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Un affare di donne |
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Un film di Claude Chabrol.
Con Isabelle Huppert, François Cluzet, Marie Trintignant
Titolo originale Une affaire de femmes.
Drammatico,
durata 105' min.
- Francia 1988.
- VM 14 -
MYMONETRO
Un affare di donne
valutazione media:
3,50
su
7
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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La storia di Marie Latour che nel 1943 venne condannata a morte e ghigliottinata. Marie procurava aborti (la chiamarono la "fabbricante di angeli"). P...
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Durante la guerra 1939-45 Marie diventa un'abortista, migliorando il povero livello di vita della sua famiglia. Denunciata dal marito, geloso del suo giovane amante, è condannata a morte. Chabrol s'ispira a un fatto vero (nel '43 fu ghigliottinata una francese per l'ultima volta) per comporre un bel ritratto di donna né eroina né criminale e un'analisi impietosa della Francia ai tempi di Pétain. La Huppert in gran forma.
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premi nomination |
Festival di Venezia 2 0 |
Golden Globes 0 1 |
| Isabelle Huppert, professione abortista, ad un'amica prostituta | |
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Tu credi che hanno un'anima i bambini in pancia alla madre? Bisognerebbe che prima ce l'avessero le madri. |
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| Ultima preghiera della condannata a morte Isabelle Huppert | |
| Ave Maria, piena di me**a, marcio è i1 frutto del ventre tuo... | |
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| Isabelle Huppert, incarcerata per aver procurato aborti nella Francia di Vichy | |
| È facile non fare stronzate quando si è ricchi. | |
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Altre frasi celebri del film Un affare di donne
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DVD | Un affare di donneUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 8 febbraio 2012
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Il 31 luglio del 1943 la lama della ghigliottina troncò l’ancor giovane vita di una donna, madre di due figli. Fu una delle ultime condanne capitali eseguite contro donne in Francia, e a renderla ancora più drammatica e singolare contribuì la ragione della sentenza: Marie - questo il nome della malcapitata - venne condannata a morte da un tribunale speciale della Francia occupata, sotto l’accusa di aver procurato oltre una ventina d’aborti. Si trattava di una punizione palesemente sproporzionata, inflitta soprattutto con lo scopo dichiarato di dare l’esempio: lo stato sconfitto dai tedeschi voleva mostrare pugno di ferro nella difesa della moralità pubblica. » |
di Stefano Reggiani
Come sanno prendersela con le donne gli stati deboli! Il film di Claude Chabrol Un affare di donne scava in quella melma scivolosa che è ancora, per gli storici e gli artisti, la Francia di Vichy. È la storia di una donna accusata di avere aiutato altre donne ad abortire e giustiziata sulla ghigliottina, una delle ultime vittime, il 31 luglio del '43. Il film è il percorso di questa barbarie di stato e delle motivazioni che la resero possibile, soprattutto è uno spaccato di vita francese sotto Pétain, in cui spicca la virtù mimetica di Isabelle Huppert, con la sua scontrosa intelligenza (addirittura eccessiva per il ruolo di povera stupida messa in mezzo). » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
C’è qualcosa che fa male in Un affare di donne, e che non si riesce a vincere, ad addomesticare. In Marie non vogliamo identificarci: la sentiamo nemica, fin dall’inizio. è lì sullo schermo in tutta la sua estraneità, orrore amorale che ci intristisce e ci spinge a non guardare, a distogliere occhi e coscienza. Eppure non fuggiamo. Guardiamo. Presi dalla "macchina fredda" del film di Claude Chabrol, soffriamo di questa contraddizione. Un pezzo di noi, un Doppio, scivola dalla parte della criminale. » |
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