|
|
|
| Kids | iPhone | Scrivere di Cinema | La bocca del lupo new! | | |||||
|
|||||
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
|
|
|||
Gabrielle
Un film di Patrice Chéreau.
Con Isabelle Huppert, Pascal Greggory, Thierry Hancisse
Commedia drammatica,
durata 90 min.
- Francia 2005.
uscita venerdì 9 settembre 2005.
|
Accedi
|
Registrati
|
||||||||||
|
|||||||||||
|
|
|
|
||||
![]() Un freddo amore parigino
Mattia Nicoletti
|
|
Basato sul racconto di Joseph Conrad, Il ritorno, il film di Chereau è ambientato nel 1912 a Parigi. Protagonisti sono Jean (Pascal Greggory) e Gabrielle (Isabelle Huppert), una coppia sposata da dieci anni, appartenente all'alta borghesia. La loro vita è fredda, dettata dagli eventi mondani a cui l'autoritario editore Jean non può mancare. Gabrielle, gioca così la parte della moglie repressa costretta in piccoli spazi, e a un'esistenza spersonalizzata alle spalle del marito. Almeno fino al momento in cui, improvvisamente, le regole vengono cambiate. |
|
||||||
|
|
premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Chéreau = ivory + sarcasmo
martedì 10 aprile 2007
di nerofelix
Un interno borghese... dove per "interno" non si designano solo le quattro mura sontuose della ricca borghesia di inizio '900, ma un "interno" ancora più interno... quello delle sottili dinamiche psicologiche che legano una coppia apparentemente solida ma in realtà minata da mille ipocrisie che finiscono per farla implodere e portare alla demolizione della rispettabilità di facciata. Il film è costruito benissimo, interpretato egregiamente e diretto con assoluta maestria. La trama è psicologica, continua » |
Trattato esemplare di educazione borghese
sabato 10 settembre 2005
di goldy
Il trermine "educazione borghese" esprime una connotazione negativa ma ben pochi sarebbero capaci di elencare le motivazioni. Gabrielle potrebbe essere efficacemente proiettato nelle scuole superiori per esemplificare in modo definitivo cosa si intende per educazione borghese. La scala dei valori accettati, la qualità dei rapporti di amicizia e di coppia, la quantità di ipocrisia necessaria, la scarsa attenzione ai sentimenti, l'assoluta certezza delle proprie scelte di vita, il rifiuto del continua » |
|
Rigatoni al sugo di lepre
giovedì 3 novembre 2005
di Leonello
Una Isabelle Huppert in piena forma artistica (tanto da far decidere alla Giuria di assegnarle un Leone Speciale, premio che non veniva elargito da ben 22 anni!) ci omaggia di un'interpretazione magistrale nel ruolo di una moglie repressa e soggiogata dal marito che decide disperatamente di squarciare il velo di ipocrisia che avvolge le loro esistenze con un gesto trasgressivo. Un ritratto dell'alta borghesia parigina di inizio secolo claustrofobico e coinvolgente tutto giocato sulla contrapposizione continua » |
||
DVD | GabrielleUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 7 marzo 2006
|
|
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Gabrielle è un film sbagliato, ma tutt' altro che inutile. E' tanto privo di vita che in futuro lo si immagina facilmente offerto all' attenzione degli studenti al centro di un teatro anatomico. Sarà un' occasione per approfondire in corpore vili i rapporti fra cinema e letteratura perché Patrice Chéreau ha sceneggiato con Anne-Luise Trividic «Il ritorno» di Joseph Conrad. Un racconto scritto nel 1897 e definito dal suo editore italiano Ugo Mursia «uno dei più trascurati e insieme maltrattati dalla critica». » |
di Valerio Caprara Il Mattino
Per essere sino in fondo cronisti, dobbiamo premettere che a Venezia non gli sono mancate le lodi sperticate, le acrobazie esegetiche e un premio di consolazione per la protagonista. Per noi, al contrario, Gabrielle è un manifesto di come non si deve trasporre la letteratura in cinema: nel suo viavai tra palcoscenico e schermo Patrice Chéreau si è messo in testa d'assomigliare a Bergman e Visconti, ma l'intenzione di «migliorare» in qualche modo il testo d'origine stronca in partenza la temeraria pretesa. » |
|
|
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Patrice Chéreau, in Francia, è uno degli uomini di teatro più stimati. Ma si è fatto strada anche nel cinema, con risultati spesso lusinghieri: dagli esordi, con Un’orchidea rosso sangue, fino alla Regina Margot e, di recente, a Nell’intimità. Ieri sera, con Gabrielle, rifacendosi a un racconto di Joseph Conrad, Il ritorno, ha voluto dimostrarci che la letteratura, il cinema e il teatro stanno bene insieme, giovandosi a vicenda. Ha cominciato in bianco e nero. In una strada di un quartiere elegante di Parigi, con un signore distintissimo che, vestito secondo la moda del primo Novecento, ci dice che è soddisfatto della vita, è ricco, fa parte della buona società e ha una moglie piena di virtù, Gabrielle, appunto. » |
di Sandro Rezoagli Ciak
All’origine c’è un breve racconto di Joseph Conrad, The Return, uno dei suoi rari non marinareschi. Anzi, stracittadino, perché siamo nella splendente Parigi di inizio ‘900 dove, in una magione ricca di servitù vivono “alla grande” Jean (Pascal Greggory) e Gabrielle (Isabelle Huppert). Sposati da dieci anni, sembrano adagiati in una confortevole routine, fatta di ricevimenti, chiacchiere da salotto, lusso, calma e voluttà. Apparente. Perché un giorno la moglie scompare lasciando una secca lettera d’addio. » |
|
| Recensioni & Opinionisti |
Premi |
Multimedia | Shop & Showtime |
|
Festival di Venezia (1) Articoli & News |