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lunedì 30 maggio 2016

John Hurt

Un trasformista molto british

Nome: John Vincent Hurt
76 anni, 22 Gennaio 1940 (Acquario), Chesterfield (Gran Bretagna)
occhiello
È incredibile quanta parte della vita si spenda ad aspettare…
dal film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008) John Hurt è Abner Ravenwood
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John Hurt
Golden Globes 1981
Nomination miglior attore per il film The Elephant Man di David Lynch

Premio Oscar 1980
Nomination miglior attore per il film The Elephant Man di David Lynch

Golden Globes 1979
Premio miglior attore non protagonista per il film Fuga di mezzanotte di Alan Parker

Premio Oscar 1978
Nomination miglior attore non protagonista per il film Fuga di mezzanotte di Alan Parker



Con La Talpa arrivano al Lido gli 007 di Alfredson.

Dalla Svezia con furore

lunedì 5 settembre 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Dalla Svezia con furore Gli 007 svedesi piacciono, eccome, alla Mostra di Venezia. Accolto da un lungo applauso in sala stampa, il regista di Stoccolma Tomas Alfredson e il produttore Tim Bevan hanno portato oggi in concorso Tinker, Taylor, Soldier, Spy (in Italia a gennaio con il titolo La Talpa), che lo sceneggiatore Peter Straughan ha tratto dal romanzo capolavoro sul mondo delle spie di John Le Carré. Già adattato per il piccolo schermo nel 1979 in una miniserie in 7 puntate, La Talpa ha portato al Lido anche un cast di altissimo livello: Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch, Mark Strong e Gary Oldman, che nel film di Alfredson veste i panni del personaggio interpretato trent’anni fa da Alec Guinness nella miniserie tv. «Se Guinness potesse vedere la prova d’attore di Oldman – ha detto il regista – sarebbe il primo a fargli una standing ovation». Continua »

Il regista danese presenta in concorso a Cannes il suo film sulla fine del mondo.

Melancholia, è Von Trier Show

mercoledì 18 maggio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Melancholia, è Von Trier Show «Forse questo film è una schifezza. O forse no. Comunque è abbastanza probabile che non valga la pena vederlo. E quindi? Adesso che facciamo? Parliamo de L'Uomo Ragno?». Lars Von Trier, eccentrico e provocatorio per contratto: impossibile prenderlo sul serio, persino nel serissimo contesto del Festival di Cannes. Il suo film Melancholia, immaginifica storia sulla fine del mondo presentata oggi in concorso e accolta in sala da qualche fischio e applausi, sarebbe bastato a fornire sufficiente materia di discussione. Ma la performance del maestro danese, celebre per la personalità complessa («autovenerativa», dice lui), oltre che per la sua fertile e controversa produzione artistica, raramente si conclude in sala: se l’anno scorso, in competizione con Antichrist, si ritenne personalmente offeso dai giornalisti «che hanno applaudito solo per gentilezza – disse – dopo aver sghignazzato tutto il tempo», quest’anno sul palcoscenico di Cannes ha scelto di polemizzare soprattutto con se stesso. Accanto a lui i suoi attori, Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Jesper Christensen, John Hurt, Stellan Skarsgård, vinti dalla personalità dell’istrionico regista e serenamente disposti ad assecondarlo: uno come Von Trier, del resto, non si può certo arginare.


LARS VON TRIER

Perché un film sulla fine del mondo?
Von Trier: Per me non è esattamente un film sulla fine del mondo ma una riflessione su uno stato mentale, quello della malinconia, che conosco benissimo. Non ho tanto da dire su questo film. Sono felice di essere qui e sono felice che Melancholia non arrivi sugli schermi del pianeta Terra prima di un mese.

Perché questo titolo, Melancholia?
Perché è una bella parola, anche se abusata. Il sentimento della malinconia pervade le arti, e nel mio film è molto presente. L’idea di Melancholia è venuta da là, dal titolo.

Altre fonti di ispirazione?
Mi sono ispirato ai dipinti classici, agli artisti tedeschi e preraffaelliti. E anche ad Antonioni, a Bergman e Tarkovski. Piango sempre, quando vedo i film di Tarkovski. Però a me adesso piacerebbe parlare del mio prossimo film, si può?

Come sarà il suo prossimo film?
Kirsten Dunst mi ha convinto a fare un porno: in Melancholia ho ripreso la sua vagina, ma non le basta. Ha detto di sentirsi pronta per il nudo e di voler fare di più. Ne vuole sempre di più. Vuole un vero film hardcore, farò del mio meglio per accontentarla.

Pensa di trovare altre attrici per il suo porno?
Figuriamoci, ma certo. Siamo già al lavoro sul soggetto: io voglio i dialoghi, ma alle mie attrici non gliene frega niente. Vogliono solo sesso. Vi prometto che il mio prossimo film durerà 4 ore. Sarà un film a capitoli, posso già rivelare il nome del primo: "East/West Church".

Tornando a Melancholia, può raccontare come ha lavorato sulla luce?
L’unico consiglio che mi ha dato il mio direttore della fotografia è stato quello di non fare l’errore tipico dei registi di mezza età, che ingaggiano donne sempre più giovani e sempre più nude. L’ho mandato a quel paese, io faccio quello che voglio. Mi sento un uomo libero, soprattutto da quando ho smesso di bere e mi sono dato alla lettura. Sono diventato più noioso ma mi sento bene, anche se filosoficamente sono contrario al non bere.

Si parlava della luce...
La luce divina è qualcosa di molto importante, ma la luce in generale è importante, perché è il cuore del cinema. Per questo quando guardo Tarkovski piango, perché per me è come avere a che fare con lo Spirito Santo. Sono un uomo molto sensibile alla sofferenza e al senso di colpa cattolico, per quanto ci sia in me anche un lato più leggero che di tanto in tanto, con film come Melancholia, riesco a far emergere.

Melancholia parla della fine del mondo: le sembra un tema leggero?
A me non pare così terribile pensare al fatto che il pianeta muoia. Tutti dobbiamo morire prima o poi. Per me in un certo senso Melancholia è una commedia: se avessi voluto farne una tragedia, vi sareste spaventati.

Perché ha scelto di cominciare il film con la fine del mondo?
Si dice che i film si guardano per sapere come andranno a finire, ma secondo me non è così: sappiamo che James Bond rimarrà vivo alla fine, eppure le sue avventure sono sempre emozionanti. Ho voluto essere chiaro sin dall’inizio: quando vedi Melancholia sai come finisce, almeno non ti illudi.

È soddisfatto del risultato? Che effetto le fa rivedere il suo film a Cannes?
Forse tutta quella musica di Wagner era esagerata, ci siamo fatti prendere la mano e il film è diventato troppo romantico. Quando ho visto i primi fotogrammi, ho pensato che questo film fa veramente schifo. Spero di no.

La sua vita privata influenza la sua ricerca stilistica?
Non lo so. L’unica cosa che posso dire è che per tanto tempo ho pensato di essere ebreo e ne ero molto felice, ma da quando è arrivata Susanne Bier ho perso tutta l’allegria. Ho scoperto recentemente di avere origini tedesche, nella mia famiglia ci sono anche dei nazisti. Noi nazisti in effetti abbiamo una certa tendenza alla megalomania.


KIRSTEN DUNST e CHARLOTTE GAINSBOURG

Cosa vi ha spinte a lavorare con Von Trier?
Kirsten Dunst: Per me Lars è l’unico regista capace di scrivere grandi film per donne, ruoli magari complicati ma unici: la cosa più interessante del mio personaggio è che mentre il mondo sta per finire, lei diventa più forte. A volte i depressi nelle situazioni tragiche tirano fuori una forza inaspettata.
Charlotte Gainsbourg: Rispetto ad Antichrist è stata un’esperienza molto diversa. Non ho l’impressione che ci affidi ruoli particolarmente “da donna”: in Antichrist io interpretavo lui, e in Melancholia è toccato a Kirsten.

Umanamente come avete interagito con Von Trier?
Dunst: Il fatto che Lars si presenti in maniera un po’ bizzarra non mi ha impedito di trovare in lui anche un grande amico.
Gainsbourg: Il problema è che Lars non risponde mai a nessuna delle mie domande sulla sceneggiatura, quindi ho lavorato all’oscuro di tutto. Devo dire che mi è piaciuto.

Com’è stato il lavoro sul set?
Dunst: Lars crea sul set una grande intimità, che rende gli attori emotivamente disponibili. Il processo delle riprese è molto creativo, giriamo anche scene di cinque minuti. C’è totale libertà sulla scena.

Hercules - Il Guerriero

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,82)
Un film di Brett Ratner. Con Dwayne Johnson, Aksel Hennie, Rufus Sewell, Ian McShane, Joseph Fiennes.
continua»

Genere Azione, - USA 2014. Uscita 13/08/2014.

Solo gli amanti sopravvivono

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,62)
Un film di Jim Jarmusch. Con Tom Hiddleston, Tilda Swinton, Mia Wasikowska, John Hurt, Anton Yelchin.
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Genere Drammatico, - Gran Bretagna, Germania, Francia, Cipro, USA 2013. Uscita 15/05/2014.

Snowpiercer

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,57)
Un film di Bong Joon-ho. Con Chris Evans, Kang-ho Song, Ed Harris, John Hurt, Tilda Swinton.
continua»

Genere Azione, - Corea del sud, USA, Francia 2013. Uscita 27/02/2014.

La talpa

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,75)
Un film di Tomas Alfredson. Con Gary Oldman, Kathy Burke, Benedict Cumberbatch, David Dencik, Colin Firth.
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Genere Spionaggio, - Gran Bretagna, Francia, Germania 2011. Uscita 13/01/2012.

Immortals 3D

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,71)
Un film di Tarsem Singh. Con Henry Cavill, Stephen Dorff, Luke Evans, Mickey Rourke, Freida Pinto.
continua»

Genere Azione, - USA 2011. Uscita 11/11/2011.
Filmografia di John Hurt »
Hercules - Il Guerriero (2014) Solo gli amanti sopravvivono (2013)
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