Io e Annie

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Un film di Woody Allen. Con Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon.
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Titolo originale Annie Hall. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 94 min. - USA 1977. - Cineteca di Bologna uscita lunedý 14 maggio 2018. MYMONETRO Io e Annie * * * * - valutazione media: 4,17 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Il difficile rapporto tra un attore e una cantante Valutazione 4 stelle su cinque

di Great Steven


Feedback: 70003 | altri commenti e recensioni di Great Steven
giovedý 12 novembre 2015

IO E ANNIE (USA, 1977) diretto da WOODY ALLEN. Interpretato da WOODY ALLEN, DIANE KEATON, TONY ROBERTS, CAROL KANE, PAUL SIMON, SHELLEY DUVALL, JANET MARGOLIN, COLLEEN DEWHURST, CHRISTOPHER WALKEN, DONALD SYMINGTON, HELEN LUDLAM, MORDECAI LAWNER
È il film della consacrazione di W. Allen nell’Olimpio dei più dotati registi statunitensi di ogni  epoca, ed è con ogni probabilità anche la sua collaborazione più proficua con D. Keaton. Alvy Singer lavora come attore di teatro, e le capacità per avere successo e divertire il pubblico non gli mancano; con le donne, invece, quest’uomo incredibilmente nevrotico e indeciso fa pietà. Ha alle spalle due matrimoni falliti, e colleziona continui insuccessi con l’altro sesso. Quando il suo migliore amico Rob (col quale condivide la passione per il tennis) gli presenta la cantante di nightclub Annie Hall, donna simpatica e sempre con la testa fra le nuvole, Alvy capisce che può essere l’occasione ideale per rifarsi dei passati fallimenti e cominciare finalmente una relazione amorosa ben più che decente. Ma le sue insicurezze partono prima che lui se lo aspetti a minare la stabilità della nuova coppia, e molto presto Annie inizia a pensare che l’attore non voglia instaurare con lei un rapporto serio. Il fatto di presentare Alvy alla sua famiglia, di cui fanno parte due genitori molto premurosi e un fratello alquanto affettuoso, non serve a migliorare le cose. Tant’è vero che a un certo punto, dopo inarrestabili e smancerosi tiremmolla, la giovane artista musicale scappa a Los Angeles con un nuovo amante, di nome Tony Lacey. Deciso a riconquistare il suo primo e unico vero amore, a costo di superare tutti i suoi condizionanti nervosismi e pur di guidare fino alla metropoli californiana, Alvy si dà da fare per recuperare l’amore e l’affetto che forse non ha perso in maniera definitiva. La sua impresa riscuote il successo sperato. Non solo il capolavoro del regista newyorkese, ma addirittura una delle più brillanti commedie d’oltreoceano che sanno sradicare e dissacrare il complesso funzionamento del rapporto fra i due sessi facendo divertire serenamente gli spettatori e senza ricorrere alla banalità degli archetipi. Film molto parlato, forse fin quasi alla logorrea (ma è una costante del cinema alleniano, non dimentichiamolo), ma talmente ricco di spunti e idee interessantissime che bisogna vederlo almeno un paio di volte per apprezzarlo fin dentro la sua formidabile struttura che fonde mirabilmente un’ironia pungente con un pathos straordinario. Recitando e dirigendo sé stesso, l’autore di questa splendida opera si prende alacremente in giro e ironizza su debolezze che non appartengono solo a lui, ma sono bensì appannaggio di una vastissima categoria di persone che, immerse nella quotidianità ormai opprimente di una vita metropolitana che soffoca le pulsioni primordiali e mette sempre più in secondo piano le emozioni e i sentimenti, continuano a sentirsi sperse e disorientate in un modo molto preoccupante che può mettere in allarme. Infatti, dietro le apparenze di una commedia leggera e quasi inconsistente, Allen sa nascondere un dialogo comunque molto profondo e toccante sul bisogno dell’amore nella società moderna, sulle necessità maschili e femminili da soddisfare affinché la positività trionfi, quantomeno sul piano emotivo, e sul ricorso praticamente obbligato allo sviluppo di disturbi nervosi come risposta alle trasformazioni troppo veloci e pressanti di una modernità assurdamente alienante. Contributi tecnici ineccepibili, fra cui una colonna sonora densa di musiche che sottolineano il progredire della relazione fra Alvy e Annie con eleganza e soave delicatezza. La coppia Allen-Keaton fa naturalmente faville e permette ai suoi detti di fornire alla pellicola l’acqua della vita, ma anche i personaggi ben costruiti di T. Roberts, P. Simon (a sette anni precisi dalla separazione da Art Garfunkel) e un giovane C. Walken non ancora celebre, fanno una figura tutt’altro che trascurabile. Vincitore di quattro Oscar: miglior film, migliore attrice protagonista, miglior regista, migliore sceneggiatura originale.

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