Spencer

Film 2021 | Biografico, 111 min.

Regia di Pablo Larraín. Un film Da vedere 2021 con Kristen Stewart, Timothy Spall, Sally Hawkins, Sean Harris, Amy Manson, Jack Farthing. Cast completo Genere Biografico, - USA, 2021, durata 111 minuti. Uscita cinema giovedì 20 gennaio 2022 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,13 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Argomenti:  Royal Family

Il Natale in cui Diana Spencer decise di mettere fine al suo matrimonio con Carlo. Al Box Office Usa Spencer ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 6,1 milioni di dollari e 2,1 milioni di dollari nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,13/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Larrain firma un film freddo come la morte e come la sua protagonista.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 4 settembre 2021
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 4 settembre 2021

C'era una volta in un Paese non troppo lontano una principessa che non voleva essere regina. Diana Spencer era una principessa rosa che voleva vestire di rosso o magari di giallo, mangiare hamburger, guidare fino a Sandringham, sognare un regno migliore. Aveva baciato un rospo che sarebbe diventato un principe ingrato. C'era una volta una Vigilia di Natale e poi un castello freddo da gelare il sangue e la principessa che cacciava i draghi e volava via.

Un brushing, uno sguardo, un destino, pensavamo di conoscere tutto di lei, del suo matrimonio, della sua fine tragica, a soli trentasei anni. Eppure Lady D. è inesauribile, la sua vita è dappertutto. Su Netflix nella nuova stagione di The Crown, a Broadway con Diana, un musical realizzato a porte chiuse e in piena crisi sanitaria, al cinema 'diretta' da Pablo Larraín.

Ma non è la prima volta per lei sul grande schermo, la sua relazione turbolenta con il chirurgo Hasnat Khan era al centro del superfluo mélo di Oliver Hirschbiegel (Diana - La storia segreta di Lady D.). In Spencer come in The Crown c'è invece tutto quello che ci affascina in Diana. Il tic tac di un orologio che evoca un disastro imminente. Il 'matrimonio del secolo' era fatto della materia delle favole, il seguito lo conosciamo: adulteri, bulimia, autolesionismo, tentativo di suicidio.

Un incubo che nutre il mito secondo Larraín, che si concentra sul Natale del 1991, i tre giorni che convinsero Diana a mettere fine a undici anni di matrimonio combinato, mediatizzato, massacrato. Jackie, Neruda e Spencer non si somigliano ma condividono senz'altro l'arte di infiltrare la liturgia del biopic integrale e agiografico. Questa formula consiste soprattutto nell'interpretare una vita alla luce di un preciso momento storico (una settimana dopo l'assassinio di JFK per Jackie, la Vigilia di Natale del 1991 per Diana Spencer), nell'individuare un'istanza narrativa circostanziale (l'intervista per Jackie, la fuga per Neruda dopo un "J'accuse" al Senato nel 1948) e nella focalizzazione estrema sull'eroina o l'eroe. Come Natalie Portman prima di lei, Kristen Stewart è in tutti i piani. Come lei è in modalità mimetica.

Spencer è tutt'altro che un biopic, genere costituzionalmente promesso alla più grande banalità illustrativa. È l'inverso della favola, è il boccone amaro della torta, è una porzione della vita della Principessa di Galles, un brano di vita instabile, inafferrabile, perpetuamente ricomposto, cucito e scucito come le tende che la occultano ai giornalisti, spegnendo per sempre il sole. Ancora una volta l'autore cileno firma un film politico, di nuovo esplora l'esercizio del potere sul corpo ma questa volta il 'colpo di stato', lo 'choc' che fu pure Diana Spencer, non gli riesce. Il problema di Spencer è soprattutto The Crown, la serie di Peter Morgan, così lontana dalla realtà che ha finito per andarci molto vicino. Morgan scrive la Storia a partire dalla materia umana e adesso è impossibile tornare indietro. A dispetto dello splendente dispiegamento formale o forse a causa di quel dispendio formale, Spencer è un film freddo come la morte e come la sua protagonista, silhouette disarticolata che articola un inglese calcato.

La Stewart, più sagoma gotica che principessa spezzata, imita le posture e l'accento dell'originale dimenticando che Diana Spencer era terribilmente umana. Il miracolo di Peter Morgan è stato proprio quello di rendere così umana la sua melanconia démodé, a cui faceva eco quella della famiglia reale e realmente disfunzionale. Se i Kennedy di Jackie sono iscritti in una prospettiva idealizzata (la referenza alla leggenda arturiana), che non corrisponde evidentemente a quella che fu la loro realtà politica e familiare, la famiglia reale affonda in un rigore marziale. Per Jackie Kennedy lo stile è un affaire politico, per Diana Spencer gli abiti sono uniformi per andare in guerra o per posare in una foto di gruppo. In trance come Ema, Kristen Stewart è una figura sovraesposta dal regista, un pallido disegno di donna a cui Larraín ha appiccicato un travestimento di troppo. La frammentazione narrativa questa volta non basta a far progredire il film e a incarnare i turbamenti della 'principessa di cuori', più marionetta che personaggio. Non è mai empatica la Diana di Spencer e porta con sé una morale individualista. La principessa che viveva per gli altri, nel castello di Larraín vive solo per se stessa.

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Recensione di Alessandro De Simone
sabato 9 ottobre 2021

Spencer è un altro tassello del puzzle cinematografico sulla ricerca dell'identità da parte di Pablo Larraín. Il terzo, all'apparenza, dopo Neruda e Jackie. In realtà un lavoro iniziato molto prima. Tony Manero, nel suo essere opera di finzione, è una ricerca sé, così come Ema. Cinque film che hanno un nome e/o un cognome, non a caso. Così come non lo è l'avere trattato questi film per generi. L'horror di Tony Manero, opera che ha molte affinità con il Nanni Moretti di Bianca, il thriller di Neruda, il musical, che poi è tutt'altro, per Ema, il documentario per Jackie, fino a Spencer, la storia di Lady Diana, la principessa triste. Le feste natalizie del 1991 furono un punto di svolta nella vita di Lady D, a cui la vita di corte, i tradimenti del marito Carlo, l'essere costantemente sotto i riflettori, avevano tolto ormai ogni gioia di vivere. Lo dice la cronaca, fu quello il momento in cui diede uno scossone alla Corona britannica, decidendo di voler chiedere il divorzio, rinunciando a titolo e privilegi per una nuova vita. O alla veridicità dei fatti, Larraín fa cinema e con quello cerca nuovi punti di vista con cui narrare delle storie. In Spencer lo fa grazie alla scrittura di Steven Knight, ai più noto per essere il creatore della serie Peaky Blinders. Ottimo scrittore, britannico purosangue, che nell'incontro con il regista cileno trova una sponda perfetta per raccontare secondo la migliore tradizione inglese. Ispirato ai migliori, quelli scritti, guarda un po', da donne che in tempi difficili presero in mano il loro destino. La fragile Lady D (38 chili, informazione che ci tiene a fornire Larraín) vaga nella spettrale Sandringham House come se fosse il palazzo della Jane Eyre di Charlotte Bronte, o il castello di Udolpho del bel romanzo di Ann Radcliff, a cui tanto deve L'abbazia di Northanger di Jane Austen, la cui protagonista, come Diana, vede complotti ovunque a causa di un libro. È un film di scrittura raffinata, Spencer, su cui Larraín impianta una struttura cinematografica altrettanto forte, intrecciando generi e ispirazioni. Opera a tratti hitchcockiana, in cui Camilla Parker Bowles è una Rebecca solo accennata ma sempre presente. C'è anche molto horror, tra un compiaciuto e divertito omaggio a Shining e non pochi riferimenti al noir degli anni d'oro di Hollywood, La scala a chiocciola di Robert Siodmak in particolare. Su tutto, c'è lei, Kristen Stewart. All'epoca dei fatti aveva poco più di un anno e mezzo e che quindi, saggiamente, non cerca di imitare la vita, ma di darne una nuova a una donna che poteva avere tutto e che tutto perse. I venti centimetri di differenza tra l'originale e la versione cinematografica neanche si notano, la donna una volta conosciuta come Bella si cala negli incubi di Miss Spencer portando oltre schermo ogni battito del suo cuore, ogni piccolo dolore, ogni gioia infantile riaffiorata in un Natale che non avrebbe più dimenticato. Spencer è un film dai molti pregi, a cui vanno aggiunte tutte le interpretazioni di contorno, Timothy Spall e Sean Harris su tutte, e i cui difetti sono solo apparentemente tali, perché fanno parte di un incubo che non si trasformerà mai in sogno.
Da Ciak9 ottobre 2021

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 15 settembre 2021
Giulia Diamante Genovese
Close-up

Dopo il deludentissimo Diana - La Storia Segreta di Lady D, un altro cineasta ha deciso di cimentarsi con le vicende legate alla vita di Lady Diana, la principessa del popolo - deceduta in un'incidente d'auto nel 1997, a soli 36 anni. Si tratta di Pablo Larraín,, che a due anni di distanza da Ema, torna in Concorso a Venezia 78. con Spencer. L'autore cileno si era già cimentato con il ritratto di un'altra [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 settembre 2021
Geoffrey MacNab
The Independent

Il film racconta tre difficili giorni nella vita di Diana Spencer (Kristen Stewart) durante le vacanze di Natale del 1991 nella tenuta reale di Sandringham. Pablo Larraín ha descritto questo lavoro come "una favola al contrario". Partendo da una sceneggiatura di Steven Knight (Locke, Peaky Blinders), il regista cileno ritrae Diana come una martire dell'upper class, un'equivalente moderna della sventurata [...] Vai alla recensione »

martedì 7 settembre 2021
Giulio Sangiorgio
Film TV

«Dove cazzo sono?». Le prime parole di Lady D. Questo interessa a Larraín: non la cronaca, l'estraneità. L'attrito che corpo e psiche di Diana (una perfetta, grottesca e spaesata Stewart) esercitano nei confronti della Corona. I suoi riti. Le norme. Le misure. Un film (come sempre) che mette in scena un processo di riscrittura sformante da parte del Potere.

domenica 5 settembre 2021
Federico Pedroni
Duels.it

Una Porsche corre attraverso una campagna deserta, emblema di un'Inghilterra rurale, lontana dalle luci londinesi. Quell'auto è un punto nero all'orizzonte, che taglia il verde macinando miglia. A guidarla è la principessa più famosa del mondo, Diana, costretta a fermarsi per chiedere informazioni sotto lo sguardo stupefatto dei locali, sbalorditi di fronte a un'apparizione che si rivela come una presenza [...] Vai alla recensione »

sabato 4 settembre 2021
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

In un certo senso, ancora un film su Diana? La questione è il mito. La principessa, il tradimento, dolore, liberazione e morte. Orrore e pietà, la forza del destino: dunque, la tragedia. Se non vediamo film su Medea o Edipo è perché siamo pieni di film che ci raccontano ancora e sempre Medea, Edipo & Co. Con certificata sapienza drammaturgica (script di Steven Knight), Pablo Larrain prende la parte [...] Vai alla recensione »

sabato 4 settembre 2021
Cristina Piccino
Il Manifesto

Alla domanda: perché proprio Lady D? Pablo Larraín risponde che era affascinato dalla sua «favola al contrario di principessa che ne ha cambiato il paradigma decidendo di non diventare regina». Come aveva fatto per Jackie Kennedy anche nel confronto con Diane Spencer prova a «costruire» un gesto cinematografico di memoria cogliendone l' essenza nel tempo e nello spazio di un momento chiave della sua [...] Vai alla recensione »

sabato 4 settembre 2021
Francesco Alò
Il Messaggero

Di casate reali si parla anche in Spencer di Pablo Larraín ma non nello spazio bensì nello strazio della Principessa del Galles Diana Spencer, affetta da bulimia e stati di allucinazione in quella vigilia di Natale 1991 in cui la vediamo passare due giorni d' inferno a Sandringham, vicino a una severa Regina Madre e un arcigno marito Carlo. La Lady D di Kristen Stewart, lanciata come nuova Jodie Foster [...] Vai alla recensione »

sabato 4 settembre 2021
Emiliano Morreale
La Repubblica

"Fiaba tratta da una tragedia vera": così si dichiara all' inizio Spencer, il film di Larraín, idealmente gemello del bellissimo Jackie sulla morte di Kennedy visto dalla vedova. Qui un' altra donna si trova nelle stanze del potere: Lady Diana nei giorni di Natale del 1991. La corte diventa una trappola dorata, lei è sempre più angosciata, e addirittura la visita il fantasma di Anna Bolena: a questo [...] Vai alla recensione »

sabato 4 settembre 2021
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Non c'è figura popolare e tragica negli ultimi decenni come Diana. La sua morte, che ha agitato spesso pensieri di complotti, è stata un autentico trauma collettivo e ancora oggi il suo ricordo è vivissimo. Era quindi un'idea rischiosissima portare sullo schermo un biopic o un ritratto personale di una persona così "ingombrante", anche se Pablo Larraín aveva affrontato già un'altra icona dalla notevole [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 settembre 2021
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

Inizia quasi come un film di guerra. Nella calma di una campagna che sembra uscita dai quadri di Constable, una carovana sbarca a Sandringham House, una delle residenze della famiglia reale britannica. È un'invasione surreale. Ma non si tratta di truppe armate. È, semplicemente, l'esercito dei cuochi chiamato a garantire un "felice Natale" ai reali.

venerdì 3 settembre 2021
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

"Non esisterà più un'altra Camelot", rivelava disperata Jacqueline Kennedy in Jackie. Dopo la morte del marito, si concludeva un ciclo che in molti credevano non potesse mai giungere al capolinea. Pablo Larraín si interroga sulla Storia, come aveva anche fatto in Neruda. La realtà diventa qualcosa di inafferrabile, le linee temporali si fanno relative, come i luoghi abitati dai suoi protagonisti.

venerdì 3 settembre 2021
Raffaele Meale
Quinlan

Gli avventori di una squallida bettola nella contea di Norfolk devono stropicciarsi ben bene gli occhi per credere all'immagine che si è loro parata davanti: Diana Spencer, la principessa del Galles, la futura regina nel momento in cui Carlo erediterà il trono dalla madre Elisabetta, è lì tutta sola a chiedere informazioni su come arrivare a Sandrigham, una residenza di campagna della casa reale inglese. [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 settembre 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

A quanto pare Lady D, "la principessa triste", continua a ispirare film e serie tv. Se la terza stagione di "The Crown" s'è interrotta con la rottura pressoché definitiva tra Diana e Carlo, "Spencer" compie un piccolo passo indietro e ci riporta al Natale terribile del 1992, nella lussuosa e gelida residenza reale di Sandringham House. "Una favola tratta da una tragedia vera" si legge sui titoli di [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
venerdì 29 ottobre 2021
 

Il Natale in cui Diana Spencer decise di mettere fine al suo matrimonio con Carlo. Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
sabato 4 settembre 2021
Marzia Gandolfi

Una porzione della vita della Principessa di Galles, un brano di vita instabile e inafferrabile. In Concorso a Venezia 78 e prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 27 agosto 2021
 

Regia di Pablo Larraín. Un film con Kristen Stewart, Timothy Spall, Sally Hawkins, Sean Harris, Amy Manson. In Concorso alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia e prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
mercoledì 25 agosto 2021
 

Il matrimonio della principessa Diana e del principe Carlo è da tempo in crisi. Sebbene le voci di tradimenti e di divorzio abbondino, in occasione delle feste di Natale nella residenza reale di Sandringham viene decretato un periodo di pace.

NEWS
lunedì 29 marzo 2021
 

Durante le vacanze di Natale con la famiglia reale nella tenuta di Sandringham a Norfolk, in Inghilterra, Diana decide di lasciare il suo matrimonio con il principe Carlo.

NEWS
mercoledì 27 gennaio 2021
 

Pablo Larrain racconta il weekend in cui la principessa decise di porre fine al suo matrimonio reale. Vai all'articolo »

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