Café Society

Film 2016 | Commedia +13 96 min.

Titolo originaleCafé Society
Anno2016
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata96 minuti
Regia diWoody Allen
AttoriJeannie Berlin, Steve Carell, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Parker Posey, Kristen Stewart Corey Stoll, Ken Stott, Anna Camp, Stephen Kunken, Sari Lennick, Paul Schneider.
Uscitagiovedì 29 settembre 2016
TagDa vedere 2016
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,58 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Woody Allen. Un film Da vedere 2016 con Jeannie Berlin, Steve Carell, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Parker Posey, Kristen Stewart. Cast completo Titolo originale: Café Society. Genere Commedia - USA, 2016, durata 96 minuti. Uscita cinema giovedì 29 settembre 2016 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,58 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un ragazzo che fa parte di una famiglia ebrea che vive a New York decide di attraversare l'America e raggiungere Los Angeles. In Italia al Box Office Café Society ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 3,5 milioni di euro e 1,2 milioni di euro nel primo weekend.

Café Society è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,58/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,44
PUBBLICO 3,30
CONSIGLIATO SÌ
Il trionfo dell'immagine autosufficiente in una commedia figurativamente audace, dove riemerge lo splendore di Lubitsch.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

New York, anni Trenta. Bobby Dorfman lascia la bottega del padre e la East Coast per la California, dove lo zio gestisce un'agenzia artistica e i capricci dei divi hollywoodiani. Seccato dall'irruzione del nipote e convinto della sua inettitudine, dopo averlo a lungo rinviato, lo riceve e lo assume come fattorino. Bobby, perduto a Beverly Hills e con la testa a New York, la ritrova davanti al sorriso di Vonnie, segretaria (e amante) dello zio. Per lui è subito amore, per lei no ma il tempo e il destino danno ragione al sentimento di Bobby che le propone di sposarlo e di traslocare con lui a New York. Ma il vento fa (di nuovo) il suo giro e Vonnie decide altrimenti. Rientrato nella sola città in cui riesce a pensarsi, Bobby dirige con charme il "Café Society", night club sofisticato che diventa il punto di incontro del mondo che conta. Sposato, padre e uomo di successo, anni dopo riceve a sorpresa la visita di Vonnie. Con lo champagne, Bobby (ri)apre il cuore e si (ri)apre al dolce delirio dell'amore.
Commedia del piacere negato, Café Society è la cronaca di una storia d'amore mancata che ribadisce quello che per Woody Allen conta da sempre: il cinema, le donne, se stesso. Se stesso soprattutto perché la singolarità dell'autore risiede nella persistenza con cui ha dato centralità a un personaggio fino a mostrarne la crisi e lo svanire (Harry a pezzi, Hollywood Ending). È una persistenza che evidentemente appartiene al comico ma che Allen conduce sul piano della biografia seriale, declinata in diversi nomi, diverse professioni, diverse età e persino diverse età del secolo. E l'epoca questa volta è la seconda metà degli anni Trenta, Allen non precisa l'anno esatto ma è la Storia a collassare nel cinema e a depositare rovine nella commedia (i coniugi che hanno cenato con Adolf Hitler) attraverso la voce over dell'autore che si ritaglia il ruolo di narratore, misurando un dramma sentimentale con un dramma sociale. Non calca la scena del suo locale e fuori campo ci racconta una nuova storia, la storia di Bobby Dorfman in cui esprime ancora una volta il suo eroe romantico, falso perdente, schlemiel solo presunto e incarnato superbamente da Jesse Eisenberg. A lui, che arde di esaltazione amorosa e voluttuosa ironia, Allen delega se stesso, un se stesso più giovane e insicuro, ancora afflitto dai problemi con le donne, che crede ancora alle parole definitive e non crede più alle scene madri. Fuori dall'ombra in cui ha costruito i suoi migliori ruoli e sovraesposto nella luce accecante della California, Eisenberg pronuncia con esitante eloquio parole meditate e consapevolmente sbilanciate al di là di se stesse, sciolte nella fluidità del dialogo e sostenute da un sottotesto ritmico di meravigliosa resa comica.
Ma Café Society è tuttavia anche il trionfo dell'immagine autosufficiente. Tra grazia e catastrofe, tra guerra e pace, tra Los Angeles e New York, tra esterni e interni, Allen dimostra cosa sa fare col dialogo e cosa saprebbe fare senza perché il suo è un film di décor sovradimensionato e sovraffollato, figurativamente audace. Dopo aver rivitalizzato il cinismo di Billy Wilder (Irrational Man), con Café Society riemerge lo splendore sofisticato di Ernst Lubitsch svolgendo l'intermittenza amorosa di due personaggi inquieti lungo una superficie scintillante che lascia affiorare l'emozione, rimanda la realtà e approccia la morte non con l'arroganza di un giovane uomo che crede di aver scoperto i segreti dell'universo (Amore e guerra) ma con la saggezza di un vecchio signore che sa bene che il solo viatico contro l'estinzione sono i ricordi. Quelli che disegnano il suo intimo skyline, quello concreto della sua infanzia (Brooklyn) e quello accessibile solo con l'immaginazione e la fotografia di Vittorio Storaro (Manhattan).
Frammento di un unico e articolato biopic, Cafè Society rilancia la città-isola come il migliore dei mondi possibili, abitato in un breve incontro di sapore leaniano da Bobby e Vonnie, antenati di Alvy e Annie (Io e Annie) che ci lasciano allo stesso modo ostaggi di un sentimento e ci congedano in un clima di rinuncia e di struggimento da mélo. Ma l'impossibilità di compiere il desiderio, di trovarsi o pensarsi in due, stempera nella possibilità di richiamare alla memoria il primo amore ogni giorno della vita e nella certezza che l'oggetto di quell'amore lo ricambi nel medesimo istante. Istante perduto nel tempo e sciolto sul volto di neve di Kristen Stewart.

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CAFÉ SOCIETY
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 5 ottobre 2016
vanessa zarastro

La contrapposizione New York-California è sempre un tema avvincente per Woody Allen fin dai tempi di Annie Hall del 1977. Un altro elemento che stimola le fantasie di Allen è il periodo del New Deal, quello della seconda metà degli anni Trenta, di ripresa economica dopo la Grande Crisi. Il mito di Hollywood e della celebrity culture, attrae molta popolazione che sogna il successo, [...] Vai alla recensione »

sabato 1 ottobre 2016
Maurizio.Meres

Woody Allen,genio cinematografico,consacrato ormai da tutti il più grande commediografo degli ultimi quarant'anni,scrive e dirige ciò che immagina,immune da ogni influenza sociale che possa incidere negativamente nei suoi lavori,il suo set rasenta la perfezione,tutto è perfettamente reale nella finzione cinematografica. Questa volta il suo pensare ci riporta negli anni trenta,questo periodo importantissimo [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 dicembre 2016
Aquilareale4891

Il ricco e movimentato quartiere di Los Angeles degli anni ’30 accoglie l’introverso e buffo Bobby Dorfman, emigrato dal bronx newyorkese in cerca di fortuna per intercessione dello zio Phil, a capo di un’agenzia artistica in cui le più grandi star s’incontrano e concludono affari. Questi, non felice della visita parentale, tanto da differire di giorno in giorno l’incont [...] Vai alla recensione »

domenica 6 novembre 2016
stefano capasso

Woody Allen ambienta questa storia negli anni 30, tra Hollywood e New York e sceglie come protagonista Bobby, un giovane ebreo che sta cercando di costruire la sua vita. Sceglie di trasferirsi ad Hollywood dove lo zio che lavora nel cinema può offrirgli un lavoro, e li si innamora di Veronica. Ma le cose non sono cosi semplici come appaiono. Bel film di intrattenimento, curato in tutto e che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 marzo 2017
Liuk

Continua il ciclo "Liberty" di Woody Allen, sempre più raffinato ed elegante. Questo Cafè Society è una perla di stile, con meno humour rispetto ad altri lavori del regista ma maggiore profondità di sentimenti. Solamente un finale frettoloso, anche se amaramente splendido, probabilmente figlio di tagli in fase di montaggio, non gli permette di raggiungere lo status [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 ottobre 2016
tavololaici

Che film delizioso, che film delizioso. Era dai tempi di "Harry a pezzi" e di "Midnight in Paris" che non ne vedevo uno cosi' bello e convincente del sommo Allen. E' incredibile si faccia un film di tale eleganza oggi. Non una parola pesante, non un nudo, non un'esplosione. E ironia a fiotti che con sublime leggerezza, e una colonna sonora delle sue, passa sopra tutte le tragedie della vita, [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 ottobre 2016
samuel langhorne

 Luci di Hollywood , luci di Woody   I film di Allen possono cambiare storia , personaggi e ambientazione eppure sono e saranno sempre attuali. Non ho mai letto Shakespeare e aspettando che lo faccia , mi accontento di quello che dicono chi lo ha fatto , o chi lo recita , "Shakespeare è sempre attuale perché parla di sentimenti [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 aprile 2017
patpat

Un film quasi perfetto, nelle scelte degli attori, nella fotografia, nelle scenografie, nei costumi,... forse anche troppo ben confezionato da risultare un po' artefatto, senza quelle sbavature che il più delle volte arricchiscono di anima le storie e i personaggi. Resta comunque un bel ritorno di Allen alle atmosfere jazz che tanto amiamo della sua cinematografia migliore. 

venerdì 7 ottobre 2016
maumauroma

Si puo' dire che da sempre, e in maniera piu' evidente negli ultimi anni, gli ingredienti che Woody Allen utilizza nella sua cinematografia siano in genere gli stessi: l'Ebraismo, con le sue regole morali, esistenziali e sociali, la ricerca affannosa di dare un significato profondo a questa nostra vita, il fastidioso problema dell' 'ineluttabilita' della morte e i sistemi che [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 ottobre 2016
NERONE BIANCHI

I film di Woody Allen sono opere galleggianti, sospese in tempi e luoghi al contempo reali ed irreali. Ogni inquadratura di questo film è un piccolo capolavoro di equilibri, di colori, di luce, come folgoranti sono i dialoghi tra i vari personaggi e imprevedibile è la trama, con i suoi intrecci e situazioni. Siamo certamente nella Hollywood degli anni trenta, quella ruggente dei primi divi, delle ville [...] Vai alla recensione »

martedì 1 novembre 2016
mattiabertaina

Amore, ambizione, successo, tradimento, religione, società, nostalgia; uno dei più longevi e prolifici cineasti dei nostri tempi, Woody Allen, torna dietro la macchina da presa con il nuovo lavoro "Café Society" e la fa battendo le consuete strade dell'ironia, dell'elegante critica, del cinismo raffinato. Bobby Dorfman, stanco di sgobbare nell'azienda di [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
LBavassano

Woody Allen continua a riciclare se stesso, rimescolando i medesimi ingredienti per trarne cocktails sempre accattivanti, bravi ragazzi un po' imbranati e gangsters simpaticamente spietati, il mondo rutilante della gloriosa stagione delle stars hollywoodiane e gli intramontabili standards del jazz, ebrei più o meno osservanti e l'inevitabile, romantica alba a Central Park, ambienti lussuosi. [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 ottobre 2016
Alberto58

Prendete gli stessi ingredienti di Manhattan, mescolate a piacere e voilà, ecco l'ultimo film del mitico Woody. Sono passati 36 anni ma la scrittura e la direzione non hanno perso un briciolo di smalto, anzi, invecchiando Allen ha aggiunto ancora più luce, più spettacolo e più bellezza al suo corrosivo e spietato sarcasmo. Un'ora e mezza di delizia pura con il solo rimpianto che finisce troppo presto, [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
Vincenzo Ambriola

Bobby, un giovane ragazzo ebreo lascia la sua città natale, New York, per tentare la fortuna a Hollywood dove troverà l'amore nella donna della sua vita. Purtoppo per lui, questa donna deciderà di seguire un futuro più agiato in cui il ragazzo non ha posto. Tornato a New York, Bobby riuscirà a fare fortuna (dimostrando che non era necessario andare così lontano), a mettere su famiglia, fino a quando [...] Vai alla recensione »

sabato 15 ottobre 2016
ollipop

compendio della cinematografia di Woody Allen dove in un viaggio autobiografico si mescolano ironia e malinconia sapientemente dosate con raffinata eleganza; Allen vive nel suo protagonista ,nelle sue debolezze nella sua insicurezza . l'affresco variopinto del mondo familiare che vi ruota attorno e' un capolavoro di sapiente comicita' ma anche di profonda disamina delle umane debolezze : il tutto in [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
kimkiduk

La domanda ripetitiva che mi sono posto dopo la visione del film è stata: ma caro Woody, hai 80 anni, hai fatto scuola per la tua ironia, intelligenza, critica al mondo, alla fede, agli ebrei, ecc. forse hai (visto ancora continui a sfornare film) di cambiare qualche cosa. Perchè invece no? Proprio così. Esci dalla sala e ti chiedi questo.

venerdì 30 settembre 2016
Flyanto

L'ultimo film di Woody Allen, "Cafè Society", presentato quest'anno all'ultimo Festival del Cinema di Cannes, è un'opera ambientata negli anni '30. Il titolo porta il nome del night club alla moda nella città di New York dove il protagonista di nome Bobby (Jesse Eisenberg) va a lavorare e la vicenda ruota tutta intorno a questo personaggio di origine ebrea.

martedì 4 ottobre 2016
Alex2044

In Cafè Society ogni cosa è al suo posto , i costumi , gli ambienti , le musiche . La ricostruzione storica è perfetta , i dialoghi sono spassosi e le battute quasi sempre fulminanti .Quindi passati i primi momenti che sembrano , forse volutamente,un po' di assestamento il film ingrana le marce alte e si parte per un viaggio sofisticato , colorato e molto luminoso  in [...] Vai alla recensione »

martedì 4 ottobre 2016
marcobrenni

Con l'età, Woody Allen diventa sempre più filosofico e distaccato dalla vita glamour-intellettuale-artistica intrisa d'ipocrisie. Raffigura una Hollywood solo in apparenza splendente, ma invece piena di serpi ciniche-velenose, sempre rampanti. Una Hollywood del vuoto glamour insomma. Con la sua solita genialità, Woody esprime tramite i suoi due giovani personaggi Bobby e Vonnie, entrambi arrivisti, [...] Vai alla recensione »

sabato 1 ottobre 2016
Maria Elena P.

Un film scritto e diretto da Woody Allen. Scritto e diretto...e si vede. Dialoghi brillanti. La sottile, pungente, intelligente ironia del maestro Allen trapela da ogni gesto o parola di ciascuno dei protagonisti del suo film; perfettamente calzante il suo alter ego, Jesse Eisenberg nei panni del protagonista, affascinante pur nel suo aspetto mingherlino, talvolta insicuro.

venerdì 21 ottobre 2016
MAURIDAL

  Café Society, di Woody Allen, USA 2016 E' un film pieno di fascino , nella tendenza di un “Fashion movie” A partire dalla locandina manifesto, dove con un tratto di linea alla maniera Liberty,  il profilo di una donna dal collo lungo e i capelli neri a caschetto ,e il segno di una lacrimuccia dorata sulla guancia , danno il senso di una malinconia retrò [...] Vai alla recensione »

mercoledì 12 ottobre 2016
IuriV

Operazione nostalgia per Woody Allen, che ci accompagna, assieme a un timido ragazzo newyorkese alle prime esperienze nel jet set, nella Hollywood degli anni 30. Il giovane capirà che forse stava meglio dove stava, ma magari a Los Angeles troverà l'amore. Allen costruisce questo film come una commedia leggera, quasi leggiadra, che si sposta tra donne vestite di seta e star del cinema [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
Maria Elena P.

Un film scritto e diretto da Woody Allen. Scritto e diretto...e si vede. Dialoghi brillanti. La sottile, pungente, intelligente ironia del maestro Allen trapela da ogni gesto o parola di ciascuno dei protagonisti del suo film; perfettamente calzante il suo alter ego, Jesse Eisenberg nei panni del protagonista, affascinante pur nel suo aspetto mingherlino, talvolta insicuro.

venerdì 30 settembre 2016
goldy

Il film si fa apprezzare soprattutto  sul piano formale e narrativo. Una fluidità nello snocciolare fatti e eventi  che procede senza sussulti  di cui  non ha bisogno  .   Unja leggerezza rara, uno sguardo distaccato  che si raggiunge solo con grande senso dell'ironia. Tuttavia nulla di nuovo  nei contenuti.

martedì 24 maggio 2016
raysugarK

Woody Allen cineasta riconosciuto per avere uno stile molto intellettuale europeo redendola americana, dove i personaggi sono molto spesso rappresentati in modo elegante, nevrotici e alla fine interessanti. Il cineasta stesso scrive e dirige senza mai stancarsi, una pellicola all'anno. Café Society è una pellicola che fedelmente mette in luce i luoghi e le atmosfere degli anni 30, per caratterizzare [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 ottobre 2016
albydrummer

Ogni  suo film,ogni sua uscita è sempre un grande evento. Un altro film godibile sempre stile Allen.Ormai ifilm di Woody,si alternano trai gialli,e commedie,e alcuni film anche entrambi. Con questo film si ritorna aal commedia,quella fatta bene dal maestro,tutto sul sentimento. Qui ci troviamo negli anni 30,a Los Angeles,dove un giovane di New York,vorrebbe lavorare nel mondo del cinema,aiutato [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 ottobre 2016
iuras

Come spettatore, quando vedo un film voglio rivivere sensazioni,sentimenti,riflessioni che lo stesso mi trasmette non contaminati da richiami e paragoni con precedenti opere delo stesso regista, cosa che è compito del critico. Ciò premesso, il film per le fotografie e i toni di luce di un grande Storaro è un trionfo di una epoca,gli anni 30,che fa parte dell'epica americana. [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
Gaetano Graziano

La biografia del regista stesso sicuramente insiste lungo tutta la storia del film. Questa volta però assume un carattere prevalente ed evidenziato la misoginia di W. Allen, cioè della donna che all'amore genuino e profondo nei confronti del giovane "spiantato e disoccupato" fa vincere la concretezza sicura dell'amante benestante! Sarebbe stato troppo semplice e scontato un epilogo diverso, anzi opposto. [...] Vai alla recensione »

sabato 1 ottobre 2016
gpistoia39

Bello anche questo ultimo film di Allen che sembra sia tornato un po' al suo New York, ma portato agli anni trenta. La società dorata di Holliwood, le persone che contano del bel mondo a New York. Se non fosse che ad Allen si perdona tutto direi che questo film ha poche novità. Però chi ama Allen, trova sempre che quello che conta di più nei suoi film, sono i suoi dialoghi, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 ottobre 2016
enzo70

    Tra Los Angeles e New York, cinema e locali blues Woody Allen si trova perfettamente a suo agio; Bobby, un giovane ragazzo ebreo newyorkese si trasferisce a Los Angeles per cercare fortuna, sperando nell’appoggio del potente zio, Steve Carrell, questa volta in un ruolo per lui insolito, che gestisce una importante agenzia di gestione di attori.

martedì 4 ottobre 2016
Guazza da Semifonte

Ho visto "Cafe' Society" di Allen. Che l'aschenazita di Manhattan dietro la cinepresa ci sappia stare e che abbia mestiere e' assodato ab immemore. Ne consegue che sul piano formale niente e' da eccepire: perfetta la ricostruzione degli ambienti, centrata la scelta degli interpreti. La storia invece ha un ribaltamento di 180°: quello che interessa veramente l'autore, la ratio ultima che lo ispira, [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
Nino Pell.

Pellicola in cui si vede chiaramente la mano del regista Woody Allen. Nonostante non ci sia nulla di nuovo all'orizzonte a livello di tematiche, il film comunque si lascia ammirare per la classe che solo il buon Allen riesce a trasmetterci. Ancora una volta in primo piano vi è il controverso rapporto d'amore tra uomo e donna e di come spesso la psicologia femminile sia spesso discordante e come tale [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 ottobre 2016
Bergman

Confezionato sempre in modo splendido (ottima la fotografia di Storaro, cosi come la scenografia e i costumi). Allen ritorna a maneggiare degli argomenti a lui cari (l' amore fra una donna giovane e uno piu vecchio di lei, il ricordo nostalgico degli anni d' oro del cinema ecc.) in maniera sempre più differente e moderna. Cita vari e numerosi nomi di star del cinema degli anni '40, tra loro Billy Wilder [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
Mario Nitti

Ambientato negli anni 30 il film racconta una storia che vede al centro i sogni di un giovane che passa dalla ricerca del successo al suo raggiungimento senza davvero però trovare quello che conta, un equilibrio con l’amore desiderato. Eravamo in due e abbiamo condiviso il giudizio. Noioso. Pur riconoscendo i meriti alla bellissima fotografia, agli ottimi attori e all’ambientazione [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 ottobre 2016
Des Esseintes

Da vedere. Inizia molto bene, lui è bravissimo nella rappresentazione dei rapporti sociali e nei dialoghi. Ci si ambienta subito e fin dall'inizio si intravedono una moltitudine di temi e di possibili sviluppi. Poi rallenta e si sgonfia ripiegando su un moralismo nichilista ipocritamente autoassolutorio. Credere in qualcosa significa decidere che la vita ha un determinato "significato" e quindi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 ottobre 2016
florentin

In Italia siamo stati abituati al doppiaggio del grandioso Oreste LIonello, quindi già lì la voce narrante, sebbene tentasse di avvicinarglisi, è quello che è. Poi va bene che è stato girato in digitale, e che lì di lavoro per sarti, setdresser, truccatori e molto altro ce ne sia stato parecchio e molto ben fatto, ma alla fine (fine che sembrava  cercata [...] Vai alla recensione »

martedì 25 ottobre 2016
gabriella

Dopo aver letto praticamente quasi esclusivamente recensioni più che positive sull'ultimo lavoro di Woody Allen, dico la mia , pur sapendo di essere una voce fuori dal coro. A me Cafè society non è piaciuto, non mi ha trasmesso nulla, non mi ha emozionato e mi ha deluso. Parliamo dei pregi, che sono tanti , ma tutti puramente tecnici, una fotografia eccellente,elegante, raffinata, con dei primi piani [...] Vai alla recensione »

sabato 8 ottobre 2016
Filippo Catani

Un giovane ragazzo della New York anni '30 lascia la città per andare in California alla corte dello zio che gestisce un'agenzia artistica. Il ragazzo farà da fattorino per i divi e allo stesso tempo inizierà ad intrattenere una relazione con la segretaria dello zio. Niente di nuovo sotto il sole per Allen. Questo film conferma il momento grigio del regista dopo il non [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 ottobre 2016
Alex62

…e se avesse perso il suo inconfondibile, geniale, unico tocco?! Se Woody Allen ormai non avesse più nulla da dirci. Forse non è più capace di farci, come da sempre, sorridere amaro, pensare, soffrire persino di fronte al tragico e beffardo duello tra Morte e Caso che solo lui sa inscenare alla perfezione…quasi come la vita vera! Come cancellare il ricordo delle risate da mal di pancia provocate in [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 novembre 2016
uppercut

Da vedere e rivedere. Una lezione di cinema ad ogni livello da due grandi intramontabili maestri: Woody Allen e Vittorio Storaro. Lunga vita a entrambi! Il finale, con il malinconico saluto all'anno che se ne va, più che a quello in arrivo, è in questo senso commovente. Ma il film stesso è la dimostrazione che il tempo - per citare una battuta di Café Society - non conta [...] Vai alla recensione »

domenica 15 gennaio 2017
Nalipa

Non amo particolarmente Allen ma avendo letto solo ottimi commenti ho voluto vedere questo film..... Al termine della proiezione mi sono sentita come quando si riceve un bellissimo pacco regalo, confezionato perfettamente.....bella la carta...un fiocco eccezionale. Ma.....quando si apre il pacco........ " che delusione"  Ho pensato che l'acclamato cineasta ormai faccia : copia-incolla. [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 novembre 2016
Emanuele 1968

Bello, si percepisce carisma di Woody Allen, situazioni molto verosimili, il vicino di casa testacalda, la tua bella che se ne và per un uomo con soldi ma poi ti cerca, consoliamoci perchè aimè tutto mondo è paese, film piacevole.

domenica 2 ottobre 2016
BARONE DI FIRENZE

La storia è abbastanza banale Woody ci ha dato cose migliori, si salva l'ambientazione, la fotografia e la bella interpretazione di Jesse Eisemberg che avevo già apprezzato nelle vesti del patron di Face Book, e rende tutto più gradevole la colonna sonora con pezzi jazz di pregio e musica di sottofondo che si innesta meravigliosamente nella storia.

domenica 9 ottobre 2016
francesca50

Il film che mi era stato detto ripetitivo mi ha lasciata soddisfatta: Woody Allen fa passare due ore piacevoli con i temi a lui cari. L'ebraismo non è quello più avvertito ma ritorna con il suo senso della famiglia (seppure faticosamente accettato) e le tradizioni, l'idea che la punizione avviene più spesso qui in terra, il rispetto per la donna e il sentimento dell'aldilà che non è importante quanto [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2016
Clasil1

Film mediocre. Non vale nemmeno il prezzo del biglietto

mercoledì 5 ottobre 2016
g_andrini

Ha una buona classe, le immagini sono di buon gusto. Ottima la resa cromatica delle Cinealta.

domenica 23 ottobre 2016
Paola D. G. 81

Insieme a Basta che funzioni, Midnight in Paris e Blue Jasmine, uno dei migliori film di Woody Allen degli ultimi anni. I temi possono anche essere poco originali, ma costumi, musica e dialoghi sono da urlo. Malinconico e nostalgico, una vera chicca.

martedì 4 ottobre 2016
Flaw54

Ormai Allen ha esaurito le idee: i suoi film sono tutti uguali, stessi colori, stessi dialoghi stesse musiche. Cambia gli attori, utilizza personaggi famosi e crea anche scene gradevoli, ma su tutto domina un senso di superficialità e di estrema leggerezza come un qualcosa che passa su di noj e poi scivola via senza lasciarci niente. E questo film forse ha qualcosa in più rispetto agli [...] Vai alla recensione »

domenica 23 ottobre 2016
marcello1979

I rapporti umani... Il miglior jazz... New York.. L'ironia Ebraica... Che si vuole di più da un film? Guardando questo film ho avuto la sensazione di sentirmi  a casa, avvolto in un maglione , guarfando un paesaggio invernale.. Bello

domenica 9 ottobre 2016
giordano 87

La qualità e la poesia fanno apprezzare questo film che non solo fa sognare i protagonisti ma gli spettatori stessi...

FOCUS
FOCUS
lunedì 3 ottobre 2016
Roy Menarini

Tra le tante classificazioni interne della ormai enciclopedica filmografia di Woody Allen, risuona raramente quella che distingue i film in costume dai film contemporanei. Pur essendo vero che il maggior incasso di Allen a tutt'oggi - Midnight in Paris - ha fatto incontrare le due sottocategorie grazie a uno stratagemma, di solito il regista newyorkese tende a distinguere abbastanza chiaramente i due universi.

L'Allen in costume è apparentemente più posato, calligrafico, immette l'umorismo ebraico in contesti dove la storia della società americana contraddice sé stessa, mostra le sue vocazioni culturali, esprime al tempo stesso il motivo per cui vale la pena vivere e le radici del pessimismo alleniano.

Alcuni di questi titoli - Amore e guerra, per esempio - mostrano più che altro la capacità parodizzante del coltissimo Woody dei primi tempi; altri - come Una commedia sexy in una notte di mezza estate o La rosa purpurea del Cairo - trovano negli anni Venti un'atmosfera di "magica disillusione" struggente (che torna, sia pure in tono decisamente minore, con Magic in the Moonlight); altri ancora - come Pallottole su Broadway o Accordi e disaccordi - analizzano attraverso il prisma dell'industria culturale i rapporti di forza che dalla società si trasferiscono nell'arte, con gli esiti paradossali che Allen ha sempre saputo esprimere in modo geniale. Café Society torna di nuovo agli anni Trenta. E lo fa con la perizia che l'autore ottantenne ottiene quasi naturalmente - anche se poi si scopre che tanto fuori dal mondo contemporaneo il buon Woody non è, se è vero che i suoi film (soprattutto questo) sono diventati un must per gli appassionati di moda, che vi trovano collaborazioni altisonanti (Chanel) e spunti vintage di gran classe. E se è vero che usa - per la prima volta, tra l'altro - il digitale con una ricchezza spettacolare, alimentata anche dai colori di Vittorio Storaro. Intinto di una malinconia che emerge via via, Café Society rappresenta uno di quei film in cui Allen offre il massimo di sé, in cui crede particolarmente: tanto trasparente è diventata la sua filmografia agli appassionati, che la differenza tra progetti standard e opere su cui il regista investe emotivamente si svela quasi senza pudore. Ed è proprio qui lo scarto infinito che Allen porta nel suo cinema, quello per cui contemporaneamente gira sempre lo stesso film (ed essendo un bel film, non c'è nulla di male) e quello per cui ogni volta la sensazione è che tutto stia portando verso un luogo diverso. Ridendo e scherzando, mentre i pifferai magici cui Woody sta antipatico cantano il suo tramonto ormai da fine anni Ottanta (ma lui continua, e spesso di loro non si è più sentito parlare), si scopre che questo cineasta ha sperimentato il colore e il bianco e nero, la camera a mano e la classicità, il calco bergmaniano e la parodia demenziale, l'espressionismo e il fellinismo, il mockumentary e il film a episodi, e non finisce di mettersi in gioco anche ora: il cinema digitale è completamente differente dalla pellicola quanto a ripresa, spazi, resa visuale e così via. Non bastasse, lo ritroviamo dietro alla macchina da presa con una serie televisiva in sei episodi per il servizio streaming online di Amazon (Crisis in Six Scenes).

Alla faccia della pigrizia e della conservazione. Come per Clint Eastwood in tutt'altro contesto, la terza età ha portato in dote a Woody Allen una consapevolezza di cineasta, una eleganza profonda e non esteriore, una capacità narrativa incessante, insomma un amore per il cinema che forse sovrasta persino quello dell'epoca dei capolavori, tra anni Settanta e Ottanta. E se pellicole come La La Land raccontano la stessa storia di Café Society, solo in abiti contemporanei, non è affatto detto che il più innovativo sia il più anagraficamente giovane dei due film.

Frasi
"La vita è una commedia scritta da un sadico che fa il commediografo"
Una frase di Bobby (Jesse Eisenberg)
dal film Café Society - a cura di Azzurra
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Quarantasettesimo film firmato da Woody Allen (nonché il suo primo in digitale), Café society è una storia di triangolo amoroso ambientata negli anni Trenta, decennio di cui Woody ama appassionatamente la musica e il cinema, Il giovane Bobby Dorfman lascia il Bronx e se ne va a Hollywood: un po' perché tentato dalle sirene della Mecca, un po' per liberarsi di una famiglia ingombrante.

Emiliano Morreale
La Repubblica

Café Society è un Woody Allen rétro, ma di quelli in cui il sentimento della vita è meno cinico e nero. Siamo nella Hollywood dei secondi anni 30, e Bobby (Jesse Eisenberg)è un giovane ebreo del Bronx, arrivato a Hollywood sperando nell'aiuto dello zio agente di attori (Steve Carell). Lì incontra la bella segretaria Vonnie (Kristen$tewart), di cui s'innamora.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

E ora non dite che Woody Allen fa sempre lo stesso film. Prima o poi ci siamo cascati tutti ed è vero che se sforni un titolo l'anno non sempre sono capolavori. Però con Café Society il grande newyorkese torna davvero alla sua forma migliore, quella di grandi film "al passato" come Radio Days, Zelig o La rosa purpurea del Cairo. E rimescolando il solito mazzo di carte infallibili comunica un senso [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

1930: Hollywood vive la sua golden age, New York la sua gangster era. Bobby viaggia dal Bronx a Los Angeles affidandosi alle raccomandazioni di zio Phil, famoso agente delle star. Ma più che un lavoro nel cinema, vi trova un amore travolgente e contrastato, Woody scrive & dirige, Storaro fotografa per lui ed è subito magia. Di quella maiuscola del cinema-nel-cinema composto da lustrini e pistole, da [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Woody Allen ha una grandissima capacità, comune a pochi autori: nei suoi film, gira e rigira, ci infila sempre gli stessi temi, ma, ogni volta, spiazzandoti per la sua peculiarità di farli apparire come nuovi, inediti, irresistibili. Quante battute avete sentito, ad esempio, nelle precedenti pellicole, sulla religione ebraica? Eppure, anche in questo Cafè Society si ride non poco con i siparietti dei [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Uomini d'affari, artisti, avvocati, modelle, agenti, attrici, attori, musicisti, politici, nobili e nuovi ricchi, ragazzi ebrei con il cuore infranto e qualche gangster - Cafè Society è film pensato come un romanzo, scritto (in digitale) con la luce di Vittorio Storaro e un orecchio alle intricate saghe famiIiari di lsaac Bashevis Singer. Dal Bronx degli anni trenta, Bobby Dorfinan (Jesse Eisenberg) [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Con Café Society, Woody Allen ci regala un film - il 47° da lui diretto - che è un puro distillato del suo cinema: amore e nevrosi, New York contro Los Angeles, sguardo ironico-nostalgico sulla mitica Hollywood degli anni Trenta, ritratto umoristico di una tipica famigliona ebraica, etica e compromesso, fede a ateismo, crimini e misfatti. Solo che ora l'ottantenne cineasta sembra affrontare il sempiterno [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Niente è più noioso di chi dice che Woody Allen fa sempre lo stesso film. Lo sappiamo, ci siamo cascati tutti ed è vero che se giri un film l'anno non tutti saranno capolavori. Però Café Society, che ha aperto fuori gara una Cannes nevrotica e distratta, sprizza in ogni scena la sicurezza del grande narratore. Anche se magari è un film "minore" e rimescola il solito mazzo di carte infallibili.

NEWS
NEWS
venerdì 10 marzo 2017
Olivia Fanfani

Nella New York anni trenta, Bobby Dorfman è un giovane stretto nella morsa di due genitori in eterno conflitto, un fratello gangster e una sorella sposata con un intellettuale. Deciso a non voler lavorare nella bottega del padre, si lascia alle spalle [...]

BOX OFFICE
venerdì 30 settembre 2016
Andrea Chirichelli

Cinque nuove entrate vivacizzano un giovedì caratterizzato da incassi piuttosto modesti. Il duo in testa alla classifica non cambia, con Bridget Jones's Baby che resiste davanti a Alla Ricerca di Dory con 170mila euro contro 136mila.

TRAILER
giovedì 25 agosto 2016
 

Ambientata nel 1930, la storia d'amore agrodolce di Café Society segue il viaggio di Bobby Dorfman (Jesse Eisenberg) dal Bronx, dove è nato, a Hollywood, dove si innamora, per poi tornare nuovamente a New York, in cui viene travolto nel mondo vibrante [...]

GALLERY
giovedì 12 maggio 2016
 

Per la terza volta in carriera il maestro Woody Allen ha inaugurato il Festival di Cannes con un film figurativamente audace, una commedia del piacere negato dove riemerge lo splendore di Lubitsch. Protagonisti di Café Society sono Jesse Eisenberg e Kristen [...]

CANNES FILM FESTIVAL
mercoledì 11 maggio 2016
 

"Romantico? Io provo sempre a essere romantico, certo questa volta c'è di più, un fascino particolare perché le epoche passate sono romantiche, New York è una città romantica, la Hollywood degli anni '30 lo è, le storie d'amore complicate lo sono terribilmente [...]

TRAILER
venerdì 22 aprile 2016
 

Siamo negli Anni Trenta, una famiglia ebrea vive a New York e tutto scorre abbastanza tranquillo. Fino a quando uno dei componenti della famiglia decide di partire per Los Angeles e tentare la strada del cinema: vuole diventare un agente cinematografico. [...]

CANNES FILM FESTIVAL
martedì 29 marzo 2016
 

Sarà Café Society di Woody Allen il film d'apertura - fuori concorso - del prossimo Festival di Cannes, in programma dall'11 al 22 maggio. Interpretato da Kristen Stewart e Jesse Eisenberg e girato tra Los Angeles e New York, il film è la 43esima opera [...]

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