| Anno | 2026 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 75 minuti |
| Regia di | Alberto Valtellina |
| Uscita | giovedì 18 giugno 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Alberto Valtellina Produzioni |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 15 giugno 2026
La realtà economica, storica e sociale di Sanremo.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sanremo. Maurizio, un ex ciclista, si è trasferito negli anni Ottanta a Milano, quando aveva 21 anni, dove oggi lavora come fotografo e artista. Ma il legame con le sue origini e la sua famiglia è rimasto molto forte. Torna spesso così nella frazione di Poggio per andare a trovare la madre Pina. Ma in questo nuovo 'ritorno a casa', ripercorre i tempi d'oro della floricoltura sanremese e poi la crisi dagli anni Novanta. Quando era bambino, dopo scuola, come tanti ragazzi della sua età, lavorava con i genitori al mercato dove ogni giorno c'erano dalle 3000 alle 5000 persone. Tra i suoi vari incontri ci sono quelli con la zia Zdenka, di origine croata, con alcuni ibridatori di origine abruzzese, con il floricoltore ghanese Emmanuel e con il regista e fotografo Alfredo Moreschi. Comincia con le immagini di un breve film del 1960, Il calabrese, girato da Alfredo Moreschi che finisce con le immagini dell'uomo, emigrato a Sanremo, che coglie il primo garofano e lo offre a quella ragazza con cui più volte aveva incrociato lo sguardo. Sembra un filmato d'archivio del passato e di fatto lo è. Per Alberto Valtellina, che ha realizzato Ibridazioni partendo da un'idea di Maurizio Sapia, Dario Ghibaudo e Chiara Padovano, diventa però lo spunto per rimettere a fuoco il passato proprio attraverso un film, dove non c'è più nessuna distinzione tra documentario e finzione.
La memoria continua ad essere un filo rosso che collega il cinema del regista, come si è visto attraverso le figure di Hermann Buhl in La bicicletta e il badile e del noto enologo Luigi Brozzoni che rievoca un tragico episodio avvenuto nel 1957 in Gigi a Nespello.
Stavolta scorre su un doppio
binario. C'è la storia di Sanremo, dal periodo d'oro in cui era stata definita la 'città dei fiori' - anzi
'la città dei garofani' - alla crisi dagli anni Novanta in poi. Ci sono molte testimonianze, ma è il
punto di partenza ad essere intrigante; Ibridazioni ha infatti l'approccio di un film di famiglia che è
come se fosse girato da Maurizio Sapia e non da Valtellina. C'è lui che intervista la madre e la zia,
che raccoglie le testimonianze, che crea un dialogo diretto di chi la stagione della floricoltura
sanremese l'ha conosciuta bene. Il metodo sembra quello classico, con il regista che si mette in
campo e diventa il narratore che collega le storie degli abitanti con quelle della città ligure. In realtà
la sua figura diventa per Valtellina l'occasione di realizzare al tempo stesso un documentario storico
ma, contemporaneamente, anche un diario intimo come si vede dall'alternanza delle foto di famiglia
a quelle del grande mercato fino alle grandi star come Isa Pola, Sophia Loren, Edi Campagnoli fino
agli scatti della corsa ciclistica della Milano-Sanremo.
Forse qualche intervista può essere di troppo
soprattutto nella descrizione della preparazione dei fiori, ma Ibridazioni conserva intatto quel suo
sentimento nostalgico anche quando guarda al presente come i passaggi davanti il Teatro Ariston
durante il festival della canzone italiana. In più mostra come certi riti collegati con il territorio non
moriranno mai come le immagini della Milano-Sanremo in tv e su strada, proprio quando la gara
passa per Poggio. La distanza della Corsica che si intravede nel finale forse è la stessa di Maurizio.
È troppo lontano ma sempre molto vicino. Anche a distanza i suoi ricordi sono vivi. Vanno solo
alimentati. Proprio a partire dai racconti e le immagini di Alfredo Moreschi e di Il calabrese.
Ibridazioni è un documentario che racconta la floricoltura in Liguria ed in particolare nell'area di Sanremo, capace di creare con passione, appunto, un lavoro ibrido tra diario intimo e l'analisi sociale di un mondo in rapida trasformazione. Maurizio, ex corridore ciclista, torna alle sue origini per riscoprire quello che è passato e sta ormai lentamente scomparendo.