Le verità

Film 2019 | Drammatico 107 min.

Regia di Kore'eda Hirokazu. Un film Da vedere 2019 con Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, Clémentine Grenier, Manon Clavel. Cast completo Titolo originale: La vérité. Titolo internazionale: The Truth. Genere Drammatico - Francia, 2019, durata 107 minuti. Uscita cinema giovedì 10 ottobre 2019 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,40 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il rapporto tormentato tra una madre che si sta preparando per un ruolo in un film di fantascienza e la figlia.

Consigliato sì!
3,40/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,30
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Kore-eda si cala splendidamente nel cinema francese con una ricca storia di confronto familiare.
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 28 agosto 2019
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 28 agosto 2019

Diva del cinema francese, Fabienne Daugeville pubblica un libro di memorie e per l'occasione riceve la visita della figlia Lumir, sceneggiatrice che vive a New York con il marito Hank e la piccola Charlotte. Nella villa parigina di Fabienne, le due donne si sforzano di entrare in contatto l'una con l'altra e di fare i conti con il passato, impresa resa tanto più ardua dalla presenza delle famiglie e del maggiordomo Luc, stufo di essere dato per scontato. Fabienne è anche impegnata sul set, recitando in un film che confonde ulteriormente i confini del ruolo materno e di quello filiale.

Il giardino della villa di Fabienne è nel mezzo di Parigi, e quando d'estate cadono le foglie il rumore della metro si fa più acuto, ma sembra un mondo a parte, recluso. È il piccolo regno di una donna che al mestiere di attrice ha dato tutto, anche a scapito degli affetti personali.

Kore-eda, nel suo secondo debutto stavolta in territorio straniero, con la curiosità meticolosa dell'outsider esplora ogni angolo di una casa bellissima, "anche se c'è una prigione proprio qui dietro". E in una prigione della parola deve sentirsi Lumir, figliol prodiga che da bambina voleva fare l'attrice, ma che da adulta è diventata sceneggiatrice, nel tentativo forse di dare un senso alla voce di una madre che spesso di fronte alla realtà sceglie di far vincere la leggenda. Per essere l'opera di un regista che gira in una lingua non sua, Le Verità stupisce per la perfetta sinfonia di ambiguità e allusioni dei suoi dialoghi, giocati su un corto circuito costante di età, ruoli familiari, ricordi e riflessi di sé.

Sull'onda della consacrazione con Un affare di famiglia, Palma d'oro a Cannes e grande successo internazionale, l'autore giapponese si cala nel contesto alto-borghese della vecchia Europa in modo discreto ma decisivo, recando in dote il suo elegante rigore di messa in scena a beneficio di una storia che, lasciata al suo eccesso francese, avrebbe potuto facilmente perdersi.

Poco incline ad avventurarsi per le vere strade di Parigi, che fanno solo un paio di fuggevoli apparizioni, Kore-eda crea invece una domesticità sempre visibilmente artefatta (dal suddetto giardino-prigione agli interni in auto, così simili al green screen sulle finestre del set cinematografico a cui conducono) in cui Catherine Deneuve e Juliette Binoche possono giocare la loro partita a suon di finzioni. Le due star, mai prima insieme sullo schermo, sono poco credibili come madre e figlia, ed è proprio questo il punto: nemmeno i loro personaggi ci credono, in un film troppo plurale per essere categorico.

Mentre gli uomini si moltiplicano (guidati da un Ethan Hawke bonariamente di contorno), le donne si cambiano di posto, si riconfigurano, si specchiano l'una nell'altra. Non si fidano della memoria e non credono alle parole, ma hanno vissuto troppo a lungo per riconoscere madri e nonne dall'odore come fa Charlotte.
Leggero nel tono ma profondamente funereo nel sottotesto, Le verità è un film che costringe a misurarsi anche con i fantasmi, in particolare quelli, forse molto veri e personali, di Deneuve. È appropriato che le suggestioni autobiografiche si facciano strada nei personaggi, in un'opera che si accende di passione quando parla del mestiere dell'attore. Kore-eda ne traccia una mappa spirituale, dai gesti sul set alle frustrazioni, dalla vulnerabilità ai capricci, dalla tecnica alla magia. E se queste attrici, celebrate o mancate che siano, non sono in grado di perdonarsi da sole vorrà dire che le perdonerà il pubblico.

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Il primo film europeo di Kore-eda.
martedì 22 maggio 2018

Fabienne è una star del cinema francese circondata da uomini che la adorano e la ammirano. Quando pubblica la sua autobiografia, la figlia Lumir torna a Parigi da New York con marito e figlia. L'incontro tra madre e figlia si trasformerà velocemente in un confronto: le verità verranno a galla, i conti saranno sistemati, gli amori e i risentimenti confessati.

Si tratta del primo film girato fuori dal suo paese per Kore-eda Hirokazu che per l'occasione ha avuto a disposizione un cast di stelle.

Catherine Deneuve, Juliette Binoche e Ethan Hawke hanno girato con il regista giapponese per dieci settimane a Parigi, principalmente all'interno di una piccola casa. Menzogne, orgogli, rimpianti, tristezze, gioie e riconciliazioni convivono in uno spazio e tempo limitato dando la possibilità a Kore-eda di tornare a quello che è un tema principe della sua filmografia: la famiglia.

Dopo la Palma d'Oro vinta nel 2018 a Cannes per Un affare di famiglia, il regista ha voluto infatti tornare a lavorare su un progetto iniziato già quindici anni fa: una sceneggiatura di uno spettacolo teatrale incentrata proprio sul rapporto conflittuale tra una madre e una figlia. Kore-eda però, intervistato da Screen Daily ci ha tenuto a precisare che non si tratterà di una semplice rivisitazione di tematiche già affrontate:  "È un film completamente diverso dai precedenti, ricorderà un po' le atmosfere di Viale del Tramonto per la capacità di ruotare attorno alla personalità e alla realtà di un'attrice". La sfida è dunque quella di un avvicinamento al grande cinema classico di Hollywood.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 28 agosto 2019
Peer Gynt

Commedia arguta dotata di dialoghi spesso brillanti e di attrici di grande rilievo (una Deneuve in grande spolvero e una Binoche che stupisce per la capacità di recitare in molti film diversissimi ma sempre di qualità), film francese in tutti i sensi (anche se di un regista giapponese) che ha il pregio di intrattenere e di far pensare e forse il leggero difetto di dare un senso di già [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 29 agosto 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Dal Giappone a Parigi uno rischia anche di perdersi. Dal cuore delle famiglie nipponiche, con le loro cadenze, ritmi e comportamenti, a quello delle famiglie occidentali, con le loro nevrosi, egocentrismi e rimpianti, specialmente se intellettuali e artistiche, il percorso non è semplice. Kore-eda Hirokazu racconta da tempo la sua terra e la sua società: lo fa con una quota autoriale importante, eppure [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Con un programma così qualificato e insieme così glamour la Mostra numero 76, l'ottava di Alberto Barbera, può permettersi ormai di rinunciare all' apertura mainstream d'autore hollywoodiano, come negli ultimi anni ("Birdman", "La la land", "First Man"). "La vérité" è un curioso caso di commedia francese di famiglia, ragione & sentimento, ispirata e condotta da un giapponese Palma d'oro ("Un affare [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Chi è davvero Fabienne star del cinema francese, circondata da uomini al suo servizio, mai gentile, egocentrata, che al giornalista intimorito - e adorante - risponde rimandando alle interviste rilasciate già a altri? Un'attrice che nella sua villa con alle spalle un carcere si scopre di fronte all'età una fragilità imprevista, ansie, la paura di essere alla fine della carriera, su quel «viale del [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

La star in famiglia di mestiere fa la star. Si chiama Fabienne, 73 anni, ha vinto due César, indimenticabile in La Bella di Parigi, voluta da Hitchcock come protagonista («Ma purtroppo è morto prima»), due mariti, svariati amanti, il fantasma di una collega forse più brava e corretta deceduta prima di lei (e due, dopo Hitchcock), una figlia quasi rancorosa, un vecchio assistente amoroso («Somiglia [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Attesa e temuta, la prima trasferta fuori dal Giappone della Palma d' oro 2018, legatissimo finora alla cultura del suo paese. Operazioni, queste, spesso rischiose (basti pensare all' iraniano Fahradi in Spagna, Tutti lo sanno, che aveva aperto Cannes sempre l'anno scorso). E invece il film di Kore-eda, a non saperne l'autore, potrebbe essere tranquillamente una perfida commedia cinefila francese, [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

L'opera che apre ufficialmente la 76ª Mostra del Cinema di Venezia è una storia familiare d'ambientazione parigina. Con «La vérité», il regista Kore-eda Hirokazu (Palma d'Oro a Cannes 2018 grazie a «Un affare di famiglia») abbandona per la prima volta il Giappone e la propria lingua, ma non l'attitudine a narrare con tratto lieve e approccio rispettosamente empatico le dinamiche tra congiunti, siano [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Eddie Bertozzi
Film TV

La prima volta di Kore-eda Hirokazu al di fuori dei confini nipponici è una felice trasferta. La resa dei conti fra una madre-attrice egoista e una figlia in cerca di un contatto prende le forme di un film borghese e molto europeo, in cui il regista continua a riflettere sui temi classici del suo cinema: la famiglia, la dinamica degli affetti e delle solitudini.

giovedì 29 agosto 2019
Massimo Causo
Duels.it

Un film origami, che si compone mentre si squaderna e rivela le sue forme, le sue idee, mentre si offre a altre strutture, a differenti disposizioni: La vérité di Hirokazu Kore-eda, che ha aperto in Concorso la 76ma Mostra veneziana, è un oggetto che si libera dalla sua struttura di base con la leggerezza di una gestualità filmica che dialoga con le forme del cinema.

mercoledì 28 agosto 2019
Elisa Battistini
Quinlan

Emma e Anaïs vivono in una piccola città francese, sono compagne di classe, le migliori amiche. Il regista le segue, nella loro vita quotidiana, dai 13 ai 18 anni, registrando le trasformazioni del loro corpo e la loro maturazione. Si arriva alla fine della scuola superiore, e le aspetta l'università e il trasferimento a Parigi. Dopo Les invisibles, un altro film di racconti di vita, dopo opere legate [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Simona Santoni
Panorama

Sul filo di una sceneggiatura che misura ogni parola e spesso scaglia frasi di realismo tagliente, il nuovo film di Hirokazu Koreeda apre la Mostra del cinema di Venezia, edizione 76. La vérité, film in francese, soprattutto, e in inglese, primo non in lingua madre per il regista giapponese, ha la prima proiezione per il pubblico in Sala Grande alle 19 del 28 agosto (arriverà nelle sale italiane con [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

È un mistero la scelta di "La vérité" ("Le verità" in italiano, esce il 3 ottobre) di Kore-eda Hirokazu come film di apertura di Venezia 76. Kore-eda è un grandissimo autore giapponese, Palma d'oro a Cannes l'anno scorso con "Un affare di famiglia". Ma a volte i trionfi sono cattivi consiglieri, ti aprono nuovi orizzonti ma a rischio. Girando per la prima volta in Occidente, con un cast all-star e [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

Ad aprire la settantaseiesima Mostra del Cinema di Venezia è stato il film in concorso "La vérité" del regista Hirokazu Kore'eda, un family-drama che, partendo dalla descrizione di un rapporto madre-figlia, finisce col riflettere sul tempo che passa e sul mestiere di attrice. Per il regista e sceneggiatore giapponese si tratta del primo film girato fuori dal suo Paese e dotato di un cast internazionale [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Catherine Deneuve ultima grande diva. Non si dovrebbe mostrare più nulla dopo la sublime performance della star francese ne La Verité del giapponese Kore-eda Hirokazu. Qualunque altra attrice perderebbe il confronto. Nel film d'apertura che inaugura con classe Venezia 2019 la 75enne interprete di Bella di giorno recita praticamente sempre da seduta.

mercoledì 28 agosto 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

Ermanno passa i suoi giorni tra piccoli furti e slot machine, in attesa di una svolta nella sua vita. Lena arriva in Italia per vendere la bambina che porta in grembo e poter così iniziare una nuova vita. I due fingono di essere una coppia in modo che Fabio, lo zio di Ermanno, sterile e disposto a pagare per avere la figlia che lui e sua moglie Bianca non possono avere, possa ottenere l'affidamento [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Famiglie vi amo. Con tutti i vostri difetti, con tutti i segreti, le magagne nascoste, gli inevitabili aggiustamenti, le mezze verità costruite per non farsi troppo male. Potrebbe essere questo il credo di Hirokazu Kore-eda, il grande regista giapponese che ha già raccontato tante volte le famiglie del suo paese, raggiungendo spesso una stupefacente profondità (era suo Un affare di famiglia, Palma [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

È possibile affidarsi ai ricordi per rintracciare la verità? Messe su carta, le nostre "memorie" che valore assumono per gli altri? Soprattutto per chi ha fatto parte della nostra vita? Ruota intorno a queste domande il nuovo film di Kore-Eda Hirokazu, regista nipponico Palma d'Oro a Cannes 2018 con Un affare di famiglia, che per la prima volta dirige e ambienta un proprio film al di fuori del Giappone, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

Fabienne è una grande attrice del cinema francese. Una carriera ormai mitica, a cui è stato sacrificato un po' tutto: amicizie, amori, affetti familiari. Forse il genio della recitazione ha chiesto in pegno la verità, la parte più profonda dell'anima. Ed è quello che sembra imputarle la figlia Lumir, che non comprende la finzione dell'immagine pubblica, dell'autobiografia tramandata.

mercoledì 28 agosto 2019
Roberto Manassero
Cineforum

Per il suo primo film fuori dal Giappone, Kore-eda Hirokazu ha scelto di mantenere intatto il fulcro del suo cinema, il dubbio che ammanta le relazioni tra i personaggi e il mondo chiuso che abitano. In La vérité, girato a Parigi, prodotto con capitali giapponesi e francesi e interpretato da Catherine Deneuve, Juliette Binoche ed Ethan Hawke, c'è una villa immersa nel verde e isolata dal resto della [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Anton Giulio Onofri
Close-Up

La 76ma Mostra del Cinema di Venezia ha scelto per aprire le danze del concorso il nuovo lavoro di Kore-eda Hirozaku, nel 2018 palma d'oro a Cannes con il suo primo grande successo al botteghino, Un affare di famiglia; La verité è invece il suo primo film interamente realizzato fuori dal Giappone, con attori e tecnici francesi. Il film è nato, come racconta lo stesso Kore-eda nelle sue note di regia, [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
giovedì 12 settembre 2019
 

Diva del cinema francese, Fabienne Daugeville pubblica un libro di memorie e per l'occasione riceve la visita della figlia Lumir, sceneggiatrice che vive a New York con il marito Hank e la piccola Charlotte.

VIDEO RECENSIONE
venerdì 30 agosto 2019
 

Un film che celebra gli attori nati, quelli scomparsi e quelli mancati, in un dramma familiare di raffinata malinconia. Recensione di Tommaso Tocci, legge Emanuela Rei. Guarda la video recensione »

GALLERY
giovedì 29 agosto 2019
 

Si è aperta ufficialmente ieri la 76.ma edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con la proiezione dell'attesissimo Le verità, primo film fuori dal suo paese natio del maestro giapponese Kore'eda Hirokazu.

MOSTRA DI VENEZIA
mercoledì 28 agosto 2019
Tommaso Tocci

Il regista inaugura Venezia 76 con un film leggero nel tono ma profondamente funereo nel sottotesto. Dal 10 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

POSTER
mercoledì 28 agosto 2019
 

Fabienne è una star del cinema francese circondata da uomini che la adorano e la ammirano. Quando pubblica la sua autobiografia, la figlia Lumir torna a Parigi da New York con marito (Ethan Hawke) e figlia.

NEWS
martedì 30 luglio 2019
 

Il primo film europeo di Kore-eda con Catherine Deneuve, Juliette Binoche e Ethan Hawke sarà in concorso a Venezia 76. Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 18 luglio 2019
 

La vérité, diretto da Kore-eda Hirokazu (Un affare di famiglia (guarda la video recensione)) e interpretato da Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, è il film di apertura, in Concorso, della 76.

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