Grazie per la cioccolata

Film 2000 | Drammatico 110 min.

Titolo originaleMerci pour le chocolat
Anno2000
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata110 minuti
Regia diClaude Chabrol
AttoriJacques Dutronc, Isabelle Huppert, Anna Mouglalis, Rodolphe Pauly .
TagDa vedere 2000
MYmonetro 3,17 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Claude Chabrol. Un film Da vedere 2000 con Jacques Dutronc, Isabelle Huppert, Anna Mouglalis, Rodolphe Pauly. Titolo originale: Merci pour le chocolat. Genere Drammatico - Francia, 2000, durata 110 minuti. - MYmonetro 3,17 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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André Polonski e Mika Muller si sposano una seconda volta, coniugando, "alchimicamente", musica e cioccolata. Al Box Office Usa Grazie per la cioccolata ha incassato 443 mila dollari .

Consigliato sì!
3,17/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO SÌ
Un film freddo e perfetto, un esilio nella parte più buia dell'anima e della mente firmato dalla raffinata regia di Chabrol.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

André Polonski e Mika Muller si sposano una seconda volta, coniugando, "alchimicamente", musica e cioccolata. Pianista di fama mondiale lui e direttrice di un'azienda di cioccolato lei, dividono la loro esistenza con Guillaume, figlio nato dalla prima moglie Lisbeth, sorellastra di Mika. Nella loro vita, per una curiosa coincidenza, "rientra" Jeanne Pollet, una giovane pianista ambiziosa. In una strana confessione, Jeanne scopre dalla madre di essere stata scambiata, in clinica, al momento della nascita, e di essere stata, solo per un attimo, "figlia" del pianista Polonski. La curiosità, prima, e la passione, dopo, che accomuna magicamente Jeanne e André, inducono la giovane donna a entrare nella casa e nella "perversione"della famiglia Polonski. Ma il talento di Jeanne e l'armonia tra i due mineranno irrimediabilmente l'onnipotenza di Mika, risvegliandola da un sonno atavico... Un film talmento freddo e perfetto da dover essere chimicamente ritoccato per scaldarne le copie, parole di Chabrol, che in un'aderenza sorprendente a quella che sembra essere ormai il suo alter ego, Isabelle Huppert, mesce la cioccolata fino a portarla al punto di ebollizione. Punto di non ritorno del suo personaggio, Mika, che come un ragno tesse la tela, lavorando un uncinetto a maglie strette che anestetizza e cattura l'isolamento di una famiglia mai completamente sua. Un esilio nella parte più buia dell'anima e della mente, quella in cui la raffinata intelligenza di Chabrol, ricerca, da sempre, l'archetipo. La parola che diventa comportamento, la notazione grafica del pianista che si fa materia nelle confezioni eleganti della Muller, avvolgendo nel cioccolato la "perversione".

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Stefano Lo Verme

Claude Chabrol Jeanne Pollet, una studentessa di pianoforte, viene a sapere che potrebbe essere stata scambiata alla nascita con il figlio di André Polonski, un celebre pianista; la ragazza si presenta così a Polonski, che nel frattempo si è risposato con Mika Muller, proprietaria di un'azienda produttrice di cioccolato. Ma in breve tempo, Jeanne scoprirà un torbido segreto nascosto nel passato della famiglia Polonski.
Tratto dal romanzo The chocolate cobweb di Charlotte Armstrong, adattato dal regista insieme a Caroline Eliacheff, Grazie per la cioccolata è uno dei più cupi drammi borghesi diretti dal grande cineasta francese Claude Chabrol, alla sua sesta collaborazione con la sua attrice-musa Isabelle Huppert. Ambientato in una placida cittadina della provincia svizzera, questo sottilissimo thriller psicologico miscela in maniera superba gli intrighi familiari e la suspense hitchcockiana che hanno sempre caratterizzato l'opera di Chabrol, con un'acuta analisi delle tensioni celate dietro una superficie di apparente imperturbabilità. E saranno proprio queste tensioni sotterranee, condannate a rimanere inespresse, a costituire il motore dell'intera vicenda, in un perverso gioco di inganni e di menzogne serviti in una tazza di cioccolata bollente.
Se all'inizio della pellicola il punto di vista principale è quello di Jeanne (Anna Mouglalis), la ragazza che si introduce all'interno della famiglia di André Polonski (Jacques Dutronc) turbandone in qualche modo l'equilibrio, ben presto lo spettatore si ritrova a seguire con silenziosa complicità le manovre di Mika (Isabelle Huppert), gentilissima e inappuntabile padrona di casa. Il film diventa così un inquietante dramma nel quale i rapporti familiari sono trasformati in legami morbosi e ossessivi, e in cui i protagonisti agiscono in base a delle motivazioni oscure che quasi sempre hanno radice in un istintivo bisogno di affetto: non a caso Jeanne è orfana di padre e ne cerca uno in André, mentre Mika è stata cresciuta da genitori adottivi. E nel frattempo qualcuno, nell'ombra, prepara la sua trappola mortale contro le proprie inconsapevoli vittime.
Raffinato e gustoso come la cioccolata solertemente preparata da Mika (nonostante un finale forse non all'altezza delle aspettative), il film trova la sua linfa vitale nella magnifica interpretazione di Isabelle Huppert, che regala alla macchina da presa una serie di primi piani di straordinaria intensità: la sua recitazione, più che sui dialoghi volutamente controllati, si basa piuttosto sulle espressioni del viso e sulla profondità dello sguardo, capace di trasmettere alla perfezione il carattere impenetrabile e ambiguo del suo personaggio (come quando la donna, distesa sul letto nel buio, rievoca in flashback la notte dell'incidente di tanti anni prima). "Il male lo trasformo in bene" afferma Mika, con agghiacciante freddezza, verso la fine del film. "Più è violento dentro di me, più si manifesta in bene". Il ragno ha completato la sua tela.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 5 agosto 2009
Riccardo.it

Il film è confezionato bene e si lascia guardare, ma alcune interpretazioni lasciano a desiderare. Il finale è talmente impossibile che rovina un film che avrebbe potuto essere migliore.

giovedì 24 giugno 2010
doni64

Film decisamente da evitare,noioso,insignificante,inutile,da paragonare in modo ironico ad un purgante...che fa scappale ..in questo caso dalla sala cinematografica.Voto 4

venerdì 26 settembre 2014
luciadaloya

questo film esprime in maniera sofisticata e stimolante attraverso il personaggio di Mika Muller quanto nulla è come appare.Dietro la dolce visione di signora per bene della Muller si nasconde una donna tormentata dal suo passato,piena di cattiveria repressa che sfoga in maniera perversa tramite un paradosso...come può essere così letale della dolce cioccolata calda?.

giovedì 24 giugno 2010
doni64

Ho paragonato ironicamente il film da me visto ad un lassativo che fa scappare anziche' in bagno ..dalla sala del cinema.Inguardabile,insignifivcante,noioso film da evitare.Voto 4

giovedì 24 giugno 2010
doni64

Film decisamente da evitare,noioso,insignificante,inutile,da paragonare in modo ironico ad un purgante...che fa scappale ..in questo caso dalla sala cinematografica.Voto 4

Frasi
"Il male lo trasformo in bello, più è violento dentro di me, più si manifesta in bello!"
Una frase di Marie-Claire Muller Polonski (Isabelle Huppert)
dal film Grazie per la cioccolata - a cura di Francesco
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

A Losanna il celebre pianista André Polonski (Jacques Dutronc) e Mika Muller (Isabelle Huppert), direttrice dell'azienda di cioccolato Muller, si sposano per la seconda volta. Il marito ha un figlio, Guillaume; ma Jeanne (Anna Mouglalis), ragazza nata nello stesso giorno e nella stessa clinica del principino ereditario, si persuade di essere stata scambiata nella culla: in fondo, suona bene il piano [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Una caraffa thermos piena di cioccolata calda (forse avvelenata) sembra un proiettile minaccioso; il lavoro a maglia posato sulla spalliera d'un divano pare la ragnatela che rinserra i personaggi. Grazie per la cioccolata, tratto da un romanzo di Charlotte Armstrong, diretto da Claude Chabrol, esprime meravigliosamente lo stile del regista e del suo maestro Fritz Lang (citato attraverso il dono della [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

La donna che visse due volte ricompare sulle sponde del lago di Ginevra. Riemerge nella (troppo) tranquilla beatitudine altoborghese di Losanna, tra le mura della splendida magione di Mika (Isabelle Huppert), l'algida protagonista di Grazie per la cioccolata, di Claude Chabrol. Una summa di stereotipi svizzeri: soldi, affari, lindore, buona educazione, rapporti umani regolati come i meccanismi di un [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Non c'è autore che, come Chabrol, persegua da anni con sorniona coerenza un sistematico e approfondito attacco contro la natura borghese e le sue meraviglie, allestendo commedie gialle in cui spesso vincono le intenzioni nascoste, mai fidandosi delle apparenze. Summa di questo stile, Grazie per la cioccolata ( Merci pour le chocolat) è una storia ambientata nella calma piatta di Losanna, in una ricca [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano.net

Perchè Mika Muller (Isabelle Huppert), presidente della società dolciaria Muller, ricca signora risposata con l'ex marito concertista, soccorrevole matrigna di un giovanotto, concepisce azioni malvage quasi inconsapevolmente, convinta di agire per necessità, quasi per assecondare il desiderio delle vittime? La radice della stortura è nella famiglia, che con abilità Claude Chabrol riunisce nelle moderne [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Uno scialle nero a maglie larghe sta, bene aperto, su un divano nella casa borghese di Andre Polonski (Jacques Dutronc) e Marie-Claire "Mika" Muller (Isabelle Huppert). Quasi per caso, sopra di esso più d'una volta si posa lo sguardo della macchina da presa nell'ultima, splendida sequenza di Grazie per la cioccolata. In platea non lo si vede mai davvero, ma se ne avverte il lutto implicito.

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