La dea dell'amore

Film 1995 | Commedia, 95 min.

Regia di Woody Allen. Un film Da vedere 1995 con Woody Allen, Mira Sorvino, Helena Bonham Carter, F. Murray Abraham, Claire Bloom. Cast completo Titolo originale: Mighty Aphrodite. Genere Commedia, - USA, 1995, durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 26 gennaio 1996 distribuito da C.G.D - Cecchi Gori Distribuzione. - MYmonetro 3,23 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Allen torna al grande divertimento con questo film in cui l'autobiografia torna a fare capolino. Si trova nei panni di un uomo che, convinto dalla moglie ad adottare un figlio, non resiste al bisogno di sapere chi sono i genitori naturali. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai Golden Globes, 1 candidatura a SAG Awards, Al Box Office Usa La dea dell'amore ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 2,5 milioni di dollari e 326 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,23/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,60
CONSIGLIATO SÌ

Allen torna al grande divertimento con questo film in cui l'autobiografia torna a fare capolino. Si trova nei panni di un uomo che, convinto dalla moglie ad adottare un figlio, non resiste al bisogno di sapere chi sono i genitori naturali. Riesce così a scoprire la madre che fa la pornoattrice e rischia di innamorarsi proprio di lui. A commentare e, in qualche misura, a dirigere gli eventi è un coro greco con tutti i ruoli al posto giusto. La tragedia si muta in commedia ma l'uomo contemporaneo è costretto a confrontarsi con i dilemmi di sempre, sembra dire Allen. Nell'antichità era il teatro il luogo privilegiato della rappresentazione, oggi questo compito è passato al cinema e alla televisione. Woody ama il primo e ce lo dichiara ogni volta che può, anche nel delizioso finale di una delle sue opere più riuscite.

Giancarlo Zappoli

Il Coro, in un antico teatro greco, riflette sul triste destino dell'umanità e racconta in proposito di quanto accaduto a Lenny, un giornalista sportivo newyorkese. Lenny è sposato con Amanda, una gallerista di arte moderna decisamente in ascesa nel suo settore. Amanda vorrebbe avere un figlio ma ritiene di non potersi concedere un'interruzione di attività così lunga come quella che la gravidanza richiederebbe. Vuole quindi adottare un bambino. Lenny è decisamente contrario all'adozione ma deve capitolare. Di lì a qualche tempo viene assegnato loro un bel neonato che, dopo qualche contrattazione, decidono di chiamare Max. Passano gli anni e il bambino cresce sereno anche se la vita di coppia dei suoi genitori non procede più perfettamente. Amanda, per raggiungere i propri obiettivi, si mette a frequentare un ambiente decisamente snob che Lenny non ama. Di quell'ambiente fa parte anche Gerry Bender, un tipo ambiguo ma danaroso, che le fa una corte esplicita che Amanda in qualche modo accetta sperando nel finanziamento di una nuova galleria.
Lenny intanto sente il bisogno di scoprire chi siano i veri genitori di Max, che è un bambino molto intelligente. Grazie alla sottrazione di una cartella e a numerose ricerche il giornalista, ostacolato dal capo del Coro che cerca di invitarlo a desistere dall'insana ricerca, scopre l'identità della madre di Max. Si tratta di Linda Hash, meglio conosciuta come Judy Orgasm, una prostituta pornostar dall'ingenuità disarmante. Mentre il suo matrimonio corre gravi rischi, anche perché Amanda ha ceduto a Gerry che, a sua volta, ha deciso di finanziarle la galleria, Lenny continua a vedere Linda. Il suo scopo è quello di cambiare la sua vita anche se la ragazza continua a considerarlo un cliente timido. Lenny cerca di mostrarle che esiste anche un mondo diverso rispetto a quello della pronografia, la porta a pranzo, va con lei alle corse dei cavalli e cerca anche di sottrarla alle grinfie del suo sfruttatore. Giunger fino a presentarle Kevin, un giovane pugile provinciale e un po'naif. Tra i due il rapporto potrebbe anche funzionare se il ragazzo non venisse a scoprire casualmente la vera professione di Linda. Kevin la picchia e se ne va.
Quando Lenny viene a conoscenza del tradimento di Amanda si reca disperato da Linda con la quale fa l'amore. Quando tutto sembrerebbe correre verso la catastrofe le situazioni si risollevano. Linda, scopertasi incinta di Lenny, incontra un pilota di elicotteri che la sposa e le assicura una vita rispettabile e serena. Amanda capisce che il suo vero amore è Lenny e torna da lui. Kevin è tornato al paese d'origine dove sposa una brava ragaza di campagna.
Un anno dopo Lenny e Linda si incontrano nel grande negozio di giocattoli "Schwarz" di New York. Entrambi hanno con sé il figlio dell'altro ma nessuno dei due lo sa. Il Coro canta una canzone da musical.
La dea dell'amore si apre con una scena vuota: quella lasciata dal David di Pallottole su Broadway col suo ritorno nella quotidianità "reale'? Forse. Certo è che Allen prova ad affrontare il gran teatro del mondo tornando alle origini. "Nulla di nuovo sotto il sole". Tutto è già stato scritto. I grandi miti del teatro antico non sono parole e azioni morte destinate a una rivisitazione mummificata. Dalle architetture del teatro antico si passerà alle vie di New York senza forzature perché "comprendere le vie del cuore è divinare la malevolenza o la stoltezza degli dei che, nell'inane e inetto sforzo di creare surrogati senza macula, lasciarono l'umanità attonita e incompiuta. Prendete ad esempio il caso di Lenny Weinrib, una storia greca e senza tempo quanto il Fato stesso."
Ancora un inizio a tavola in un ristorante per un film di Allen, con la messa in gioco del problema: l'adozione. In questo rifiuto ad adottare dichiarato da parte di Lenny non può non nascondersi l'Allen ex compagno di Mia Farrow "adottante" d'eccellenza. Il gioco sulla scelta dei nomi porta in evidenza gli amori di Woody (Groucho, Django, Sugar Ray, Cole, Magic Johnson, Shane, Theolonious) anche se alla fine il bambino si chiamerà Max. Per la prima volta nel suo cinema, c'è un personaggio da lui interpretato che è così orgoglioso di essere padre al punto di avere un profondo bisogno di scoprire le origini del figlio. Non è una paternità naturale ma non è neppure causa di distacco tra i coniugi come accadeva in Hannah e le sue sorelle per il primo matrimonio di Mickey. Qui l'intrecciarsi di quotidianità e di classicità trova, attraverso il percorso parallelo delle vicende dei due coniugi a molti anni di distanza dalla decisione dell'adozione, l'occasione per l'ennesima riflessione sulle sorti della coppia con un'esplicita apertura all'universalità dei problemi fondamentali dell'esistenza: l'amore, il sesso, la paternità, la consapevolezza. È un film, La dea dell'amore (ancora una volta un titolo meno significativo dell'originale: Mighty Aphrodite, la "possente" Afrodite) in cui le Cassandre e i Tiresia "conoscono" il futuro e il presente e cercano di far parte di questa loro conoscenza agli umani poco disposti a seguirne i consigli. La tragedia sembra non essere più nelle corde sensibili dell'uomo moderno. Se però tutto rischia di mutarsi in una farsa con l'amaro in bocca (il tentativo di flirt tra Linda e Kevin) è la commedia che restituisce al pubblico la profondità della prospettiva con cui Allen guarda ai problemi. Il procedimento a cui Woody sottopone la propria scrittura cinematografica viene chiarito dall'uso, per la prima volta massiccio e palese, della volgarità e del doppio senso triviale. Allen è uno dei registi che più hanno parlato di sesso nel loro cinema e meno ne hanno mostrato ed è sicuramente quello che ha fatto meno ricorso in assoluto alla battuta "bassa'. Qui sembra non solo rifarsi a Sofocle ma anche ad Aristofane quasi a voler sperimentare gli esiti dell'ibrido. Il dramma di Lenny, il suo bisogno di "sapere', andando al di là del consentito, si scontra con gli orologi con maiali in fregola o con l'erogatore di bolle d'aria dell'acquario di Linda a forma di pene. Il mondo di "Judy Orgasm" è tanto lontano da Lenny quanto quello di Gerry Bender. Entrambi fanno del sesso mercenario. La prima facendosi pagare con una naturalezza infantile e il secondo "pagando" (le sovvenzioni per la galleria d'arte). Ma se quello dei mercanti d'arte resta un mondo alieno da cui Amanda deve fuggire per purificarsi (con i personaggi del Coro che girano le loro maschere per passare, sottolineando la sperimentalità dell'operazione, dalla tragedia alla commedia) quello di Linda non è modificabile con interventi tutoriali. I Pigmalioni dei film di Allen hanno sempre fallito il loro scopo e anche Lenny deve comprendere quanto questo non sia il percorso da seguire. Solo non pretendendo di mutare la libertà e la "purezza" interiore di Linda e accettando sul piano cosciente le origini del proprio figlio può ritrovare un equilibrio personale. "Sorridi e il mondo sorriderà con te" non è il lieto fine posticcio di un autore poco abituato all'happy end. È un'ironica visitazione delle strade prese dai protagonisti che si ritrova col sorridere delle pretese umane di "dirigere" il Fato che potrebbe più modernamente chiamarsi "Caso'. Linda e Lenny si incontrano nel negozio di giocattoli entrambi mentendo all'altro per consentirgli di continuare a vivere senza traumi laceranti. Di fronte a una vita che è ironica ma anche meravigliosa non resta che cantare affidando i ritmi del musical a un coro greco. Si ricomincerà cantando in un musical in piena regola:

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Giornalista sportivo e gallerista, sposati senza figli, adottano un bambino. Anni dopo, mentre il matrimonio è in crisi, lui va alla ricerca della madre del piccolo. Scopre che fa la pornodiva squillo, cerca di redimerla. È il più divertente, ma non il migliore, dei 7 film scritti e diretti da Allen nei primi anni '90. Due novità: il coro greco, semovente dal teatro di Taormina alle strade di New York, che commenta lo svolgimento dei fatti e cerca invano di interferirvi, trasformandosi infine in un balletto da musical; e la spregiudicatezza dei dialoghi in materia sessuale. Ottima Mira Sorvino, premio Oscar 1996 come attrice non protagonista.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 12 ottobre 2012
fedeleto

Vi siete mai chiesti cosa provano dei genitori adottivi verso l'incessante curiosita' di sapere chi siano i veri genitori?Questo desiderio lo conosce bene Lenny.Cronista sportivo e marito,Lenny insieme alla moglie adotta un bambino,e dopo qualche tempo desidera conoscere la madre.Scoprira' che tra mille nomi ella e' una prostituta e attrice porno,e tra risate e problemi le cose si [...] Vai alla recensione »

martedì 7 febbraio 2017
Renato C.

I films di e con Woody Allen hanno per me un difetto: Woody parla continuamente! Tuttavia fa dei bei films, simpatici ed anche con uno sfondo psicologico. Qui poi ha avuto una bella idea, quella di far raccontare la trama del film ad una troupe di attori che recitavano una tragedia greca tra antiche rovine di monumenti, ed alla fine sia lui che la entrano in collisione coi narratori e fanno un tutt'uno! [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 gennaio 2015
Onufrio

Commedia greco-americana per Woody Allen, che assistito da una compagnia di teatro greco, racconta il proprio rapporto sentimentale con la moglie Amanda e la decisione di adottare un figlio. Ma strane idee frullano nella testa del nostro protagonista: Chi sono i veri genitori di questo bambino? Lenny comincia ad indagare fino a quando troverà la madre, giovane attrice porno aspirante attrice, [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 dicembre 2011
Le Arti Visive – Official

Titolo: "La dea dell'amore" Regista: Woody Allen Attori principali: Woody Allen, Mira Sorvino, Helena Bonham Carter, F. Murray Abraham, Jimmy McQuaid e Peter Weller. Genere: Commedia Anno: 1995 Trama in breve (sinossi): Lenny (Woody Allen) e la moglie Amanda (Helena Bonham Carter), che lo tradisce segretamente con Jerry (Peter Weller), adottano un bambino (Jimmy McQuaid), figlio della pornostar [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 dicembre 2011
Le Arti Visive – Official

Lenny (Woody Allen) e la moglie Amanda (Helena Bonham Carter), che lo tradisce segretamente con Jerry (Peter Weller), adottano un bambino (Jimmy McQuaid), figlio della pornostar "Judy Orgasm" (Mila Sorvino) sulla quale Lanny andrà ad indagare. Dei film di Allen negli anni '90 è il più divertente (nella sua intelligenza e nei suoi riferimenti all'antica Grecia) ma non il più bello.

domenica 23 gennaio 2011
Angies

Lenny (Woody A.) e Amanda (Helena Bonham Carter) adottano un bambino che si rivela particolarmente sveglio e intelligente. Qualche anno dopo, Lenny curioso si mette alla ricerca della madre (Mira Sorvino) che scopre essere un' attrice di film porno e prostituta. Film spassoso e mai pesante, finora il mio preferito di Woody Allen. Fantastiche le scene con i cori greci.

martedì 6 settembre 2011
cinema style

decisamente convincente .

mercoledì 27 aprile 2011
biaso

...ma non riesco a vederlo più!!! Possibile che non si possa ne acquistare ne scaricare? Alessandro

lunedì 28 dicembre 2009
paride86

Commedia colta e intelligente, piena di trovate originali e personaggi ben scritti. Non si ride come immaginavo, ma è comunque un buon film.

Frasi
Forse hai visto qualche mio film!
È possibile.
Hai visto “La fatata passera”?
Dialogo tra Lenny (Woody Allen) - Linda Hash (Mira Sorvino)
dal film La dea dell'amore
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Irene Bignardi
La Repubblica

Nel ciclo della commedia umana di Woody Allen, che arriva con La dea dell’amore alla ventiduesima puntata, si celebra il perfetto matrimonio della struttura con la leggerezza. Può sembrare quasi irriguardoso nei confronti di Allen usare una parola “pesante’ come struttura. Ma quello che distingue e arricchisce La dea dell’amore rispetto a una qualsiasi meravigliosa commedia alleniana - con un precedente [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Che bravo, Woody Allen. Fantastico. Esiste qualcuno oltre lui che, facendo ridere con situazioni divertenti e battute irresistibili, in una commedia newyorkese di costumi sia capace di affrontare intelligentemente almeno tre argomenti assai seri? Primo, le due forme più contemporanee di alienazione femminile: l'aridità egocentrica dell'arrivismo ambizioso, la trivialità patetica del commercio del proprio [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Quant’è potente Afrodite, la dea greca dell’amore! È a causa del suo influsso che Lenny (Woody Allen), sposato con la bella Amanda (Helena Bonham Carter), decide di saperne di più sul conto della vera madre del piccolo Max, adottato qualche anno prima. La dea dell’amore, dello stesso Woody Allen, non inizia però a Manhattan, dove la coppia vive e lavora, bensì in Italia, nel teatro greco di Taormina. [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Nonostante tutto, si dice alla fine di Crimini e misfatti (1989), gli uomini hanno speranza. Il cuore del comico e dei tragico sta in questa contraddizione e paradosso: non ci sono ragioni per sperare, ma si spera. Di che si tratta? Di coraggio eroico? Di cecità un po’ stupida ma meravigliosa? A queste domande rispondono, in genere, i film di Woody Allen: ora commedia ora tragedia, ora invece né tragedia [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attrice non protag.
Premio Oscar
1996
winner
miglior fotografia
Nastri d'Argento
1997
winner
miglior attrice non protag.
Golden Globes
1996
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