Non bussare alla mia porta

Film 2005 | Drammatico 122 min.

Titolo originaleDon't Come Knocking
Anno2005
GenereDrammatico
ProduzioneGermania
Durata122 minuti
Regia diWim Wenders
AttoriSam Shepard, Jessica Lange, Tim Roth, Gabriel Mann, Sarah Polley, Fairuza Balk Eva Marie Saint, James Gammon.
Uscitavenerdì 30 settembre 2005
TagDa vedere 2005
MYmonetro 2,97 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wim Wenders. Un film Da vedere 2005 con Sam Shepard, Jessica Lange, Tim Roth, Gabriel Mann, Sarah Polley, Fairuza Balk. Cast completo Titolo originale: Don't Come Knocking. Genere Drammatico - Germania, 2005, durata 122 minuti. Uscita cinema venerdì 30 settembre 2005 - MYmonetro 2,97 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un Wenders ritornato all'energia dei bei tempi grazie anche a Sam Shepard attore e sceneggiatore. In Italia al Box Office Non bussare alla mia porta ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 437 mila euro e 105 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,97/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 2,93
CONSIGLIATO SÌ
Wenders torna ai suoi temi classici con rinnovata sensibilità.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Howard Spence e' stato il protagonista nel passato di importanti film western. Ora e' costretto a girare filmetti senza spessore. Un giorno fugge dal set e l'assicurazione del film scatena un segugio che deve trovarlo. Howard ha condotto per anni una vita sregolata e non vede sua madre da decenni. Sara' proprio lei a fargli sapere che deve avere, in un luogo ben preciso, un figlio ormai divenuto un giovane uomo. Howard va a cercarlo ma si trova davanti ad un rifiuto: il ragazzo non vuole saperne di questo padre piovuto dal cielo. Nel frattempo compare una ragazza a cui e' appena morta la madre. L'attore potrebbe essere padre anche suo... Con il sostanziale (ed ammesso come tale) contributo di Sam Shepard, Wim Wenders torna ai suoi temi 'classici': il viaggio e il tentativo di ri-costruzione di relazioni apparentemente impossibili. Lo fa con una rinnovata sensibilita', con un omaggio non formale all'America che ama (che non e' quella di Bush) e facendo reincontrare sullo schermo due attori che, mentre si ritrovano come personaggi, ne hanno l'occasione anche come persone che hanno condiviso parte delle loro vite: Sam Shepard e Jessica Lange. Ne nasce un film che affronta uno dei grandi filoni che attraversano questo festival: il riconoscimento del ruolo di padre. Wenders lo affronta in modo ruvido ed elegiaco insieme, consapevole com'e' che c'e' chi preferisce il cinema alla realta'. Ce le offre entrambe e lascia a noi la scelta.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Impegnato nello Utah sul set del suo ennesimo western, il divo in declino Howard Spence (Shepard) fugge al galoppo verso la conquista del proprio passato di figlio, compagno e padre. Dopo essersi rifugiato in Nevada dalla madre (Saint), giunge in Montana, dove incontra l'antica fiamma Doreen (Lange) e il figlio Earl (Mann), che lo rifiuta. Nel frattempo Howard è seguito da un assicuratore paranoico (Roth) e da una giovane fanciulla (Polley) che si porta appresso l'urna cineraria della madre. A 20 anni di distanza da Paris, Texas Wenders rinnova il sodalizio artistico con Shepard e gira un film on the road dal tono ironico e divertito, nel quale l'antica passione per la cultura USA è espressa con richiami al cinema classico fordiano, alla pittura di Edward Hopper e al country rock. In questa cornice Wenders introduce i temi preferiti: l'assenza del padre, il viaggio come deriva esistenziale, il recupero dei legami affettivi come antidoti alla solitudine. Agli sconfinati spazi ripresi dalla bella fotografia Scope di Franz Lustig, il compito di rispecchiare il frastagliato paesaggio interiore del protagonista. Ottime Lange e Saint.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 12 gennaio 2017
Howlingfantod

Film come Paris-Texas nato dalla collaborazione n tra Wenders e Sam Shepard con il quale d’altronde si notano le affinità, sia di ambientazione, fotografia e tematiche. La storia narra della fuga di Howard (l’attore) dal set cinematografico dove sta girando un western che assomiglia un po’ alla storia stessa del film. Fugge per andare alla ricerca del figlio abbandonato trent’anni prima e della madre [...] Vai alla recensione »

sabato 21 gennaio 2012
fedeleto

Howard e' un attore famoso oramai in declino ,e quando abbandona il set fuggendo a cavallo in Texas e ritornando dalla madre,scoprira' di aver messo incinta una sua vecchia fiamma e cosi tentera' di conoscere il figlio che non ne vuole sapere di lui ,avendo anche la sorpresa di sapere che oltre un figlio Howard ha anche una figlia che lo segue con le ceneri della madre,peccato che non [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Emanuela Martini
Film TV

«Perche far passare tanto tempo?», chiede una ragazza bionda ed esile a un uomo maturo, dal volto segnato. «Perché non sapevo che stava passando», risponde lui, seduto su un divano in mezzo a una strada, circondato dai detriti degli oggetti, i mobili, gli strumenti che suo figlio ha buttato dalla finestra per liberarsi di tutto, di un faticoso passato senza padre e di un futuro che la ricomparsa improvvisa [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Jarmusch e Wenders non si sono mai visti in vita loro, ma raccontano (quasi) la stessa storia e cominciano (quasi) allo stesso modo. Nubi grigie e malinconiche per Jarmusch, nuvole lievi e svelte per Wenders, che ottiene anche una specie di effetto-Magritte inquadrandole da dietro un paio di occhi, in realtà due strani buchi fra le rocce di un canyon.

Valerio Caprara
Il Mattino

Non è la replica di «Paris, Texas», ma anche Butte, Montana è una cittadina-fantasma sperduta sotto il Grande Cielo che sembra inventata apposta per dilatare l'occhio dell’anima di Wim Wenders. In «Don't Come Knocking» incarna l'ultima frontiera del declinante divo del cinema Howard Spence (Sam Shepard), che ha appena appreso dalla vecchia madre (Eva Marie Saint) di averci lasciato crescere un figlio [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Don't come knocking. Regia di Wim Wenders, bella e invisibile. Film tedesco d'America, in gara. Una buona storia, con il plot costruito dai personaggi, e non viceversa, sul vuoto di paternità nel mondo d'oggi (che potrebbe abolirla per legge)...Un uomo ricco e famoso, attore di western, e da sempre solitario, a sessant'anni e qualcosa può decidere di diventare socievole, e per questo si mette in marcia, [...] Vai alla recensione »

John Vignola
Il Mucchio

Per il suo “ultimo film americano” (parole del regista), Wim Wenders parte da quello che per anni è stato il genere per antonomasia del cinema a stelle e strisce, il western, e ne mantiene affettuosamente molti clichè anche quando le praterie lasciano spazio alle città, i cavalli alle macchine, le stalle ai bar. L’ultimo pistolero di Wenders, il John Wayne a confronto con una senilità di dubbi e [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Ciak

Una star cinematografica ormai sul viale del tramonto (Sam Shepard) protagonista di western scaduti fugge dal set e attraversa i paesaggi cari a John Ford per ritrovare la madre dopo trent’anni. E proprio da lei apprende di essere padre di un ragazzo nato tre decenni prima. Inseguito da un assicuratore (Tim Roth) deciso a riportarlo sul set, l’attore comincia il suo pellegrinaggio sentimentale alla [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Wim ha ritrovato Wenders. Il cinefilo tedesco con gli occhiali da intellettuale e il ricciolo imbianchito e scomposto (ma ora porta anche il sigaro hollywoodiano), cresciuto col cielo plumbeo sopra Berlino è tornato con Don't come knocking (Non bussare alla porta), nel sole del West caro a John Ford: ma non più la troppo turistica Monument Valley, meglio le rocce deserte dello Utah.

Dario Zonta
L'Unità

Al cinema ci sono storie che non muoiono mai e ci sono storie che sì ripetono stancamente sempre uguali. Una sola cosa fa la loro differenza: va cercata nella biografia del suo autore e va verificata nella necessità che l’ha prodotta. Non bussare alla mia porta arriva in un momento importante della carriera di Wenders: il regista tedesco, che da anni lavora negli Stati Uniti, ha deciso di «tornare [...] Vai alla recensione »

Antonio Mustara
Tv Sorrisi e Canzoni

Trama: Howard Spence, un attore di film western ormai sul viale del tramonto, si sta consumando tra alcol, sesso e droga. Ma qualcosa cambia quando scopre che Doreen, un suo vecchio amore, ha avuto un bambino da lui di nome Earl. Howard si convince che la sua vita, in fondo, non è stata del tutto inutile. Si mette così alla ricerca del figlio, abbandonando il set del film che sta girando.

Claudia Morgoglione
La Repubblica

A due giorni dal Palmares, a Cannes è momento di Wenders e del suo "Don't come knocking". Un film che rivela totalmente il grande amore del regista tedesco per la cultura a stelle e strisce: "Sono cresciuto a Berlino, quando ho scoperto nella musica, nei libri e nei film il western americano, ho deciso che per me quello era il luogo ideale del pianeta".

Alberto Crespi
L'Unità

«Ho trovato delle droghe che mi aiutano a superare la paura dell'aereo». Così, scherzando (ma chissà...), Sam Shepard ha commentato la propria presenza a Cannes per Don't Come Knocking, film in concorso del quale è sceneggiatore e attore protagonista. La regia è di Wim Wenders, habitué di Cannes (nonché Palma d'oro nel 1984 con Paris, Texas, scritto dallo stesso Shepard), ma la notizia è proprio la [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Avvenire

Torna a Cannes la coppia che nell'84 vinse la Palma d'oro per Paris Texas. Il risultato è Don't Come Knocking, diretto da Wim Wenders e da lui scritto scritto insieme a Sam Shepard, in doppia veste di sceneggiatore e attore protagonista (al fianco di Jessica Lange, Tim Roth, Sarah Polley, Eva Marie Saint). Una storia di paternità molto simile a quella racconta qualche giorno fa da Jim Jarmush.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Il West. Anche con la citazione del western perché Howard, il protagonista, è un attore di film western di serie B. La sua carriera, però, è in declino, così, stufo di tutto, un mattino, dopo una notte di stravizi, pianta in asso il set, il regista e il film che stava interpretando. Mentre lo insegue un assicuratore per fargli rispettare il contratto, lui se ne va nel Nevada da sua madre.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il miglior Wenders di questi anni comincia come un western e prosegue come il viaggio interiore del divo-cowboy Sam Shepard, che un giorno fugge al galoppo da un set fra i canyon dello Utah per andare in cerca del suo passato. Trovando, invece di se stesso, un’America avvilita e malata. Rifugiatosi dalla vecchia madre, che non vede da secoli (la gloriosa Eva Marie Saint di Fronte del porto ), il maturo [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Salutato a Cannes come battistrada di un neo-fiIone sulla “ricerca del figlio” (assieme a Broken Flowers di Jarmusch), il nuovo film di Wenders è un po’ il bigino di tanti suoi precedenti. Ne riassume tutti i temi ossessivi: l’America sognata; la paternità irrealizzabile; il mito dell’impossibile ritorno al passato. Sarn Shepard, che ha scritto sceneggiatura e dialoghi, interpreta Howard Spence, [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Avete presente il dibattito che scoppia appena qualcuno, per farla breve e chiara, dice di un film “è noioso da morire” e si ritrova al tavolo o in salotto con quegli esseri superiori che sostengono bisogna sapersi annoiare”, oppure “i capolavori sono spesso noiosi”? Un paio di titoli in uscita questa settimana sembrano confezionati apposta per rispolverare la tiritera.

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