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lunedì 26 giugno 2017

Liam Neeson

L'eroe o suo padre

Nome: William John Neeson
65 anni, 7 Giugno 1952 (Gemelli), Ballymena (Gran Bretagna)
occhiello
Non ti ricordi di me? Abbiamo parlato due giorni fa. Ti avevo detto che ti avrei trovato...
dal film Io vi troverò (2008) Liam Neeson è Bryan
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Liam Neeson
Razzie Awards 2013
Nomination peggior attore non protagonista per il film Battleship di Peter Berg

Golden Globes 2005
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Kinsey di Bill Condon

Golden Globes 1997
Nomination miglior attore per il film Michael Collins di Neil Jordan

Festival di Venezia 1996
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film Michael Collins di Neil Jordan

Golden Globes 1994
Nomination miglior attore per il film Schindler's List di Steven Spielberg

Premio Oscar 1993
Nomination miglior attore per il film Schindler's List di Steven Spielberg



Liam Neeson interpreta l'uomo qualunque in cerca di sé nel thriller psicologico di Collet-Serra.

L'uomo (stra)ordinario

giovedì 24 febbraio 2011 - Marzia Gandolfi cinemanews

L'uomo (stra)ordinario Nordirlandese cresciuto nei ‘disordini’ e ‘canonizzato’ nella Cracovia in bianco e nero di Steven Spielberg (Schindler's List), Liam Neeson è un attore letteralmente all’altezza. 193 centimetri di talento e Irishness che hanno prodotto uno stile introverso e originale. Lato ‘chiaro’ della forza in una galassia lontana lontana, Neeson domina il registro drammatico cucendosi spesso addosso personaggi instabili e sovversivi, che oppongono il gran rifiuto e promuovono il riscatto sociale (Rob Roy, Michael Collins). Mai rassegnato, in lui si dibatte lo scontro culturale tra la tradizione insulare e quella americana e s’infiamma un’inquietudine inquadrata nella storia irlandese di dissenso e anticonformismo. Gli introversi esplosivi appaiono perfetti per la sua personalità impetuosa, esibita questa volta nel thriller psicologico di Jaume Collet-Serra, che lo vuole professore senza identità a Berlino. E proprio il ‘carattere’ della capitale tedesca sarà il primo antagonista del dottor Martin Harris, botanico americano sostituito da un impostore, che vive la sua vita, bacia la sua compagna e interviene al suo convegno di biotecnologia. Straniero e privato della sua identità, fatta a pezzi da un trauma e un volo tragico nel fiume, il protagonista di Unknown è mosso dal desiderio ossessivo di rimettere insieme i pezzi di sé, di trovare una logica al caos in cui lo hanno evidentemente precipitato e di evadere da una città che toglie il respiro e preclude la libertà di movimento. Soffocato dalla claustrofobia urbana, trascurato dalle istituzioni, confinato nella solitudine di un isolamento forzato l’uomo comune di Neeson, sceso dall’aereo e destinato a un piacevole soggiorno berlinese, è costretto ad arrangiarsi trovando nel suo agire impacciato l’uomo d’azione. Ma è a questo punto della storia che il regista reinventa la classica narrazione “a colpo di scena” della letteratura thriller, appagando i piaceri più immediati dello spettatore e gratificandone insieme gli aggiornati compiacimenti culturali. Presi un genere popolare e un soggetto familiare (l’uomo qualunque scambiato questa volta ‘con un altro’ e non ‘per un altro’), Collet-Serra li corregge vanificando l’illusione del pubblico di sapere qualcosa.

L’ombra del sospetto
Accade che in Unknown le persone e le situazioni possano non essere sempre ciò che sembrano. Il regista suggerisce nelle fughe urbane e nei combattimenti ‘corpo a corpo’ del nostro eroe ordinario, assediato caparbiamente da sicari professionisti, una disinvoltura davvero (troppo) straordinaria. Martin Harris è davvero allora chi dice di essere? Il cinema non è nuovo al personaggio che si rivela o potrebbe rivelarsi altro. Ammiccando al Cary Grant hitchcockiano (Intrigo internazionale) o all’Harrison Ford polanskiano (Frantic), il regista spagnolo propone al talento di Liam Neeson un innocuo professore che ‘tanto gentile e onesto (ap)pare’ nella conduzione della storia. Al contrario, nel gran finale, l’ordinarietà del personaggio lascerà il passo a una straordinarietà che non è più generata dagli eventi inaspettati ma è sempre stata lì, sedata soltanto da un brutto incidente che ha colpito duro alla testa e all’anima del protagonista. Martin Harris non esiste, è una falsa identità creata e dopo dimenticata e infine creduta propria ed effettiva da un killer spedito a Berlino per avvicinare e assassinare, sotto mentite spoglie, un celebre professore. La sceneggiatura combina dunque la vertigine narrativa con la vertigine del protagonista, strutturando il film come un viaggio paranoico sull’orlo di un abisso. Grazie all’ambiguità garbata e persino romantica di Neeson a stento lo spettatore indovinerà la verità e l’altro che è in lui: un criminale costretto nell’epilogo a un faccia a faccia con se stesso. Nello specchio di un albergo e negli occhi larghi e chiari di Diane Kruger il sicario vedrà il riflesso dell’anima originale e avvertirà l’insorgere del sentimento più gentile.

   

Sette minuti dopo la Mezzanotte

* * * - -
(mymonetro: 3,46)
Un film di Juan Antonio Bayona. Con Lewis MacDougall, Sigourney Weaver, Felicity Jones, Toby Kebbell, Ben Moor.
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Genere Drammatico, - USA, Spagna 2016. Uscita 18/05/2017.

Silence

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,72)
Un film di Martin Scorsese. Con Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano, Ciarán Hinds.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 12/01/2017.

Ted 2

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,88)
Un film di Seth MacFarlane. Con Mark Wahlberg, Amanda Seyfried, Seth MacFarlane, Liam Neeson, Morgan Freeman.
continua»

Genere Commedia, - USA 2015. Uscita 25/06/2015. 14

Run all Night - Una notte per sopravvivere

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,93)
Un film di Jaume Collet-Serra. Con Liam Neeson, Ed Harris, Joel Kinnaman, Vincent D'Onofrio, Genesis Rodriguez.
continua»

Genere Azione, - USA 2015. Uscita 30/04/2015.

Third Person

* * - - -
(mymonetro: 2,37)
Un film di Paul Haggis. Con Liam Neeson, Olivia Wilde, Adrien Brody, Moran Atias, James Franco.
continua»

Genere Drammatico, - Belgio 2013. Uscita 02/04/2015.
Filmografia di Liam Neeson »

venerdì 23 giugno 2017 - Con le sue interpretazioni, l'attore londinese ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema.

Daniel Day-Lewis saluta il cinema: ecco i film che lo hanno consacrato

Letizia Rogolino cinemanews

Daniel Day-Lewis saluta il cinema: ecco i film che lo hanno consacrato Il mondo del cinema ha subito un duro colpo con l'annuncio del ritiro dalle scene dell'attore Daniel Day-Lewis, pubblicato su Variety pochi giorni fa: "Daniel Day-Lewis non lavorerà più come attore. È immensamente grato a tutti i suoi collaboratori e al pubblico che lo hanno seguito per anni. È una decisione privata e né lui né i suoi portavoce faranno ulteriori commenti a riguardo". L'attore inglese, che ha da poco compiuto 60 anni, sembra aver preso la sua decisione con grande dispiacere da parte dei più affezionati cinefili e della critica internazionale, che hanno sempre apprezzato il suo lavoro sul grande schermo. Pertanto potrebbe essere Phantom Thread di Paul Thomas Anderson, l'ultima avventura di Daniel Day-Lewis davanti alla macchina da presa, nelle sale il prossimo Natale 2017. Cosa può aver spinto il talento più camaleontico di Hollywood a salutare per sempre la recitazione, a cui ha dedicato anima e corpo ogni volta che gli è stato affidato un personaggio? Non è mai stato particolarmente prolifico, ma quando è tornato sulla scena dopo aver studiato il proprio ruolo in ogni dettaglio, l'attore londinese ha lasciato sempre un segno indelebile nella storia del cinema. "Penso che alcuni attori prosperano a lavorare ad un ritmo molto più alto del mio" ha affermato in un'intervista qualche tempo fa. Ogni personaggio che ha interpretato nel corso degli anni si è rivelato sempre molto diverso dal precedente, e il suo metodo di totale immedesimazione lo ha portato a vincere ben tre premi Oscar come Miglior Attore Protagonista per Il Petroliere, Lincoln e Il mio piede sinistro.

Il suo debutto risale al 1982 con Gandhi, e nel corso della sua carriera ha lavorato con grandissimi registi come Martin Scorsese, Jim Sheridan, Paul Thomas Anderson, Steven Spielberg. Intorno alla sua figura di artista ha saputo creare una misteriosa illusione, anche per la sua apparente allergia all'aspetto più glamour di Hollywood, che lo ha tenuto lontano dai paparazzi, proteggendo sempre la sua vita privata con discrezione. Ma in fondo "la speranza è l'ultima a morire" e non dimentichiamoci che Daniel Day-Lewis si è allontanato dalle scene già altre volte, tornando poi a sorpresa più bravo di prima, a caccia dell'ennesima statuetta. Basti pensare che dal 1997 al 2001 si è preso una pausa dal cinema per lavorare come apprendista calzolaio a Firenze, quindi tutto è possibile. In attesa di vedere cosa accadrà, ricordiamo dieci ruoli dell'attore che ci hanno emozionato, commosso e sconvolto.

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