar come miglior film. Qualche brivido sul finale. Warren Beatty sbaglia ad annunciare il film vincitore e mentre la produzione di La La Land è intenta a dare il suo discorso di ringraziamento, viene improvvisamente congelata dall'annuncio "Moonlight vince l'Oscar, non è uno scherzo, ha vinto Moonlight". Al di là di quello che per qualche attimo è sembrato un brutto scherzo, il premio dell'Accademia non è mai stato così politico come quest'anno, quasi come per mettere a tacere tutte le polemiche delle recenti edizioni sulla diversità che imperversavano a Hollywood sugli Oscar "troppo bianchi".

sabato 25 febbraio 2017 - È solo la fine del mondo di Xavier Dolan vince per la regia, il montaggio e il miglior attore.

I César premiano Elle e Isabelle Huppert

a cura della redazione cinemanews

I César premiano Elle e Isabelle Huppert In attesa della cerimonia di consegna dei premi Oscar, ieri sera sono stati consegnati i premi del cinema francese, i César. Il premio al miglior film è andato a Elle di Paul Verhoeven, e quello per la miglior attrice alla protagonista Isabelle Huppert, già in partenza per Los Angeles (è candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista). Frantz di François Ozon, candidato a 11 premi, si è aggiudicato solo il riconoscimento per la fotografia, mentre È solo la fine del mondo ha vinto per la regia, il montaggio (Xavier Dolan) e il miglior attore (Gaspard Ulliel). Divines, caso dell'anno in Francia, ha conquistato tre premi per la regista della migliore opera prima, Uda Benyamina, per la miglior attrice giovane (Oulaya Amamra) e la non protagonista, Déborah Lukumuena.

TUTTI I PREMI

Miglior Film: Elle
Miglior film straniero: Io, Daniel Blake di Ken Loach
Miglior lungometraggio d'animazione: La mia vita da zucchina di Claude Barras
Miglior regista: Xavier Dolan per È solo la fine del mondo
Miglior attrice: Isabelle Huppert per Elle
Miglior attore: Gaspard Ulliel per È solo la fine del mondo
Miglior attrice non protagonista: Déborah Lukumuena per Divines
Miglior attore non protagonista: James Thierrée per Mister Chocolat
Miglior attrice giovane: Oulaya Amamra per Divines
Miglior attore giovane: Niels Schneider per Diamant noir
Miglior sceneggiatura originale: Sólveig Anspach, Jean-Luc Gaget per L'effetto acquatico
Miglior sceneggiatura non originale : Céline Sciamma per La mia vita di zucchina
César d'Honneur : George Clooney
Miglior documentario: Merci, patron di François Ruffin
Miglior scenografia: Jérémie D. Lignol per Mister Chocolat
Miglior montaggio: Xavier Dolan per È solo la fine del mondo
MIgliori costumi: Anaïs Romand per La danseuse
Migliori musiche : Ibrahim Maalouf per Dans les forets de Sibérie
Miglior opera prima: Divines di Uda Benyamina
Miglior fotografia: Pascal Marti per Frantz
Miglior suono: Marc Engels, Fred Demolder, Sylvain Réty, Jean-Paul Hurier per L'odyssée

   

martedì 7 febbraio 2017 - Prima del film di James Foley, dal 9 febbraio al cinema, il cinema ha spesso raccontato storie di sadomaso e perversione. Da Mario Bava a Pedro Almodovar, ecco la nostra selezione.

Oltre le 50 sfumature: 8 film che esplorano i misteri dell'eros

Andreina Di Sanzo cinemanews

Oltre le 50 sfumature: 8 film che esplorano i misteri dell'eros La relazione pericolosa tra Anastasia Steele e Christian Grey torna al cinema il 9 febbraio con Cinquanta sfumature di nero, la storia della coppia riprende da dove l'avevamo lasciata nel capitolo precedente, Cinquanta sfumature di grigio. Dopo la fine del loro legame il "dominatore" Christian ritorna da Anastasia, promettendo di cambiare e di accantonare le particolari pratiche erotiche a cui era dedito. Ma ancora oscuri segreti dal suo passato torneranno a riemergere mettendo nuovamente alla prova la ragazza. Mr Grey sarà capace di reprimere i suoi desideri più reconditi accettando un amore più soft? Tra i maggiori successi, prima letterario e poi cinematografico, di una storia che mette a nudo un altro erotismo, una diversa sessualità, 50 Sfumature è un esempio tra tanti di come al cinema viene raccontata certa perversione, certo amore. Ripercorriamo insieme alcuni film che sondano i territori oscuri dell'eros, del sadomaso e delle perversioni. Tutti accomunati da amori estremi messo a nudo.

Altre news e collegamenti a Isabelle Huppert »
Le cose che verranno - L'avenir (2016) Elle (2016)
Prossimamente al cinema Oggi al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri film » Altri film » Altri film » Altri film »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | moviecard® | trailer | download film | mygames |
Copyright© 2000 - 2017 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
XHTML | CSS | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso |
pubblicità