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Il buio nella mente
Un film di Claude Chabrol.
Con Sandrine Bonnaire, Jacqueline Bisset, Isabelle Huppert, Jean-Pierre Cassel.
continua»
Titolo originale La cérémonie.
Drammatico,
durata 111 min.
- Francia 1995.
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premi nomination |
Festival di Venezia 2 0 |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Sedute al tavolo di un bar, si fronteggiano madame Lelièvre e Sophie. Una è sulla destra dello schermo, efficiente nella sua ricerca d’una donna di servizio (in famiglia, più tardi, si discuterà dell’uso di quest’espressione, troppo esplicita). Sulla sinistra, l’altra sta per essere assunta. Il dialogo è grigio, normale. La normalità, appunto, domina le prime immagini di Il buio nella mente (La Cérémonie), lineari e trasparenti come l’inquadratura che Chabrol tiene per lo più ferma, fissa sulla prevedibilità della situazione e dei ruoli. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
C’è una scuola di pensiero che vorrebbe trasformare la Mostra di Venezia in un laboratorio di avanguardismi. Auguriamoci che non arrivi mai al potere perché il Lido deve restare la vetrina ecumenica istituzionalizzata da Gillo Pontecorvo, dove trovano posto tutte le realtà del cinema. Inclusa quella, non certo secondaria, dei film non esclusivamente «da festival», ovvero capaci di attrarre i pubblico vero. Di un tipico prodotto del genere si è arricchito ieri i concorso, un titolo in grado di assicurare a chiunque un po’ di intelligente intrattenimento: La cérémonie. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Come in Violette Noziere o in Un affare di donne, con uno stile più hitchcockiano che classico Chabrol sa raccontare magistralmente le componenti che stanno alla base anche di tanti delitti gratuiti contemporanei, giovanili oppure no: una naturalezza del crimine, l'amoralità stolida e la pulsione egocentrica, il misto di eccitazione e violenza biologica, il capovolgimento della sottomissione inaccettata in sopraffazione letale, il sentimento d'inferiorità che esplode in distruzione dell'insopportabile superiorità altrui, l'omicidio come surrogato di battaglie sociali mancate o perdute. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Sophie (Sandrinc Bonnaire) non è capace di leggere, ma nessuno lo deve sapere. Nemmeno i signori Lelièvre, presso la sontuosa dimora dei quali la giovane donna presta servizio in qualità di governante. Di lei non ci si può lamentare: tutti i lavori sono eseguiti a puntino, e anche ai fornelli dà l’impressione di saperci davvero fare. Insomma, madame Lelièvre (Jacqueline Bisset) da tempo aspettava un simile colpo di fortuna. Ma quella vergognosa incapacità di leggere e scrivere pesa in modo insopportabile su Sophie. » |
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