Gabrielle

Un film di Patrice Chéreau. Con Isabelle Huppert, Pascal Greggory, Thierry Hancisse Commedia drammatica, durata 90 min. - Francia 2005. uscita venerdì 9 settembre 2005. MYMONETRO Gabrielle * * 1/2 - - valutazione media: 2,84 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
Consigliato sì!
2,84/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * - - -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
Isabelle Huppert
Isabelle Huppert (64 anni) 16 Marzo 1953 Interpreta Gabrielle Hervey
Pascal Greggory
Pascal Greggory (64 anni) 8 Settembre 1953 Interpreta Jean Hervey
Thierry Hancisse
Thierry Hancisse (55 anni) 20 Novembre 1962 Interpreta Il redattore capo
La deriva esistenziale di una coppia nella Francia della belle époque, dove il lusso nasconde inconfessate passioni.
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primo piano
Un freddo amore parigino
Mattia Nicoletti     * - - - -

Basato sul racconto di Joseph Conrad, Il ritorno, il film di Chereau è ambientato nel 1912 a Parigi. Protagonisti sono Jean (Pascal Greggory) e Gabrielle (Isabelle Huppert), una coppia sposata da dieci anni, appartenente all'alta borghesia. La loro vita è fredda, dettata dagli eventi mondani a cui l'autoritario editore Jean non può mancare. Gabrielle, gioca così la parte della moglie repressa costretta in piccoli spazi, e a un'esistenza spersonalizzata alle spalle del marito. Almeno fino al momento in cui, improvvisamente, le regole vengono cambiate.
L'ottima interpretazione della Huppert non salva un film patinato e sontuoso nelle scenografie e nella cura dei costumi. Lo stile registico è spesso manieristico e poco omogeneo con un utilizzo non motivato di slow motion e di sequenze in bianco e nero. Dopo Son Frère Chereau non convince nel descrivere questo amore che si perde in una splendida camera vuota.

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Premi e nomination Gabrielle MYmovies
Gabrielle recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
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Trattato esemplare di educazione borghese

sabato 10 settembre 2005 di goldy

Il trermine "educazione borghese" esprime una connotazione negativa ma ben pochi sarebbero capaci di elencare le motivazioni. Gabrielle potrebbe essere efficacemente proiettato nelle scuole superiori per esemplificare in modo definitivo cosa si intende per educazione borghese. La scala dei valori accettati, la qualità dei rapporti di amicizia e di coppia, la quantità di ipocrisia necessaria, la scarsa attenzione ai sentimenti, l'assoluta certezza delle proprie scelte di vita, il rifiuto del continua »

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Chéreau = ivory + sarcasmo

martedì 10 aprile 2007 di nerofelix

Un interno borghese... dove per "interno" non si designano solo le quattro mura sontuose della ricca borghesia di inizio '900, ma un "interno" ancora più interno... quello delle sottili dinamiche psicologiche che legano una coppia apparentemente solida ma in realtà minata da mille ipocrisie che finiscono per farla implodere e portare alla demolizione della rispettabilità di facciata. Il film è costruito benissimo, interpretato egregiamente e diretto con assoluta maestria. La trama è psicologica, continua »

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Purissima fiction teatrale

venerdì 1 novembre 2013 di THEOPHILUS

GABRIELLE   Le immagini in bianco e nero che tendono al grigio, presenti nella mente di Hervey, non sono della stessa natura di quel grigio di cui François Mitterrand vede circonfusa la Francia nel film Le promeneur du champ de Mars, la più recente fatica di Robert Guédiguian. Questa tinta, attagliata al protagonista maschile di Gabrielle, è tipica di chi vede la vita senza contrasti, senza punte estreme, di chi, politicamente, è con saldezza ancorato al continua »

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Rigatoni al sugo di lepre

giovedì 3 novembre 2005 di Leonello

Una Isabelle Huppert in piena forma artistica (tanto da far decidere alla Giuria di assegnarle un Leone Speciale, premio che non veniva elargito da ben 22 anni!) ci omaggia di un'interpretazione magistrale nel ruolo di una moglie repressa e soggiogata dal marito che decide disperatamente di squarciare il velo di ipocrisia che avvolge le loro esistenze con un gesto trasgressivo. Un ritratto dell'alta borghesia parigina di inizio secolo claustrofobico e coinvolgente tutto giocato sulla contrapposizione continua »

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di Valerio Caprara Il Mattino

Per essere sino in fondo cronisti, dobbiamo premettere che a Venezia non gli sono mancate le lodi sperticate, le acrobazie esegetiche e un premio di consolazione per la protagonista. Per noi, al contrario, Gabrielle è un manifesto di come non si deve trasporre la letteratura in cinema: nel suo viavai tra palcoscenico e schermo Patrice Chéreau si è messo in testa d'assomigliare a Bergman e Visconti, ma l'intenzione di «migliorare» in qualche modo il testo d'origine stronca in partenza la temeraria pretesa. »

di Natalia Aspesi La Repubblica

Ispirato a uno dei rari racconti non di mare di Conrad, racconta gli orrori di una coppia perfetta. I signori Hervey, ricchi, sposati da dieci anni, famosi i loro giovedì proustiani, tra pettegolezzi, toilettes, cibi raffinati, argenti e arguzie,dividono la stessa camera da letto, però in due letti separati, «come saranno vicine le loro tombe». Ogni passione spenta, dimenticati i loro corpi, vivono l’apparente serenità dell’opulenza e della mondanità. Lui è felice, quindi è certo che lo sia anche lei. »

di Sandro Rezoagli Ciak

All’origine c’è un breve racconto di Joseph Conrad, The Return, uno dei suoi rari non marinareschi. Anzi, stracittadino, perché siamo nella splendente Parigi di inizio ‘900 dove, in una magione ricca di servitù vivono “alla grande” Jean (Pascal Greggory) e Gabrielle (Isabelle Huppert). Sposati da dieci anni, sembrano adagiati in una confortevole routine, fatta di ricevimenti, chiacchiere da salotto, lusso, calma e voluttà. Apparente. Perché un giorno la moglie scompare lasciando una secca lettera d’addio. »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Patrice Chéreau, in Francia, è uno degli uomini di teatro più stimati. Ma si è fatto strada anche nel cinema, con risultati spesso lusinghieri: dagli esordi, con Un’orchidea rosso sangue, fino alla Regina Margot e, di recente, a Nell’intimità. Ieri sera, con Gabrielle, rifacendosi a un racconto di Joseph Conrad, Il ritorno, ha voluto dimostrarci che la letteratura, il cinema e il teatro stanno bene insieme, giovandosi a vicenda. Ha cominciato in bianco e nero. In una strada di un quartiere elegante di Parigi, con un signore distintissimo che, vestito secondo la moda del primo Novecento, ci dice che è soddisfatto della vita, è ricco, fa parte della buona società e ha una moglie piena di virtù, Gabrielle, appunto. »

Gabrielle | Indice

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