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Liam NeesonL'eroe o suo padreNome: William John Neeson60 anni, 7 Giugno 1952 (Gemelli), Ballymena (Gran Bretagna) |
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![]() Non ti ricordi di me? Abbiamo parlato due giorni fa. Ti avevo detto che ti avrei trovato...
dal film Io vi troverò (2008)
Liam Neeson è Bryan
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Nel panorama cinematografico internazionale ha svolto sempre il ruolo dell'eroe, oppure quello del padre e del tradizionale mentore, facendo sempre da contraltare ai cattivi di turno. Ha sempre sfiorato i premi più ambiti del mondo, raramente è stato visto come trionfatore. Poco male, Liam Neeson è e sempre rimarrà quel brillante attore che tutti noi conosciamo.
Un pugile mancato
Di religione cattolica, cresciuto in una comunità prevalementemente protestante e unionista, a nove anni comincia a prendere lezioni di boxe alla All Saints Youth Club, diventando una giovane promessa del pugilato irlandese. Se infatti si guarda chiaramente il suo viso, si potranno notare evidenti segni di frattura del naso. Disgraziatamente, una sincope, lo costringe a ritirarsi dal ring. Sceglie così lo studio e dopo aver frequentato la Queen's University of Belfast (con l'intenzione di diventare un maestro), la abbandona a metà del suo percorso formativo. Si impegna nel lavoro di operaio, camionista, assistente di un architetto, ma poi sente che la sua più grande passione è un'altra: la recitazione. Scelto dalla Bristol Old Vic Drama School, frequenta invece la Gaiety School of Drama di Dublino, diventa un membro del Dublin Shakespeare Theatre dove recita in "Amleto" e in altre opere dell'autore inglese. Ha trovato la sua strada, continua con il mestiere di attore, diventando uno dei membri più attivi del Royal National Theatre di Londra. Il nome di Liam Neeson comincia a farsi celebre in tutto il regno della Regina Elisabetta, coadiuvato dal fatto che comincia ad apparire anche in telefilm come Play for Today (1978).
Dal teatro al cinema
Il cinema inglese lo reclama quando Ken Anderson lo impone nella parte dell'Evangelista nei film Pilgrim's Progress e Christiana, entrambi del 1979. Ma è con John Boorman che Neeson toccherà veramente la fama. Il regista, infatti, dopo averlo notato in uno spettacolo teatrale, lo sceglie per il ruolo di Gawain in Excalibur (1981), sul quale set conoscerà l'attrice Helen Mirren, che recita invece la parte della perfida strega Morgana e che diverrà, per un breve periodo della sua vita, la sua compagna. Passa poi a un altro film fantastico Krull (1983) di Peter Yates, seguito da Il Bounty (1984) di Roger Donaldson con Mel Gibson. Ironicamente, continua a non volersi separare dalla saga dei Cavalieri della Tavola Rotonda e nel 1985, il pubblico inglese lo riabbraccerà nei panni di Grak nel film tv di Clive Donner Arthur the King.
Il sodalizio con Neil Jordan
Tenta la conquista dell'America, a cominciare da piccoli ruoli in serial di successo come Miami Vice (1986) e si fa dirigere da Roland Joffé in Mission e da Andrei Konchalovsky in Duet for One, entrambe pellicole del 1986. Scartato per il ruolo del gigante Fezzik in La storia fantastica (1987) di Rob Reiner (troppo basso), si consola in Dolce come sei (1988) di Angela Pope, dove recita con l'amica Miranda Richardson. Importantissima nella sua carriera l'amicizia e la stima che il regista Neil Jordan avrà per lui. I due si incontreranno sul set della pellicola comico-spettrale High Spirits - Fantasmi da legare (1988), nel quale Liam Neeson ricopre il ruolo di uno spettro... petomane. Ma da quel momento in poi collaboreranno in altre pellicole che faranno la fortuna dell'uno e dell'altro: dal biografico Michael Collins (1996), eroe e martire dell'indipendenza irlandese, che fruttò a Neeson la Coppa Volpi come miglior attore, al ruolo del sacerdote in Breakfast on Pluto (2006).
Prima di questi fasti, però, Neeson passa per le mani di John Irvin, Leonard Nimoy, Sam Raimi e Woody Allen che lo dirigerà in Mariti e mogli (1992). Considerato da Francis Ford Coppola per il ruolo di Van Helsing in Dracula di Bram Stoker (1992), verrà poi messo da parte non appena Anthony Hopkins si disse interessato al ruolo. Poco male, dato che si consolò con la nomination come miglior attore ai Tony Award per "Anna Christie" di Eugene O'Neill e con il ruolo da protagonista per il film di Spielberg Schindler's List (1993), nel ruolo dell'industriale tedesco Oskar Schindler che salvò 1100 ebrei dalla camera a gas. Ruolo che gli valse la nomination dell'Academy come miglior attore.
Il fascino di Liam
Rubacuori incallito, lasciata Helen Mirren passa a Jennifer Grey, la cantante Sinead O'Connor, Brooke Shields, Barbra Streisand, Julia Roberts e la modella Janice Dickinson, ma troverà l'amore solo nel 1994, quando consocerà Natasha Richardson che sposerà lo stesso anno (ma che aveva già conosciuto durante il telefilm Ellis Island, dieci anni prima) e dalla quale avrà due figli, Michael Antonio e Daniel Jack. Fra l'altro i due lavoreranno assieme nel film di Michael Apted Nell (1994) con Jodie Foster. Considerato come il nuovo James Bond per GoldenEye, ma poi scartato, reciterà il ruolo di Rob Roy nella pellicola omonima di Michael Caton-Jones, cui seguirà il ruolo di protagonista nella mediocre trasposizione de I miserabili (1998) di Bille August. Maestro di un giovane Obi-Wan Kenobi in Star Wars: Epidosio I - La minaccia fantasma (1999) di George Lucas (che lui ricorda come la peggiore esperienza di attore in tutta la sua vita), recita nell'horror Hauting - Presenze (1999) di Jan De Bont.
Figura paterna
Al termine di questo lungo anno di lavoro, la regina Elisabetta nomina Neeson Ufficiale dell'Impero Britannico. Disgraziatamente, l'anno successivo, seguirà un incidente sulla sua Harley Davidson, che gli impedirà di partecipare al secondo episodio di Star Wars. Non è un danno, si consola accanto a Harrison Ford nel film bellico di Kathryn Bigelow K-19 (2002), una volta ristabilitosi, ma soprattutto diretto da Martin Scorsese nel ruolo del padre di Leonardo DiCaprio in Gangs of New York (2002). Nominato ai Tony Award per la seconda volta come miglior attore per "Il crogiolo" (2002), diventa un amorevole patrigno, fresco di vedovanza in Love Actually - L'amore davvero (2003). Oliver Stone lo vuole fortissimamente nel ruolo di un altro padre, più crudele e maschio. Ma il ruolo di Re Filippo di Macedonia, padre di Alessandro Magno nel kolossal Alexander (2004), non lo convince e passa invece al ruolo (scandaloso) di Kinsey nell'omonimo film. E' destinato a intraprendere sempre e comunque figure paterne o di mentore, come successo anche ne Le crociate (2005) di Ridley Scott e Batman Begins (2005) di Christopher Nolan, senza dimenticare che, nella versione inglese de Le Cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio, a ruggire con il volto del leone Aslan fu proprio lui.
Ultimi progetti
Nel 2006 è impegnato nella guerra civile di David von Ancken, con Pierce Brosnan: si tratta di Caccia Spietata. Anche i film ad alta tensione ne esaltano le qualità. E su questa scia è un marito tradito ne L'ombra del sospetto (2008) ed un ex agente segreto in Io vi troverò (2008). Nel 2009 interpreta un lugubre direttore d'agenzia funebre in After.Life e si presta ad Atom Egoyan per Chloe - tra seduzione e inganno. Nonostante la sua presenza, Scontro tra Titani (2010) è un flop, ma Liam può rifarsi in un altro film dalle grandi pretese al botteghino, che invece funziona eccome: è l' A-Team di Joe Carnahan. Torna ad un ruolo più sostenuto (un dottore) nel thriller Unknown - Senza Identità (2011) di Jaume Collet-Serra. Nel 2012 torna sul grande schermo con La furia dei Titani, sequel del film del 2010. Sempre nel ruolo di Zeus, è stavolta diretto dal regista Jonathan Liebesman. Lo stesso anno lo troviamo accanto a Maggie Grace nel sequel Taken 2 e nel film di Joe Carnahan ambientato in Alaska The Grey.
Razzie Awards 2013
Golden Globes 2005
Golden Globes 1997
Festival di Venezia 1996
Golden Globes 1994
Premio Oscar 1993
Third Person
continua»
Genere Drammatico, - USA 2014. Uscita 14/11/2013. |
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Nordirlandese cresciuto nei ‘disordini’ e ‘canonizzato’ nella Cracovia in bianco e nero di Steven Spielberg (Schindler's List), Liam Neeson è un attore letteralmente all’altezza. 193 centimetri di talento e Irishness che hanno prodotto uno stile introverso e originale. Lato ‘chiaro’ della forza in una galassia lontana lontana, Neeson domina il registro drammatico cucendosi spesso addosso personaggi instabili e sovversivi, che oppongono il gran rifiuto e promuovono il riscatto sociale (Rob Roy, Michael Collins). Mai rassegnato, in lui si dibatte lo scontro culturale tra la tradizione insulare e quella americana e s’infiamma un’inquietudine inquadrata nella storia irlandese di dissenso e anticonformismo. Gli introversi esplosivi appaiono perfetti per la sua personalità impetuosa, esibita questa volta nel thriller psicologico di Jaume Collet-Serra, che lo vuole professore senza identità a Berlino. E proprio il ‘carattere’ della capitale tedesca sarà il primo antagonista del dottor Martin Harris, botanico americano sostituito da un impostore, che vive la sua vita, bacia la sua compagna e interviene al suo convegno di biotecnologia. Straniero e privato della sua identità, fatta a pezzi da un trauma e un volo tragico nel fiume, il protagonista di Unknown è mosso dal desiderio ossessivo di rimettere insieme i pezzi di sé, di trovare una logica al caos in cui lo hanno evidentemente precipitato e di evadere da una città che toglie il respiro e preclude la libertà di movimento. Soffocato dalla claustrofobia urbana, trascurato dalle istituzioni, confinato nella solitudine di un isolamento forzato l’uomo comune di Neeson, sceso dall’aereo e destinato a un piacevole soggiorno berlinese, è costretto ad arrangiarsi trovando nel suo agire impacciato l’uomo d’azione. Ma è a questo punto della storia che il regista reinventa la classica narrazione “a colpo di scena” della letteratura thriller, appagando i piaceri più immediati dello spettatore e gratificandone insieme gli aggiornati compiacimenti culturali. Presi un genere popolare e un soggetto familiare (l’uomo qualunque scambiato questa volta ‘con un altro’ e non ‘per un altro’), Collet-Serra li corregge vanificando l’illusione del pubblico di sapere qualcosa.
L’ombra del sospetto
Accade che in Unknown le persone e le situazioni possano non essere sempre ciò che sembrano.
Il regista suggerisce nelle fughe urbane e nei combattimenti ‘corpo a corpo’ del nostro eroe ordinario, assediato caparbiamente da sicari professionisti, una disinvoltura davvero (troppo) straordinaria. Martin Harris è davvero allora chi dice di essere? Il cinema non è nuovo al personaggio che si rivela o potrebbe rivelarsi altro. Ammiccando al Cary Grant hitchcockiano (Intrigo internazionale) o all’Harrison Ford polanskiano (Frantic), il regista spagnolo propone al talento di Liam Neeson un innocuo professore che ‘tanto gentile e onesto (ap)pare’ nella conduzione della storia. Al contrario, nel gran finale, l’ordinarietà del personaggio lascerà il passo a una straordinarietà che non è più generata dagli eventi inaspettati ma è sempre stata lì, sedata soltanto da un brutto incidente che ha colpito duro alla testa e all’anima del protagonista. Martin Harris non esiste, è una falsa identità creata e dopo dimenticata e infine creduta propria ed effettiva da un killer spedito a Berlino per avvicinare e assassinare, sotto mentite spoglie, un celebre professore. La sceneggiatura combina dunque la vertigine narrativa con la vertigine del protagonista, strutturando il film come un viaggio paranoico sull’orlo di un abisso. Grazie all’ambiguità garbata e persino romantica di Neeson a stento lo spettatore indovinerà la verità e l’altro che è in lui: un criminale costretto nell’epilogo a un faccia a faccia con se stesso. Nello specchio di un albergo e negli occhi larghi e chiari di Diane Kruger il sicario vedrà il riflesso dell’anima originale e avvertirà l’insorgere del sentimento più gentile.
| The Grey (2012) | Taken 2 - La vendetta (2012) |
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