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Alexander |
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Un film di Oliver Stone.
Con Colin Farrell, Angelina Jolie, Val Kilmer, Rosario Dawson, Jared Leto.
continua»
Biografico,
durata 175 min.
- USA, Gran Bretagna 2004.
uscita venerdì 14 gennaio 2005.
MYMONETRO
Alexander
valutazione media:
3,83
su
179
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Oliver Stone, autore capace di leggere e interpretare la Storia e gli uomini che l'hanno fatta, realizza un sogno di sempre: portare sullo schermo la vita e le gesta di Alessandro Magno. Ora finalmente in dvd.
![]() Oliver Stone regista 'politico' capace di andare 'contro' ma con ben radicati, nel profondo, gli ideali di patria, di virilità, di onore |
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Giancarlo Zappoli
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Alessandro Magno è un personaggio che affascina Oliver Stone da sempre. Val Kilmer conferma che sin dai tempi di The Doors lui e il regista parlavano del film da farsi. Ora Stone è riuscito nell'intento realizzando un'opera assolutamente personale e del tutto imparagonabile a quella sorta di 'Omero made in Usa' che è Troy. Non per questo però Alexander si può definire un film riuscito. Perché Stone ha portato all'eccesso tre degli elementi che costituiscono da sempre l'essenza del suo fare cinema. Sono, nell'ordine, i seguenti: l'essere un anarchico di destra; l'amare un'idea 'barocca' del cinema; l'autobiografismo. Proviamo a spiegarci. L'autore della sceneggiatura di Conan il barbaro e il regista di Nato il 4 luglio sono, anche se a molti è sembrato strano, la stessa persona. Quella stessa che ha girato un documentario su Fidel Castro (Comandante) e uno sul conflitto israelo-palestinese (Persona non grata). Un regista 'politico' (JFK) capace di andare 'contro' ma con ben radicati, nel profondo, gli ideali di patria, di virilità, di onore. Alexander soddisfa queste esigenze: una personalità complessa, un tiranno 'partecipativo', un conquistatore spinto da ideali. Consente poi a Stone di portare all'eccesso quel barocchismo che finora si era estrinsecato soprattutto in un montaggio esasperato, in una molteplicità di punti di vista di un solo gesto e che qui si acquieta sotto questo aspetto (tranne che, ovviamente, nelle battaglie) per trovare la propria soddisfazione nella scenografia, nei costumi e nell'esasperazione cromatica della lotta. Con quel rosso così lisergico da sembrare frutto di un'allucinazione nella giungla vietnamita. E veniamo in questo modo al dato autobiografico: il confronto tra Alessandro e suo padre Filippo sembra ricalcare quello tra Oliver e il genitore militare, con tanto di partenza del primo per il Sudest asiatico per dimostrargli di essere un uomo. Anche se qui il gioco sembrerebbe ribaltarsi, visto il rapporto che intercorre, unendoli fino alla morte, tra il condottiero ed il compagno Efestione. Il 'macho' Stone affronta, da anarchico insofferente delle norme qual è, il tema dell'essere al contempo gay e combattivi sapendo in partenza di dispiacere alla morale vincente attualmente nel suo Paese. Ma il film non funziona non per colpa di Bush, del moralismo della sua amministrazione ecc.ecc. come vorrebbe farci credere il regista. Non funziona, oltre che per l'esasperazione dei tre elementi citati, perché su quasi tre ore di proiezione ci piazza più di 30 minuti di 'spiegazioni'. Comincia il narratore Tolomeo (che tornerà più volte), seguono poi le istruzioni di mamma Olimpia/Angelina (che non invecchia mai, neppure quando dovrebbe), poi quelle del maestro di lotta e di quello di storia. Tocca poi al padre Filippo (che tornerà nel sottofinale con un flashback che potrebbe avere come didascalia "C'eravamo dimenticati di dirvi"...) provare a spiegare al giovane Alessandro come si sta al mondo. Insomma, prima di entrare nel vivo dell'azione ce ne vuole e quando poi questa finalmente esplode il rischio (anzi, la certezza) del dialogo meditativo sulle sorti degli esseri umani e della Storia è sempre dietro l'angolo. Un film (e Stone dovrebbe esserne a conoscenza dato che in passato ne ha realizzati di efficaci) deve saper portare avanti una storia e magari anche una tesi senza 'note a piè di pagina'. Questo, purtroppo, non accade in Alexander.
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Si, è un capolavoro!
domenica 23 gennaio 2005
di Giovanni
Considero Alexander un film finalmente storico, degno di questa definizione. Certo ci sono delle imprecisioni, degli errori, ma un film è una forma d'arte e ha delle necessità nel raccontare una storia. Anche in scene che appaiono un po' troppo mitologiche in realtà Stone è sincero: la scena di Bucefalo domato da Alessandro rispecchia ciò che il mito racconta e l'interpretazione che gli storici danno del fatto. E' anche sciocco lamentarsi della lunghezza del film e allo stesso tempo della pesantezza continua » |
Alessandro, il grande... film!
venerdì 21 gennaio 2005
di Niko
Alexander è uno d quei film che ti lasciano senza fiato dal primo all'ultimo secondo. La storia è una perfetta miscela tra storia e mito per un personaggio molto complesso che è stato ben interpretato da Colin Farrel, il quale non ha avuto timore di mostrare anke il lato più discusso di un grande condottiero come Alessandro il Grande e cioè la sua presunta bisessualità... La seconda parte del film è un pò più noiosa della prima ed è principalmente incentrata sul matrimonio con Roxane e sul ricordo continua » |
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Condottiero o criminale?
lunedì 24 gennaio 2005
di poppy
Ho già lasciato una mia recensione sul film che ho trovato ben fatto e realistico. Ma, nella settimana, mi è capitato di leggere e sentire interviste a personaggi più o meno noti che dall'alto della loro "cultura illuminata" non si occupavano affatto del film in sè ma del personaggio Alessandro. Ho sentito chiamarlo criminale, sterminatore, il primo Hitler della storia. Sono veramente senza parole........ La strumentalizzazione di un personaggio vissuto 2300 anni fa a favore delle ideologie moderne continua » |
Troppo sottovalutato!
mercoledì 8 agosto 2007
di marco75
Ritengo questo un'ottimo film al contrario di molti critici che lo hanno abbattuto un pò troppo in fretta anche perchè Stone è scomodo da vedere in certi casi.Regia grandiosa e trama molto coinvolgente mi hanno molto convinto,mentre Colin Farrel nella parte di Alessandro un pò meno.Bisogna però rendersi conto che il personaggio da interpretare era di quelli tosti talmente era il suo comportamento e carisma.Le scene delle battaglie di Gaugamela in pieno deserto e della battaglia nella giungla indiana continua » |
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| Filippo il Macedone | |
| Non c'è gloria senza sofferenza. | |
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| Alessandro | |
| Lo farei se… io fossi Parmenione, ma sono Alessandro! E come la terra non ha due soli, l'Asia non conterrà due re. | |
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| Efestione | |
| Il re è caduto! | |
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di Victor Davis Hanson
Victor Davis Hanson è considerato, con l' inglese John Keegan, forse il maggiore storico militare vivente. In questo «paper», anticipato dalla rivista «National Review», Hanson contesta la lettura corrente in California del nesso tra omosessualità e guerra nel mondo antico, tra combattimento spada in pugno e pulsione erotica gay. Il regista Oliver Stone rappresenta un Alessandro Magno che combatte sorretto dall' Eros e una sessualità maschile clonata dai modelli odierni. Al contrario, a giudizio di Hanson, il mondo classico permetteva relazioni «virili», specie se tra un adulto e un ragazzo di ceto inferiore, o se facilitate dalle marziali fatiche del combattimento, ma condannava recisamente atteggiamenti effeminati. » |
di Roberto Silvestri Il Manifesto
Negli Usa la personalità «pansessuale» di Alessandro Magno, il grande condottiero e conquistatore macedone, ha lasciato perplessi critica e pubblico non dionisiaci. «Ma in un paese che crede ancora che sia stato Saddam Hussein a distruggere le Twin towers - risponde il regista - cosa potevamo aspettarci?». Colin Farrell, figlio di Val Kilmer e di Anjelina Jolie, ama Jared Leto (Efestione) ma sposa per motivi politici Roxane. Aspra battaglia tra Warner e Dreamworks sullo stesso tema. Intanto arriva sui nostri schermi il nuovo, duro e «old fashion» Stone, affascinato dal sogno del condottiero allevo di Aristotele (Christopher Plummer) di unire anche filosoficamente oriente e occidente. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Racconta Giuliano che Alessandro credeva alle favole e ai miti con la stessa ingenuità fanciullesca da cui, volentieri, si lasciava trasportare uno qualunque dei suoi molti sudditi. E certo, se avesse potuto, avrebbe voluto accanto a sé un Omero. Il grande macedone, spiega Giuliano, non ebbe mai «occhi per il presente», e viveva per ciò che ancora non possedeva. Questo avrebbe voluto dal primo fra i cantori: ne avrebbe voluto in dono la fama, e con essa un futuro senza fine e la vittoria sulla morte. » |
di Francesca Scorcucchi Il Mattino
Se ne parlava da due anni e ora Alessandro Magno, il condottiero, il combattente, lo stratega è arrivato finalmente sugli schermi, in sella al suo destriero Bucefalo, con il volto di Colin Farrell - ma con alterni risultati - mentre il progetto concorrente, con Leonardo DiCaprio nei panni del condottiero e Lurhmann in quelli del regista, si è arenato prima di cominciare. Vissuto nel 300 a.C., diventato re a vent'anni e morto a 33 dopo aver conquistato il mondo allora conosciuto, Alessandro ha sempre stimolato la fantasia di scrittori e registi e Oliver Stone lo ha portato a combattere l'ultima delle sue battaglie sul difficile campo del botteghino, dove rischia una sonora sconfitta. » |
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