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Io e Annie
Un film di Woody Allen.
Con Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon.
continua»
Titolo originale Annie Hall.
Commedia,
durata 94 min.
- USA 1977.
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![]() Le nevrosi di Woody Allen |
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Alvy Singer , sguardo in macchina, ci racconta le sue riflessioni sulla vita e sulla morte e sulla fine del suo rapporto con Annie. Fin da piccolo soffriva di qualche depressione relativa al timore dell'espansione dell'universo e anche a causa della sua abitazione situata sotto le montagne russe del Luna Park. Il suo interesse per l'altro sesso era già vivo all'epoca. Divenuto adulto è ora un comico di successo che la gente riconosce per la strada. Le sue ossessioni hanno subìto una trasformazione: ora si sente vittima dell'antisemitismo. Con Annie le cose non vanno bene: arriva in ritardo al cinema (lui odia vedere i film già iniziati) e non ha voglia di fare l'amore. Alvy intreccia il passato prossimo con il presente mostrandoci le fasi del fallimento della sua relazione con Annie. I due si erano conosciuti durante una partita di tennis, l'amore era nato di lì a poco. Alvy aveva spinto Annie a vincere le proprie insicurezze che però permanevano, legate anche alle diverse origini familiari. Lui con famiglia rigorosamente litigiosa ed ebrea; lei di famiglia benestante e fortemente antisemita. Annie trova però finalmente il coraggio per esibire le proprie doti di cantante e viene notata da Tony Lacy, un importante produttore californiano. Tra abbandoni e riconciliazioni Annie e Alvy affrontano un viaggio in California per un provino. Lui non sopporta né i luoghi né il mondo dei discografici mentre lei ne è entusiasta. I due si separeranno definitivamente anche se Alvy, che sente profondamente la mancanza della ex compagna, torna a cercarla. Riesce così a comprendere che Annie vive ormai una vita completamente nuova. La loro storia diventerà una commedia scritta da lui con un finale un po” più lieto di quello reale. Il film si conclude con un nuovo monologo di Alvy sull'assurdità ma anche sull'importanza dei rapporti umani. Amore, morte, rapporti umani e, per la prima volta in modo così marcato, la contrapposizione tra New York (che poi si restringerà a Manhattan) e il resto del mondo. Ma prima conviene ricordare alcuni elementi relativi alla realizzazione del film. Il titolo avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni di Allen, Anhedonia (termine che sta ad indicare la difficoltà a provare piacere nella vita) ma probabilmente il termine viene ritenuto troppo criptico per il pubblico. L'intermezzo costituito dalla scena di animazione, che si rifà alla striscia che compariva all'epoca su alcuni quotidiani viene curato da Chris Ishii, noto per aver realizzato i cartoni animati che avevano come protagonista l'ultramiope Mister Magoo. Ha poi inizio (anche se se ne erano già avute avvisaglie in Bananas) la serie delle partecipazioni illustri o dei ruoli affidati ad attori che “saranno famosi': Marshall McLuhan nel ruolo di se stesso, il conduttore televisivo Dick Cavett, Christopher Walken, Shelley Duvall, Carol Kane, Beverly D'Angelo, Jeff Goldblum e Sigourney Weaver. Quest'ultima (che acquisirà fama internazionale con Alien) si vede affidare il ruolo della prima moglie di Alvy ma vi deve rinunciare per un precedente impegno teatrale ed è così costretta a recitare in una parte molto piccola. Il soggetto nasce come una storia “gialla” ma prende poi un‘altra strada. Il giallo in salsa rosa ( Misterioso omicidio a Manhattan) tornerà a fare la sua comparsa (non casualmente) nel film che segna il nuovo sodalizio tra Allen e la Keaton, dopo le vicende familiari del regista che lo conducono alla separazione da Mia Farrow . Al film verranno assegnati gli Oscar come miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura originale. Allen non sarà presente alla cerimonia perché “chi è che può decidere quale sia il migliore? Credo sarebbe meglio se i rappresentanti dell'industria cinematografica s'incontrassero ogni anno e, in modo solenne, dicessero soltanto: “Questi sono i nostri preferiti tra i film di quest'anno! Tutti noi votiamo e questi sono i nostri cinque film preferiti”. Non il miglior film, perché tutti i film che hanno ricevuto la nomination sono così diversi, ognuno a suo modo”. Il dato però più interessante si trova nel titolo: Annie Hall. Hall è il vero cognome della Keaton che è la compagna del regista e sul set utilizza il suo vero guardaroba: più di una domanda sul ritornante autobiografismo alleniano si riaffaccia nella mente dello spettatore avvertito. Allen conferma, anche se a modo suo: “C'è un aspetto chiaramente autobiografico nel film. Ho pensato al sesso fin dai miei primi accenni di coscienza” (The New York Times”,1977). Ma non è il sesso a dominare la scena o, perlomeno, non da solo (anche se Alvy/Woody si riserva la battuta: “ Sono uno dei pochi maschi che soffre di invidia del pene”). Il Woody narrante interpella direttamente lo spettatore coinvolgendolo come già aveva fatto in Amore e guerra ma in modo molto più immediato: non c'è più il passato, con tutte le sue possibilità di camuffamento, a fare da filtro. Woody torna a misurarsi con l'oggi consapevole, al contempo, della contingenza e dell'universalità dei temi trattati. Ne costituisce indizio preciso proprio la decisione di rivolgersi direttamente al pubblico con la tecnica dello “sguardo in macchina'. Questa interpellazione diretta chiama in gioco lo spettatore al quale ci si indirizzerà nuovamente nel corso del film e anche alla fine per tracciare una sorta di bilancio dell'incomparabile assurdità della vita. Allen rievoca così esplicitamente (inserendo poi altri due accenni nel corso della narrazione) la sua attività di stand up comedian chiamato ad esibirsi nelle situazioni più differenti, dalla riunione politica all'assemblea universitaria. È quanto Annie ha timore di fare: canta ma teme la distrazione di un pubblico da piano bar, è un groviglio di dubbi e insicurezze che cerca di sublimare con il “la-di-da” che costituisce la sua interiezione preferita o con la guida spericolata di una Volkswagen che sa tanto di Europa. |
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premi nomination |
Premio Oscar 5 1 |
Golden Globes 1 5 |
La vita e l'amore secondo woody allen
giovedì 16 febbraio 2006
di Stefano
Per tutti gli appassionati del cinema di Woody Allen, “Io e Annie” rappresenta sicuramente uno dei film più teneri e divertenti di sempre, un’originale, malinconica, dolcissima storia d’amore che racconta con tono autobiografico il vero rapporto tra Allen e la sua partner Diane Keaton. Il film è narrato proprio dal punto di vista schiettamente soggettivo del protagonista, il comico televisivo Alvy Singer, perfetto alter-ego di Woody Allen afflitto da centinaia di assurde manie e perennemente dipendente continua » |
L'impossibilita' dell'amore-passione
martedì 17 aprile 2007
di Darjus
Geniale commedia sull’amore e sulle sue innumerevoli idiosincrasie. Su tutti gli uomini e tutte le donne: destinati ad inseguirsi per sempre, senza trovarsi mai, senza capire il senso e senza poter scoprire la soluzione del mistero. Allen dipinge l’amore, per meglio dire, con Stendhal, l’“amore-passione” che nasce, tocca un apice e poi muore, per rimanere eterno. E lo fa con la consueta arguzia, senza risparmiare frecciate alla California, ai costumi americani e alla stupidità delle mode, né a se continua » |
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L'irrazionalità dell'amore secondo allen
mercoledì 29 agosto 2007
di Gaetano Gorgoni
"Io ed Annie"è un'ironica e intelligente descrizione delle mille nevrosi che attanagliano la coppia moderna in questa società altamente competitiva,ma è anche un'amara riflessione sull'irrazionalità dei rapporti tra uomo e donna,sull'impossibilità di fornire una "ratio" alle nostre scelte sentimentali e sull'incapacità di trovare un'appagamento duraturo nel rapporto di coppia.L'insoddisfazione,forse la monotonia,le nuove prospettive lavorative di Annie, fanno naufragare la storia,naufragio che in continua » |
Maestoso, malinconico, fulminante
domenica 6 marzo 2005
di uxo
Assoluto capolavoro di Woody Allen, che con una folgorante ed intrecciata sequenza di episodi, scava nell'intimismo sentimentale più recondito, con una passione ed una dolorosa autoironia che non può passare inosservata. Merita un 10 solo per le trovate registiche, come la lettura del pensiero dei personaggi in sottotitolo o l'interazione con l'io attuale ed i personaggi del suo passato. Un'onestà intellettuale commuovente ed una serie di frasi da ricordare. Allen scava sul tema dell'amore con continua » |
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| Woody Allen e Diane Keaton | |
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Hai da fare venerdì sera? Oh, beh, no. Oh, scusa, aspetta…ho da fare io. Cosa fai sabato sera? Oh, no, niente, io… Stai andando a ruba a quanto sento. Lo so… Hai un principio di lebbra? |
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| Diane Keaton e Woody Allen | |
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Vai dallo psichiatra? Sì, da 15 anni soli. 15 anni?! Sì. Gli concedo un altro anno, poi vado a Lourdes. |
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| Woody Allen | |
| Facendo la psicanalisi, io…risultò che tendevo al suicidio! E mi sarei ucciso! Ma il mio psicanalista era freudiano rigido, e quelli se ti ammazzi te li ritrovi con la parcella in mano fin dentro il loc**o! | |
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Altre frasi celebri del film Io e Annie
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DVD | Io e AnnieUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 19 marzo 2008
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
In meno di 10 anni Woody Allen è diventato un personaggio indispensabile del panorama umoristico internazionale: la gente corre a vedere i suoi film, compera i suoi libri e si diverte alle sue avventure come protagonista dei fumetti di Joe Marthen (in Italia li pubblica Linus). La struttura della comic strip è fondamentale in tutto il lavoro del comico, che si collega così alla tradizione della storiella ebraica mitteleuropea nonché ai grandi coniatori di aforismi folgoranti (perché non pensare che abbia letto Karl Kraus?). » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Beato chi ci trova alimento per ridere tutto l'inverno. A noi, Io & Annie è sembrato un film di breve spasso, che rimastica vecchi motivi di cinema e letteratura, e li serve mitragliandoci di battute poco spiritose sul vassoio di una sceneggiatura traballante. Buono al più per colorare un grigio dopocena. Ecco dunque che allo spettatore si offre un'altra occasione per prenderci in castagna. Se per qualche mese troverà nell'ultimo Woody Allen un deposito permanente di allegria, meglio per lui. Se no, converrà - serbando anche memoria dello sgraziato Prestanome - che il comico di Brooklyn non ha più ritrovato lo stato di grazia di Prendi i soldi e scappa e Provaci ancora, Sam: cincischia intorno a pungenti intuizioni ma non le sviluppa, si guarda allo specchio ma non va oltre il ritrattino semiserio, amoreggia col paradosso ma spesso ci dà un surrealismo da edicola ferroviaria. » |
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