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Grazie per la cioccolata
Un film di Claude Chabrol.
Con Jacques Dutronc, Isabelle Huppert, Anna Mouglalis, Rodolphe Pauly
Titolo originale Merci pour le chocolat.
Drammatico,
durata 110 min.
- Francia 2000.
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![]() Un film freddo e perfetto, un esilio nella parte più buia dell'anima e della mente firmato dalla raffinata regia di Chabrol
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DVD | Grazie per la cioccolataUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 4 ottobre 2005
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di Roberto Nepoti La Repubblica
A Losanna il celebre pianista André Polonski (Jacques Dutronc) e Mika Muller (Isabelle Huppert), direttrice dell'azienda di cioccolato Muller, si sposano per la seconda volta. Il marito ha un figlio, Guillaume; ma Jeanne (Anna Mouglalis), ragazza nata nello stesso giorno e nella stessa clinica del principino ereditario, si persuade di essere stata scambiata nella culla: in fondo, suona bene il piano come il suo (presunto) papà. Così, decisa a prendere il posto che le spetta, Jeanne s'introduce nella famiglia, dove non tutto è dolce come il cioccolato. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Non c'è autore che, come Chabrol, persegua da anni con sorniona coerenza un sistematico e approfondito attacco contro la natura borghese e le sue meraviglie, allestendo commedie gialle in cui spesso vincono le intenzioni nascoste, mai fidandosi delle apparenze. Summa di questo stile, Grazie per la cioccolata ( Merci pour le chocolat) è una storia ambientata nella calma piatta di Losanna, in una ricca casa con giardino e cinguettii, dove una ragazza in crisi di affetti si domanda se sia la figlia del famoso concertista che le dà lezioni suonando l'Edipo. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Una caraffa thermos piena di cioccolata calda (forse avvelenata) sembra un proiettile minaccioso; il lavoro a maglia posato sulla spalliera d'un divano pare la ragnatela che rinserra i personaggi. Grazie per la cioccolata, tratto da un romanzo di Charlotte Armstrong, diretto da Claude Chabrol, esprime meravigliosamente lo stile del regista e del suo maestro Fritz Lang (citato attraverso il dono della videocassetta di Dietro la porta chiusa): borghesia criminale, poesia della fatalità, intrico d'eventi reso con il succedersi dei piani, ipotesi di vite non vissute e di storie non raccontate, d'una realtà mai esistita. » |
di Silvio Danese Quotidiano.net
Perchè Mika Muller (Isabelle Huppert), presidente della società dolciaria Muller, ricca signora risposata con l'ex marito concertista, soccorrevole matrigna di un giovanotto, concepisce azioni malvage quasi inconsapevolmente, convinta di agire per necessità, quasi per assecondare il desiderio delle vittime? La radice della stortura è nella famiglia, che con abilità Claude Chabrol riunisce nelle moderne varianti: Mika è una figlia adottiva che non ha mai incontrato i genitori; il figliastro, che ha perso la madre uccisa in un incidente, ha il dubbio della paternità; in casa, accolgono per qualche giorno Jeanne, una ragazza che crede di essere stata scambiata come figlia del musicista; la madre di Jeanne le rivela una diversa paternità via inseminazione artificiale. » |
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