L'adieu à la nuit

Film 2019 | Drammatico 104 min.

Titolo originaleL'adieu à la nuit
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata104 minuti
Regia diAndré Téchiné
AttoriCatherine Deneuve, Kacey Mottet Klein, Oulaya Amamra, Kamel Labroudi, Stéphane Bak .
TagDa vedere 2019
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di André Téchiné. Un film Da vedere 2019 con Catherine Deneuve, Kacey Mottet Klein, Oulaya Amamra, Kamel Labroudi, Stéphane Bak. Titolo originale: L'adieu à la nuit. Genere Drammatico - Francia, 2019, durata 104 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Il tentativo onesto di avvicinare una realtà che sfugge a ogni categoria di interpretazione del mondo occidentale.
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 13 febbraio 2019
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 13 febbraio 2019

La settantenne Muriel gestisce un allevamento di cavalli nelle campagne francesi ai piedi dei Pirenei. Suo nipote Alex, che la donna ha cresciuto dopo la morte della madre, è giunto in visita prima di un lungo viaggio. Il ragazzo dice di volersi trasferire in Canada, ma in realtà ha deciso con la fidanzata Lila, grazie alla quale si è convertito all'islamismo, di arruolarsi nelle file dell'Isis in Siria. I cambiamenti insospettiscono Muriel, la quale scopre tutto dopo il furto di un'ingente somma di denaro che dovrebbe finanziare la fuga di Alex.

Ambientando la sua storia nella primavera del 2015, tra gli attentati a Charlie Hebdo e al Bataclan, Téchiné osserva attonito, attraverso lo sguardo di Catherine Deneuve, la scelta incomprensibile di due giovani francesi contemporanei.

Il cinema di André Téchiné ha sempre inseguito il fugace incanto della giovinezza. L'adolescenza di Quando hai 17 anni, tre anni fa in concorso alla Berlinale, è sfociata ora nei vent'anni di L'adieu à la nuit (questa volta presentato fuori concorso), con lo stesso Kacey Mottet Klein a incarnare le asprezze di un'età inafferrabile e l'incomprensibile deriva religiosa del radicalismo islamico.

Lo sguardo della non più giovane Muriel (Catherine Deneuve) osserva ciò che non può afferrare, mentre l'età di mezzo degli adulti è del tutto assente dal film e dalle vite dei suoi giovani protagonisti, se non nelle figure dei cattivi maestri dell'integralismo e delle forze dell'ordine: non solo per il protagonista Alex, orfano di madre e con un padre rifattosi una famiglia in Guadalupa, ma anche per la fidanzata Lila e il compagno di viaggio Bilal.

Una distanza fra mondi e generazioni che il regista francese, classe 1943 e coetaneo della Deneuve, racconta fin dai tempi di capolavori come Les innocents e L'età acerba, di noir come Les voleurs o di opere più recenti come La fille du RER, inseguendo i personaggi con la macchina da presa mobile e nervosa e raccontando con ritmo spezzato storie di famiglie lacerate tanto dalla violenza quanto dall'amore.

Rispetto al passato si percepisce la stanchezza di un cinema inevitabilmente invecchiato, sia nella scialba fotografia digitale del collaboratore di una vita Julien Hirsch, sia nella staticità della prova della Deneuve, ma Téchiné è ancora in grado di dare al suo film un'anima dolente e compassionevole, soprattutto nei duetti fra nonna e nipote e in alcuni fugaci particolari del racconto (una cena a base di funghi, una passeggiata notturna, una carrellata in un frutteto...).

In L'adieu à la nuit, che prende il titolo da una frase usata da Alex per congedarsi prima di intraprendere il cammino verso la luce dell'Islam, la recente cronaca francese (il film è ambientato tra l'assalto alla redazione di Charlie Hebdo e gli attentati a Parigi del 13 novembre) prende il sopravvento sull'abituale attenzione di Téchiné verso i corpi e i desideri dei suoi personaggi; ma è anche il segno di un tentativo onesto di avvicinare una realtà che sfugge a ogni categoria di interpretazione del mondo occidentale.

Ancora innocenti eppure già colpevoli, i giovani protagonisti di L'adieu à la nuit vanno incontro al loro stesso annichilimento, di fronte al quale solo la parola e l'affetto - come suggerisce il finale sospeso - possono ancora ristabilire un principio d'umanità altrimenti perduto.

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