Il Viaggio (The Journey)

Film 2016 | Drammatico +13 94 min.

Titolo originaleThe Journey
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneGran Bretagna
Durata94 minuti
Al cinema2 sale cinematografiche
Regia diNick Hamm
AttoriTimothy Spall, Colm Meaney, Toby Stephens, Catherine McCormack, Ian McElhinney Barry Ward, Ian Beattie, Freddie Highmore, John Hurt.
Uscitagiovedì 30 marzo 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneOfficine Ubu
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,32 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Nick Hamm. Un film Da vedere 2016 con Timothy Spall, Colm Meaney, Toby Stephens, Catherine McCormack, Ian McElhinney. Cast completo Titolo originale: The Journey. Genere Drammatico - Gran Bretagna, 2016, durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 30 marzo 2017 distribuito da Officine Ubu. Oggi al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,32 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di due acerrimi nemici nell'Irlanda del Nord - il leader del Partito democratico unionista Paisley e il politico del Sinn Fein, Martin McGuinness. In Italia al Box Office Il Viaggio (The Journey) ha incassato 71,6 mila euro .

Consigliato sì!
3,32/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,35
PUBBLICO 4,11
CONSIGLIATO SÌ

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Tra British comedy e road movie, il ritratto inedito di due personaggi chiave per la storia nordirlandese.
Recensione di Anna Maria Pasetti
giovedì 8 settembre 2016
Recensione di Anna Maria Pasetti
giovedì 8 settembre 2016

Due uomini chiusi in una Mercedes sotto la pioggia scozzese. Hanno poche ore per ultimare un gesto destinato a cambiare la Storia: mettere fine alla guerra civile che da decenni ha insanguinato l'Irlanda del Nord. Nonostante le resistenze politiche e una manifesta avversione reciproca, il reverendo Ian Paisley leader del Partito Unionista Democratico e Martin McGuinnes del Sinn Féin trovano in quella giornata del 2006 un accordo di pace, sofferto ma tuttora duraturo. Si odiano. L'uno provoca e l'altro risponde con grugniti. Troppo sangue sparso nell'Ulster da decenni, impossibile dimenticare, accettare e perdonare. Temono forse di tradire le proprie fazioni politiche, o semplicemente il proprio orgoglio. Di certo l'allora 81enne pastore presbiteriano Paisley e il 56enne attivista cattolico McGuinnes sono figure spigolose, determinate quanto dolenti, portandosi addosso le cicatrici di ferite mai guarite.

Due personaggi chiave per la storia nordirlandese ma rimaste finora pressoché invisibili alla macchina da presa. A colmare la lacuna ha pensato Nick Hamm, nativo di Belfast e dunque ontologicamente sensibile alla causa.

Tenendosi a distanza dal dramma politico, il regista sceglie di mescolare il registro della British comedy al road movie, con l'ovvio sfondo storico del caso. Al centro mette semplicemente il viaggio in macchina - The Journey - compiuto dai due protagonisti in Scozia da St Andrews all'aeroporto di Edimburgo, quale confessionale privato di un hic et nunc irripetibile. I due protagonisti pensano di essere invisibili al mondo ma un punto di vista a loro ignoto li sta osservando e, in un certo senso, manipolando.

Si tratta della "ragion di Stato" incarnata dal Primo Ministro britannico Tony Blair, dai suoi colleghi nordirlandese e irlandese, da un responsabile dell'MI5 a scendere in diplomazia e forze di polizia. Li sorvegliano attraverso uno schermo connesso a una cimice posta all'interno dell'automobile, il cui funzionamento è garantito da un agente sotto le mentite spoglie d'autista. La posta in gioco è troppo importante per lasciarla al privato: il meta-sguardo offerto dal cinema si fa, in tal modo, intermediario con la Storia. Ma è chiaro che a Hamm e al suo sceneggiatore Colin Bateman interessava soprattutto la dialettica fra Paisley e McGuinnes, una sorta di ping-pong verbale governato dall'arguzia e dall'indiscusso talento politico dei due contendenti. Per questo appare indispensabile quanto vincente la scelta di due interpreti in grado di replicare il concetto di "bigger than life": Timothy Spall nelle vesti di Paisley e Colm Meaney in quelle di McGuinnes.

Gran parte della riuscita del film è impressa sui loro corpi e volti, capaci di espressioni-versi-sguardi sostitutivi di mille parole, che pur diventano irresistibili pronunciate nello splendido accento (talvolta slang) irlandese. Un piccolo film senza particolari velleità registiche orientato ad intrattenere mentre mette in scena come può concretizzarsi una pace possibile.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 7 marzo 2017
Daria72

Ho avuto il piacere di vedere questo film alla sua première al festival di Venezia dove è stato accolto con grandi applausi e sono felice che finalmente esca anche nelle sale italiane.In tempi come questi, fatti di guerre, odio e muri che dividono, un film come Il viaggio che parla di speranza e pace, trova tutta la sua forza nell'importante messaggio che vuole comunicare: la voglia di unire un paese [...] Vai alla recensione »

martedì 28 marzo 2017
valerioT

Ho visto questo film in una rassegna dedicata al festival di Venezia e il rapporto e gli scambi che il regista riesce a costruire attorno alle figure dei due personaggi principali, sono spettacolari. Un film forte che affronta un tema altrettanto potente in modo estremamente intelligente e soprattutto un unico importante messaggio: il dialogo è la soluzione! L'ennesima conferma che [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 aprile 2017
maumauroma

40 anni di guerra civile nell' Irlanda del Nord, devastata da attentati con centinaia di morti tra Unionisti protestanti e l'esercito di liberazione cattolico. E poi un viaggio, un semplice e breve viaggio che nel 2006 i due capi delle opposte fazioni compiono in auto per andare a prendere un aereo destinato a riportare entrambi da Edimburgo a Belfast.

martedì 28 marzo 2017
giada

Ho visto il film al Festival di Venezia. Ho molto apprezzato il modo in cui il regista rielabora un fatto realmente accaduto per raccontarci una storia di cambiamento e dialogo. Timothy Spall e Colm Meaney sono bravissimi nei panni degli accerrimi nemici Ian Paisley e Martin McGuinness e riescono a mantenere un perfetto equilibrio fra dramma e commedia.

mercoledì 5 aprile 2017
vanessa zarastro

All’uscita dal film la mia compagna di cinema riscontrava come gli inglesi amino mettere in mostra i loro politici e/o reali e dandone, inoltre, spesso una visione bonaria. In effetti, anche in questo caso, politici ruvidi e violenti sono visti con un certo humor. Siamo nel 2006 a St. Andrew in Scozia, dove si tiene un incontro per discutere un accordo di pace tra il reverendo Ian Paisley (Thimoty [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
Lupita Del Sol

Due interpreti incredibilmente bravi e completamente calati nel ruolo. Emozionante. La fotografia aiuta e influisce a immedesimarsi nella storia. Penso che se ne vedano in giro pochi di film così intelligenti, avvincenti e commoventi insieme. Lo consiglio vivamente per chi è stanco di non riuscire più a restare ammaliato dalla magia del cinema.

giovedì 30 marzo 2017
goldy

Un film che tutti i politici italiani e non dovrebbero essere obbligati a vedere. Un elogio al buon senso e  una giusta condanna a uno stupido orgoglio. Così si è posto fine a un inutile guerra civile come quella Irlandese.

lunedì 3 aprile 2017
nickbianco

Finalmente qualcosa di diverso dai soliti Supereroi di cartone. Film bello interessante per la tematica ben recitato direi un film di "classe A". Entrambi i protagonisti si rincorrono in questo viaggio che fa pensare e invita al buonsenso ormai scomparso. Consigliato  SI

FOCUS
FOCUS
domenica 2 aprile 2017
Roy Menarini

Ci sono indipendentismi che suscitano una simpatia diffusa e altri che fanno inorridire per la loro virulenza. A volte, tra gli uni e gli altri non ci sono differenze sostanziali, se non il grado di "epica" che sono in grado di suscitare. Si tratta di un discorso delicato, che tuttavia non può essere sottaciuto: al cinema, per quanto formalmente condannata in numerosi film, l'attività di lotta armata dell'IRA ha goduto di enorme popolarità. Merito del fascino romantico di una battaglia di liberazione da secoli di dominio (inglese), anche se poi attuata in forme distruttive, dalle bombe nei pub alle esecuzioni sommarie. Quando si è trattato di mostrarne la dimensione più gandhiana (Hunger per esempio), non ci sono stati soverchi problemi; quando ci si è spinti nel pozzo nero della violenza, si sono registrati atteggiamenti diversi e sfumati (da Una scelta d'amore a Bloody Sunday, da Nel nome del padre alla ricostruzione storica di Michael Collins e Il vento che accarezza l'erba).

Da qualche tempo la grande narrazione dell'irredentismo cattolico ha lasciato spazio anche alla controparte, la lotta paramilitare protestante e il punto di vista dei lealisti, con esempi molto interessanti come '71.

Per fortuna, la violenza che ha insanguinato un pezzo d'Europa (spesso nell'indifferenza generale) è un lontano ricordo almeno dal 1998, ma è solo con il governo nordirlandese di pacificazione nazionale del 2007 che i pericoli di ricaduta si sono davvero ridimensionati. Il merito è dei due leader politici e comunitari qui narrati, McGuinness e Paisley, nel momento e nel viaggio che - si narra - li ha spinti, se non ad amarsi, a sotterrare l'ascia di guerra, riconoscere la statura del nemico e osare l'impensabile: un governo con uno nelle vesti di premier e l'altro in quelle di vice-premier.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 1 ottobre 2017
Emiliano Dal Toso
Ciak

Martin McGuinness è stata una figura fondamentale per la pace in Irlanda del Nord. Fiero combattente dell'IRA durante gli anni Settanta e Ottanta, nel 1997 scelse di rifiutare la poltrona di parlamentare a Westminster non riconoscendo le istituzioni nate dal trattato Anglo-Irlandese del 1921. Figura di spicco del Sinn Féin - il partito repubblicano indipendentista irlandese - fu uno degli artefici [...] Vai alla recensione »

domenica 2 aprile 2017
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Tra l'11 e il 13 ottobre 2006, a St. Andrews, in Scozia, il sanguinoso conflitto nordirlandese ha un appuntamento con la storia. Nel 1998 Gran Bretagna e Irlanda hanno concordato che ai futuri governi dell'Ulster parteciperanno insieme cattolici e protestanti, in proporzione ai voti presi dai loro partiti. Nel 2005 l'Ira ha annunciato la fine della lotta armata, e ora si tratta di dar corso alla decisione [...] Vai alla recensione »

sabato 1 aprile 2017
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Noia profonda. Va detto, non serve a nessuno stendere un velo pietoso sulla pochezza del film, insistendo sulla grande importanza storica dell'evento, oppure sulla recitazione di Timothy Spall e Colm Meaney (che senso ha parlare di recitazione quando i film li vediamo doppiati? Recitare mica vuol dire fare le facce - quell'arte si chiama pantomima - giacché un corso di dizione non si nega a nessuno, [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
Peter Bradshaw
The Guardian

Il viaggio è una commedia in stile strana coppia un po' esangue che parla del processo di pace nell'Irlanda del Nord. Come film televisivo (di un'ora) o come piéce teatrale sarebbe più che accettabile. Il punto di partenza è validissimo: come diavolo hanno fatto due nemici giurati come lan Paisley e Martin McGuinness (morto il 21 marzo) a fare la pace e a lavorare allegramente insieme? Sicuramente [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
Alessandra De Luca
Avvenire

Nell'ottobre del 2006 in Scozia il predicatore protestante Jan Paisley (Timothy Spall), fondatore del Democratic Union Party, e il cattolico Martin McGuirmess (Colm Meaney), uno dei leader più rappresentativi dell'IRA (scomparso pochi giorni fa), si incontrarono per un negoziato di pace per l'Irlanda del Nord. Un contrattempo li costrinse a partire prima del previsto, ma durante il viaggio i due raggiunser [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Attori eccellenti, ma ignoti al grosso pubblico e un argomento che non fa presa. Peccato, perché questa commedia inglese è un gioiello. Racconta, con ovvii svolazzi, lo storico incontro del 2006, prologo della pace nell'Irlanda del Nord, tra Ian Paisley, leader degli Unionisti, e il capo dell'IRA, Martin McGuinness. Magnificamente impersonati da Timothy Spall e Colm Meaney.

giovedì 30 marzo 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Pur non assurgendo al livello di un Peter Morgan - il fantastico sceneggiatore di The Queen e Frost/Nixon - l'irlandese Coleman Bateman penetra nel dietro le quinte della scena politica del suo paese con un abile copione di impianto teatrale a dispetto del fatto che The Journey ha un apparente andamento da road movie. Un tragitto in auto di poco più un'ora nelle strade di una Scozia battuta da una [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Mazzino Montinari
Il Manifesto

È della settimana scorsa la notizia della scomparsa di Martin McGuinness. rappresentante di spicco del Sinn Féin a cui si deve la firma nel 2006 dell'accordo di Saint Andrews che decretò la pace in lrlanda del Nord. Dall'altra parte del tavolo era seduto il predicatore protestante e capo del Partito Unionista Democratico. lan Paisley. Due uomini irretiti nelle proprie ragioni che si somigliavano solo [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Quanto la dinamica raccontata nel film di Nick Hamm Il viaggio (The Journey) corrisponda a come le cose sono effettivamente andate in quel giorno di ottobre del 2006 a St. Andrews, Scozia, o quanto invece la libertà narrativa si sia presa la sua parte non lo sappiamo. Ma di certo, fermo restando uno sfondo solidamente documentato e con nomi e cognomi, l'ipotesi è suggestiva e potente.

giovedì 30 marzo 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Road-movie sulla "fabbrica" della Storia. Per ripercorrere l'epopea (nord)irlandese del '900 verso il fondamentale accordo del 2006 s'immagina un viaggio in auto verso l'aeroporto di Edimburgo: nemici da decenni, costretti da Blair e dai servizi segreti a condividere i sedili di una Range Rover, l'81enne reverendo lan Paisley, leader degli Unionisti, e il 50enne ex terrorista, ora nel Sein Fein, McGuìnness [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 marzo 2017
Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Povera Irlanda del Nord: un Novecento di lutti, domeniche e pasque di sangue, attentati, bombe, terrorismo, credo religioso conflittuale nella pentola tremebonda dei "Troubles", i conflitti che dividono e uccidono. Da una parte i protestanti Unionisti (con il Regno londinese), dall'altra i cattolici repubblicani e indipendentisti che avevano nell'Ira il loro braccio armato.

giovedì 8 settembre 2016
Luca Vinci
Libero

Due nemicissimi (Timothy Spall e Colm Meaneye) e un viaggio, appunto, capace di cambiare il corso della «storia moderna». Durante i negoziati per porre fine alla guerra civile in Irlanda del Nord, i leader degli opposti schieramenti, un pastore protestante e l'ex capo Ira, si ritrovano a viaggiare insieme sulla stessa auto e sono costretti così a confrontarsi, per arrivare a un punto di incontro.

giovedì 8 settembre 2016
Giovanni Bogani
Quotidiano Nazionale

Si può raccontare la storia recente irlandese senza indulgere sulle immagini del Bloody Sunday, quel giorno del 1972 in cui la polizia uccise tredici civili nordirlandesi? Si può raccontare la delicatisisma ricomposizione di una guerra durata quarant'anni mostrando due vecchi in un'automobile? E si può, con quei due vecchi, costruire un film appassionante, vibrante di humour, con i toni della recitazione [...] Vai alla recensione »

NEWS
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domenica 26 marzo 2017
 

Uno è un carismatico predicatore protestante, l'altro un capo dichiarato dell'IRA (Esercito Repubblicano Irlandese). Ian Paisley è un sobillatore che sfidando le istituzioni ha portato al successo il suo partito e dato vita al nascente governo dell'Irlanda [...]

POSTER
martedì 7 marzo 2017
 

Uno è un carismatico predicatore protestante, l'altro un capo dichiarato dell'IRA (Esercito Repubblicano Irlandese). Ian Paisley è un sobillatore che sfidando le istituzioni ha portato al successo il suo partito e dato vita al nascente governo dell'Irlanda [...]

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